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Lo chiamavano Jeeg Robot

Dalla Festa del Cinema di Roma un film ricco di varie emozioni

di Paola Dei

Un cast di attori strepitosi ed un mix di elementi che vanno dal surreale al metaforico per arrivare al reale dove si condensano amore, vendetta, passione, giochi di potere e potere dei media nel film di Gabriele Mainetti, piacevole sorpresa italiana alla Festa del Cinema di Roma. Il rischio era quello di scivolare nel grottesco, nel già detto, nel già visto, ma il regista lo ha cavalcato nel migliore dei modi dosando tutto in maniera perfetta e riuscendo a farci ridere e piangere allo stesso tempo regalandoci attimi di grande spietatezza accanto a momenti di grande comicità e ironia mentre sotto i nostri occhi attraverso riprese incalzanti e primi piani multicolori assistiamo alla trasformazione di un ladro in eroe dai superpoteri.
Luca Marinetti grandioso nell’interpretazione di un delinquentello estroverso dalle ambizioni sfrenate con velleità canore fa da contrasto a Claudio Santamaria nei panni di Enzo Ceccotti, introverso e scontroso ladro metropolitano che, suo malgrado, si innamora di Alessia, una ragazza folle e ingenua che per sopravvivere agli abusi subiti vive in un mondo parallelo popolato da eroi giapponesi e personaggi di carta ma che con il suo amore riesce a farlo assurgere alle pagine della cronaca come un eroe. Le musiche incalzanti e le riprese con tocchi tarantiniani rendono alcune scene del film leggermente esagerate ma l’effetto generale é decisamente sorprendente.
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