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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La biblioteca risonante 2026. Beethoven all’amata lontana

Un viaggio nel Liederkreis op. 98 di Beethoven a partire dal saggio vincitore del Premio “Piero Buscaroli” 2024

SIENA. Giovedì 14 maggio alle ore 17.30, nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini, prosegue il ciclo La Biblioteca Risonante, la rassegna a cura di Cesare Mancini dedicata ai rapporti tra musica, ricerca e divulgazione e promossa dall’Accademia Musicale Chigiana. L’incontro, intitolato Beethoven all’amata lontana, vedrà la partecipazione della musicologa e pianista Silvia Paparelli e della musicologa Giulia Giovani, che dialogheranno intorno al volume An die ferne Geliebte. Una ricognizione sul Liederkreis op. 98 di Beethoven, saggio edito da Zecchini, con il quale Silvia Paparelli ha ottenuto il Premio “Piero Buscaroli” 2024

L’appuntamento offrirà l’occasione per approfondire uno dei lavori più singolari e innovativi dell’ultimo Beethoven: An die ferne Geliebte op. 98, considerato il primo autentico ciclo di Lieder della storia musicale. Attraverso una ricognizione storica, critica e analitica, il volume di Silvia Paparelli restituisce centralità a un’opera spesso rimasta ai margini della grande storiografia beethoveniana, mettendone in luce il carattere profetico e la straordinaria modernità formale

Il saggio, premiato nel 2025 dall’Associazione “Amici di Piero Buscaroli” e dalla commissione composta da Alberto Basso, Chiara Bertoglio, Sandro Cappelletto, Piero Mioli, Enzo Restagno e Sergio Vartolo, è stato definito “un lavoro approfondito, originale, storicamente documentato”, capace di ampliare in modo significativo la letteratura dedicata a Beethoven e di dialogare criticamente con l’eredità musicologica dello stesso Buscaroli.

Nel corso della conversazione, Silvia Paparelli e Giulia Giovani affronteranno i temi centrali della ricerca: il rapporto tra parola poetica e struttura musicale, la dimensione ciclica del Lied romantico, la tensione tra autobiografia e costruzione formale nell’ultimo Beethoven, fino al ruolo che An die ferne Geliebte ebbe nella nascita della sensibilità musicale romantica europea.

L’incontro si inserisce nel percorso della Biblioteca Risonante come spazio di confronto tra ricerca musicologica, ascolto e riflessione critica, confermando l’attenzione dell’Accademia Chigiana verso la valorizzazione degli studi musicali e delle pratiche interdisciplinari legate alla musica.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Per informazioni:
biglietteria@chigiana.org – tel. 0577 220922

Sinossi dell’opera An die ferne Geliebte. Una ricognizione sul Liederkreis op. 98 di Beethoven
An die ferne Geliebte, il Liederkreis op. 98 di Ludwig van Beethoven, è spesso rimasto, nell’ampia storiografia dedicata al compositore, all’ombra dei grandi “ciclopi” generati dal genio. Le principali monografie dedicano al ciclo per lo più poche righe e non sempre sembra còlto il peso specifico di un’opera che, oltre a essere il primo organico Liederkreis della storia, si colloca a ridosso dell’impervio ultimo decennio beethoveniano. In questo panorama, spicca la lettura di Piero Buscaroli, dalla quale muove questo lavoro con l’obiettivo di fornire una ricognizione storiografica e documentale intorno al ciclo. Sei, come in An die ferne Geliebte, sono le sezioni in cui si articola, nelle quali vengono ripercorse letture e analisi: un avvicinamento al ciclo dell’amata lontana, volto a sottolinearne il ruolo profetico e anticipatore che, infatti, la generazione romantica seppe cogliere. Tra circostanze intime e necessità artistiche, An die ferne Geliebte spinge Beethoven verso una ciclicità della forma, che rappresenta uno degli esiti più singolari e straordinari della sua ininterrotta ricerca strutturale

Silvia Paparelli
Silvia Paparelli è pianista e musicologa e dal 2001 è docente di Storia ed Estetica della Musica presso il Conservatorio “Briccialdi” di Terni. Accanto all’attività didattica, svolge un’intensa attività concertistica e di ricerca musicologica, distinguendosi per un profilo che integra pratica esecutiva, indagine storica e divulgazione scientifica. La sua attività si sviluppa in costante dialogo con istituzioni, festival, università e conservatori in Italia e all’estero, dove è regolarmente invitata come interprete, relatrice e docente in seminari e progetti di approfondimento. La sua produzione scientifica comprende saggi e monografie dedicati alla musica italiana tra Ottocento e Novecento, tra cui la monografia Stanislao Falchi e la Roma musicale della Belle Époque (LIM, 2022), frutto di ricerche dedicate al contesto musicale e culturale italiano di inizio Novecento. Parallelamente all’attività di studio, Paparelli svolge una consolidata carriera pianistica che l’ha portata a esibirsi nelle principali istituzioni musicali italiane ed europee, con particolare attenzione al repertorio moderno e contemporaneo, includendo numerose prime esecuzioni assolute, collaborazioni con compositori viventi, produzioni radiofoniche e registrazioni discografiche.

Giulia Giovani
Giulia Giovani è Professoressa associata di Musicologia e Storia della Musica presso l’Università di Siena, dove insegna nei corsi di laurea in ambito storico-umanistico e dei beni culturali. La sua attività di ricerca si concentra in particolare sulla musica italiana tra Seicento e Ottocento, con un’attenzione specifica alla storia dell’editoria musicale, alla circolazione delle fonti e ai processi di trasmissione del repertorio in età moderna. Ha maturato un profilo scientifico di rilievo internazionale collaborando con istituzioni di ricerca italiane e straniere, tra cui l’Hochschule der Künste di Berna, l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. È coordinatrice scientifica del progetto Clori. Archivio della Cantata Italiana e partecipa attivamente a numerosi progetti editoriali e musicologici nazionali e internazionali, in qualità di membro di comitati scientifici e redazionali di riviste e collane specialistiche.

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