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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Inaugurata la mostra "Là negli orti del mio Redi"

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AREZZO – Si intitola ‘LA’ NEGLI ORTI DEL MIO REDI…’ la mostra fotografica inaugurata sabato 1 Novembre al Circolo Artistico di Arezzo e organizzata da Fidapa Bpw Italy, sezione di Arezzo, in collaborazione con l’Associazione Fotografica Imago. La mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo, prende titolo da un verso del Bacco in Toscana e presenta oltre cinquanta suggestive immagini di Villa Redi, dimora storica signorile di proprietà di Francesco Redi, illustre scienziato e letterato aretino, e dove visse anche Santa Teresa Margherita Redi. Le fotografie esposte guidano l’occhio e la mente dei visitatori a cogliere e riscoprire la bellezza esteriore e interiore di Villa degli Orti, grazie agli abili scatti di sette fotografe: Simona Agostinelli, Gessica Aristarchi, Patrizia Bertini, Giuliana Bianchi, Emanuela Ceppi, Paola Giustini, Elena Scapecchi.

Attualmente il complesso edilizio di Villa Redi è sede dell’Ordine Monastico delle Carmelitane Scalze e mantiene molte caratteristiche di grande pregio architettonico e artistico, tra cui la cappella gentilizia affrescata da Teofilo Torri con storie della vita di San Francesco. Villa degli Orti, grazie alla ricchezza dei suoi terreni, vantava splendidi e rigogliosi giardini (gli ‘horti’ latini cui deve il suo nome originario), ma è attualmente poco conosciuta nella sua armonia e bellezza.

La sensibilità delle fotografe, unita all’accoglienza gentile e comunicativa di Suor Angela e delle altre Sorelle del Carmelo, ha permesso la realizzazione di questo percorso tutto al femminile, valorizzato anche da arredi decorativi e floreali che richiamano il tema del giardino all’italiana.

Per l’occasione è stato inoltre prodotto il docufilm :“Villa degli Orti: un giardino dimenticato. Una favola nella storia”, a cui hanno collaborato: Erika Pacileo per Associazione Culturale Almasen Artisti Associati (sceneggiatura), Mirko Caneschi per Aries Video (riprese e montaggio), Sveva Biagiotti, nel ruolo di S. Margherita Redi bambina, Alessandra Bedino e Fernando Maraghini (voci narranti). Il docufilm, visibile all’interno della mostra, ripercorre i tratti salienti della storia della dimora e ne valorizza ancor più il fascino intatto degli spazi interni ed esterni e la valenza spirituale aggiunta dalla presenza dell’ordine monastico, la cui vita serena e semplice traspare dai momenti di vita ritratti con grande discrezione, armonizzandosi con tutti gli scenari ed ambienti.

La mostra fotografica fa parte del più ampio progetto “Villa degli Orti: un giardino dimenticato”, a cura del Gruppo di Lavoro ‘Arte e Cultura’ della Fidapa Arezzo (composto da Vera Franchetti Croce, Patrizia Fazzi, Franca Rossi, Maria Pia Stocchi, Paola Franca Rossi, Elena De Toma, Anna Bartolini) . Un progetto che si propone di valorizzare questa importante parte del patrimonio locale e territoriale, nonchè le capacità artistiche di personalità aretine, che, prendendo spunto dalle immagini della mostra, creeranno altrettante opere ed oggetti, esposti in una successiva mostra a fine aprile 2015.

Con questo progetto – dichiarano la Presidente Monica Catinelli e Vera Franchetti Croce, Referente del Gruppo Arte e Cultura – la Sezione Fidapa Arezzo vuole dare il proprio contributo a riportare l’attenzione sulla manualità artigianale e artistica, in cui la città di Arezzo si distingue a partire dai monili etruschi e i vasi corallini romani fino alla odierna lavorazione orafa e al settore moda e design. Uno stimolo anche per le giovani generazioni a riscoprire luoghi, personaggi e stili del grande passato e a prenderne esempio per creazioni originali e innovative nei vari settori creativi e produttivi.

La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 6 novembre presso il Circolo Artistico, Corso Italia 108, con orario 10-13, 15,30-19,30 e si sposterà poi nei locali dell’Associazione Fotografica Imago, Via Vittorio Veneto 33/20, Arezzo. L’invito a visitare la mostra è rivolto a tutti e in particolare alle scuole, con l’auspicio che fioriscano interessanti opere create da giovani mani permeate dal genius loci aretino.

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