Il 26 e 27 marzo tra Cortona, Chianciano Terme e Cetona tornano le giornate di studio dedicate alla valorizzazione dei parchi archeologici e del patrimonio culturale
VALDICHIANA. Seconda edizione per Ri-connessioni, il convegno promosso dal Comune di Cortona e dalla Cooperativa Itinera, in collaborazione con l’Accademia Etrusca di Cortona, che quest’anno mette al centro il rapporto tra patrimonio culturale, welfare, accessibilità e benessere. L’appuntamento è in programma giovedì 26 e venerdì 27 marzo 2026 e coinvolgerà tre luoghi simbolici del territorio: Cortona, Chianciano Terme e Cetona.
Il titolo scelto per questa edizione, “Giornate di studio per la valorizzazione dei Parchi Archeologici e del Patrimonio Culturale”, restituisce bene il senso dell’iniziativa: costruire uno spazio di confronto tra istituzioni, studiosi, operatori culturali, amministratori e professionisti del welfare per approfondire il ruolo dei musei, dei parchi archeologici e dei luoghi della cultura come dispositivi di relazione, inclusione e qualità della vita.
Il programma si aprirà giovedì 26 marzo al Centro Convegni Sant’Agostino di Cortona con i saluti istituzionali dei rappresentanti dei Comuni coinvolti, della Regione Toscana e delle principali istituzioni culturali partner. L’apertura del convegno sarà affidata a Paolo Giulierini.
La prima giornata sarà dedicata a due grandi temi. La Sessione 1, dal titolo “Musei e benessere: una relazione virtuosa”, approfondirà il nesso tra archeologia, accessibilità, felicità pubblica, governance culturale e inclusione, con interventi che metteranno in luce esperienze e progettualità capaci di rendere i musei sempre più aperti e partecipati. A moderare sarà Daniela Vianelli.
Seguirà la Sessione 2 – “L’acqua che cura”, coordinata da Sergio Angori, che sposterà l’attenzione sul patrimonio termale e sul suo valore storico, culturale e paesaggistico, con contributi dedicati alla cultura delle terme, alle acque curative nel mondo antico, alla tutela dei paesaggi termali e alle nuove forme di valorizzazione, tra cui il progetto “L’acqua che cura – Residenze d’Artista”.
Nel pomeriggio il programma proseguirà con la visita all’area archeologica del Sodo, a cura di Paolo Giulierini, e quindi con il trasferimento a Chianciano Terme presso il MAC – Museo Archeologico di Chianciano Terme, dove è prevista una visita del museo insieme al direttore onorario Giulio Paolucci.
La seconda giornata, venerdì 27 marzo, si svolgerà al Museo Archeologico di Chianciano Terme e prenderà avvio con una sintesi dei lavori della prima giornata, curata da Daniela Vianelli.
A seguire, la Sessione 3 – “Di benessere in benessere! Tra natura, cultura e parchi archeologici, esperienze e progetti in progress”, introdotta e moderata da Paolo Bruschetti, offrirà uno sguardo su progetti che intrecciano benessere contemporaneo, progettazione del verde, teatro archeologico e valorizzazione territoriale.
Particolarmente centrale, in coerenza con il filo conduttore di questa seconda edizione, sarà la Sessione 4 – “Welfare culturale, prescrizione sociale e comunità che generano benessere”, moderata da Eleonora Sandrelli. Gli interventi metteranno in evidenza il potenziale del welfare culturale come leva per il lavoro sociale, la costruzione di comunità inclusive, l’accessibilità dei cammini e la promozione della qualità della vita, con una specifica attenzione alle azioni rivolte alle diverse fasce della popolazione.
Nel pomeriggio, i partecipanti si sposteranno a Cetona, al Parco archeologico naturalistico e Archeodromo di Belverde, per la Sessione 5 con la visita guidata, curata da Angela Cardini, Maria Teresa Cuda e Nicoletta Volante, che sarà dedicata ai temi della valorizzazione e dell’accessibilità nei contesti archeologici e naturalistici, con la partecipazione degli operatori delle cooperative Itinera e Il Labirinto. Le conclusioni sono previste alle 16.30.
“Ri-connessioni” si conferma così un appuntamento di rilievo per il territorio e per il dibattito culturale regionale, capace di mettere in relazione tutela e valorizzazione del patrimonio, innovazione sociale, accessibilità e benessere collettivo. Un percorso che riconosce nei luoghi della cultura non solo spazi di conservazione e conoscenza, ma anche presìdi civici e comunitari, in grado di generare relazioni, opportunità e nuove forme di partecipazione.




