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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il mito di Dracula nel cinema. Un libro racconta

ROMA. Dracula, il suo mito, il fascino senza tempo che non perde la sua capacità di attrarre. Come è stato raccontato dal cinema? Seguendo quali – se ci sono stati – stereotipi?
Lo raccontano in un libro edito da Gargoyle Books Franco Pezzini e Angelica Tintori dal chiaro titolo "The Dark Screen".
Il libro.
Nessun personaggio, reale o di fantasia, ha conosciuto più trasposizioni sullo schermo come il Conte Dracula.A più di un secolo dalla sua prima apparizione, il mito di Dracula mantiene intatto il proprio fascino, ispirando di continuo nuove produzioni cinematografiche e televisive basate sulle sue gesta: dalle molteplici e più diverse trasposizioni della vicenda originaria ai numerosi sequel, fino a storie del tutto autonome, attraverso una lunga serie di maschere interpretative di cui Max Schreck, Bela Lugosi, Christopher Lee, Klaus Kinsky, Gary Oldman sono solo i nomi più noti.

Quali i motivi di un successo così clamoroso e longevo?Tra fanciulle dissanguate e spietati ammazzavampiri, suggestioni apocalittiche e parodie esilaranti, esorcismi e sirene ammaliatrici in chiave hardcore, Franco Pezzini e Angelica Tintori trasmettono al lettore un’inattesa e straordinaria esperienza conoscitiva in un saggio portentoso per multidisciplinarità d’analisi e ricchezza di documentazione.

 

Gli autori.

Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi. Tra i fondatori della rivista “L’Opera al Rosso”, collabora alle riviste “L’Indice dei libri del mese”, “LN – Libri Nuovi” e al sito Carmillaonline (letteratura, immaginario e cultura d’opposizione). Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000), e – insieme ad Arianna Conti – Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi, 2005).Angelica Tintori (Milano, 1967), laureata al D.A.M.S. di Bologna dopo anni di frequentazione della Facoltà di Filosofia all’Università Cattolica di Milano. Lavora con il Museo Teatrale alla Scala nel 1995, ideando e curando la mostra “L’incantevole artificio – Il melodramma nel cinema”. Dal ‘97  al 2004 è soggettista e sceneggiatore di Legs Weaver e Nathan Never per la Sergio Bonelli Editore. Pubblica il suo primo libro nel 2000 con la PuntoZero di Bologna: Michael Crichton – Medici, dinosauri & Co.; mentre l’ultimo è C.S.I. Crime Scene Investigation per la collana I Telenauti (Delos Books) che ha anche curato. Scrive su varie testate, ultima delle quali “Fiction Tv”, e collabora con alcune università e festival letterari.

Hanno detto sul libro: "Restringendo il campo d'indagine al solo re dei vampiri per eccellenza […] [gli autori] hanno di fatto amplificato il territorio di benefica scorreria culturale sino al punto da costruire un libro di per sé stesso Archetipo. Oltre il quale, da oggi, non si potrà andare. Perché tutto quello che c’è da sapere e da apprendere sul conte è qui contenuto". Danilo Arona
"Abbastanza curioso […] che nessuno avesse ancora preso l’iniziativa di […] tentare di leggere in modo analitico tutto quello che da Stoker è nato in oltre centodieci anni di storia del cinema  Ci hanno pensato, finalmente, Franco Pezzini e Angelica Tintori […] In questo lavoro davvero monumentale, l’opera di Stoker non è solo la pietra di paragone di tutti i film che ne sono stati tratti: diventa invece il filtro attraverso cui ciascuno di quei titoli può essere analizzato in modo approfondito. Perché è evidente che ogni deviazione o modifica rispetto alla fonte originale ha avuto una sua ragione precisa nel contesto storico in cui è stata decisa  e proprio per questo può rivelarsi, a un esame attento, estremamente significativa". Alberto Farina

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