Appuntamento al Museo Nazionale etrusco di Chiusi sabato, 24 gennaio
CHIUSI. Nel cuore dell’antica Chiusi, una delle più potenti città dell’Etruria, la figura di Porsenna continua a emergere come una delle più enigmatiche dell’Italia preromana. Condottiero etrusco ricordato dalle fonti latine per la conquista di Roma sul finire del VI secolo a.C., Porsenna ha anche legato il suo nome ad una architettura leggendaria collocata dalla tradizione proprio presso Chiusi: una tomba monumentale descritta come un labirinto sormontato da piramidi, che già in età romana doveva apparire come un prodigio, al confine tra storia, mito e invenzione letteraria.
Al misterioso monumento Fabio Colonnese ha dedicato il suo nuovo volume “La Tomba di Porsenna. Il Labirinto Italico tra mito e ricostruzioni” (Artemide, 2025) che presenterà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 17.00 al Museo Nazionale Etrusco di Chiusi (Via dei Longobardi 2) preceduto dai saluti istituzionali di Mattia Bischeri, Assessore del Comune di Chiusi, con l’introduzione di Fabrizio Vallelonga, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, e con l’intervento di Giulio Paolucci del Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune della Città di Chiusi e il Gruppo Archeologico città di Chiusi. Ingresso libero.
La conoscenza di questo monumento perduto si fonda esclusivamente sulle parole di Varrone, trascritte da Plinio il Vecchio nella Storia Naturale, parole faticosamente sopravvissute alla dispersione del mondo classico e riscoperte dagli umanisti dell’Italia rinascimentale, nel momento in cui le immagini acquistavano un ruolo sempre più centrale nella trasmissione del sapere. Plinio definisce la tomba Labyrinthus Italicus, associandola agli altri tre grandi Labirinti dell’antichità. Tuttavia, la descrizione dell’immenso monumento risulta tanto suggestiva quanto incoerente e ha alimentato una lunga serie di speculazioni e ricostruzioni che ha coinvolto antiquari, architetti e archeologi per oltre cinque secoli. Il volume contribuisce a definire il ruolo delle antichità letterarie nella costruzione della cultura architettonica moderna ed esplora il complesso rapporto intermediale che esiste tra testo e immagine, con particolare attenzione al tema della ricostruzione visiva del patrimonio architettonico perduto, descritto o solamente immaginato.
Fabio Colonnese, nato a Roma nel 1969, è architetto e Professore associato presso il Dipartimento di Storia, disegno e eestauro dell’architettura dell’Università Sapienza di Roma, dove insegna Disegno dell’architettura. Ha partecipato a campagne di documentazione di beni architettonici in Italia, Turchia e Armenia. Oltre al tema dei Labirinti in architettura, oggetto della tesi di dottorato pubblicata in Il Labirinto e l’Architetto (2006), ha dedicato studi alla rappresentazione del movimento (Movimento, Percorso, Rappresentazione, 2012), al disegno storico dell’architettura (La Farnesina ai Baullari, 2023) e al disegno di progetto (Approaches to Drawing in Architectural and Urban Design, 2024).



