L’incontro, che la Società di Esecutori di Pie disposizioni ha promosso d’intesa col Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena, ha alle spalle la campagna di restauro che ha interessato il ciclo pittorico
SIENA. È un convegno importante quello che si terrà venerdì 15 maggio al Santa Maria della Scala per indagare storia e significati di un tesoro ritrovato dell’arte senese del Trecento. Al centro dei lavori della giornata di studi ci sarà il grande ciclo affrescato della Tebaide che decora quello che era in origine il vestibolo dell’oratorio dei Disciplinati ‘sotto le volte dell’Ospedale’. L’incontro, che la Società di Esecutori di Pie disposizioni ha promosso d’intesa col Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena, ha alle spalle l’importante campagna di restauro che ha interessato il ciclo pittorico e l’ambiente che lo ospita tra il 2021 e il 2025, che ha costituito anche una importantissima occasione di conoscenza e di indagine. Ad alcuni mesi dalla presentazione ufficiale del restauro e dalla riapertura alle visite di quegli spazi, la giornata di studi costituisce dunque l’occasione per presentare e discutere le tante acquisizioni che, sul piano scientifico, sono emerse negli ultimi anni su questo antico spazio confraternale e gli affreschi che lo decorano: un ciclo coerente, che risale ai primi anni Quaranta del Trecento e alla mano giovanile di Lippo di Vanni, qui fortemente suggestionato dagli Effetti del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico.
Negli studi più recenti, la qualità e i significati di questo ritrovato capolavoro pittorico del Trecento senese emergono con forza anche alla luce del recupero dello spazio che li ospita, finalmente divenuto leggibile sia nel suo rapporto con gli altri ambienti del grande complesso ospedaliero, sia nelle sue funzioni originarie, profondamente legate alle pratiche e alle ritualità confraternali del Trecento senese. Questo il filo rosso che lega gli interventi delle due sessioni in cui si articola il convegno: la mattinata vedrà infatti a dialogo attorno “spazi e immagini” della Tebaide, storici dell’arte, archeologi, esperti di architettura storica e restauratori. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà invece sui molteplici testi che ci parlano dei confratelli che quelle immagini commissionarono e usarono. Dai volgarizzamenti dei testi devoti che li spinsero a guardare all’esempio dei primi eremiti del deserto di Tebe, sino alle Laude cantate, raccolte o composte dai disciplinati, testi e melodie che a lungo risuonarono in quegli spazi e che insieme alle immagini ancora determinano la suggestione e il valore di quegli ambienti.
L’ingresso è libero.




