Il 15 gennaio una conversazione su alcuni saggi che hanno come protagonista il poeta di Recanati, con l'introduzione del professor Antonio Prete
SIENA. Quale il rapporto di Giacomo Leopardi con la modernità? Fino a che punto l’amore per la classicità, l’assidua frequentazione della poesia e della sapienza degli antichi hanno costituito per Leopardi una lente attraverso cui leggere, interpretare e criticare le figure, i movimenti, le tendenze della propria epoca, di un’epoca che si definiva moderna? Con quali forme – del pensiero e della poesia – Leopardi si distanzia da una modernità che ha fiducia nel progresso, pratica un’adeguazione alle mode, non considera la singolarità vivente dell’individuo per privilegiare l’astrazione delle masse?
In che modo Leopardi moderno interroga la nostra modernità? Queste domande trascorrono nei saggi e nelle ricerche raccolte nel volume Leopardi moderno, uscito presso le edizioni dell’Istituto di Studi filosofici di Napoli, per le cure di tre giovani studiosi, Aretina Bellizzi, Valentina Maurella, Fulvio Vallana. Il volume raccoglie, dunque, saggi di studiosi leopardiani di diverse generazioni, che hanno partecipato ad un ciclo di incontri organizzato dall’Istituto italiano per gli Studi filosofici di Napoli. Tra gli altri contiene i contributi di Massimiliano Biscuso, Fabiana Cacciapuoti, Alberto Folin, Antonio Prete. Il libro si struttura in due parti. Nella prima sezione si esplora il concetto e la visione del “moderno” leopardiano, a partire dalla contrapposizione con l’“antico”. La seconda sezione indaga, invece, come il poeta-pensatore si inserisce nella cultura della modernità senza però venir meno alla sua più propria e radicata vocazione. La conversazione su questi saggi, da segnalare anche per la loro novità e per il piglio del confronto con giovani interpreti, sarà introdotta da Antonio Prete, che dialogherà con gli autori e con il pubblico il 15 gennaio in un incontro che si svolgerà nella Sala degli Intronati di Palazzo Patrizi (ore 17,30 via di Città 75). Presiede e coordina Roberto Barzanti.





