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La corsa per Hollywood: “L’estranea” di Paolo Strippoli candidato italiano agli Oscar

di Paola Dei
 
SIENA. La commissione dell’ANICA ha scelto la “favola nera” firmata dal trentatreenne Paolo Strippoli per rappresentare l’Italia alla 99ª edizione degli Academy Awards. Un horror psicologico audace che rompe i tradizionali schemi del nostro cinema d’autore, pronto a conquistare Los Angeles dopo il debutto alla Mostra del Cinema di Venezia. 
Il Comitato di Selezione ha rotto gli indugi: sarà L’estranea (distribuito all’estero con il titolo The Spiral) a tentare la scalata all’Oscar per il Miglior film internazionale. La pellicola del giovane regista pugliese Paolo Strippoli – già dietro la macchina da presa per il fortunato A Classic Horror Story – ha battuto una concorrenza spietata di altri 20 titoli italiani. La motivazione ufficiale dell’ANICA premia il coraggio: «Un film nuovo, di genere, di un giovane autore, che ha da poco iniziato il suo percorso ed è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica nazionale e internazionale».
Mentre il film si prepara a debuttare nelle sale italiane l’8 ottobre 2026 sotto la bandiera di 01 Distribution, analizziamo nella nostra recensione perché questa “favola nera” ha tutte le carte in regola per stupire l’Academy. 
 Il prezzo di un patto oscuro
 
La Trama: Il passato che bussa sotto il nubifragio
La narrazione si apre a Roma ai giorni nostri, avvolta da una tempesta incessante. Anna (Jasmine Trinca) piomba improvvisamente nell’appartamento della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non è una visita di cortesia: Anna deve confessare un segreto indicibile rimasto sepolto per oltre vent’anni. Attraverso un viaggio a ritroso nel tempo diviso in quattro capitoli ed un epilogo, veniamo trasportati nella Bari opulenta del 1999. È qui che la famiglia Colonna, per salvare la piccola Alice da un tragico destino, stringe un patto faustiano con una misteriosa ed enigmatica figura: “l’Estranea” (Valeria Bruni Tedeschi). In cambio della vita della bambina, la famiglia dovrà pagare un tributo spaventoso fatto di perdite, sfortune e una lenta, inesorabile disgregazione emotiva. 
 
Il focolaio domestico come prigione
Strippoli compie un passo avanti decisivo nella sua evoluzione autoriale. Se nei lavori precedenti l’orrore era legato a dinamiche più grafiche, qui il regista pugliese trasforma il nucleo familiare nel vero cuore dell’incubo. La casa non è più un rifugio sicuro, ma una prigione emotiva claustrofobica in cui i sensi di colpa e i non detti corrodono i legami dal di dentro. La regia usa l’elemento atmosferico della pioggia battente non come semplice contorno, ma come riflesso del tormento interiore e di un’apocalisse imminente che minaccia di spazzare via le fondamenta della famiglia. 
 
Un cast in stato di grazia
Il motore immobile del film è l’alchimia dolorosa tra le sue interpreti. Jasmine Trinca offre una performance straordinariamente misurata, vestendo i panni di una madre spezzata dal rimorso. Al suo fianco, Romana Maggiora Vergano si conferma uno dei talenti più cristallini della sua generazione, incarnando la rabbia e il disorientamento della figlia. A destabilizzare l’equilibrio è una magnetica Valeria Bruni Tedeschi, che infonde al ruolo del titolo un’ambiguità sussurrata e spaventosa, capace di raggelare lo spettatore con un solo sguardo. Notevole anche il supporto di Adriano Giannini nel ruolo del padre. 
 
Perché può convincere l’Academy?
Negli ultimi anni gli Oscar hanno dimostrato una fortissima apertura verso il cinema di genere internazionale capace di fondere il “perturbante” alla critica sociale o al dramma profondo (basti pensare al successo coreano di Parasite). L’estranea non è un horror di spaventi facili, ma un thriller psicologico crudele e struggente che usa i codici del cinema di genere per esplorare le fragilità universali dell’essere umano. 
Con una solida coproduzione internazionale (Italia, Francia, Belgio) e il forte appoggio di Rai Cinema, il film ha davanti a sé una complessa ma stimolante campagna oltreoceano. Il primo verdetto arriverà il 15 dicembre 2026, data in cui l’Academy annuncerà la shortlist dei 15 film semifinalisti. Per ora, il cinema italiano riscopre il coraggio di osare e di cambiare pelle. 
La recensione completa al 7 ottobre. 
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