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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Alla Mondadori si presenta la raccolta poetica “Paradigma di esse”

L'autore, Evaristo Seghetta Andreoli, sarà affiancato da Carlo Fini e Mariangela Colella

SIENA.  Evaristo Seghetta Andreoli è nato a Montegabbione (Terni) nel 1953, dove attualmente vive. Alla sua prima raccolta di versi, “I semi del poeta”, Polistampa 2013, hanno fatto seguito “Morfologia del dolore”, Interlinea 2015 (Premio Confindustria Rovigo, 2015 e Premio La Pergola Arte Firenze, 2018) e “Inquietudine da imperfezione”, Passigli 2015 (Premio Fiorino d’Oro, Firenze 2015, Premio Giovanni Pascoli-Barga 2016, Premio Tagete, Arezzo 2016, Premio Mario Luzi-Roma 2017). La sua più recente raccolta, “Paradigma di esse”, Passigli 2017, ha ricevuto molti riconoscimenti, fra i quali sono da ricordare: Premio Certamen Apollinaris Poeticum – Università Pontificia di Roma 2018, Premio Astrolabio – Pisa 2018 e il premio Città di Sassari 2018. Le sue poesie sono presenti in antologie e riviste italiane e straniere; lusinghiere recensioni sono apparse su: La lettura – Corriere della Sera, La Nazione, Gazzetta di Parma, Erba d’Arno.

“In Paradigma di ‘Esse’ si ritrovano le qualità  già  presenti in “Inquietudine da imperfezione” ma ancora più perspicue e calzanti. Resta fermo, nell’opera, quel tono inconsueto di semplicità  complessa , già  evidente nelle precedenti prove. In queste nuove liriche, tuttavia, l’autore approfondisce la sua consolidata vena poetica: il linguaggio, di affascinante creatività, si prosciuga, come attestano l’apparente naturalezza e la scorrevolezza. In questa rinnovata essenzialità  lo stile si esalta nelle immagini, nelle riflessioni su se stesso e l’altro e il ritmo dei versi acquista sicurezza e musicalità”.
(Carlo Fini)

Aspettare

Non ci rimane che aspettare.

Bottiglie di plastica galleggiano

a riva; sulla battigia

della coscienza restano

quelle scolate nel delirio

dell’errore…

Non ci rimane che aspettare

che passi questa notte

di buio assassino,

e il destino ci lasci da parte

non ci afferri, non ci trascini via,

nel Caos del divenire.

 

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