di Giulia Tacchetti
SIENA. Lo spettacolo di domenica è stato coinvolgente ed entusiasmante, vista la grande partecipazione dei bambini, piccoli (nel mio palchetto c’era Viola di tre anni tutta vestita di rosso ) e grandi, fino alla fascia di età relativa alla scuola media. Devo dire che ho seguito lo spettacolo attraverso i salti, gli accompagnamenti vocali di Viola, che ha partecipato attivamente alle danze, catturata dalla spettacolarità dei costumi, dai colori delle scene, che solo la favola può regalare e dalla musica.
Lo spettacolo con la regia di Andrea Cecchi in tutte e tre le rappresentazioni è stato un successo, registrando sold out, ma il grande successo per noi è quello di avere riunito almeno per una sera le famiglie, riportando a teatro nonni e genitori: Viola era accompagnata dalla nonna e dalla mamma.
Sappiamo che “Alice nel paese delle meraviglie”, scritta da Lewis Carroll nel 1865, è una favola che da sempre è stata oggetto di numerose interpretazioni: letterarie, sociologiche, psicologiche. Infatti si tratta di una grande e complessa metafora (rappresentata anche dai cambiamenti fisici di Alice) del passaggio conflittuale dall’infanzia all’età adulta, come un viaggio nell’inconscio alla ricerca dell’identità e dell’autonomia, affrontando il rigido mondo delle regole dei grandi. Alice nelle sue avventure non appare mai una bambina sciocca e spesso la sentiamo etichettare il mondo degli adulti come noioso, sempre di fretta (il Bianconiglio continuamente in ritardo e per questo in ansia rappresenta il mondo dei genitori). Alice si trova all’improvviso in un luogo che non riesce a comprendere. Il suo corpo si modifica senza una ragione. Piano piano Alice impara a fidarsi solo di sé e ad affrontare l’impossibile, tanto da gestire la crescita del suo corpo in base a quello che mangia e beve. Importanti sono gli incontri con personaggi particolari come il Bruco, che spingerà la ragazzina a chiedersi chi è e ad accettare che il cambiamento fa parte della sua vita (lui diventerà farfalla). Lo Stregatto dispensa una certa saggezza attraverso risposte enigmatiche. Il suo continuo apparire e scomparire riflette l’idea che la realtà non è mai completamente stabile e certa e che il mondo può essere visto da prospettive diverse. -“Quale strada devo prendere per uscire di qui?”, Alice –“ Tutto dipende da dove vuoi andare”, il Gatto. –“ Non mi importa molto” – risponde Alice. – “Allora non importa quale via sceglierai”, il Gatto” . – “Basta che arrivi da qualche parte”- risponde Alice. – “Oh di sicuro lo farai, se solo camminerai abbastanza a lungo”. Senza un chiaro obiettivo, qualsiasi direzione è valida. In molte occasioni Alice si trova davanti a delle scelte che la spingono a decidere (ma non sempre ci riesce) quale sia veramente la sua strada, per potere raggiungere gli obiettivi prefissati.
Il Cappellaio Matto è uno dei più significativi personaggi della favola, rappresenta lo scontro tra routine e avventura. E’ in perenne lotta con il tempo, per questo dice ad Alice che “è sempre l’ora del the” ed aggiunge che “occorre un po’ di follia, per colorare la vita tua”. E’ inutile combattere con il tempo, sempre questo passerà. Cerchiamo di festeggiare tutte le occasioni che la vita ci presenta.
Simone Marzola interpreta il Cappellaio Matto in maniera eccezionale, come Benedetta Boschi Alice. Sanno fare tutto: cantare, ballare, recitare. La Compagnia delle Formiche produce uno spettacolo molto bello: Claudia Naldoni, nel ruolo della Regina di Cuori, con i suoi abiti rosso fuoco, rappresenta l’elemento malvagio della favola, perché tiene prigioniera la regina Bianca e taglia le teste ai sudditi disobbedienti, tanto da mettere in crisi il lavoro del Cappellaio Matto. La sua figura nasconde una critica alle rigide regole dell’età vittoriana, ma ai bambini presenti in teatro non interessa, perché alla fine è la regina Bianca che vince, il Bene vince sul Male, come in tutte le favole che si rispettino.
In realtà, questo non è l’unico finale della favola, perché Alice all’improvviso si sveglia e, come se avesse sognato tutto, racconta la sua avventura alla mamma.
Le musiche d Lapo Ignesti ed Elisa Bisceglia assieme al corpo di ballo hanno fatto ballare tutti, bambini ed adulti. Bellissime le scene di Gabriele Moreschi ed i costumi di Elisabetta Lombardi, Lucia Pini, Marta Regolini.



