Alla Galleria Olmastroni la restituzione finale del percorso ideato da Fondazione Musei Senesi che ha coinvolto giovani artiste, artisti e curatrici
SIENA. Dopo aver attraversato due territori e due diverse storie dell’acqua – quella legata alla cura a Chianciano Terme e quella legata al lavoro a Colle di Val d’Elsa – il progetto Acqua che cura, Acqua che lavora torna a Siena per un nuovo momento di confronto. Il 7 agosto alle 17.30, alla Galleria Olmastroni, artisti, artiste e curatrici protagonisti del progetto di Fondazione Musei Senesi intitolato FMSchool si ritrovano per mettere in relazione gli esiti delle due residenze e aprire una riflessione comune su ciò che il lavoro nei territori ha fatto emergere: il rapporto tra memoria e trasformazione, tra paesaggio e comunità, tra pratiche di cura e forme di appartenenza.
La mostra, realizzata con il Comune di Siena – Servizio Musei e Collezioni Civiche, riunisce dunque per la prima volta nel capoluogo gli esiti delle due residenze d’artista sviluppate a Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme, rispettivamente attorno ai temi dell’acqua come risorsa per il lavoro e dell’acqua come fonte di cura e benessere. Il ritorno a Siena non rappresenta però semplicemente la ricomposizione di due mostre già realizzate: è un nuovo passaggio del progetto, in cui le esperienze maturate nei territori vengono messe in relazione e rilette attraverso uno sguardo comune.
La Galleria Olmastroni diventa così il luogo di un terzo tempo della ricerca. Le opere, nate in rapporto con contesti, persone, memorie e pratiche specifiche, vengono ricollocate in un nuovo spazio, dove possono entrare in dialogo. È proprio questo spostamento a generare una lettura ulteriore: il lavoro e la cura, inizialmente assunti come due direzioni distinte, rivelano dimensioni profondamente intrecciate, accomunate da temi come la trasformazione, la rigenerazione, la custodia e la relazione.
«Con questa mostra – afferma la coordinatrice di FMS, Carolina Taddei – riportiamo a Siena le artiste, gli artisti e le curatrici del progetto di residenze FMSchool. Un’avventura lunga sei mesi durante i quali abbiamo avuto l’opportunità di vedere il talento di questi giovani mettersi alla prova per indagare, conoscere e raccontare il nostro territorio con il linguaggio delle arti visive. Il risultato sono opere diverse che usano ora la tecnologia ora i materiali tradizionali, talvolta creano relazioni, ma sempre parlano del tema dell’acqua, indagato nelle forme del lavoro e della cura. Accompagnare il lavoro delle residenze è stato un modo per riflettere sul nostro essere territorio che sa aprirsi al contemporaneo, mettersi alla prova e innescare processi creativi ancora oggi».
«Con convinzione – aggiunge Michelina Eremita, responsabile del Servizio Musei e Collezioni Civiche del Comune di Siena – si presentano in una mostra a Siena, presso la Galleria Olmastroni di Palazzo Patrizi, gli esiti della residenza organizzata dalla Fondazione Musei Senesi. I motivi di base sono chiari, in quanto il Comune non solo ha avuto parte attiva nel processo guidato da FMS ma, data la destinazione under 35 della Galleria, è assolutamente naturale decidere di portare in città la ricerca artistica sullo stesso tema affrontato dalla programmazione della Galleria con alla base lo stesso target di età. Gli intenti coincidenti che non fanno altro che vivacizzare gli spazi e le prospettive di tutti».
Due percorsi di ricerca: dalla città ai territori e ritorno
Il percorso di formazione e ricerca di FMSchool aveva preso avvio proprio a Siena, a febbraio, con un primo periodo di studio e confronto presso il Santa Maria della Scala. Da qui artiste, artisti e curatrici si sono spostati nei territori, dove la ricerca si è costruita attraverso sopralluoghi, workshop e incontri con imprese, artigiani, istituzioni e comunità locali. A Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme il progetto ha seguito due direzioni differenti, legate alla storia e alle caratteristiche dei luoghi, per poi tornare nel capoluogo e mettere in comune ciò che è emerso durante le residenze.
A Chianciano Terme Acqua che cura, a cura di Szonja Szurop, si è sviluppata a partire dal Parco Acqua Santa e dal patrimonio termale della città. Le ricerche hanno attraversato le sorgenti, il fiume Clanis, il termalismo, le infrastrutture della cura e le trasformazioni ecologiche del paesaggio, interrogando il rapporto tra natura, corpo e pratiche di rigenerazione. L’acqua è stata osservata non soltanto come risorsa terapeutica, ma come soggetto e materia capace di custodire tracce, trasformare paesaggi e mettere in discussione il rapporto tra esseri umani e ambiente.
A Colle di Val d’Elsa, invece, Acqua che lavora, a cura di Bianca Marsella, ha indagato il rapporto tra acqua, produzione e lavoro, attraversando il fiume Elsa, la tradizione del cristallo, gli oggetti domestici, le memorie familiari e le economie locali. La residenza ha dato vita a un percorso diffuso tra musei, spazio pubblico e luoghi istituzionali, mettendo in relazione la dimensione produttiva con quella intima e quotidiana del territorio. I lavori sviluppati da artiste e artisti hanno guardato alla memoria come qualcosa da custodire e reinterpretare, interrogando il rapporto tra comunità, paesaggio e cultura materiale.
Una nuova geografia dell’acqua
A Siena, i due percorsi tornano dunque a incontrarsi. Le opere non ricostruiscono semplicemente le esperienze sviluppate sui territori, ma ne fanno emergere nuove connessioni e possibilità di lettura: l’acqua che cura può diventare anche materia che trasforma; il lavoro può assumere la forma di una pratica di custodia; la memoria può depositarsi nei corpi, nei paesaggi e negli oggetti; la rigenerazione può riguardare tanto una comunità quanto un ecosistema.
Attraverso linguaggi e pratiche differenti – dalla pittura alla scultura, dal video all’installazione, fino alle pratiche performative e partecipative – le artiste e gli artisti hanno costruito una relazione diretta con i luoghi e con le persone che li abitano. Le opere restituiscono adesso uno sguardo che si allontana dalle narrazioni più consolidate per concentrarsi su storie quotidiane, memorie individuali e collettive, gesti, relazioni e trasformazioni.
A completare il percorso saranno presentati i cataloghi delle due residenze, pubblicati da ViaIndustriae nel 2026, che raccolgono testi, immagini, documenti e materiali di ricerca prodotti durante il progetto.
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ACQUA CHE CURA / ACQUA CHE LAVORA
opening 7 agosto 2026, ore 17.30
Galleria Olmastroni, Siena
Mostra visitabile fino al 28 settembre 2026
Acqua che cura
A cura di Szonja Szurop
Artiste e artisti: Indiara Di Benedetto, Carola Gatto, Luca Gori
Acqua che lavora
A cura di Bianca Marsella
Artiste e artisti: Luca Pagin, Francesca Baglieri, Filippo Contatore, Alicya Ricciuto
“FMSchool – Acque, materiali e altri paesaggi sommersi” è un progetto di Fondazione Musei Senesi, curato da Chiara Vacirca e Gabriele Tosi, e finanziato dal Programma Regionale Toscana FSE+ 2021–2027, con il sostegno dell’Unione Europea e della Regione Toscana – Giovanisì. Al fianco dei partner istituzionali – i Comuni di Siena, Colle Val d’Elsa, Radicondoli, Rapolano Terme, Chianciano Terme e Casole d’Elsa – la rete dei sostenitori comprende Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Galleria Continua, Galleria Fuoricampo, Siena Art Institute, Terra di Siena Lab, Toast Project, TVSpenta e Unione Comuni Valdichiana.






