{"id":95,"date":"2013-12-03T09:19:57","date_gmt":"2013-12-03T08:19:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2013\/12\/03\/porta-laterina-detta-anche-stalloreggi-di-fuori\/"},"modified":"2013-12-03T09:19:57","modified_gmt":"2013-12-03T08:19:57","slug":"porta-laterina-detta-anche-stalloreggi-di-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/porta-laterina-detta-anche-stalloreggi-di-fuori\/","title":{"rendered":"Porta Laterina, detta anche Stalloreggi di Fuori"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">SIENA. La Porta Laterina o del Laterino, posta nella cinta muraria antica che va da Porta Fontebranda a Porta San Marco, ha una storia particolare, legata alle chiese, ai monasteri, alla toponomastica ed alle battaglie che presso di essa vi furono.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Questa porta si apriva, come dalla descrizione dell&rsquo;erudito Teofilo Gallaccini, &ldquo;sul settimo circuito di Siena, che &egrave; l&rsquo;ultimo del terzo Citt&agrave;, il quale parte discendendo, e parte ascendendo rincontro alla fonte della Vetrice, che a tempi nostri s&rsquo;&egrave; tutta ricoperta dal terreno accresciuto, s&igrave; per le piene del piano del mercato delle vaccine, e de&rsquo; porci: ed ascendendo al Poggio del Cardinale volto a ponente, segue dilongandosi; formando un&rsquo;angolo in un cavaliere a piedi, dove torcendo verso Mezzo giorno primieramente forma la porta di Laterino murata gi&agrave; sono pi&ugrave; d&rsquo;ottant&rsquo;anni, quindi torcendo alquanto longo l&rsquo;orto delle monache di S. Marta, si allonga fin che da luogo alla porta a San Marco&rdquo;.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Questo tratto di mura fu portato a compimento intorno al 1326 e la nostra Porta Laterina, venne detta &ldquo;Porta Nuova di Stalloreggi&rdquo;o anche &ldquo;di Stalloreggi di Fuori&rdquo;, in quanto era il prolungamento esterno della stessa via e porta di Stalloreggi pi&ugrave; antica.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Questo nuovo circuito murario, che cominciava dal convento delle Monache di Vallepiatta e che si inizi&ograve; a progettare nel 1247, prevedeva anche la costruzione della Porta di Fontebranda. Al termine dell&rsquo;opera, furono disattivate le porte di Vallepiatta di Sotto e della Vetrice, che vennero sostituite dalla pi&ugrave; esterna Fontebranda, mentre pi&ugrave; in alto persero importanza, con la nuova porta del Laterino, quella di S. Ansano (dietro l&rsquo;ospedale, vicino alla chiesa di S. Sebastiano lato fosso), quella del Verchione (vicino a Piazza della Postierla) e quella di Stalloreggi, detta anche &ldquo;Due Porte&rdquo; per la forma a doppio fornice.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Nel 1355 il Comune ordinava alle Compagnie Militari di &ldquo;custodire&rdquo; le porte di accesso alla citt&agrave; ed anche questa era nell&rsquo;elenco di quelle al quale si doveva fare la guardia. Di Porta Laterina se ne occupava al tempo la Societ&agrave; di &ldquo;Stalloregii exterioris&rdquo; che doveva anche presidiare la via che andava alla famosa &ldquo;Fonte della Vetrice&rdquo;, come emerge dalle cronache del Tizio : &ldquo;&hellip;Societatis Stalloregii interioris ad Portam Stalloregii &amp; ad angulum Verchionis, Societatis Stalloregii exterioris ad Portam Laterinam &amp; ad viam, qua tendur ad Fontem Vetricius&hellip;&rdquo;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Il luogo dove sorse (poggio e borgo del Laterino), era anticamente chiamato Poggio del Rosajo e successivamente prese il nome di Poggio del Cardinale. A poca distanza dalla porta Laterina, (internamente dopo la costruzione della nuova cinta muraria), nacque intorno alla fine dell&rsquo; 800 un Monastero che si chiam&ograve; della &ldquo;Santissima Trinit&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Secondo Luigi Torelli, autore dei &ldquo;Secoli Agostiniani&rdquo;, ovvero la storia del Sacro ordine eremitano agostiniano, questo convento del Laterino, fu concesso prima ai Cistercensi, come &egrave; anche dimostrato da un documento del 1208 e poi pass&ograve; agli agostiniani a met&agrave; dello stesso secolo grazie ad una concessione fatta dal Priore di San Galgano all&rsquo;Eremo di Lecceto. Probabilmente ci furono dei problemi perch&eacute;, come testimoniano alcuni documenti rinvenuti nella nostra Biblioteca Comunale, nel 1256 dovette intervenire il Vescovo di Perugia con mandato di Papa Alessandro per derimere delle controversie nate tra i &ldquo;frati della Trinit&agrave; del Laterino&rdquo; ed alcuni senesi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Nel 1339, dopo un periodo in cui fu governato da un altro ordine religioso, torn&ograve; ancora agli agostiniani con altro beneficio concesso sempre dal priore di San Galgano. La Chiesa della Trinit&agrave; venne infine distrutta nel 1426\/1428.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Vicinissimo alla Porta Laterina era anche un antico Ospedale detto &ldquo;de&rsquo; Tignosi&rdquo;, probabilmente lo stesso attribuito a quei monaci eremiti camaldolesi che poi si sposteranno definitivamente vicino a porta Laterina nel 1348, provenienti dal vicino poggio di Galignano. Documenti testimoniano per&ograve; che quest&rsquo;ordine aveva gi&agrave; alcuni possedimenti nel poggio del Laterino fin dalla met&agrave; del 1200. Qui fonderanno una nuova Abbazia con il nome di S. Maria (poi detta della Rosa), che venne distrutta nel 1554, al tempo della Guerra di Siena, costringendo i suoi frati a spostarsi a Santa Mustiola (Badia ad Arco). Secondo il Pecci (invece), i monaci vennero nel Poggio della Rosa undici anni prima e cio&egrave; nel 1337 e la loro Badia prese il nome proprio dalla localit&agrave;, tanto che, quando i frati si trasferirono a Badia ad Arco, vicino a Piazza S. Agostino, questo nuovo convento continu&ograve; ad essere chiamato dai senesi &ldquo;Badia della Rosa&rdquo;. La sua distruzione del 1554 non fu opera, come alcuni sostengono, delle truppe imperiali, ma avvenne da parte degli stessi senesi che, in quel modo, volevano evitare che diventasse un punto d&rsquo;appoggio per i nemici, in quanto troppo vicino alle mura. Tale strategia fu adottata anche a Porta Tufi e a Porta Romana dove furono abbattuti altri importanti monasteri.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Dalle cronache del Sozzini infatti, emerge che nel dicembre del 1554, i tedeschi avevano fatto un fosso fuori dalle mura di Laterino, &ldquo;rincontro al baluardo murato, per timore che una notte gl&rsquo;Imperiali non vi appoggiassero le scale, per essere in quel luogo le mura pi&ugrave; basse della citt&agrave;&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">L&rsquo;ubicazione dell&rsquo;antico monastero della Rosa era secondo le antiche fonti, di poco fuori dalla porta, probabilmente dove sorse poi il Camposanto, mentre l&rsquo;antica chiesa della Santissima Trinit&agrave; era, secondo il Macchi,  a ridosso della porta, ma dalla parte interna.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Proprio sulle rovine della chiesa della Santissima Trinit&agrave;,  nel 1643, Mattias de&rsquo; Medici aveva autorizzato i &ldquo;Dazzieri&rdquo; del fisco, che qui stanziavano costantemente a presidio, la costruzione di una cappella dedicata a S. Giovanni Battista decollato che serv&igrave; per oltre un secolo (fino al 1786), previa autorizzazione della Biccherna, alla contrada della Pantera ed era offiziata dalla &ldquo;Compagnia della Morte&rdquo; che qui dava gli ultimi servigi ai condannati alla pena capitale. Per questo motivo questa piccola chiesa venne appellata dal popolo con il nome di &ldquo;chiesino degli impiccati&rdquo;. Dal Diario del Gigli riportiamo in proposito il seguente testo: &ldquo;La domenica fra l&rsquo;Ottava della Decollazione solennizzano gli abitanti della Pantera alla Chiesa, dove si d&agrave; sepoltura a Giustiziati la festa del Santo Precursore. Fu questa fabbricata dal Fisco nell&rsquo;anno 1643 e vi ha giurisdizione, come sopra si disse, la Compagnia della Morte. Vedesi dietro a detta Chiesa l&rsquo;antica Porta del Laterino oggi serrata, fuor della quale resta il Poggio del Rosajo, dove fu altra volta un Monastero di Camaldolensi; oggi s&rsquo;intende questo luogo il Poggio del Cardinale&hellip;&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Nel 1492, il Cardinale Francesco Piccolomini comper&ograve; per 1.200 fiorini, in questa zona, un podere ed un sottostante mulino (credesi quello denominato di Lama o delle Lame), che erano dello Spedale di S. Maria della Scala e da allora il Poggio Laterino prese il nome di Poggio del Cardinale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Dal questo luogo fuori da Porta Laterina, scendeva, fin dal 1100, una strada che traversava la Tressa in un punto chiamato Ponte del Rosajo e che nel 1184 fu celebre per i fatti di guerra che videro l&rsquo;esercito dell&rsquo;Imperatore Federico sconfitto da Siena. In realt&agrave; Federico, al quale la nostra citt&agrave; aveva chiuso le porte in faccia, aveva lasciato solo met&agrave; del suo esercito, alla guida del figlio Arrigo, partendosene convinto che, per l&rsquo;assedio di Siena, bastassero poche migliaia di soldati, ma sbagli&ograve; i suoi calcoli.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Sempre su questo colle, volsero a favore della Repubblica senese, le sorti di un&rsquo;altra battaglia: quella del 1526, quando i fiorentini vennero clamorosamente messi in fuga dalla inaspettata fuoriuscita dell&rsquo;esercito di Siena sotto assedio. Proprio in questa localit&agrave; vennero rotte le truppe &ldquo;Corse&rdquo; e ci fu il primo cedimento delle linee nemiche che si concluse poi con la sconfitta passata alla storia come la &ldquo;Battaglia di Camollia&rdquo;, in quanto l&rsquo;esercito fiorentino, proprio fuori da Camollia aveva concentrato il grosso degli armati e fu stretto a sorpresa in una morsa a &ldquo;tenaglia&rdquo; dai fuoriusciti senesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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