{"id":421,"date":"2018-08-22T11:27:02","date_gmt":"2018-08-22T09:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=421"},"modified":"2018-08-22T11:27:02","modified_gmt":"2018-08-22T09:27:02","slug":"duro-mestiere-del-granciere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/duro-mestiere-del-granciere\/","title":{"rendered":"Il duro mestiere del granciere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L\u2019ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, di pari passo con la sua espansione, si era dato nel tempo regole sempre pi\u00f9 stringenti in materia di amministrazione dei propri beni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Per capirne meglio l\u2019organizzazione e l\u2019evoluzione bisogna consultare i suoi statuti a partire da quello del 1305 e quello del 1318 che segnano un quasi definitivo assetto di leadership e organigramma, che si ripeter\u00e0 senza grandi cambiamenti anche nei secoli successivi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Per quanto riguarda l\u2019Ospedale, oltre al Rettore, nei primi decenni del trecento vi erano tutta una serie di figure che svolgevano precisi ruoli all\u2019interno della sede davanti al Duomo e che erano eletti dal \u201cCapitolo\u201d. Erano genericamente conosciuti come \u201c<i>Officiali<\/i>\u201d del Santa Maria della Scala.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Tra questi grande rilievo aveva la figura del Camerlengo che di fatto controllava tutte le entrate e le uscite di denaro ed aveva una certa libert\u00e0 di manovra per quanto riguarda l\u2019alienazione dei beni. Nello Statuto del 1318 tra l\u2019altro era esplicitamente riportato che \u201c<i>el detto camarlingo sia tenuto e degga guardare li beni\u2026 e tenere quelle cose che sonno da tenere quelle cose che sonno da tenere, e dare quelle cose che sonno da dare<\/i>\u201d. Gli era per\u00f2 severamente vietato di dormire pi\u00f9 di una notte fuori dalla citt\u00e0. Questo incarico durava in genere sei mesi o al massimo un anno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il camerlengo era sempre affiancato da uno \u201cscrittore\u201d e coadiuvato da un notaio (due notai a partire dal 1318). La gestione dei generi alimentari era appannaggio di due \u201ccastaldi\u201d di cui almeno uno doveva essere un frate e che curavano diversi \u201ccellerai\u201d tra i quali quello del pane, degli alimenti vari e la cantina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Un altro frate si occupava del granaio dove, oltre al frumento e alla farina, erano stipati anche i legumi e i cosiddetti \u201cbiadi minori\u201d, ma la porta aveva due serrature e lui possedeva solo una chiave. L\u2019altra era data ad un altro frate in modo tale che al magazzino potessero accedere in due contemporaneamente e mai uno solo. L\u2019addetto al granaio provvedeva a rifornire giornalmente di farina il responsabile del forno che era direttamente alle dipendenze del camerlengo e che cuoceva il pane. Questo ufficiale \u201cfornaio\u201d, come da statuto, consegnava l\u2019intera partita di pane solo e soltanto al camerlengo perch\u00e9 potesse controllarne la produzione ed annotare in appositi registri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma il frate responsabile del granaio aveva anche un altro compito importantissimo: quello di pesare e mandare il grano ai mulini affinch\u00e9 i mugnai potessero trasformarlo in farina e riportarlo in ospedale. Nei primi del trecento questo ufficiale consegnava circa 25 moggia di grano (circa 99 quintali) ogni tre giorni. Altre figure ricoprivano gli incarichi pi\u00f9 diversi, come il responsabile degli animali da sella e da soma di propriet\u00e0 del Santa Maria che si occupava anche della compravendita delle bestie. Sotto la sua supervisione erano tutti i \u201cfanti\u201d o \u201cfantini\u201d dell\u2019ospedale, cio\u00e8 quei garzoni che direttamente accudivano e guardavano questi animali e da lui dipendevano anche le assunzioni o i licenziamenti degli stessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dal 1320, in piena espansione dell\u2019ospedale, un\u2019altra figura si rende necessaria per tutti i lavori di manutenzione e costruzione degli immobili, quella dell\u2019\u201c<i>operaio<\/i>\u201d, che altro non era che un frate che sovrintendeva a tutte le opere del Santa Maria. Egli era responsabile \u201c<i>di tucte l\u2019uopere e lavorii de lo spedale e di mectare e trare maestri e manovali<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma il Santa Maria della Scala non doveva gestire solo la grande casa-madre senese, bens\u00ec anche tutto ci\u00f2 che possedeva fuori le mura e che ormai aveva gi\u00e0 in parte raggruppato e organizzato in tante grandi fattorie chiamate grance. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">A capo di ogni grancia c\u2019\u00e8 il granciere che viene nominato ogni anno il primo gennaio o il primo luglio, come altri ufficiali, da una commissione formata da tre frati cittadini e tre frati residenti nel contado. Tendenzialmente ad essi veniva richiesto di saper scrivere ma, quando non lo sapevano fare, gli venivano affiancati degli \u201cscrittori\u201d. Essi dovevano rendere ragione delle loro spese al camerlengo almeno ogni tre mesi ad esclusione del granciere di Grosseto che faceva di conto ogni sei mesi. Ai grancieri infatti era riservato un letto nell\u2019ospedale senese per quando si recavano in citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Essi ricevevano dalla casa-madre anche uno stipendio, pari a quello degli altri frati, ma avevano qualche agevolazione in pi\u00f9. Alla fine del trecento, il Santa Maria della Scala, che aveva attraversato momenti di crisi economica dovuta anche a guerre, peste e carestie, sembrava aver ritrovato un\u2019organizzazione abbastanza funzionante ed un gruppo di circa quindici amministratori esperti che gestivano le grance del contado.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gi\u00e0 a cavallo tra il trecento ed il quattrocento si cominciano a trovare dei veri e propri esperti di settore che, a seconda del caso, erano pi\u00f9 formati ed indicati nella gestione degli ospizi o delle grandi grance, o delle piccole grance a seconda delle loro peculiarit\u00e0 ed esperienze sul campo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Santa Maria della Scala tendeva ad inviarli nei vari luoghi a seconda delle proprie esigenze e ad effettuare una rotazione (non sempre omogenea) in modo da non farli rimanere troppo a lungo nel medesimo posto. Prenderemo per esempio Andreuccio di Rozzo che fu granciere a Stigliano nel biennio 1379-1380, a San Quirico d\u2019Orcia nel 1381, a Scrofiano (Sinalunga) dal 1382 al 1392, poi ancora a S. Quirico nel 1393, alle Serre di Rapolano nel 1394-1395, poi a S. Angelo in Colle nel 1396, di nuovo a Scrofiano nel 1397-1398 ed infine spedaliere a Rieti negli anni 1399-1401.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Essere \u201cofficiali\u201d del grande ospedale senese comportava sicuramente degli oneri e dei doveri importanti, ma anche alcuni privilegi e vitalizi che non erano per quei tempi cosa da poco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">E se dentro la casa-madre (Ospedale Santa Maria della Scala di Siena) i controlli nei confronti di questi soggetti erano pi\u00f9 stringenti, nel contado e nelle grance rurali era pi\u00f9 facile cadere in scorrettezze e farsi tentare da alcuni vizi capitali. Ma una volta scoperti gli errori dei suoi addetti, siano essi lavorativi che dovuti ad umane debolezze, dall\u2019ospedale di Siena fioccavano provvedimenti disciplinari pi\u00f9 o meno pesanti. Se i grancieri erano sospettati di frode venivano immediatamente espulsi oppure, per errori amministrativi di un certo rilievo, venivano destituiti e destinati ad altri ruoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1379 veniva espulso ad esempio Salvestro di Cionino, granciere a San Quirico d\u2019Orcia, per \u201cmolti e molti difetti in grave danno e vergogna dello Spedale\u201d. Sempre nel 1379 il camerlengo non approvava i conti di Fortunato di Petruccio e Giovanni di Giovanni perch\u00e9 le spese del mangiare e del bere erano ritenute esagerate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1381 da Siena partiva una lettera a tre frati della grancia di San Quirico ammonendoli per \u201cla loro mala vita\u201d e minacciandoli se non si fossero ravveduti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1385 venivano sollevati dall\u2019incarico i grancieri di Firenze e di Stigliano: il primo perch\u00e9 a Firenze \u201cpoco si contentano\u201d ed il secondo perch\u00e9 \u201cpoco atto et assai difettuoso\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma le sanzioni pi\u00f9 severe erano riservate a coloro che si macchiavano di colpe morali danneggiando l\u2019immagine dell\u2019ente nei confronti della popolazione. Ne fu un esempio Frate Fortunato Petrucci che venne cacciato nel 1381 perch\u00e9 ebbe un figlio \u201cin grande vituperio della casa\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1384 anche frate Jacomo di Mino Neri fu accusato di \u201cvita dissoluta e modi non buoni\u201d tenuti ai Bagni di Macereto e a Stigliano in \u201cdanno e vergogna de lo spedale\u201d. Gli fu chiesto di rettificare i suoi comportamenti, ma evidentemente il frate continu\u00f2 nei suoi errori tanto che per punizione fu mandato un anno nella grancia di Montepescali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Essere inviati in maremma, dove l\u2019ospedale aveva diverse grance (tra cui quella di Grosseto), era in quei tempi una enorme punizione. <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La maremma infatti, oltre ad essere fisicamente distante dalla citt\u00e0, aveva la fama di luogo assai pericoloso e primitivo, ma soprattutto insalubre.<\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno L\u2019ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, di pari passo con la sua espansione, si era dato nel tempo regole sempre pi\u00f9 stringenti in materia di amministrazione dei propri beni. 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