{"id":416,"date":"2018-07-24T18:27:05","date_gmt":"2018-07-24T16:27:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=416"},"modified":"2018-07-24T18:27:05","modified_gmt":"2018-07-24T16:27:05","slug":"la-leggenda-re-giannino-senese-sfioro-trono-francia-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-leggenda-re-giannino-senese-sfioro-trono-francia-seconda-parte\/","title":{"rendered":"La leggenda di Re Giannino, il senese che sfior\u00f2 il trono di Francia (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. (Seconda parte) Eravamo rimasti al punto in cui il senese Giannino Baglioni, dopo essere stato informato sulla sua condizione di nascita dal tribuno romano Cola di Rienzo, si apprestava a rivendicare presso le corti europee il suo titolo di erede legittimo del trono di Francia, forte dei documenti di cui era entrato in possesso e dell\u2019appoggio politico della nuova signoria romana. Ma subito dopo (8 ottobre1354), una congiura operata dalla famiglia Colonna mise fine alla vita del tribuno che avrebbe dovuto aiutarlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il precipitare della situazione politica romana lo convinse a far ritorno nella sua citt\u00e0 e sospendere temporaneamente i suoi tentativi diplomatici, ma delle sue rivendicazioni si era fatto carico anche un influente personaggio senese: frate Bartolomeo Mini dell\u2019Ordine dei Predicatori. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>settembre 1356<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> Giannino era ancora in Siena e lo dimostra un documento autentico del 23 di quel mese (ASS, Diplomatico Patrimonio Resti Ecclesiastici, Compagnie, 1356, settembre 23). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo documento i coniugi Vanni di Ser Vanni e Cionella di Contro di Guido, volendo nel tempo rimanente della loro vita servire nell\u2019Ospedale di S. Onofrio della Compagnia di S. Andrea nel Terzo di Camollia, donarono a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giannino di Guccio<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, in qualit\u00e0 di Priore della stessa e rettore dell\u2019ospedale di S. Onofrio, una loro casa nel popolo di San Maurizio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Solo quattro giorni prima (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>19 settembre 1356<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) di questa testimonianza documentale, presente nel nostro Archivio di Stato di Siena, si era svolta presso Poitiers una durissima battaglia che aveva visto soccombere il re francese Giovanni II sotto la scure inglese. Fu una sconfitta decisiva sia dal punto di vista militare che economico. Giovanni II fu catturato e la Francia costretta a pagare, in riscatto della sua vita, l\u2019equivalente di due anni di tutte le entrate statali. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Era un momento di sicura debolezza del trono francese e la situazione politica europea in fermento. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Frate Mini ne approfitt\u00f2 subito per rilanciare le sue accuse a Giovanni II, colui che pubblicamente defin\u00ec l\u2019usurpatore del trono di Francia. In un infuocato discorso ai senesi, disse che la sconfitta di Re Giovanni altro non era che una sconfitta divina per quell\u2019uomo che us\u00f2 usurpare il trono di Francia in modo meschino. In realt\u00e0 l\u2019usurpatore era suo padre e non lui, ma la maledizione, come si sa, ricade anche sulla progenie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo questo sussulto popolare, il Concistoro di Siena ed il Consiglio Generale ritennero di una qualche utilit\u00e0 politica affrettarsi a riconoscere le ragioni di Giannino Baglioni quale erede al regno francese e nominarono addirittura una Bal\u00eca per onorarlo e difenderlo. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Cominciarono per Giannino una serie di viaggi in tutta Italia e in Europa (Cesena, Bologna, Venezia, Buda ecc\u2026), dove ottenne solo alcuni parziali riconoscimenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019ottobre del 1358 un altro documento (ASS, Archivio Riformagioni, Consiglio della Campana, ottobre 1358) ci rende noto che, essendo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giannino di Guccio Baglioni<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ormai da tempo fuori Siena per le note vicende, fu tolto \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>dalle ballotte pel Terzo di Camullia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, cio\u00e8 non poteva pi\u00f9 essere eletto nei maggiori organi dello stato senese, ma al contempo si ribadiva l\u2019appoggio di Siena alla sua causa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Giannino percorse molti stati. A Venezia ottenne dei finanziamenti cospicui dalla \u201cnazione ebrea\u201d, mentre a Buda fu riconosciuto ufficialmente come nipote da suo zio Ludovico, il fratello della regina Costanzia che gli don\u00f2 una pergamena di accredito valida in tutti i regni cristiani (il documento, citato da molti scrittori, \u00e8 indicato da pi\u00f9 fonti come esistente anche in Siena, nell\u2019Archivio Sansedoni\/Libro degli Uffiziali\/ foglio 41 che per\u00f2 non ho visionato). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Giannino era ormai diventato l\u2019emblema di tutti coloro che, a torto o a ragione, non parteggiavano con il trono Francese. Lo scontro per\u00f2 non fu solo politico perch\u00e9, dopo questo itinerante viaggio fatto di pochi riconoscimenti, molte titubanze e tantissime \u201cnon prese di posizione\u201d di molti potentati, il re senese decise di passare ad azioni di forza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Recatosi in Provenza (sul suolo francese) con un esercito di mercenari per lo pi\u00f9 di origine inglese prese a scontrarsi con le truppe del re ed a conquistare castelli, tanto da far venir meno l\u2019appoggio del Papa (in realt\u00e0 aveva sembra finto un interessamento alla sua vicenda) che addirittura a quel punto mise una taglia sulla sua testa. Giannino, forte dell\u2019appoggio del capitano di ventura De Vernay, occup\u00f2 con i suoi Pont-Saint-Esprit nei pressi di Avignone.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A questo punto il papa indirizz\u00f2 una lettera di fuoco al Re Ludovico e a sua moglie Giovanna regina di Sicilia, definendo Giannino come un pericoloso cittadino senese squilibrato, mosso a rivendicare il trono francese con \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>suggestione maligni spiritus<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Il sette gennaio 1361 Giannino fu catturato ed imprigionato, mentre il De Vernay avvelenato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A Marsiglia fu processato e torturato fino ad estorcergli confessioni di sodomia e falso monetario, delitti che poi ritratt\u00f2. Alcuni mercanti senesi, che esercitavano a Marsiglia, ottennero che la sua prigionia fosse mitigata e che fosse condotto a Napoli, dove arriv\u00f2 nel febbraio 1361 e dove fu rinchiuso nel carcere di Castel dell\u2019Ovo. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Da qui invi\u00f2 numerose lettere al pontefice, alla regina e all&#8217;arcivescovo di Napoli, ma tutto risult\u00f2 invano, comprese le richieste di alcuni illustre personalit\u00e0 e molti suoi concittadini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo la leggenda mor\u00ec dentro questa prigione nel 1369, quasi dimenticato dal mondo ed \u00e8 in questi lunghi anni di segregazione che scrisse la storia della sua vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In un documento importantissimo (Memorie secrete della Regina Giovanna, pag. 264), compilato dal cancelliere della sovrana, si notifica che nel 1362 un tal Giovannino \u201cche da pazzia spinto s\u2019era spacciato per re di Francia\u201d si trovava effettivamente carcerato in Napoli \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>e fu dimandato per l\u2019escarcerazione e consegna di esso alla regina di Napoli dagli ambasciatori e consiglieri de re francese Pietro vescovo di Nevers, Gualtieri di Chatillion e signore di Fert\u00e8 ed Ivone Derian secretario suo. Ma Giovanna si scus\u00f2 con quelli di non poter compiacere il Re, come havrebbe desiderato, perch\u00e9 ne avea dato parte al Pontefice senza il cui permesso non potea lei disporre del carcerato<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Se la leggenda di Re Giannino assomiglia molto pi\u00f9 ad un romanzo trecentesco che ad una storia realmente accaduta, non v\u2019\u00e8 dubbio che fu costruita assai bene perch\u00e9 comunque essa si aggancia a fatti realmente accaduti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre rimane assolutamente non provata la discendenza del Baglioni quale figlio legittimo del re di Francia, non v\u2019\u00e8 alcun dubbio che l\u2019uomo Giannino di Guccio Baglioni di Siena \u00e8 esistito e vissuto in Siena, come testimoniano decine di documenti. \u00c8 anche provato che ad un certo punto questo personaggio fu convinto (o si autoconvinse) di essere l\u2019erede del trono francese. Sono anche veri molti documenti che testimoniano queste sue rivendicazioni e il fatto che tentasse di riavere il suo posto sul trono di Francia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse fu una congiura ordita dai nemici della Francia o forse il mercante senese si ritrov\u00f2 volente o nolente nel bel mezzo di uno dei pi\u00f9 grandi intrighi diplomatici di quel periodo. Fatto sta che qualcosa di clamoroso Giannino Baglioni tent\u00f2 di farla. Della faccenda ne volle parlare infatti anche un illustre, \u201cquasi contemporaneo\u201d personaggio della letteratura italiana, quel Benvenuto da Imola che fu il primo commentatore di Dante Alighieri. Egli scrisse, a proposito della Sapia e dei \u201csenesi gente vana\u201d: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Et sic tetigit Dante de vanitate Senensium&#8230; Sed quid dixisset poeta noster si vidisset non est diu <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Zaninum senensem<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>, qui permisit sibi persuaderi tam facile quam vane quod erat rex Franciae? et iam dabat dignitates et promittebat officia, dimissa propria hereditate ei senesi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">E chi poteva essere questo \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Zaninum senensem<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d se non il nostro Giannino senese? <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(<strong>Fine<\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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