{"id":409,"date":"2018-07-20T13:23:25","date_gmt":"2018-07-20T11:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=409"},"modified":"2018-07-20T15:43:27","modified_gmt":"2018-07-20T13:43:27","slug":"la-leggenda-re-giannino-senese-sfioro-trono-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-leggenda-re-giannino-senese-sfioro-trono-francia\/","title":{"rendered":"La leggenda di re Giannino, il senese che sfior\u00f2 il trono di Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong><span id=\"_CONV_ID_1\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_4\">SIENA. (<em>Prima puntata<\/em>).<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_5\">Mi capita sempre pi\u00f9 spesso, quando compio indagini ed approfondimenti storici su argomenti avvolti nel mistero, che salta sempre fuori una piccola o grande verit\u00e0. <\/span><span id=\"_CONV_ID_6\">In questo caso specifico, quello che sembrava un racconto puramente inventato e distante anni luce dalla fondatezza, si \u00e8 svelato invece straordinariamente vero e con notevoli riscontri. <\/span><span id=\"_CONV_ID_7\">Alla fine di questo approfondimento non sar\u00e0 ancora chiaro se questo Giannino fosse effettivamente un discendente del re di Francia, (come lui sosteneva), ma certo \u00e8 che fece di tutto e di pi\u00f9 per rivendicarne il trono.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_8\">Della sua vicenda scrissero molti eruditi<\/span><span id=\"_CONV_ID_9\">, senesi e non, antichi e moderni, dal&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_10\">Tizio a Girolamo Gigli, dal Maccari a Tommaso&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_11\">Agazzari<\/span><span id=\"_CONV_ID_12\">, dal De Angelis al Cagliaritano, dal Prunai al&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_13\">Callegari<\/span><span id=\"_CONV_ID_14\">, dal Benvoglienti a&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_15\">Tommaso di Carpegna Falconieri (2005)<\/span><span id=\"_CONV_ID_16\">,&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_17\">ma soprattutto la sua vicenda venne accennata da&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_18\">Benvenuto da Imola<\/span><span id=\"_CONV_ID_19\">, primo commentatore di Dante e contemporaneo di Re Giannino. <\/span><span id=\"_CONV_ID_20\">La vicenda ha dell\u2019incredibile perch\u00e9 correlata di avvenimenti pi\u00f9 vicini al romanzesco che alla storia, pi\u00f9 adatti alla<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_21; _CONV_ID_22\">trama di un film d\u2019azione che ai fatti provati. Basti pensare che tutto nasce da uno scambio di neonati in culla e dalle testimonianze di una donna che potrebbe essersi inventata tutto di sana pianta. Dunque non si faccia caso se molti di coloro che se ne sono occupati fino ad oggi non hanno mai nascosto un certo scetticismo, almeno sulla prima parte di questa incredibile storia.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_23\">Il tutto ha inizio il 15 novembre 1316 quando nacque a Parigi&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_24\">Giovanni I<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_25\">detto&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_26\">il postumo<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_27\">. Egli era il figlio del re capetingio&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_28\">Luigi X<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_29\">e di&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_30\">Clemenza d\u2019Ungheria<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_31\">. Il padre era da poco morto e non vide mai suo figlio Giovanni (detto appunto il postumo), quello&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_32\">avrebbe dovuto<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_33\">sostituirlo nel trono di Francia. Ma il piccolo Giovanni mor\u00ec in circostanze misteriose cinque giorni dopo la sua nascita (20 novembre 1316) e fu sepolto nella basilica di Saint Denise.&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_34\">Dopo la morte del re<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_35\">il trono era retto temporaneamente dallo zio Filippo V, che poi, dopo la prematura morte dell\u2019infante, divenne il re di Francia a tutti gli effetti. In molti alimentarono il sospetto che fu proprio Filippo V a far uccidere il piccolo Giovanni per salire al trono legittimamente.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_36\">Anche la regina Clemenza, vedova ed incinta del futuro re, nutriva forti sospetti su una probabile congiura ai danni del nascituro e appena avvenuto il parto aveva scambiato in culla il piccolo Giovanni con un infante di origini senesi, figlio di un Baglioni che in Francia era andato ad operare per conto dei&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_37\">Tolomei<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_38\">. Dunque a morire fu in realt\u00e0 questo bambino e non il vero erede al trono. G<\/span><span id=\"_CONV_ID_39\">uccio di Mino di Geri Baglioni<\/span><span id=\"_CONV_ID_40\">, personaggio realmente esistito, fu un mercante senese rappresentante a&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_41\">Neaufle<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_42\"><\/span><span id=\"_CONV_ID_43\">sur<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_44\">l\u2019<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_45\">Eure<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_46\">della compagnia senese della famiglia&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_47\">Tolomei<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_48\">.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_49\">La lontananza da Siena e dalla famiglia lo fecero innamorare di una certa Maria, figlia di un nobile francese, signore di&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_50\">Carcix<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_51\">che spos\u00f2 segretamente. Rimasta incinta la nuova sposa<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_52\">,<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_53\">il matrimonio segreto venne alla luce e Guccio, per sfuggire all\u2019ira del padre di Maria, fu costretto a rientrare in Italia. Maria invece venne internata in convento ma, grazie alla regina Clemenza, fu introdotta a corte come futura nutrice del Re di Francia che sarebbe nato contemporaneamente a suo figlio. <\/span><span id=\"_CONV_ID_54\">Fu lei che accett\u00f2 ed oper\u00f2 lo scambio dei neonati e che poi, per paura di ritorsioni, ne tenne il segreto per moltissimi anni.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_55\">Guccio Baglioni intanto, tornato in Italia ed ignaro che suo figlio era stato scambiato, chiese ed ottenne che il piccolo venisse a Siena per farlo crescere ed educare. Cos\u00ec avvenne. <\/span><span id=\"_CONV_ID_56\">Giannino (Giovanni) Baglioni ben presto cominci\u00f2 ad inserirsi nel mondo del commercio e della mercatura ed apr\u00ec un&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_57\">proprio banco c<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_58\">ollegato con quello dei&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_59\">Tolomei<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_60\">(<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_61\">suoi parenti<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_62\">)<\/span><span id=\"_CONV_ID_63\">. <\/span><span id=\"_CONV_ID_64\">Il giovane si era nel frattempo sposato con&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_65\">Giovanna di Niccol\u00f2&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_66\">Vivoli<\/span><span id=\"_CONV_ID_67\">, nipote di&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_68\">un&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_69\">fra&#8217;&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_70\">Tofano<\/span><span id=\"_CONV_ID_71\">, procuratore della &#8220;Domus&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_72\">Misericordiae<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_73\">&#8221; di Siena<\/span><span id=\"_CONV_ID_74\">. <\/span><span id=\"_CONV_ID_75\">Dopo la morte della sua Giovanna&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_76\">nella pestilenza del 1348,&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_77\">si ri<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_78\">spos\u00f2&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_79\">con&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_80\">Necca<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_81\">di Vanni di Gello<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_82\">.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_83\">Egli ricopr\u00ec diversi incarichi nella Siena del tempo, istituzionali, politici e civili. <\/span><span id=\"_CONV_ID_84\">La documentazione senese ci conferma infatti che Giannino fu nel 1342 procuratore della Misericordia e nel 1343 camerlengo della stessa confraternita. <\/span><span id=\"_CONV_ID_85\">Nel frattempo&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_86\">che l\u2019ignaro Baglioni viveva la sua vita a Siena, in Francia&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_87\">Maria di&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_88\">Carsix<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_89\">in punto di morte (1345) aveva deciso di rivelare il suo segreto e fornire alcune prove tangibili ai frati agostiniani Giordano e Antonio, frequentatori della corte francese che a loro volta ne avevano interessato alcuni alti funzionari.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_90\">Le ricerche per rintracciate il Delfino di Francia, con molta probabilit\u00e0, non furono effettuate per non inimicarsi il re o comunque, come accadde ad alcuni funzionari che si recarono a Roma per il Giubileo del 1350 e che dovevano cercarlo, non ottennero nessun risultato. <\/span><span id=\"_CONV_ID_91\">Nonostante questo alcune lettere ufficiali furono recapitate dai frati francesi ai senatori romani ed al rettore della commenda di Altopascio (Ordine Ospedaliero con filiali in tutta&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_92\">europa<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_93\">, compresa Siena) affinch\u00e9 si adoperassero in questa missione.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_94\">Intanto la vita di Giannino Baglioni,&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_95\">lanaiolo<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_96\">e nipote di Salomone&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_97\">Tolomei<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_98\">procedeva a gonfie vele in Siena dove ormai il giovane era divenuto una persona importante e stimata. <\/span><span id=\"_CONV_ID_99\">Alla fine del 1349, proprio in occasione del Giubileo, Giannino era stato nominato procuratore, sindaco e rappresentante della \u201c<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_100\">Compagnia dei Battenti o Disciplinati<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_101\">\u201d che si riuniva nel nuovo ospedale di S. Onofrio presso la chiesa di S. Andrea (ASS, Diplomatico Patrimonio Resti Ecclesiastici, Compagnie, 1349 novembre 8). La chiesa e l\u2019ospedale di cui parliamo sono ancora oggi ubicati nel medesimo posto del nostro centro storico, all\u2019inizio di via Montanini. In particolare l\u2019ex ospedale, che poi divenne oratorio, \u00e8 quello quasi adiacente alla chiesa, davanti alla via denominata del Sasso di San Bernardino e dove oggi si pratica il culto ortodosso per i molti immigrati provenienti dalla Romania e dai paesi dell\u2019est. <\/span><span id=\"_CONV_ID_102\">Passato il Giubileo, Giannino ancora non era venuto al corrente dei fatti che di qui a breve gli stravolgeranno la vita.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_103\">Frate Antonio, depositario di tutto il materiale comprovante lo scambio dei neonati, decise nel 1354 di recarsi in Italia per cercare lui stesso il vero re di Francia, ma cadde ammalato in quel di Porto Venere. Prima di morire riusc\u00ec tuttavia ad inoltrare tutti i suoi documenti comprovanti le origini del Baglioni a&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_104\">Cola di Rienzo<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_105\">,&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_106\">da poco divenuto<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_107\"><\/span><span id=\"_CONV_ID_108\">tribuno romano<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_109\">,<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_110\">che li ricevette il 6 settembre 1354.&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_111\">Il tribuno riusc\u00ec a rintracciare&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_112\">Giannino a Siena (sembra in quel momento ricoprisse un importante incarico nel governo senese) e gli invi\u00f2 una o pi\u00f9 lettere per invitarlo a recarsi a Roma. <\/span><span id=\"_CONV_ID_113\">Una di queste, non sappiamo se sia la prima, \u00e8 certamente quella del 18 settembre 1854. Alcuni studiosi sostengono che Giannino Baglioni non avesse creduto a precedenti inviti verbali di Cola di Rienzo e ne avesse preteso uno scritto.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_114\">La lettera esiste ancora conservata e trascritta e fu pubblicata nei secoli scorsi in numerosi libri.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_115\">Certo fu anche il viaggio a Roma intrapreso da Giannino che si fece accompagnare in quella visita dal suo notaio Andrea Guidarelli. <\/span><span id=\"_CONV_ID_116\">Una volta giunto faccia a faccia col tribuno fu messo al corrente dei fatti che lo riguardavano e<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_117\">d<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_118\">ebbe copia di tutta la documentazione comprovante la sua vera origine regale. Cola di Rienzo gli promise il suo appoggio politico e lo esort\u00f2 ad intraprendere un viaggio nelle principali corti europee per ottenere giustizia ed il riconoscimento ufficiale del trono di Francia. <\/span><span id=\"_CONV_ID_119\">Avrebbe cominciato recandosi a Montefiascone dove si trovava in quel momento il Cardinale di Spagna e poi ovunque<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_120\">, anche&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_121\">ad Avignone dal Papa (Innocenzo VII).<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_122\">Mentre Giannino si recava a Montefiascone un colpo di stato a Roma destitu\u00ec Cola di Rienzo ma, poco prima che venisse ucciso, un\u2019altra lettera del 7 ottobre<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_123\">1354<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_124\">fu da lui inviata a Giannino Baglioni. Anche questa \u00e8 ritenuta originale e reca la sua firma che \u00e8 stata oggetto di prova calligrafica: \u201c<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_125\">Nichol\u00f2<\/span><span id=\"_CONV_ID_126; _CONV_ID_127\">cavalieri del Popolo di Roma, per l\u2019Apostolica Sedia de la Citt\u00e0 santa senatore illustre, sindico, capitano e difensore si raccomanda. Dal Campidoglio, ad\u00ec VII d\u2019ottobre 1354<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_128\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_129\">Anche questa costituisce una enorme prova che la nostra non fu soltanto una leggenda.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_130\">Tra le righe Cola di Rienzo (<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_131\">Nichol\u00f2<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_132\">) ribadisce e sprona ancora una volta Giannino a perseverare nella sua impresa \u201c<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_133\">che voi siete veramente re di Francia e vero figliuolo de lo re Luigi primo, nato de lo re Filippo&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_134\">el<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_135\">Belle; e la madre vostra fu Madama la&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_136\">reina<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_137\"><\/span><span id=\"_CONV_ID_138\">Clementia<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_139\">figlia di Carlo Martello,&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_140\">el<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_141\">nome vostro a le fonti del battesimo fu Giovanni, e pertanto non vi&nbsp;<\/span><span id=\"_CONV_ID_142\">schomentate<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_143\">, ch\u00e9 certo siate che in ce<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_144\">rto termine voi sarete re e sig<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_145\">nore di Francia, e dico che ogni persona d\u2019esso reame a voi sar\u00e0 soggetta<\/span>&nbsp;<span id=\"_CONV_ID_146\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"_CONV_ID_147\">(<em>1 &#8211; Continua<\/em>)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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