{"id":392,"date":"2017-12-30T15:57:47","date_gmt":"2017-12-30T14:57:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=392"},"modified":"2017-12-30T15:57:47","modified_gmt":"2017-12-30T14:57:47","slug":"castiglion-del-bosco-pietro-lorenzetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/castiglion-del-bosco-pietro-lorenzetti\/","title":{"rendered":"Castiglion del Bosco e Pietro Lorenzetti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Stavolta voglio raccontarvi una storia che riguarda un luogo magico, ora compreso nel Comune di Montalcino e che un tempo fu un castello della repubblica senese. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Fondato dai Cacciaconti sul finire del XII secolo fu possesso di tante famiglie senesi blasonate, forse le pi\u00f9 importanti: Giuseppi, Gallerani, Salimbeni, Piccolomini, Tolomei, Marescotti, Del Cotone, Borghesi, Malavolti-Del Benino, senza tralasciare quella dei Biondi (poi Biondi-Santi) il cui possesso fu pi\u00f9 recente (XIX secolo), che per\u00f2 aveva origini volterrane. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Agli inizi del 1200 Castiglione era gi\u00e0 testimoniato nei documenti come torre e castello e, nella seconda met\u00e0 di questo secolo, dotato di ben due chiese di cui una era Pieve. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">In zona Agresto, ancora rimangono dei resti di quella che fu la Pieve fortificata di S. Michele Arcangelo a\u2019 Monti, la cui torre (la stessa della chiesa o una ad essa molto vicina) fu distrutta in almeno un paio di eventi bellici avvenuti nel secolo XIV. In quello che oggi viene chiamato \u201cBorgo di Castiglion del Bosco\u201d invece, ancora resiste la vecchia chiesa del duecento ed i resti di una struttura fortificata, anch\u2019essa con torre e cinta muraria, da sempre considerata il vero e pi\u00f9 grande \u201cCastello\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il toponimo di questo luogo, che gi\u00e0 di per s\u00e9 rende bene l\u2019idea della folta vegetazione nel quale \u00e8 immerso, \u00e8 in realt\u00e0 abbastanza recente e lo troviamo solo a partire dal seicento, mentre i documenti anteriori lo ricordano come \u201cCastillione Longombrone\u201d o \u201cCastillione iuxta Umbronem\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Ed infatti sotto la collina dove sorge l\u2019antica fortezza, scorre il fiume Ombrone, importantissimo torrente che da sempre, nel bene e nel male, \u00e8 stato in correlazione con gli uomini di queste terre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La zona fortificata pi\u00f9 in alto, dopo aver subito ben due distruzioni, fu pian piano abbandonata e lasciata al suo destino, mentre il castello pi\u00f9 in basso (l\u2019attuale), fu ripopolato demograficamente e divenne uno dei tanti \u201cComuni\u201d del contado senese. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Anche la Pieve di S. Michele detta \u201cai monti\u201d, perse pian piano di importanza ed il suo titolo fu traslato in quella del borgo che ne assunse l\u2019incarico. Nella vecchia pieve ebbe ancora ragione la compagnia laicale di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>San Michelangiolo a\u2019 Monti <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(nata nel 1583), che vi aveva sede, vi faceva dire qualche messa e vi organizzava una processione annuale con un percorso di un paio di chilometri che la collegava all\u2019altra. Ma a fine settecento (1785), dopo richiesta del parroco di Castiglioni e dopo una relazione fatta dal parroco della chiesa vicina di S. Andrea ad Abbadia Ardenga, Monsignor Borghesi, arcivescovo di Siena, decise per la definitiva sconsacrazione di quella pieve, ridotta ormai a rudere. Delle due chiese testimoniate a \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Castiglioni iuxta Umbronem<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, nei documenti della seconda met\u00e0 del duecento, una era detta \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Canonica di S. Michele Arcangelo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, mentre l\u2019altra \u201cChiesa di S. Stefano de Costa\u201d. Ho evidenziato nei miei recenti studi su questa localit\u00e0, che la chiesa di S. Stefano nel borgo \u00e8 la stessa che poi divent\u00f2 Pieve al posto di quella vecchia sui monti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ed \u00e8 proprio in quest\u2019ultima che nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1345<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> il pittore <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pietro Lorenzetti<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, fratello del pi\u00f9 celebre Ambrogio, dipinse un bellissimo affresco dietro l\u2019altare maggiore. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Si tratta di una \u201cAnnunciazione\u201d tra le pi\u00f9 belle del pittore, che fu tra l\u2019altro molto prolifico e che aveva dipinto anche in altre chiese della zona tra le quali quella di Castelnuovo Tancredi. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">A destra sono raffigurati i Santi Michele Arcangelo, Bartolomeo e Francesco d\u2019Assisi, mentre a sinistra S. Antonio Abate, Giovanni Battista e Stefano. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Non a caso S. Stefano e San Michele Arcangelo erano le intitolazioni delle due chiese di Castiglioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sulla data di esecuzione non ci sono mai stati dubbi in quanto fu dal Lorenzetti scritta alla base dell\u2019affresco ed \u00e8 ancora visibile abbastanza perfettamente. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Sull\u2019attribuzione del dipinto (a partire da quella del Brandi del 1931) c\u2019\u00e8 sempre stata concordia tra i vari esperti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 l\u2019ultima opera attribuita a questo artista che intorno al 1350 scomparve e non se ne conoscono altre posteriori. Pur non essendo riuscito a ritrovare alcuna documentazione sul dipinto di Castiglion del Bosco, ho sempre pensato che la committenza fosse quella del Vescovo Donusdeo Malavolti, che qui aveva dei possessi sia di famiglia che legati al vescovado. Per lui tra l\u2019altro il Lorenzetti aveva gi\u00e0 lavorato nel Duomo di Siena e questa chiesa fu ricompresa in quei secoli nella pievania di S. Innocenza, retta per diverso tempo da un Malavolti. Molte dunque le strade che porterebbero ad possibile contratto Malavolti-Lorenzetti, ma un\u2019altra ipotesi mi \u00e8 balenata in testa dopo aver osservato l\u2019affresco molto da vicino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ai piedi della Madonna (in basso) infatti \u00e8 stato disegnato dal Lorenzetti, apparentemente senza significato con il resto del lavoro, un \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>nodo di Salomone<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Fu un simbolo antico tornato particolarmente in voga nella pittura del tardo medioevo, usato da Giotto, Piero della Francesca, poi da Raffaello e Leonardo, ma la particolare caratteristica di questo periodo \u00e8 che si ritrova quasi sempre in concomitanza con le immagini della Madonna, tanto da poterlo dire a tutti gli effetti un \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>simbolo mariano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Non mi addentrer\u00f2 nei mille significati che gli attribuiscono gli esoteristi, o gli appassionati di numerologia, di astrologia eccetera, ma mi limiter\u00f2 a dire che questo nodo di Salomone \u00e8 presente nell\u2019Annunciazione di Castiglion del Bosco. Un\u2019idea particolare per\u00f2 non mi si toglie dalla testa. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1337<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> questo castello, l\u2019adiacente borgo e la chiesa, furono acquistati in blocco da un Piccolomini che, per ribadirne il possesso, fu costretto ad un\u2019azione di forza nei confronti dei soldati inviati in loco da Donusdeo Malavolti vescovo di Siena. Il fatto d\u2019armi avvenne in quanto, dicono le cronache, i Malavolti rivendicavano avere alcuni diritti in Castiglion dei Boschi (<\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alessandra Carniani in \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>I Salimbeni, quasi una signoria: tentativi di affermazione politica nella Siena del &#8216;300<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, Editore Protagon, 1995. Vedi anche G. Antonio Pecci \u201cStoria del vescovado della citta di Siena, unita alla serie cronologica de.\u201d, Edito nel 1748 in Lucca, p. 271. Altra cronaca in Orlando Malavolti \u201cHistoria di Siena\u201d, Seconda Parte, Ed. in Venetia, 1599, p. 99). <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ebbene: questo personaggio era <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Salomone di Bartolomeo Piccolomini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dando per vero l\u2019episodio, supportato anche da altri documenti da me prodotti, da quella data (1337\/1338), Castiglion del Bosco risulta effettivamente di propriet\u00e0 di Salomone Piccolomini. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Potrebbe essere lui il committente dell\u2019affresco del Lorenzetti che fu fatto solo sette anni dopo la compera del castello ed il \u201cnodo di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Salomone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, una semplice ed esplicita dedica dell\u2019artista a chi pag\u00f2 quella bellissima opera.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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