{"id":39,"date":"2013-07-12T17:00:31","date_gmt":"2013-07-12T15:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2013\/07\/12\/grancia-di-cuna-il-mulino-ritrovato\/"},"modified":"2013-07-12T17:00:31","modified_gmt":"2013-07-12T15:00:31","slug":"grancia-di-cuna-il-mulino-ritrovato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/grancia-di-cuna-il-mulino-ritrovato\/","title":{"rendered":"Grancia di Cuna: il mulino ritrovato"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>a cura di Augusto Codogno<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">SIENA. La vicenda riguarda la famosa <strong>Grancia di Cuna<\/strong>, propriet&agrave; dello Spedale di Siena, una delle pi&ugrave; potenti ed organizzate  fattorie medievali della toscana.<\/span><\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">La Grancia, che il prossimo anno festegger&agrave; il settecentesimo anno di vita (nata nel 1314), gestiva, oltre ad un enorme patrimonio fondiario, anche case, osterie, botteghe e mulini nell&rsquo;intera Valdarbia. Per fa capire meglio la grandezza del territorio amministrato, pensate che oggi sarebbe riconducibile alla quasi totalit&agrave; del Comune di Monteroni d&rsquo;Arbia, una parte di quello di Buonconvento, di Asciano, di Murlo e di Siena (zona Isola, Collemalamerenda, Borgovecchio).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Come ogni Ente che si rispetti, il Santa Maria della Scala pretendeva degli inventari dei beni amministrati, sia mobili che immobili ed &egrave; proprio da questi inventari che siamo in grado oggi di ricostruire una buona parte della storia e dei costumi di quel tempo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">I vari studiosi che nel corso degli anni si sono succeduti nella ricerca d&rsquo;archivio, avevano rilevato la presenza, negli inventari della Grancia di Cuna, di alcuni mulini di propriet&agrave; dell&rsquo; Ospedale, come quello di Monteroni (1322), gi&agrave; abbondantemente studiato. La presenza di due, tre strutture molitorie per&ograve;, a met&agrave; del 1500 si incrementa con un quarto mulino denominato &ldquo;Mulino del Filicaio&rdquo; e negli inventari, la Grancia, risulta possedere in tutto o in parte, ben quattro Mulini: Monteroni, Isola d&rsquo;Arbia, More di Cuna (detto &ldquo;el Molinello&rdquo;) e il Filicaio. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Mentre dei primi tre mulini abbiamo ancora oggi la testimonianza fisica, tangibile e architettonica, della quarta struttura sembrava esser perduta ogni traccia. L&rsquo;appassionato di storia della zona, tal Bartolomeo Verdicchio, recentemente scomparso, ma attivissimo ed appassionato, aveva individuato nel fosso del Filicaio, vicino a Cuna, l&rsquo;ubicazione di tale struttura, giungendo alla conclusione che fosse andata distrutta dal tempo. Sosteneva infatti che non potesse trovarsi in altro posto che nel punto dove il fossato si interseca con il canale detto &ldquo;del Gorello&rdquo; storico fosso medievale che alimentava almeno due dei tre mulini della Grancia e ancora oggi funzionante. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Bartolomeo in parte si sbagliava. I resti del Mulino sono stati poi, nel 2012, da me ritrovati sulle rive dell&rsquo;Arbia, proprio dove questo antico fosso sfocia nel torrente principale. Tra rovi e sterpaglie, seguendo il corso del Filicaio fino al fiume, sono emerse finalmente enormi pietre squadrate, con tracce dei muri e del carceraio di questa struttura.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Di questo Mulino, oltre alla testimonianza degli inventari, che lo volevano all&rsquo; inizio denominato anche &ldquo;Molin Nuovo&rdquo;, avevamo rinvenuto anche altre notizie redatte da un amministratore  in visita al bene per conto della Grancia.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.08cm;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;line-height: 0.48cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">In Archivio di Stato di Siena, nel Fondo &ldquo;Ospedale S. Maria della Scala (Filza 172-carte 110v e 111r), esiste infatti della documentazione manoscritta ed un rudimentale disegno a mano fatto in quella occasione e da questa carta, si reperiscono ulteriori dettagli.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.08cm;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;line-height: 0.48cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Infatti, dalla traduzione, emerge  non solo la data di costruzione (1522), ma viene confermata anche l&rsquo;ubicazione sulle sponde dell&rsquo;Arbia.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.08cm;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;line-height: 0.48cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">La traduzione, con l&rsquo;aiuto del professor Michele Pellegrini, recita cos&igrave;: <\/span><\/span>&ldquo;<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>Mulino nuovamente facto nella corte della nostra Grancia di Cuna posto insulfossato del Filicaio di sotto alla strada romana chiamato el Mulino del Filicaio quale per li due terzi sta allo spedale nostro e per l&rsquo;altro terzo a messere Lonardo di Niccol&ograve; Vignaj dalle Serre (?)&hellip;di loro figli (?)&hellip;partecipando loro cos&igrave; alle spese come dell&rsquo;utile. Quale mulino macina a due palmenti et imprima laqua dell&rsquo;Arbia e laqua di detto fossato pigliando laqua di essa Arbia dalla steccata nuovamente fatta  al nostro Mulinello insulla strada romana&hellip;.&rdquo;.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.08cm;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff;line-height: 0.48cm;text-align: justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: 10pt\">Nell&rsquo; inventario della Grancia di Cuna del 1596, risulta ancora funzionante insieme a quelli di Monteroni, di Isola d&rsquo;Arbia, di More di Cuna, ma ad oggi &egrave; l&rsquo;unico che non &egrave; rimasto in piedi.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Augusto Codogno SIENA. La vicenda riguarda la famosa Grancia di Cuna, propriet&agrave; dello Spedale di Siena, una delle pi&ugrave; potenti ed organizzate fattorie medievali della toscana. 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