{"id":381,"date":"2017-09-25T15:56:29","date_gmt":"2017-09-25T13:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=381"},"modified":"2017-09-25T15:56:29","modified_gmt":"2017-09-25T13:56:29","slug":"siena-de-compostela-matamoros-gallo-la-gallina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/siena-de-compostela-matamoros-gallo-la-gallina\/","title":{"rendered":"Siena de Compostela: matamoros, il gallo e la gallina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">SIENA. Che cosa lega Siena e la sua terra con Santiago de Compostela? Tante, troppe cose. E non solo per quanto riguarda la nostra citt\u00e0, ma anche il suo territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Il culto \u201c<i>jacopeo<\/i>\u201d si diffuse in tutta Europa alla fine del dodicesimo secolo ed anche Siena ne fu fortemente influenzata. Un grande impulso ovviamente fu dato dalla \u201cvia francigena\u201d detta in precedenza \u201c<i>via Romea<\/i>\u201d, che svolse un notevole ruolo nella diffusione del sapere religioso e culturale. Dalla nostra citt\u00e0 passavano i flussi di pellegrini che si recavano a sud verso Roma (<i>romei<\/i>) ed anche quelli che proseguivano per l\u2019Italia meridionale (palmieri), pronti alla traversata marittima verso la terra santa e Gerusalemme. Ma Siena intercettava era anche il transito di coloro che dal sud della nostra penisola e da Roma si recavano alla tomba di <b>San Giacomo Maggiore<\/b> (Santjago appunto) a Compostela.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Per fare un esempio di quanto affermato baster\u00e0 riportare il contenuto di una pergamena del <b>1240<\/b> contenuta nel fondo del nostro Ospedale di Santa Maria della Scala oggi in Archivio di Stato (<i><b>3 agosto 1240, Ind. 13. D. 0,18 \u2013 0,12 \u00bd.<\/b><\/i>) nella quale tale \u201c<i>Uberto, speziale del fu Viviano, fa testamento e lascia alcuni legati a spedali, monasteri e chiese, a Castellana sua moglie, al fratello Pietro e ad un uomo che fosse andato per lui alla casa del beato Giacomo da Gallizia<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Ma vorrei citare anche un altro documento, meno conosciuto, proveniente dalla nostra Biblioteca Comunale degli intronati (<i><b>BCI, Pergamene fascio XXX, n. 292, 30 luglio 1383<\/b><\/i>) nel quale tale \u201c<i>Giovanni di Ghino Guidi di Siena, scrive di suo pugno in volgare nel testamento che, oltre a diversi legati e lasciti, quando sar\u00e0 morto vuole che a spese della sua eredit\u00e0 si mandi una persona in pellegrinaggio a San Giacomo di Galizia<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Agli inizi del XIV secolo, i pellegrinaggi in Galizia cominciarono a diventare un fenomeno di massa, sia perch\u00e9 Gerusalemme era ormai difficilmente raggiungibile e tornata sotto il dominio musulmano, sia perch\u00e9 la chiesa romana ed i suoi papi avevano intrapreso una forte \u201csponsorizzazione\u201d del culto jacopeo, paragonabile alle pi\u00f9 moderne campagne di marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Un ruolo fondamentale per la diffusione di questo culto lo svolse la divulgazione del cosiddetto \u201c<b>Codex Calixtinus<\/b>\u201d, conosciuto anche con il nome di Liber Sancti Jacobi (&#8220;Libro di San Giacomo&#8221;) e falsamente attribuito a <b>Papa Callisto II<\/b> (1060 circa \u2013 1124).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Il Liber \u00e8 un insieme di testi (5 libri e un\u2019appendice), indicati come risalenti al XII secolo, ma la cui redazione va collocata tra il 1139 e il 1173.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Esso \u00e8 in pratica la sintesi del corpus dottrinario, ideologico e liturgico su cui si fond\u00f2 il culto dell&#8217;apostolo. Un culto assai importante e di forte rilevanza politica, considerando che il corpo dell&#8217;apostolo Giacomo era l&#8217;unico a non essere deposto a Roma, e che per questo Compostela era stata promossa nel 1121 a sede arcivescovile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Il Santo tra l\u2019altro ebbe poi l\u2019ulteriore compito mediatico nella guerra per la \u201creconquista\u201d da parte dei cristiani di quella parte della penisola iberica caduta sotto la scure musulmana. Fu allora che ebbe l\u2019appellativo di \u201c<i><b>Santiago matamoros<\/b><\/i>\u201d (ammazza mori=infedeli), anche se la leggendaria vicenda risalirebbe alla battaglia di <b>Clavijo<\/b> che si sarebbe svolta nel lontanissimo <b>844<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Secondo tale credenza, durante lo scontro armato tra i cristiani (guidati da Ramiro I re delle Asturie) e i musulmani, San Giacomo Maggiore sarebbe apparso su di un cavallo bianco ed avrebbe partecipato alla battaglia contro gli infedeli facendo vincere i primi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">A partire dal XV secolo l\u2019iconografia che rappresenta questo evento si moltiplica esponenzialmente ed anche a Siena, nella <b>chiesa di Santo Spirito<\/b>, ne abbiamo un chiaro esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Si tratta di un affresco che si trova nella cosiddetta \u201c<i><b>Cappella degli Spagnoli<\/b><\/i>\u201d, la prima a destra entrando, e fu realizzato nel <b>1530<\/b> dal <b>Sodoma<\/b> (Giovanni Antonio Bazzi).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Siamo nella <b>contrada del Nicchio<\/b>, luogo dove i legami tra Siena e Santiago di Compostela assumono dei connotati precisi, quasi ai limiti della leggenda. E non solo nella chiesa di Santo Spirito, dove \u00e8 presente, oltre all\u2019affresco di cui sopra, anche una statuetta lignea di San Giacomo con cappello e bastone da pellegrino. Cappello sul quale naturalmente sfoggia la famosa \u201cconchiglia\u201d, simbolo del pellegrinaggio jacopeo per antonomasia e che divenne anche il simbolo della contrada.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">E non \u00e8 difficile capire il perch\u00e9. Questa parte di Siena, veniva identificata gi\u00e0 nel XIII come quella del \u201cpopolo si San Giacomo o della Badia Nuova\u201d, qui <b>era l\u2019abbazia dei Santi Giacomo e Filippo <\/b>e a breve distanza era <b>l\u2019ospedale di San Giacomo. <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Sempre qui la Chiesa di Santo Spirito con la cappella spagnola dedicata a San Giacomo ed a poca distanza la contrada che fu di \u201c<u><b>Samoreci<\/b><\/u>\u201d il cui nome rimanda etimologicamente e senza dubbio ai \u201c<i>mori<\/i>\u201d. Ancora qui la contrada del \u201c<b>Nicchio<\/b>\u201d adott\u00f2 come suo vessillo la \u201c<i>pecten jacobaeus<\/i>\u201d che i pellegrini raccoglievano a <b>Finisterre<\/b>, localit\u00e0 sull\u2019Atlantico, proseguimento naturale per chi voleva vedere la cosiddetta \u201cFine del Mondo\u201d, l\u2019ultimo luogo del mondo cristiano. E sempre qui (esiste tutt\u2019oggi) il famoso <b>Vicolo di Finimondo<\/b>, che poi \u00e8 stessa cosa di \u201cfinisterre o fine terra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Ma non solo Siena racconta molto di Santiago di Compostela.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><b>Il miracolo dell\u2019impiccato a Cuna <\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Nel secondo dei cinque libri di Compostela che componevano il gi\u00e0 citato <b>Codex Calixtinus<\/b>, quello titolato \u201c<i><b>De miraculis sancti Iacobi<\/b><\/i><i>\u201d, <\/i>fece breccia tra le masse di fedeli, narrando i ventidue miracoli compiuti dall&#8217;apostolo Giacomo il Maggiore e sollecitando la devozione popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Tra questi, se dovessimo stilare una classifica, quello pi\u00f9 famoso \u00e8 il \u201c<i><b>miracolo dell\u2019impiccato<\/b><\/i>\u201d, conosciuto anche come il \u201c<i><b>miracolo del gallo e della gallina<\/b><\/i>\u201d, avvenuto, secondo alcune fonti, nella localit\u00e0 di <b>Santo Domingo de la Calzada. <\/b>Esso trova un posto preminente nell\u2019iconografia di molte chiese italiane (generalmente sotto forma di affresco) e viene rappresentato, pur con alcune varianti, nello stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">La storia \u00e8 la seguente: verso l\u2019anno mille, padre, madre e figlio partirono in pellegrinaggio dalla Germania per recarsi a Santiago de Compostela. Si fermarono a dormire in una locanda e la figlia dell\u2019oste si invagh\u00ec del giovane che per\u00f2, rifiut\u00f2 le avances della bella fanciulla. La giovane indispettita nascose una \u201ccoppa\u201d d\u2019argento nella borsa del giovane e al mattino seguente fece intervenire le guardie che, trovando la refurtiva, condannarono a morte il malcapitato e subito lo impiccarono. Padre e madre continuarono il loro viaggio a Compostela e dopo trentasei giorni tornarono per dare sepoltura al figlio che miracolosamente era ancora vivo. Fu lui stesso a dirgli che San Giacomo gli teneva sollevati i piedi in modo che la corda non stringesse. I genitori si recarono immediatamente dal giudice a raccontare il miracolo e chiedere che venisse staccato dalla forca, ma il notabile, che stava cenando con una gallina ed un pollo arrosto rispose che erano dei bugiardi ed aggiunse: \u201c<i>vostro figlio \u00e8 vivo come lo sono queste bestie arrosto<\/i>!\u201d. Fu a quel punto che il gallo e la gallina che erano nel vassoio si ricoprirono di piume e volarono via.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Ci sono alcune varianti del miracolo come ad esempio quella che racconta di due soli pellegrini (padre e figlio) e che fu l\u2019oste a mettere la brocca nella sacca del giovane. Secondo questa versione, dopo il volo del gallo e della gallina l\u2019oste fu impiccato al posto del ragazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Sembra che nell\u2019immaginario collettivo, questo racconto fosse nel XV secolo talmente conosciuto e diffuso che lo troviamo dipinto in molte chiese dedicate a San Giacomo. In Italia ad esempio, il miracolo dell\u2019impiccato viene rappresentato spesso in due o pi\u00f9 scene, in predelle sotto l\u2019immagine del santo o, meno spesso, in un unico affresco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Nella chiesa di <b>Cuna (Monteroni d\u2019Arbia \u2013 Siena)<\/b> ad esempio, titolata ai santi Giacomo e Cristoforo, abbiamo un affresco di San Giacomo sotto al quale il miracolo \u00e8 dipinto in due predelle <b>(Figura)<\/b>. Nei particolari di San Giacomo possiamo notare il classico bastone del pellegrino (bordone), la scarsella con il simbolo della \u201cconchiglia\u201d ed il cappello tipico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Il pittore di tale opera fu <b>Pietro di Ruffolo<\/b> e siamo intorno agli anni venti del <b>1400<\/b>. Allo stesso artista sono attribuiti alcuni dipinti nell\u2019Eremo di S. Salvatore a Lecceto (Sovicille), un San Sebastiano nel Museo Corboli di Asciano e alcuni affreschi nella chiesa di Tocchi (Monticiano).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">La committenza fu senza dubbio dell\u2019Ospedale Santa Maria della Scala di Siena che, agli inizi del trecento, aveva acquisito sia la chiesa che quasi tutto il borgo di Cuna e nel 1314 aveva iniziato a costruire la Grancia e a restaurare lo stesso edificio di culto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">La via Francigena dunque era a tutti gli effetti una strada per Santiago de Compostela dove si andava, si tornava e si raccontava.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Che cosa lega Siena e la sua terra con Santiago de Compostela? Tante, troppe cose. E non solo per quanto riguarda la nostra citt\u00e0, ma anche il suo territorio. 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