{"id":375,"date":"2017-08-08T11:15:17","date_gmt":"2017-08-08T09:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=375"},"modified":"2017-08-03T11:26:45","modified_gmt":"2017-08-03T09:26:45","slug":"certano-villa-del-vecchietta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/certano-villa-del-vecchietta\/","title":{"rendered":"Certano: villa del Vecchietta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>(seconda puntata<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">SIENA. <span style=\"font-size: medium;\">Abbiamo notizie che una casa, dove attualmente \u00e8 ubicata la Villa, esisteva gi\u00e0 nel 1449 ed era di propriet\u00e0 del Santa Maria della Scala. Poco dopo la propriet\u00e0 passava niente di meno che al famoso pittore senese <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lorenzo di Pietro detto \u201cIl Vecchietta<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (1412-1482).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1449 infatti l\u2019Ospedale, probabilmente per pagare al maestro i numerosi lavori fatti all\u2019interno della sua grande struttura senese (tra cui ricordiamo gli affreschi nella Sala del Pellegrinaio ed il Reliquiario nella Cappella del Manto), gli cedette un Podere a Certano. Al tempo di questo contratto era Rettore ser Urbano di Pietro il Bello e tale operazione era mirata a compensare alcuni crediti vantati dal pittore. Il tutto and\u00f2 a buon fine perch\u00e9 quattro anni dopo, nel 1453, nella denuncia dei beni (Lira) fatta dal Vecchietta, compare chiaramente, che la casa era passata a lui:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">\u201c\u2026<span style=\"font-size: medium;\"><i>E pi\u00f9 \u00f2 una pocissioncella chon vignie e terre, in tutto staia 18 circa ch\u2019essa posta nel chomuno di Certano allato alla Chiesa, la chuale \u00e8 in modo che non ci truovo mezaiolo, s\u00ec pell\u2019essere la chasa allato al cimittero della Chiesa e pello essere bretta e di pocho frutto e molto allato a boscho, che al temporale che conchorre \u00e8 malsicura<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Naturalmente era uso del tempo che, in tutte le dichiarazioni con fini fiscali, ogni proprietario tendesse sempre a sminuire il valore del proprio immobile per poter pagare meno tasse. Da questo documento emergono due importanti informazioni storiche ed architettoniche: che la casa era a lato della chiesa ed accanto al cimitero e che il bosco arrivava fin quasi alle abitazioni. Il Vecchietta ripeter\u00e0 la stessa descrizione dei suoi possedimenti in Certano anche nelle successive dichiarazioni del 1465 e del 1467, senza aggiungere niente di pi\u00f9 e niente di meno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1479 Lorenzo di Pietro si ammal\u00f2 e lasci\u00f2 al notaio un testamento, che venne poi impugnato dopo la sua morte avvenuta nel 1482 dalla moglie e dal di lui fratello per<\/span> <span style=\"font-size: medium;\">mediare tra la volont\u00e0 del defunto, che aveva lasciato molti beni al Santa Maria della Scala. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">La vedova del Vecchietta, donna Francesca ed il fratello del pittore, tale Bartolomeo di Pietro, scambiarono la casa di Certano donandola di nuovo all\u2019Ospedale ricevendone in cambio un usufrutto posto nella localit\u00e0 di San Rocco a Pilli. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Era il 26 marzo del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1483: <\/b><\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Fu finalmente rimesso in misser lo rectore antedecto che, volendo madonna Francesca, donna che fu di misser Lorenzo Vecchietta e ser Bartolomeo suo fratello dare e donare la possessione di Certano che esso misser lo rectore in cambio possi concedare a loro l\u2019uso et usufructo de la possessione d\u2019esso Spedale, posta a Pilli, la quale fu di Biagio cartaio, a loro et ciascuno di loro, cio\u00e8 d\u2019essa madonna (Francesca) et Bartolomeo\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1673<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> abbiamo notizie <\/span><span style=\"font-size: medium;\">di un podere in luogo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Certano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, conteso tra le <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Monache di Santa Maria degli Angeli <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">di Siena (monastero in Valli, vicino a Porta Romana) e tale Ottaviano Acciaria.<\/span><b> <\/b><span style=\"font-size: medium;\">Nel medesimo anno per\u00f2, un altro podere in luogo Certano apparteneva ancora al Santa Maria della Scala. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Non troviamo in questo periodo molte notizie su Certano se non che il parroco di Terrenzano fu autorizzato nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1738<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al taglio di due grandi quercie dietro alla chiesa di S. Angelo. Nella seconda met\u00e0 del 1700 dovrebbe essere avvenuto il passaggio dei principali immobili che costituivano il borgo alla famiglia <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Baldassarini Macinelli<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Potrebbe essere avvenuto intorno agli anni 1780\/1790 poich\u00e9 i beni del Santa Maria della Scala vennero svenduti in massa col placet del Granduca di Toscana che intendeva porre fine all\u2019agonia economica dell\u2019Ente ormai in defict perenne. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1767<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> infatti, tra le famiglie residenti a Certano ancora non compariva nessun membro di questa famiglia che ancora abitava in Siena nel terzo di San Martino. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lo Stato delle Anime<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> compilato dall\u2019allora Parroco di San Lorenzo a Terrenzano Angiolo Pieri, era praticamente un censimento delle famiglie divise in comunit\u00e0 parrocchiali. Va da se che Certano ancora veniva censita separatamente da Terrenzano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La famiglia <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Baldassarini<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, originaria del Volterrano, ma pi\u00f9 anticamente proveniente da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Monterotondo<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dove a met\u00e0 del 1600 gestiva alcune miniere di \u201callume\u201d, era nominata in alcuni documenti \u201cBaldasserini\u201d o \u201cBaldassarini\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Essa ottenne l\u2019ammissione alla nobilt\u00e0 volterrana solo nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1755<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, ma alcuni suoi discendenti come Francesco e Niccol\u00f2 di Piero Baldassarini, gi\u00e0 agli inizi del Settecento avevano avuto la cittadinanza fiorentina. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La famiglia <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Macinelli,<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> gi\u00e0 attestata a Siena fin dal 1600, fin\u00ec per estinguere la sua linea maschile ai primi dell\u2019Ottocento poich\u00e9 <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giuseppe Macinelli<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ebbe solo una figlia femmina (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Niccola<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">), che spos\u00f2 un Baldassarrini ed ebbe come suo primogenito <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco Baldassarrini<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Fu cos\u00ec che i due cognomi si fusero negli anni 1835-1850.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti questi dati sono riportati grazie ad una sentenza della Sacra Ruota (anno 1832) inerenti ad una disputa sul patronato di una cappella gentilizia all\u2019interno della chiesa di San Giorgio di Siena (ancora esistente in Pantaneto), in quota a Francesco Baldassarrini, figlio di Niccola Mancinelli di Giuseppe.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Negli anni 1820-1830 i Baldassarrini Macinelli gi\u00e0 possedevano Certano come si dimostra dal catasto Leopoldino ed anche dal dipinto di Ettore Romagnoli depositato presso la Biblioteca degli Intronati. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">In quegli anni, leggendo il dipinto, vediamo che ancora la struttura non era stata adibita a villa ed il borgo appariva al suo stato primitivo. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">La Villa venne costruita alla fine di quel secolo, lasciando intatte solo poche parti dei vecchi edifici (la limonaia ad esempio) e dando vita ad una delle pi\u00f9 belle ville signorili della campagna senese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Pochi sanno che al suo interno ci sono importantissime stanze affrescate agli inizi del Novecento, di pregevole fattura e quasi nessuno sa che l\u2019autore fu un grande pittore cortonese venuto giovanotto nella nostra citt\u00e0 e poi diventato professore alle Belle Arti di Siena: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gaetano Brunacci<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (<\/span><span style=\"font-size: medium;\">14\/09\/1853-10\/06\/1922).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo essere entrato alle dipendenze del Prof. Giorgio Bandini, distinto decoratore senese e titolare della \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Scuola di ornato<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d nel Regio Istituto di Belle Arti in Siena, lavor\u00f2 anche con Luigi Mussini, maestro di discepoli del calibro di Visconti, Maccari, Amos <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cassioli<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, Franchi, Meacci, Catani, Marinelli e Viligiardi. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Di lui si ricordano i dipinti nella <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sala della Deputazione del Monte dei Paschi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, di cui non solo dipinse la volta, ma esegu\u00ec pure i disegni dei mobili e del parato di stoffa che copre le pareti; poi, bench\u00e8 in ordine non cronologico son da ricordare: il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Teatro dei Rinnovati<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>dei Rozzi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di Siena; le decorazioni della <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sala Monumentale nel Palazzo Comunale di Siena<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">; varie Cappelle della <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Basilica di S. Clemente ai Servi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di Siena; un Trittico per la Cappella di Valenzano (allora villa Bastogi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Certano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nella Villa di propriet\u00e0 Baldassarini Macinelli, decor\u00f2 riccamente due simpaticissime sale. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Altri restauri egli fece nel Palazzo Municipale di Siena, nella celebre Abbazia di Monte Oliveto, nonch\u00e9 la Loggetta e la Cappella dello storico Castello di Belcaro e da non dimenticare in Cortona tutta la volta centrale del Duomo che egli affresc\u00f2 nel 1887.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno (seconda puntata) SIENA. 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