{"id":360,"date":"2017-06-22T09:52:20","date_gmt":"2017-06-22T07:52:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=360"},"modified":"2017-06-22T09:52:20","modified_gmt":"2017-06-22T07:52:20","slug":"la-commenda-stefaniana-dei-petrucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-commenda-stefaniana-dei-petrucci\/","title":{"rendered":"La Commenda Stefaniana dei Petrucci"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">SIENA.<b> <\/b>Cosa potrebbe accomunare Piazza dell\u2019Abbadia in Siena, Monselvoli, More di Cuna e l\u2019Osservanza? Apparentemente poco o niente, ma in realt\u00e0 una storia lunga ed antica che ha legato a doppio filo tutte queste localit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019Ordine Militare Cavalleresco di Santo Stefano, fondato nel 1561 dal Cosimo dei Medici all\u2019indomani della vittoria della \u201cGuerra di Siena\u201d e riservato ai membri delle famiglie di rango, aveva come scopo primario quello della difesa delle coste toscane dalle incursioni dei turchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Con sede a Pisa, quest\u2019ordine vide tra le sue fila anche i rampolli di alcune famiglie senesi come i Marescotti e i Petrucci che, furono anche i primi fondatori delle \u201ccommende stefaniane\u201d nella nostra area. Queste si dividevano in tre categorie: di grazia, di anzianit\u00e0 e di patronato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Le Commende di Patronato erano le pi\u00f9 importanti ed erano istituite da privati. I beni passavano poi per successione maschile ai primogeniti e, nel caso di estinzione del ramo maschile, tornavano alla casa-madre dell\u2019Ordine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1565 e nel 1572 a Siena si fondarono ben due \u201cCommende Petrucci\u201d, una delle quali, la pi\u00f9 antica, ebbe origine da beni ecclesiali situati in Piazza dell\u2019Abbadia in citt\u00e0 e da altre pertinenze in campagna nelle localit\u00e0 di Monselvoli, More di Cuna e Osservanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Era il maggio del 1565 quando Papa Pio IV aveva trasformato la commenda ecclesiale dell\u2019ex monastero vallombrosano di San Michele nel Poggio San Donato di Siena assegnandola ad Antonio Petrucci ed alla sua famiglia, essendo egli in quei tempi proposto della Cattedrale senese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Essa era formata dalla chiesa dietro a palazzo Sansedoni, con alcuni fabbricati adiacenti, una tenuta in localit\u00e0 Monselvoli con villa, chiesa di San Jacopo, cinque poderi ed un bosco, un podere nel comune di Cuna denominato Casalone ed uno in quello di Capraia detto dell\u2019Osservanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>MONSELVOLI<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">I beni di Monselvoli comprendevano un\u2019area vasta, circoscritta a nord dal borgo di Presciano ed i torrenti Arbia e Biena, mentre a sud si spingevano fino a San Giovanni a Collanza e Salteano sulla riva sinistra del fiume maggiore. A fine 1500 vengono descritti in modo pi\u00f9 preciso e apprendiamo che della tenuta di Monselvoli facevano parte beni in localit\u00e0 Panzanine, Splandole, Prato Grande, Prato al Barbiere, Ponte a Cerreta, Fonte Mosci, San Giovanni, Medane, oltre a Monselvoli stesso con villa, casa padronale e chiesa come gi\u00e0 detto. Alcune di questi toponimi sono scomparsi, ma altri ancora in essere. Nel 1683 tra i beni di Monselvoli compaiono alcuni poderi dati a mezzadria ed esattamente Fonte, Paradiso, Camposodo, Boscarello e Capanne, mentre ad inizio 1700, quando era commendatore Giovan Maria Donato Petrucci, erano entrati nel contenitore anche i poderi di Orsacci e Poderucci presso Presciano ed una piccola unit\u00e0 abitativa nei pressi di S. Eugenia alle porte della citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">A Presciano il Petrucci aveva, sempre per conto dell\u2019Ordine, anche due boschi, uno detto \u201cdi Mosciano\u201d e l\u2019altro detto \u201cdelle Gamberaie o del Bozzone\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>SIENA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">I beni consistevano ne \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>l\u2019habitazione in forma di Convento, unita con la chiesa di San Michelangiolo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e tutto un gruppo di otto case vicine all\u2019Abbadia, nel \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Chiasso Buio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d in \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Contrada Orbachi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, una \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Chasa del Giuocho<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, un\u2019altra casa \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>spalcata dai soldati<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e una bottega \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>da calzolaio davanti al Palazzo de\u2019 Cerretani sopra la Costarella<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, oltre a due capanne affittate. Gli stessi beni continueranno a far parte della Commenda Petrucci anche alla fine del Seicento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1683 i padri Carmelitani di Siena chiesero e ottennero dal Granduca Cosimo III la concessione del Convento e chiesa di San Donato in Poggio in cambio di una somma valutata in cento scudi da dare al Commendatore Petrucci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1716, quando era commendatore Giovan Maria Donato Petrucci, che tra l\u2019altro ricopriva l\u2019incarico di \u201cmassaro\u201d del Monte di Piet\u00e0 di Siena, risultano anche alcune case nella contrada della Lupa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>OSSERVANZA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La Commenda aveva possessi anche nel comune di Capraja che venivano descritti come \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>un poderetto con due loghetti all\u2019Osservanza<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. In seguito troviamo che il poderetto in questione prendeva il nome di \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Selvina<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>MORE DI CUNA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il podere denominato <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Casalone<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> nel Comune di Cuna era formato da due unit\u00e0 abitative e fece parte fin da subito della Commenda. Si trovava nella localit\u00e0 \u201cMore\u201d tra la strada statale Cassia ed il fiume Arbia, non lontano dal famoso \u201cMolinello\u201d, anch\u2019esso lungo la via. L\u2019altro podere apparteneva invece al Santa Maria della Scala ed era amministrato dalla vicina Grancia di Cuna. Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1773<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> i due beni vennero accorpati per acquisto da parte dell\u2019Ospedale di Siena e la parte dei Petrucci fu scorporata dai beni della Commenda. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1789<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, Giovanni Saverio Petrucci, ultimo figlio maschio \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>bastardo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d della dinastia, cerc\u00f2 di regolarizzare la sua posizione araldica presso il Granduca, con supplica di essere accettato nell\u2019Ordine nonostante non possedesse tutti i requisiti di \u201csangue\u201d in mancanza dei quarti di nobilt\u00e0 da parte di madre. In pratica cerc\u00f2 di entrare in possesso della Commenda senza l\u2019obbligo di vestire l\u2019abito e ci riusc\u00ec. Mor\u00ec per\u00f2 nel 1795 a soli trentasei anni lasciando due figlie piccole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La regola in questo caso prevedeva che tutti questi beni tornassero nella disponibilit\u00e0 dell\u2019Ordine di Santo Stefano, ma una causa intentata dalle eredi femmine del Petrucci riusc\u00ec per la prima ed unica volta nella storia degli ordini militari a permettere, forse per la riconosciuta indigenza delle figlie di Giovanni Saverio, un riconoscimento ereditario anche al femminile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Alcuni di questi beni, quelli di Monselvoli per la precisione, furono straordinariamente lasciati nelle disponibilit\u00e0 delle donne Petrucci. <\/span><b> <\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Cosa potrebbe accomunare Piazza dell\u2019Abbadia in Siena, Monselvoli, More di Cuna e l\u2019Osservanza? 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