{"id":351,"date":"2017-05-03T17:02:57","date_gmt":"2017-05-03T15:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=351"},"modified":"2017-05-03T17:02:57","modified_gmt":"2017-05-03T15:02:57","slug":"le-confraternite-senesi-campagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/le-confraternite-senesi-campagna\/","title":{"rendered":"Le Confraternite senesi di campagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. In Archivio di Stato di Siena sono presenti, per nostra fortuna, i documenti delle numerosissime confraternite che, a partire dalla fine del XIII secolo, apparvero nel territorio senese. Un importantissimo lavoro di valorizzazione di questa documentazione, \u00e8 bene ricordarlo, fu svolto qualche anno addietro da Patrizia Turrini a cui dobbiamo un caloroso ringraziamento. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra le pi\u00f9 antiche naturalmente sono ricordate quelle di citt\u00e0 ma, tra la fine del 500 e l\u2019inizio del seicento, queste cosiddette \u201ccompagnie laicali\u201d, si diffusero anche nelle localit\u00e0 della campagna e presero campo quasi in ogni \u201ccomune\u201d o \u201ccomunello\u201d delle masse e del contado senese. Esse nascevano quasi sempre tra i fedeli in concomitanza delle pievi e delle parrocchie e spesso per volont\u00e0 e stimolo di preti, frati e vescovi. Avevano connotazioni prettamente religiose, ma il loro compiti travalicavano quelli richiesti ai semplici parrocchiani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I \u201cconfratelli\u201d e le \u201cconsorelle\u201d, oltre al mantenimento di un altare all\u2019interno della chiesa ed i relativi addobbi, si occupavano anche della cura estetica di esso, delle candele, delle patene, dell\u2019immagine sacra posta sopra di esso. Si riunivano periodicamente in una sede, spesso adiacente alla chiesa ed erano governati da una struttura gerarchica che vedeva in genere il parroco come un membro permanente con funzione di \u201cscribano\u201d e di \u201cvalidatore\u201d e supervisore di bilanci. In pratica deriv\u00f2 da qui la parola \u201ccorrettore\u201d. Al vertice di ogni confraternita c\u2019era sempre un \u201cPriore\u201d ed un Camerlengo ed a volte anche altre figure con gli incarichi pi\u00f9 svariati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le \u201cCompagnie\u201d furono a tutti gli effetti associazioni che anticiparono le nostre pi\u00f9 recenti confraternite. Esse svolgevano anche compiti ludici e sociali. Si occupavano infatti dell\u2019organizzazione della festa del Santo Titolare e del conseguente pranzo (o merenda) tra i fedeli. Non \u00e8 raro ritrovare nell\u2019organico di queste associazioni la figura del \u201cfestaiolo\u201d o \u201caddetto alle feste\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Molto importante era anche \u201cl\u2019officio de\u2019 morti\u201d, cio\u00e8 occuparsi dei funerali, del trasporto delle salme e della sepoltura. Ad ogni defunto, anche se poverissimo, veniva assicurato un degno seppellimento. C\u2019erano poi gli addetti alle persone malate e bisognose che in genere venivano indicati come \u201cinfermieri\u201d, parola che per\u00f2 aveva pi\u00f9 a che fare con la \u201ccura degli infermi\u201d. Inoltre, avevano un ruolo previsto in organico anche gli addetti alle elemosine e alla carit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra gli obiettivi delle confraternite infatti, c\u2019era anche quello del \u201cmutuo soccorso\u201d ed era diffusissimo in tutta la nostra area, dalla maremma alla val d\u2019Arbia, dalla val d\u2019Orcia alla Scialenga, eleggere uno o pi\u00f9 incaricati alla segnalazione delle situazioni pi\u00f9 indigenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque queste compagnie laicali furono molto importanti nella organizzazione della societ\u00e0 civile e nell\u2019aiuto reciproco tra tutti i membri della comunit\u00e0, svolgendo un ruolo di catalizzatore e di reciproco soccorso, il tutto naturalmente ruotando intorno al proprio parroco e alla propria chiesa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Scartabellando i registri di alcune compagnie laicali della zona sud di Siena vengono fuori notizie interessantissime. Tra quelle che ho consultato ne citer\u00f2 alcune le cui documentazioni risultano pi\u00f9 corpose: Compagnia della Buona Morte di Cuna, Compagnia di S. Agata nella Pieve di Corsano, Compagnia del SS.mo Rosario di Corsano, Compagnia del SS.mo Sacramento a Lucignano d\u2019Arbia, Compagnia del Corpus Domini a Lucignano d\u2019Arbia, Compagnia di Maria Santissima della Consolazione a Ponte a Tressa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco dunque un primo esempio di organigramma tra i pi\u00f9 completi (15\/settembre 1684), tratto dalla Compagnia della Consolazione di Ponte a Tressa, nella quale ogni sei mesi si provvedeva al rinnovo delle cariche:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>PRIORE Giovanni Brogi alla Casanuova; VICARIO Agnolo Angiolini a Casabassa; CAMERLENGO Giovanni Morelli alli fonti di Lucignano; CONSIGLIERI Francesco Lippi a SanFabbiano e Lorenzo Panciatici alla Piaggia; INFERMIERI Giovanni Panciatici alla Strada e Giuseppe Gigli a Istiola; OFFITIALI DELLA FESTA Mattio neri, Duilio Faleri alle Casenuove, Carlo Torrazzi a Tavena di Sanfabbiano e Francesco Valenti al Colombaio della Tressa; SINDACI Domenico Valenti in Borgho e Pavolo Marchetti a Salteano; SAGRESTANI Giuseppe Brogi pigionale a Tressa e Niccol\u00f2 Vigni a SanFabbiano; <\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>PRIORA Caterina di Francesco Lippi a Sanfabbiano; CAMERLENGA Orzola di Giovanni Tacciuoli al Poggio; INFERMIERA Margarita Corbelli all\u2019Isola, Caterina di Bartolomeo Valenti in Borgo; CORRETTORE Rev. Bartolomeo Filippi; DEPOSITARIO Michelangiolo Contucci a Grania\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Come si pu\u00f2 vedere erano organizzazioni ben radicate nel territorio e molto attive. Dai documenti inoltre, emergono anche le localit\u00e0, i poderi ed i toponimi compresi nel raggio d\u2019azione di ogni confraternita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le elezioni avvenivano con una assemblea (\u201ccapitolo\u201d) dove tutti i fratelli e le sorelle potevano partecipare ed avevano diritto di voto. Le votazioni erano segrete ed in genere con i nominativi \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>imbossolati<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, cio\u00e8 messi dentro una sacca di pelle, mentre le \u201cdeliberazioni\u201d avvenivano con un si o un no espresso, sempre in incognito, contando i lupini neri ed i lupini bianchi inseriti nella medesima sacca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Per quanto riguarda un esempio di fondazione prendiamo quella della Compagnia del santissimo Rosario di Corsano (Monteroni) che prese inizio nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1615<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> dal fervore di un predicatore domenicano, tale Simone Cannicciari:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>A nome di Dio Amen. L\u2019anno del Signore 1615 ad\u00ec 20 d\u2019Aprile alla Pieve di Corzano. Il molto reverendo priore m\u00b0 Simone Cannicciari senese dell\u2019ordine dei padri predicatori di S. Domenico di Siena et di guesto presente anno stato predicatore nella Pieve, Populo, et comune di Corzano, et luoghi convicini; mosso da zelo di Religione, et salute del\u2019Anime, volendo sodisfare alle Pie Prece del molto reverendo et eccel\u00b0 ms Marcello Marzocchi al presente Pievano di detta Pieve di corzano, domandante istituirsi et fondarsi in detta sua chiesa la Pia Confraternita del S.mo Rosario et il prefato m\u00b0 Simone predicatore sopraddetto\u2026<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.\u201d Etc Etc\u2026.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ogni Compagnia aveva naturalmente uno statuto scritto ed alcuni registri come quello delle Entrate ed Uscite e delle Deliberazioni. Il primo libro delle \u201cdeliberationi\u201d della Compagnia di S. Agata a Corsano (anno 1604), comincia cos\u00ec: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>A nome di Dio benedetto e di S. Agata Vergine e Maria nostra patrona, ad\u00ec 6 di giugno 1604. In questo libro saranno scritte le Deliberationi fatte dalla Compagnia di S. Agata fondata ed esistente nella Pieve di Corsano e in esso registrate fedelmente e con ogni sincerit\u00e0 e pertanto da osservarsi senza comprobazione di altra costituzione, cos\u00ec affirmato e stabilito dal capitolo di detta Compagnia in n\u00b0 di trentasei fratelli questo d\u00ec detto a Gloria di Dio benedetto e di S. Agata Amen<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra le cose pi\u00f9 curiose che ho potuto osservare in questo mio studio c\u2019\u00e8 senz\u2019altro la vocazione di queste confraternite ad aiutare le fanciulle meno abbienti, soprattutto per quanto riguarda il corredo nuziale. A Tressa era eletta una apposita commissione per dare le \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>gonnelle<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Due o quattro incaricati proponevano da due o quattro giovani ragazze in et\u00e0 da marito e una votazione stabiliva chi avesse in quel momento pi\u00f9 bisogno. Oltre alle gonnelle (vestiario da corredo), spesso si dava anche qualche piccola somma di denaro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La Compagnia di S. Agata di Corsano aveva deliberato in proposito, sempre nel 1604 \u2026\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>del dare la elemosina dotale ogni anno in perpetuo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, ma aveva anche stabilito alcuni precetti:<\/span> \u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Del modo di mettere insieme la detta clemenza dotale a chi si deve dare et in che ordine la detta elemosina dotale \u2013 Si dia la detta clemenza Dotale solo a Citole quali non habbino havuto altro marito cio\u00e8 che non habbino havuto l\u2019anello et svolta la messa sposalitia, che siano di buona fama, vita et costumi, che sappino la dottrina Christiana o almeno le cose pi\u00f9 necessarie in essa cio\u00e8 il Credo, il Pater Nostro, l\u2019Ave Maria et i Dieci Precetti, che siano povere, timorose di Dio, che questo lo dimesticheranno con la frequentia dei SS.mi Sacramenti e cos\u00ec non si mandino a partito quelle, le suppliche delle quali non siano sottoscritte dalli loro Padrini Curati, in fede che meno habbino in se tutte le predette qualit\u00e0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Un\u2019ultima curiosit\u00e0 linguistica. La parola \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>citole<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d dovrebbe essere l\u2019antenata della nostra senesissima \u201ccitte\u201d. Un\u2019altra parola compare spesso in questi documenti di inizio seicento, in particolar modo nella zona di Cuna, Tressa, Ville di Corsano: la \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>gamurra<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Consultandomi anche con Simonetta Losi, studiosa ed appassionata della terminologia dialettale, sembra che sia stata una specie di veste per le nozze.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. In Archivio di Stato di Siena sono presenti, per nostra fortuna, i documenti delle numerosissime confraternite che, a partire dalla fine del XIII secolo, apparvero nel territorio senese. 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