{"id":345,"date":"2017-03-06T19:20:59","date_gmt":"2017-03-06T18:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=345"},"modified":"2017-03-06T19:20:59","modified_gmt":"2017-03-06T18:20:59","slug":"asciano-al-tempo-dei-cacciaconti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/asciano-al-tempo-dei-cacciaconti\/","title":{"rendered":"Asciano al tempo dei Cacciaconti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">ASCIANO. La localit\u00e0 di Asciano, con l\u2019antico nome di Sessiano, compare nei documenti fin dall\u2019anno 714, ai tempi del dominio longobardo. E vi compare per caso, essendo la sua chiesa di riferimento (Sant\u2019Ippolito), finita tra le tante oggetto di disputa tra la diocesi di Arezzo e quella di Siena. Un litigio che durer\u00e0 per secoli, talmente importante da scomodare le figure pi\u00f9 importanti di quei secoli e cio\u00e8 Papi ed Imperatori. La Pieve di S. Ippolito, nei documenti di quegli anni (714 e 715) viene descritta come \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>sancta mater ecclesia in sessiano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>baptisterium Sancti Ipoliti<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Non era che una semplice pieve intendiamoci, ma questa forma di definizione significava che, oltre ad essere dotata di fonte battesimale, aveva sottoposte a s\u00e9 altre chiese minori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Inutile ricordare che dal 700 d.c. (fin quasi ai giorni nostri), la chiesa di Asciano rimase, nonostante secoli di diatribe, costantemente dentro la Diocesi di Arezzo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I Vescovi senesi ne tentarono di tutti i colori, ma quasi la totalit\u00e0 dei papi e degli imperatori si espressero a favore del vescovo aretino. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo costitu\u00ec per secoli una strana anomalia perch\u00e9 Asciano si ritrov\u00f2 ben presto a far parte dello stato di Siena, ma contemporaneamente ad essere sotto il dominio ecclesiale della diocesi di Arezzo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo i longobardi, arrivarono i franchi e nell\u2019area di Asciano ebbero terre e possedimenti alcune famiglie discendenti da quella stirpe e chiamate volgarmente \u201cConti scialenghi\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dalle prime notizie del secolo XII, sappiamo che il loro nome si era definitivamente trasformato in \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cacciaconti<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Cacciacomites<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d dominavano terre, castelli e uomini di un vasto territorio compreso tra la Berardenga, la Val di Chiana e la Val d\u2019Orcia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I due rami pi\u00f9 importanti furono due: quello di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cacciaguerra<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e quello di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Spadalonga<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In particolar modo, Gualfreduccio di Cacciaguerra, con suo figlio Aldibrandino e Spadalonga, con il figlio Ubertino Bizzarra, furono i protagonisti che, a partire dai primi anni del 1100, ebbero un ruolo fondamentale nelle guerre e nelle paci tra Asciano e Siena, fino alla definitiva sottomissione della citt\u00e0 delle crete alla citt\u00e0 della balzana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I due rami dei Cacciaconti, come capita anche nelle migliori famiglie, non andarono mai d\u2019amore e d\u2019accordo, tanto che questa netta divisione fu sfruttata di volta in volta ora da Siena e ora da Firenze a loro vantaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche Asciano, che in quei tempi era dominato da entrambe le due famiglie (provenienti dallo stesso capostipite), non era un unico borgo, ma formato da due luoghi fortificati, cio\u00e8 due castelli distinti, tanto che nei documenti quello pi\u00f9 in alto veniva nominato come \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>castrum superioris<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e quello pi\u00f9 in basso \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>castellum inferioris<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Molti sono i documenti relativi a questi due rami dei Cacciaconti (anni 1115, 1120, 1124, 1125, 1154, 1166\u2026), ma il pi\u00f9 importante per la storia di Asciano \u00e8 senza dubbio quello del 1168, fedelmente copiato nel Kaleffo Vecchio del Comune di Siena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Era il 15 settembre del 1168 quando Aldibrandino di Cacciaguerra don\u00f2 al Comune di Siena il castello di Asciano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Alla presenza dei Consoli senesi, tra i quali spiccavano Ormanno Squarcialupi e Mattasala Lambertini, Aldibrandino concesse al popolo senese \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>totum castellum de Sciano cum eius burgis et plateis<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (tutto il castello di Asciano con il suo borgo e le sue piazze). Forse perch\u00e9 i Cacciaguerra erano proprietari soltanto del castello inferiore, nel documento si specifica anche di quale dei due si tratta, descrivendone i confini. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il castello di Aldebrandino di Cacciaguerra era quello dove da un lato correva la <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Copra<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (torrente), da un\u2019altra parte c\u2019era il fossato, di sopra un\u2019altra fossa chiamata la fossa del castello sotto <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Poggio Arnelfi<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e da un\u2019altra un luogo detto <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Campumdollium<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (forse Campalboli?).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra i testimoni dell\u2019atto, anche suo fratello: Cacciaconte di Cacciaguerra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I buoni propositi di pace e di amicizia tra Asciano e Siena non durarono a lungo, perch\u00e9 a breve sarebbe scoppiata un\u2019altra guerra che vide i senesi e gli ascianesi combattere su fronti opposti e, nel 1175, un altro atto di riappacificazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo documento i Conti Scialenghi che vengono nominati sono: Cacciaconte Maior, Cacciaconte Iunior, Bernardino, Aldibrandino, Rinaldo, Cacciaguerra, Tancredi e Ranieri. Essi si impegnarono a stipulare una definitiva pace con i senesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Giurarono anche di restituire tutte le cose predate nei combattimenti entro la successiva Pasqua, compresi \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>omnes elmos, scutos, gambieras et giubettas senensium<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nello stesso tempo promisero di abbattere parte della cinta muraria di Asciano e di restituire i prigionieri in loro possesso. Da notare che tra le file senesi era stato catturato anche un nipote di Spadalonga (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>nepotum Spadalonge<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">), segno che alcuni uomini di Asciano si trovavano a combattere per Siena, come i figli di Barote di San Gimignanello, altri uomini di Montalceto, di Farneta, di Montebello e di Montefranchi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Naturalmente le dispute tra Siena ed Asciano non finirono qui e qualche anno dopo i Conti Scialenghi furono costretti a sottomettersi di nuovo al Comune di Siena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Correva l\u2019anno <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1197<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (18 febbraio) quando venne firmata la resa e sigillato il giuramento definitivo:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">In nome di Dio Amen. Noi Cacciaconte, Cacciaguerra, Guido di Cacciaconte e Rainaldo di Aldibrandini giuriamo sul Santo Vangelo di Dio che da ora in poi in perpetuo saremo cittadini senesi e difenderemo e custodiremo ogni persona della citt\u00e0 di Siena, dei suoi borghi e dei suoi suburbi\u2026.\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Promisero inoltre di andare ad abitare entro le mura senesi almeno tre mesi di ogni anno, sia che ci fosse pace, sia che ci fosse guerra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Subito dopo, sempre nel mese di febbraio, i Cacciaconti fecero giurare in un pubblico e solenne atto anche tutti gli uomini di Asciano e dei borghi circostanti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra questi trecento nomi ne riporter\u00f2 soltanto alcuni che indicano la provenienza da localit\u00e0 vicine ad Asciano e che ancora oggi hanno mantenuto intatto o quasi il loro toponimo: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Paganellus de Montegonteri, Matheus de Rencine, Peruczino de Monte Martini, Tignosus de Ripa, Salvi de Modine, Ugulinus de Sancto Archangelo, Nero de Monte Bernardi, Peronzus de Montealceto, Guarnierus de Terrentino, Calbonus de Sancto Romano, Iovanninus de Rufena, Pero de Montefranchi, Aldobrandino de Rigoli.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno ASCIANO. 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