{"id":339,"date":"2017-01-24T15:31:29","date_gmt":"2017-01-24T14:31:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=339"},"modified":"2017-01-24T23:05:55","modified_gmt":"2017-01-24T22:05:55","slug":"san-lazzarello-tolomei-comunello-abbandonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/san-lazzarello-tolomei-comunello-abbandonato\/","title":{"rendered":"San Lazzarello Tolomei: il comunello abbandonato"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">SIENA. Un altro pezzo di storia perduta, un luogo ameno in una bellissima collina della Val d\u2019Arbia di cui oggi rimangono soltanto due poderi diroccati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Eppure un tempo fu assai importante, tanto da essere luogo fortificato con torre d\u2019avvistamento ed avere una cinta muraria di difesa al cui interno non poteva mancare una chiesa dedicata (naturalmente) a San Lazzaro e dalla quale sicuramente il piccolo abitato prese il nome.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per chi volesse fare un sopralluogo, \u00e8 bene precisare che attualmente non \u00e8 raggiungibile con l\u2019auto, ma soltanto a piedi. A dire il vero una strada ancora ci sarebbe, ma una sbarra a Vescovado di Murlo, ne vieta l\u2019ingresso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La localit\u00e0 \u00e8 posta in un colle tra il torrente Sorra ed il torrente Stile (anticamente Schile) ed esattamente tra Radi e Sovignano. Pi\u00f9 precisamente tra i poderi \u201cMolinaccio\u201d a nord e \u201cMirabello\u201d a sud.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il percorso pi\u00f9 breve per arrivarci \u00e8 quello di percorrere la strada sterrata che da Sovignano porta e finisce a Mirabello per poi proseguire a piedi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LA STORIA DEL COMUNELLO E DELLA SUA CHIESA<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La notizia pi\u00f9 antica \u00e8 del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1271<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Consiglio Generale n. 15 del 17\/12\/1271) e ci fa conoscere come in quel tempo la comunit\u00e0 di San Lazzarello fosse gi\u00e0 presente ed autonoma.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La stessa cosa ci viene confermata anche nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1274<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Comune di Siena infatti deliber\u00f2 in questo anno l\u2019invio di un \u201cRettore\u201d a San Lazzarello.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Molto probabilmente gi\u00e0 da tempo esisteva in questo luogo una chiesa ed addirittura una parrocchia come ci conferma (la notizia \u00e8 solo di qualche anno successivo) l\u2019esistenza di un tale Misser Sozzo, parroco di San Lazzarello nell\u2019anno <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1288<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1317<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> fu la volta di un altro parroco, Ser Giunta, sostituito nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1333<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> da Ser Donato di Poppo e subito dopo (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1334<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) da \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Misser Arrigo di Vanni<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d che vi rimase almeno fino al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1342.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Intanto questa comunit\u00e0, al tempo delle riforme amministrative di Siena, era stata inserita (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1337<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) tra quelle appartenenti al Nono \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Vicariatus Percene<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (Percenna, vicino Buonconvento \u2013 dal volume \u201cI Vicariati della Repubblica di Siena\u201d in \u201cSiena e il suo territorio\u201d di M. Ascheri e D. Ciampoli).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I Vicariati furono costituiti dalla repubblica senese affinch\u00e9 avessero giurisdizione su \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>comune et homines<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e San Lazzarello, scritto all\u2019epoca \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>S.ti La\u00e7\u00e7arelli<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, fu per molto tempo uno tra questi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Qualche decennio dopo (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1377<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) sappiamo che questo luogo era addirittura fortificato. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo nel periodo nel quale tutto il territorio a sud di Siena venne duramente a contatto con le Compagnie di Ventura che devastarono le campagne, incendiando, rubando e prendendo in ostaggio bestie e uomini.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">San Lazzarello risulta negli elenchi dei castelli e delle fortezze senesi a cui si vietava di \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>accogliere sbanditi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e viene identificato come \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>fortilitium Sancti La\u00e7\u00e7arelli<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (Consiglio Generale 187, c. 67, anno 1377).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La stessa cosa e lo stesso divieto venne ribadito anche nel documento inviato da Siena del successivo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1379<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Consiglio Generale 189, c. 72).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo aver provato che questo luogo era fortificato, qualche anno pi\u00f9 tardi i documenti ci indicano anche la presenza di una torre difensiva a conferma dell\u2019importanza che San Lazzarello doveva avere per la difesa dei suoi abitanti ed anche della repubblica senese.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Da una delibera del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1402<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> infatti (Consiglio Generale 200, c.146 del 24\/12\/1402) Siena chiede assicurazioni sulla custodia della Torre di San Lazzarello, cos\u00ec come fa con altri luoghi difensivi della zona.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1442<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> la chiesa non \u00e8 pi\u00f9 indicata come parrocchia, ma doveva comunque aver mantenuto una certa importanza se ne era rettore Messer Antonio del fu Baccio, canonico senese. La rinunzi\u00f2 solo nel 1497 in favore di Messer Domenico Alberti, cappellano del Duomo di Siena che vi rimase fino alla morte avvenuta l\u20198 marzo del 1513. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1489<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> il nostro \u201ccomunello\u201d era passato sotto la giurisdizione del \u201cVicariato di Buonconvento\u201d, insieme a tutta la zona circostante.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1532<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (dal volume di M. Ginatempo in \u201cCrisi di un territorio\u201d), i comunelli erano soggetti alla cosiddetta \u201cPRESTA DEL SALE\u201d, una tassa straordinaria (ma che venne richiesta in numerose occasioni).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A San Lazzarello furono ben due i soggetti costretti a pagare un totale di 2 staia di sale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Erano i tempi in cui era prete in questa chiesa Messer Andrea Gabbrielli di Montepulciano che vi rimase dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1513<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1537<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e fu poi sostituito da Messer Girolamo da Sovana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A met\u00e0 del 1500 si perdono le tracce e le notizie di questa chiesa e dei suoi parroci.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Probabilmente tale fatto deve ricondursi alla guerra di Siena (1553-1555) che vide il piccolo comunello soccombere sotto i colpi dell\u2019esercito imperiale e subire una pesante distruzione, come ricordano le cronache del periodo e specificatamente il \u201cDiario di A. Sozzini\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo nell\u2019anno del Signore <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1554 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">e da questa cronaca (citazione a pagina 301) si evince chiaramente come andarono le cose: (le truppe imperiali) \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>abbruciorno San Lazzarello, tenuta di casa Tolomei, e simile il suo borgo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco perch\u00e9 nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1598<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> questa chiesa risultava gi\u00e0 annessa alla vicina di San Giovanni decollato di Campriano. Entrambe entrarono a far parte della \u201cpievania\u201d di quella di Corsano. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1676<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nonostante il ridimensionamento, esisteva ancora il nostro piccolo comunello, tanto che fu visitato insieme a tutti gli altri della zona, dall\u2019auditore Bartolomeo Gherardini, per un censimento che fosse utile a fare un quadro pi\u00f9 chiaro dei territori amministrati e facenti capo a Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Estratto della Visita fatta dall\u2019 illustrissimo signor Bartolomeo Gherardini Auditore Generale in Siena nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1676<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (ASS, ms. D. 83, cc.15ss):<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Il Comune di S. Lazzerello che consiste in poderi numero 2 et in essi vi sono Anime 25, de quali maschi 17, femmine 8, da comunione 9, che non si comunicano 16. Vi si semina grano moggia 8, se ne ricoglie 32. Vino some 700, olio niente. Paga all\u2019 Opera, alla Biccherna, a Conservatori<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1692 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(ASS fondo Quattro Conservatori 1894, dati relativi all\u2019 anno 1692), la propriet\u00e0 di San Lazzarello risulta essere dell\u2019Opera del Duomo di Siena, con una rendita di 84 scudi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1767, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">la comunit\u00e0 e la piccola chiesa facevano ancora riferimento alla vicina chiesa di Campriano dove il parroco, Giuseppe Pianigiani, come tutti gli anni redigeva lo \u201cStato delle Anime\u201d, una sorta di censimenti dei suoi parrocchiani.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dai suoi dati emerge che la comunit\u00e0 di San Lazzarello era ormai ridotta a tre famiglie, per un totale di 27 persone.<\/span><br \/>\nI tre capofamiglia in quell\u2019anno erano:<br \/>\nMarco Tarquini, ammogliato, di professione \u201cmezzaiolo\u201d (mezzadro), di anni 64<br \/>\n(Donna Domenica, moglie, la quale \u201cfila e attende al podere\u201d, di anni 60). Abita con i nipoti Bernardino, Vincenzo, Angelo, Giuseppe, Francesco, il cugino Giovan Battista ed i suoi figli, quasi tutti ammogliati.<br \/>\nPavolo Savelli, di anni 46, ammogliato con Chiara Stella (44), di professione mezzaiolo, con i figli Rosa, Angelo, Teresa, Domenico e Niccol\u00f2.<br \/>\nAnsano Nardi, di anni 36, ammogliato con Orsola, di professione \u201cattende al podere\u201d ed abita con la sola figlia Bartolomea di anni 12.<br \/>\nQuesti erano i ventisette abitanti di San Lazzarello che, nonostante la scarsissima popolazione, amministrativamente continuava ad essere un comunello.<br \/>\nNel 1777, con Regolamento Granducale del 2 Giugno dello stesso anno, furono aggregati alla Comunit\u00e0 di Buonconvento moltissimi \u201cComunelli\u201d, tra i quali il nostro.<br \/>\nNel 1809, con la nascita del Comune di Monteroni d\u2019Arbia, l\u2019area nella quale si trovava San Lazzarello fu oggetto di disputa tra Monteroni e Murlo ed alla fine, mentre Campriano pass\u00f2 con Murlo, San Lazzarello rimase nel territorio monteronese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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