{"id":328,"date":"2016-11-10T18:08:40","date_gmt":"2016-11-10T17:08:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=328"},"modified":"2016-11-10T18:08:40","modified_gmt":"2016-11-10T17:08:40","slug":"cavalieri-magioni-poggibonsi-san-gimignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/cavalieri-magioni-poggibonsi-san-gimignano\/","title":{"rendered":"Cavalieri e magioni a Poggibonsi e San Gimignano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Gli Ordini Monastico-Militari nacquero subito dopo la prima crociata (1099) e la riconquista di Gerusalemme. La loro organizzazione in Europa ed in Italia comprendeva dei presidi che si chiamarono \u201cmagioni o mansionis\u201d. Gli Ordini pi\u00f9 diffusi nella nostra penisola furono quello dei \u201cCavalieri del Tempio\u201d e quello dei \u201cCavalieri Ospedalieri di San Giovanni\u201d (poi detti di Rodi e dopo di Malta). Naturalmente questi ordini non furono gli unici (ricordiamo i Teutonici, i cavalieri di San Lazzaro, quelli del Santo Sepolcro), ma nella nostra zona erano i pi\u00f9 diffusi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sfortuna vuole che, con la soppressione dell\u2019Ordine dei cavalieri templari da parte del Papa nel 1312, i beni di questi passarono ai cavalieri ospedalieri detti anche \u201cgiovanniti\u201d. Questo ha comportato spesso una difficolt\u00e0 oggettiva per gli studiosi nell\u2019identificare quali antiche sedi fossero riconducibili ai cavalieri del tempio. Le antiche loro sedi infatti, dopo il 1312 entrarono tutte in possesso degli ospedalieri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Come accadde per San Gimignano, ma anche per Siena, nella stessa citt\u00e0 ci si trov\u00f2 ad avere ben due \u201cprecettorie\u201d governate dai cavalieri di San Giovanni. Queste sedi erano generalmente fornite di chiesa, una \u201cdomus\u201d per i cavalieri, spesso un ospedale ed erano fortificate. Ci\u00f2 non toglie che a volte troviamo \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>hospitali<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d gestiti dagli ordini, lontano dalla loro ubicazione principale. La caratteristica comune di questi siti consiste nel fatto che si trovavano sempre lungo le arterie principali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo studio del tratto compreso tra San Gimignano a Poggibonsi, pu\u00f2 esserci utile anche per individuare la viabilit\u00e0 principale del XIII e XIV secolo. Le notizie che riporter\u00f2 non sono che una parte del materiale che ho messo da parte negli ultimi anni e che per motivi giornalistici sono costretto a comprimere. Partiamo dal presupposto che tra S. Gimignano e Poggibonsi vi erano almeno quattro \u201cmansioni\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>San Gimignano<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In citt\u00e0 erano presenti sia i Cavalieri del Tempio che i cavalieri di S. Giovanni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>MAGIONE DI SAN JACOPO (prima dei Cavalieri Templari, poi dei Cavalieri di San Giovanni)<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre la fondazione della Chiesa \u00e8 ancora avvolta dalla leggenda, un \u201chospitale de Templo\u201d \u00e8 testimoniato in un documento del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>30 Luglio 1221<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (cit. R. Stopani \u201c Chiese medievali della Valdelsa\u201d, pag. 168) ed in un altro del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>12 Settembre 1257<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (idem). Ed ancora il 10 Luglio del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1261<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> quando ricevette un prestito di 10 lire d\u2019argento da Richardino del fu Scotto impegnandosi a restituirle \u201cse et suos successores et bona omnia dicte domus predicte\u201d. Il rettore della Chiesa e dell\u2019Ospedale adiacente era in quel tempo \u201cfrater Rugerius rector et administrator ecclesie seu domus Sancti Jacobi de Templo in Sancto Geminiano sitae\u201d (dal Volume Gli Spedali dell\u2019antica Diocesi di Volterra \u2013 M. Battistini, pag. 98)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019 ultimo precettore di questa Magione, processato a Firenze tra il settembre e l\u2019ottobre del 1312, nelle ormai famose vicende riguardanti la soppressione dei templari fu un certo fra\u2019 Egidio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo essere passata agli Ospedalieri (Priorato di Pisa), dal 1599 entr\u00f2 a far parte della Commenda di Poggibonsi (sempre dello stesso ordine), ma veniva officiata dalle vicine monache del Convento di San Girolamo le quali, nel 1657, ottennero la facolt\u00e0 di costruire quel cavalcavia che \u00e8 ancora oggi presente per il loro comodo di poter passare dal monastero alla chiesa senza attraversare la strada.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>MAGIONE DI SAN GIOVANNI (Cavalieri di San Giovanni)<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019 antica magione di San Giovanni doveva essere dove poi fu la chiesa e convento di <\/span><span style=\"font-size: medium;\">S. Francesco. I resti di questa chiesa e del convento sono ubicati, non a caso, in via \u201cSan Giovanni\u201d. Chiusa tra due case in mattoni, la bella facciata in travertino bianco, solcata orizzontalmente da linee scure di serpentino che richiamano lo stile pisano, racchiude ancora il simbolo dei Cavalieri Gerosolimitani, a dimostrazione di dove fosse collocata la loro magione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dagli \u201cAnnali memorie ed HUOMINI ILLUSTRI DI SANGIMIGNANO del Dott. Vincenzio Coppi pubblicato in Firenze nell\u2019anno 1695, a pag. 289\/290: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Erano (dissi) in San Gimignano i Cavalieri Ospitalarj, anticamente fino dall\u2019anno <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>1274<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> nel qual tempo essendo Podest\u00e0 Messer Gherardo da Montaione, in un libro di spese si legge questa provvisione \u2013 Posche Notario Ambaxiatori Communis pro suo salario quatur dierum, quibus ivit &amp; stetit pro Communi cum uno equo ad Dominum Episcopum Vulterranum, apud Monterium, pro facto Hospitalariorum, quos capi fecit Dominum Episcopus predictus in San Geminiano, secundum formam Constitutionum Communis\u2026.- Quelle parole [quos capi fecit]all\u2019intende d\u2019antiche provvisioni dimostrar debbono, che puntualmente sono da me le notizie registrate, ancora con gl\u2019istessi spropositi in buona latinit\u00e0.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Che i Sangimignanesi sieno stati sempre beneaffetti a questa Religione, chiaramente si giustifica dalla lettera di Fra Giovanni Sisti Priore di Pisa scritta al Comune l\u2019anno <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>1380, <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>quale metter\u00e0 ad verbum di qui a poco in detto tempo, ove si leggono queste parole [Ex antiqua affectione, quem ab experimento novimus Comunitatem vestram affici ordini nostro], nella qual lettera si vede, che per ribellione fu privato dell\u2019abito di Cavaliere Fra Angiolo Giovannini di San Gimignano, il quale era Governatore della Magione di San Giovanni, ed il suo luogo fu conferito ad un altro Cavaliere, similmente di S. Gimignano, detto Fra Luigi.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo Fra\u2019 Luigi, si dice nel resto della lettera del Priore Sisti, dovr\u00e0 essere contemporaneamente governatore sia della magione di San Giovanni, che di quella si San Iacopo. La lettera, che fu spedita da Siena il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>16 Febbraio<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, raccomandava anche che il cavaliere disobbediente Angiolo Giovannini, venisse catturato ed incarcerato. <\/span><i> <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Poggibonsi<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large;\"><b>MAGIONE DI TORRI<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu una grande magione dei Cavalieri di S. Giovanni (Gerosolimitani), che la utilizzarono, nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1173<\/b><\/span><span style=\"color: #1b1819;\">, per un Capitolo generale dell&#8217;ordine grazie alla sua grandezza ed alla sua capacit\u00e0 ricettiva. <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\"><b>1173 (ASS &#8211; <\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\"><b>XVII Kal. Ind. 6. D. 0,55 1\/2 0,33 1\/2. <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Opera Metropolitana 1172). <\/b>Alla presenza della massima carica, il \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>praeceptor totius Italiae<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d Pietro Gaudii, da questa pergamena emerge come prima cosa la localit\u00e0: \u201c\u2026<\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>circa vallem que dicitur Martura in valle fluminis Elsae iuxta hospitale, ubi congregati erant fratres hospitalis ad capitulum in loco qui <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Turris<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> vocatur\u2026<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\">.\u201d. <\/span>Era stata costruita ai primi del secondo millennio, ma le Torri di guardia esistevano gi\u00e0 dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1036<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Era costituita da una pi\u00f9 ampia chiesa, da un grande ospizio per i pellegrini (forse lo Spedale degli Innocenti) adiacente ad essa e di altri servizi complementari. Cinta di mura e con un&#8217;unica porta d&#8217;accesso fra le due alte torri in laterizio (di cui una sopravvive) fu oggetto di non poche mire dei signorotti della zona.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dell&#8217;antica chiesa romanica, utilizzata a lungo come tinaia, \u00e8 rimasta dopo l&#8217;opera di restauro la parte superiore della facciata con il piccolo rosone murato, parte della lunetta del portale, e il bellissimo portale in pietra serena che doveva rappresentare un accesso secondario al complesso assistenziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nel 1225 (ASF Carte di San Gimignano n. 7 Libro delle Cause anno 1225, p. 47), <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">compare ancora, in occasione di una visita del podest\u00e0 di San Gimignano nel suo contado, l\u2019Ospedale di Torri \u201cIvit ad hospitalem de <\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Turri<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2026.\u201d. La causa in questione verteva sull\u2019uccisione del Podest\u00e0 di San Gimignano, tal Ridolfino da Prata, che fu assassinato in circostanze poco chiare durante la sua carica. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1323 (30 Ottobre, Contratto di alienazione dei poderi di Torri. Copia in Archivio Guicciardini, Filza I Cusona, documento n. 2 e 2bis e Volume \u201cMiscellanea Storica della Valdelsa\u201d anno 1929 pp. 30-46), <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">Giovanni di Riparia, gran Priore di Pisa dell\u2019Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, assistito, secondo le prescrizioni della bolla papale, da due confratelli, dal rappresentante del Capitolo dell\u2019Ordine e dal rappresentante del Vescovo di Volterra, sotto la cui giurisdizione trovasi l\u2019Ospizio di <\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Torri<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">, concede in enfiteusi perpetua ad Albizzo de fu Giovanni Rinucci, cittadino fiorentino, e al fratello Filippo Rinucci, che erano stati i maggiori offerenti \u201cdomum, mansionem et bona de <\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Turri<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"> cum suis domibus et possessionibus\u2026\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">Del <\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1480<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (<\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>ASF Carte dei Cavalieri di Malta 31\/10\/1480 \u2013 Ind.13<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #1b1819;\"><span style=\"font-size: medium;\">) \u00e8 una donazione inter vivos della met\u00e0 di tre poderi posti nella Curia di Poggibonsi. Il primo \u00e8 detto Torri, il secondo Francia ed il terzo Menzano e sono descritti nei suoi confini. Questa donazione viene fatta da Bartolomeo di Domenico di Antonio Cini, barbiere di Siena ad Antonio di Domenico di Toffia procuratore di D. Francesco della Rovere priore di Pisa, Precettore della Precettoria di Poggibonsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>MAGIONE DI SAN GIOVANNI DEL PONTE E CHIESA DI SAN GIOVANNI IN JERUSALEM (Cavalieri di Malta, forse anche cavalieri Templari)<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Guicciardini, nel suo studio pubblicato nel 1929 ci dice a proposito di questo Ospizio: <\/span>\u201c\u2026<span style=\"font-size: medium;\"><i>.\u00e8 situato a sud di Poggibonsi, a meno di due chilometri dal paese, sulla destra del torrente Staggia, presso il ponte detto di Bonizzo, sotto i bastioni della ben quadrata fortezza di San Lucchese, che gli sovrasta minacciosa. Una strada, oggi secondaria, si stacca, in luogo detto Calcinaia, dalla grande via provinciale senese a sinistra, per scendere gi\u00f9 al torrente: \u00e8 l\u2019antica strada per Siena e Roma che si inerpica su a Megognano e per Lecchi scende al paese di Staggia. Questo fabbricato, conserva ancor oggi il nome di Magione di San Giovanni\u2026.\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima notizia di questa magione \u00e8 del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1134<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e ci dice come l\u2019ospedale e la chiesa che sono presso il \u201cPontem Bonizi\u201d in \u201ccurtem de menzano\u201d, fossero in qualche modo pertinenti all\u2019abate <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Rodulfo<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> priore di San Michele di Poggio Marturi, ma probabilmente non del tutto. Ecco perch\u00e9 sei anni dopo (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1140<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) c\u2019\u00e8 bisogno di una donazione ufficiale da parte degli eredi dei fondatori, tali <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gottifredo di Arnolfo e Arnolfino di Cristofano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, allo stesso abate (Rodulfo) e allo stesso Monastero di San Michele di Marturi. Nel<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> 1191 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">la Magione viene ceduta all\u2019Ordine dei Cavalieri di San Giovanni e precisamente al Priorato di Pisa a cui Poggibonsi (come tutta la toscana), apparteneva territorialmente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia, altre fonti relative a quel periodo, sembrano confermare che, anche dopo a questa data, i monaci di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Michele di Marturi, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">esercitassero ancora una forma di giurisdizione sullo \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>hospitalem et ecclesiam quod est iuxta pontem Bonitii<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, come si evince dalla Bolla di Papa Gregorio IX del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1228<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1290<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> per\u00f2 (diario di Clemente Casini -1772-1832), si annota una iscrizione rinvenuta nella campana della chiesa di questa Magione e che indicherebbe come in quell\u2019anno, nonostante sotto ai Cavalieri di San Giovanni, anche i templari vi avessero una qualche autorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo la piena del torrente Staggia, avvenuta nel 1822, la campana fu trasportata nella vicina chiesa di Megognano e di essa, poi, non se ne seppe pi\u00f9 nulla. Un\u2019altra carta del 1293 ci conferma come in questa data fosse ancora una precettoria di San Giovanni e frate Pace \u00e8 qualificato come precettore della casa di Poggibonsi e dell\u2019 ospedale di S. Giovanni Gerosolomitano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La carta successiva \u00e8 del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1323<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (quando l&#8217;Ordine Templare era ormai stato soppresso da una decina d\u2019anni) e da allora in poi tutte le notizie parlano di un \u201ccontinuum\u201d della presenza gerosolomitana, fino alla sua costituzione in \u201cCommenda\u201d. Passata per enfiteusi ai Corsini, e quindi affrancata, la Magione divenne propriet\u00e0 privata poco dopo la met\u00e0 del 1800.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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