{"id":319,"date":"2016-09-21T10:36:06","date_gmt":"2016-09-21T08:36:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=319"},"modified":"2016-09-21T10:36:06","modified_gmt":"2016-09-21T08:36:06","slug":"siena-quasi-citta-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/siena-quasi-citta-mare\/","title":{"rendered":"Siena, (quasi) citt\u00e0 di mare"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">SIENA.<em><strong> (<span style=\"font-size: large;\">prima parte)<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019interessante dibattito scaturito da un post di Marco Falorni e relativo ad un portale fregiato con figure di delfini e sirene, mi d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di dire qualcosa sul passato di Siena e sulla relazione della nostra citt\u00e0 con la navigazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cominciamo col dire che tutto \u00e8 nato da un insolito architrave sito in via dei Pellegrini e sul ricordo di un vecchio prete (don Carlo Guerrieri), che passandoci davanti soleva dire \u201cqui c\u2019era il Ministero della Marina della Repubblica di Siena\u201d, come ci racconta Falorni. Poich\u00e9, pur non essendo un accademico, Don Carlo non era nemmeno uno sprovveduto e, (come dice sempre Falorni), spesso ci prendeva, \u00e8 nata in noi la curiosit\u00e0 di approfondire la questione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo vari interventi sul famosissimo social Fb, in risposta ad uno specifico post, che ha visto gli interventi mirati di illustri storici come Ascheri, Turrini ecc, mi sono riproposto di approfondire la questione sulla possibilit\u00e0 che la Repubblica di Siena avesse mai avuto una sua flotta e nel caso, un ufficio preposto ad essa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cominciamo con il dire che l\u2019architrave in questione sembra essere l\u2019ingresso del \u201cpalazzo Agostini\u201d (in via dei Pellegrini ai numeri 18 e 20) e che i fregi richiamanti il mare, cos\u00ec come il manufatto, sembrano databili fine XV secolo. Naturalmente potrebbero essere stati scolpiti solo con motivazione estetica, oppure con finalit\u00e0 esoterica, oppure, nel caso dei delfini, richiamare in maniera inconscia gli antichi simboli cristiani, ma anche la marineria. Dopo alcune ricerche per\u00f2, non sono riuscito a provare qualcosa che possa confermare l\u2019ipotesi e le affermazioni dell\u2019erudito Don Carlo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante questo, colgo l\u2019occasione per parlarvi di un argomento poco sconosciuto ai senesi: quello del rapporto tra la nostra citt\u00e0 ed il mare nella storia. Eh s\u00ec, perch\u00e9 contrariamente a quello che la maggior parte dei lettori potrebbe immaginare, vista pure la sua collocazione geografia, Siena fu anticamente una \u201ccitt\u00e0 di mare\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Partiamo da lontano, quando moltissimi nostri cittadini salparono per la prima crociata (1099) e si imbarcarono in maggior parte sulle navi pisane. Allora l\u2019egemonia marittima era in mano alle Repubbliche Marinare ed i senesi, che gi\u00e0 avevano cominciato a sviluppare la \u201cmercatura\u201d, erano soliti affittare navi per il trasporto delle merci, per i loro viaggi in terre straniere ed affidavano ad alcune compagnie di armatori i loro traffici. Non sono segnalate durante la prima crociata, imbarcazioni senesi, anche perch\u00e9 ancora il nostro territorio non arrivava alle coste e quindi non avevamo nemmeno un porto. I documenti infatti sembrano convergere sul fatto che le truppe di Siena salparono in direzione della Terra Santa con i 120 vascelli pisani guidati dal loro Vescovo Daiberto <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>(1)<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Poco si sa relativamente alla seconda, terza e quarta crociata, se non che i senesi non mancarono mai di parteciparvi ed in particolar modo le famiglie Sansedoni ed Ugurgieri. Da quanto apprendiamo dal Tizio e da alcune cronache del tempo ad esempio, molti sensi salparono dai porti di Ancona e Venezia, cosa da capire in quanto Pisa sarebbe stata pi\u00f9 vicina, ma forse dall\u2019Adriatico la via per mare era pi\u00f9 breve. Come ci racconta Umberto Benvoglienti, commentando alcuni passi del Tizio, i senesi parteciparono anche all\u2019assedio di Acri, avviato da Guido di Lusignano nel 1189 e portato a termine da Riccardo I d\u2019Inghilterra nel 1191. Sempre secondo lui, fu proprio a partire da questo accadimento che un ramo dei Sansedoni venne poi a chiamarsi \u201cAnconetani\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Qualcosa in pi\u00f9 emerge invece per quanto riguarda la quinta spedizione (quinta crociata, 1217-1221), sotto il pontificato di papa Onorio III, quella divenuta famosa per la riconquista del porto egiziano di Damietta, nel novembre 1219 (Damietta nelle cronache senesi era chiamata Dammiata). Sembra sia stato proprio un Salimbeni tra i primi a varcarne le mura. Nella famosissima \u201cCronaca Sanese di Andrea Dei continuata da Agnolo di Tura\u201d si dice che a questa impresa parteciparono ben 900 cittadini senesi ed avvenne al tempo del Podest\u00e0 Ugolino di Salamone da Parma. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>And\u00f2 Messer Guido da Palagio oltre mare co\u2019 gli altri crociati di Siena, che furono novecento in quel passaggio; e fu presa la Citt\u00e0 di Dammiata da\u2019 Cristiani<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u2026\u201d <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche il prete Sigismondo Tizio, nel primo volume delle sue \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Chroniche<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, ce ne d\u00e0 conferma, aggiungendo che questo Guido da Palagio, a capo della spedizione altro non era che un cavaliere della famiglia Bandinelli (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Guido de Palatio Bandinelli Eques ab ultramarinis partibus.<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.\u201d. Aggiunge inoltre la presenza di alcune casate senesi come quella dei Gallerani, Sansedoni e Ugurgieri e racconta che la spedizione fu talmente remunerativa che al ritorno, con il bottino di guerra si costruirono alcune torri, alcuni monasteri ed alcune chiese cittadine.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel frattempo erano nati gli ordini militari, con le loro magioni, le loro precettorie ed anche le loro flotte. La marineria pi\u00f9 imponente fu quella dei Templari con le sue velocissime \u201cgalee\u201d sventolanti la \u201ccroce rubea\u201d ed il nero teschio (Jolly Roger) passato ingiustamente alla cronaca come simbolo dei pirati. Successivamente quella dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (detti poi di Rodi e poi di Malta). Questi due Ordini Monastico militari erano gi\u00e0 presenti a Siena con le loro \u201cdomus\u201d dislocate ai vertici opposti della nostra citt\u00e0. I Templari, si stabilirono prima nella castellaccia fuori della porta di Camollia (gi\u00e0 nel 1148), poi in San Pietro e gli ospedalieri in San Leonardo sotto al Castel di Montone (gi\u00e0 nel 1173). Tra l\u2019altro nel 1240 \u00e8 ricordato nella magione di Camollia un Ugurgueri (Ruggierotto, senese), la cui famiglia aveva partecipato all\u2019assedio di Acri venti anni prima. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">A Siena erano ben strutturati e probabilmente capaci di formare giovani in grado di salpare per le crociate o diventare marinai nelle loro galee (o galere) ed erano, insieme alle repubbliche marinare, la normale e consueta \u201ccompagnia di viaggio\u201d per i pellegrini che volessero andare al Santo Sepolcro \u201coltremare\u201d i quali flussi, grazie ai territori riconquistati, erano notoriamente aumentati. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Concluderei tutta questa dissertazione dicendo che, almeno fino alla met\u00e0 del 1200, Siena non sentiva l\u2019esigenza di possedere una propria flotta, in quanto ancora non aveva un proprio porto e le attivit\u00e0 marinare erano monopolizzate dalle citt\u00e0 marinare (Genova, Amalfi, Venezia, Pisa) e dalle flotte degli ordini militari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma grazie ad un documento citato da Mario Ascheri, \u201condaiolo\u201d e storico, scopriamo che nella nostra citt\u00e0 a met\u00e0 del 1200, esisteva comunque una misteriosa \u201cSocietatis Marinariorum\u201d nei pressi di Porta all\u2019Arco, oggi volgarmente detta Porta di Sant\u2019Agostino in quanto si apre proprio davanti alla omonima basilica. In questi anni, molti commercianti senesi lavorarono con paesi orientali e nordafricani, ma avevano l\u2019abitudine di affittare navi, soprattutto genovesi e veneziane, da compagnie e da armatori delle repubbliche marinare. Nonostante tutto, la presenza di una societ\u00e0 legata alla marina, che potrebbe avere un legame con il simbolo della contrada nel quale aveva sede (l\u2019Onda e il suo Delfino), ci fa pensare che comunque alcuni nostri concittadini fossero marinai, oppure reclutatori di manodopera per navi, o lavorassero il legname per imbarcazioni, o funi per la navigazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Agli inizi del XIV secolo le cose per Siena cambiarono molto, soprattutto con l\u2019acquisto (finalmente) di un porto marittimo e l\u2019espansione della repubblica sulle coste toscane. Era il 1303 quando la nostra citt\u00e0, con un contratto stipulato con il Monastero di san Salvatore del Monte Amiata acquist\u00f2 a suon di denari il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Porto di Talamone<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. In realt\u00e0 il desiderio di avere uno scalo marittimo risaliva almeno ad una decina di anni prima (e quindi alla fine del 1200) tanto che il Comune lo aveva inserito espressamente nello Statuto: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>che per li Signori Nove e Consoli de la mercanzia s\u2019elegano tre buoni esperti e savi uomini e\u2019 quali amino l\u2019onore e lo pacifico stato del Comune e del popolo di Siena, e\u2019 quali si debiano insieme convenire, quando parr\u00e0 a li Signori Nove; \u2026.intendano acquistare e compre fare de le cose utili per lo Comune e spezialmente intendano avere porto al mare ne le parti di maremma con alcuna forteza, per onore e buono stato del Comune e del popolo di Siena<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (dal Constituto del Comune di Siena volgarizzato nel 1310, ma il cui atto \u00e8 da riferirsi circa agli anni 1290\/1292)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo un tira e molla tra Siena ed il Monastero di San Salvatore del Monte Amiata, numerosi viaggi ed ambasciate, finalmente il 10 settembre 1303 fu firmato il contratto con cui Siena acquis\u00ec il porto di Talamone, la contrada o grancia detta \u201cla Valentina\u201d e Castiglione di Val d\u2019Orcia, per il prezzo stabilito di 800 fiorini d\u2019oro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Iniziava il sogno o l\u2019utopia di diventare una nuova potenza marittima, un citt\u00e0 marinara, ma questo ve lo racconter\u00f2 nella seconda parte. Alla prossima puntata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>(1) M. Matzke, nella traduzione italiana: \u201cDaiberto di Pisa. Tra Pisa, Papato e prima crociata\u201d, Editore Pacini, 2002<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">(1<em> &#8211; continua<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. (prima parte) L\u2019interessante dibattito scaturito da un post di Marco Falorni e relativo ad un portale fregiato con figure di delfini e sirene, mi d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di dire qualcosa sul passato di Siena e sulla relazione della nostra citt\u00e0 con la navigazione. 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