{"id":312,"date":"2016-09-09T14:43:54","date_gmt":"2016-09-09T12:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=312"},"modified":"2016-09-09T14:43:54","modified_gmt":"2016-09-09T12:43:54","slug":"grotti-la-storia-un-castello-senese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/grotti-la-storia-un-castello-senese\/","title":{"rendered":"Grotti: la storia di un castello senese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">SIENA. <span style=\"font-size: medium;\">Il Castello di Grotti si trova a pochi chilometri da Siena, in localit\u00e0 Ville di Corsano. La zona dove sorge era gi\u00e0 abitata fin dal tempo degli etruschi, come testimonia l\u2019adiacente necropoli, scavata e studiata gi\u00e0 negli anni settanta, ma che ancora oggi non finisce di restituirci reperti di notevole importanza e pregio; non ultimo un rarissimo elmo militare etrusco recentemente esposto al pubblico e da poco restaurato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Accanto al castello sorgeva anche il borgo di Grotti, conosciuto alle cronache fin dal 1212 e dagli studiosi di storia senese per essere il luogo di provenienza di un abile e benestante prestatore che fece le sue fortune negli anni 1221-1257: Orlandino di Azzo da Grotti. Questo uomo di affari svolgeva una incessante e frenetica attivit\u00e0, motivo per la quale negli archivi di Siena si sono conservati centinaia di contratti di compravendita, ma anche di prestiti di denaro ed obbligazioni, permute eccetera. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma il personaggio pi\u00f9 famoso di Grotti, che qui ebbe i natali agli inizi del XIII secolo, fu senza dubbio il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Beato Franco Lippi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nato da Matteo Lippi e Calidonia Danielli o Dainelli, famiglie i cui cognomi sono rimasti radicati in questa zona fino al secolo scorso. La comunit\u00e0 di Grotti era gi\u00e0 un \u201cComunello oltre le Masse di Siena\u201d (assieme alla vicina Palmolaia). Nel 1274 e nel 1318 (ASS, Estimo 31 e 77) contava una ventina di case e una chiesa dipendente da quella delle Stine. De \u201cLe Stine\u201d o \u201cLestine\u201d accenner\u00f2 solo che fu un castello ed una fortificazione molto importante ed era gi\u00e0 esistente quando, una parte della sua corte, fu donata al Monastero di S. Eugenio (Costafabbri) dal Gastaldo di Siena, il longobardo Warnefredo nel 713.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma torniamo ora alla storia del castello di Grotti, adiacente al borgo omonimo e che tuttora si eleva in tutta la sua bellezza. La prima notizia di questa fortificazione \u00e8 in una delibera senese del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1377<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (ASS, Consiglio Generale). Nel documento si parla di un \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Fortilitium tenute Azzolini Ughorgerii<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e si diffida il medesimo castellano ad accogliere gli \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>sbanditi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Successivamente il castello deve essere stato dato in custodia militare ad altri individui, ma trent\u2019anni dopo (1409) la struttura ritorna sotto la famiglia Ugurgeri, tramite l\u2019assegnazione ad Ugo di Azzolino Ugurgeri. Nel 1436, forse per la morte del castellano e poich\u00e9 lo stesso ne era in qualche modo divenuto proprietario, sua figlia Maddalena Ugurgeri ne affitt\u00f2 la met\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1453 la propriet\u00e0 del Castello \u00e8 divisa a met\u00e0 tra <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Azolino di Guido Ugurgeri e Salvestro di Barboccio de\u2019 Marzi <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">e cos\u00ec anche nel 1465. Allo stesso modo deve essere stato nel 1481 quando (ASS, Lira) met\u00e0 del castello viene denunciato come possesso dai sei figli del fu <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Salvatore de\u2019 Marzi. <\/b>La continuit\u00e0 del possesso (seppure in parte) di questo fortilizio da parte della famiglia dei Marzi, fece s\u00ec che in alcuni documenti (vedi bal\u00eca del 1485) questo castello veniva denominato \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Grotti de\u2019 Marzi<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Ma sebbene non abbiamo trovato in quest\u2019anno la prova che l\u2019altra met\u00e0 del castello fosse ancora degli Ugurgieri, siamo propensi a crederlo in quanto nel 1501 (ASS, Bal\u00eca), una commissione provvedeva a vendere ad Ugo di Azzolino Ugurgieri cento staia di bosco appartenuto alla comunit\u00e0 di Grotti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1524<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Lira 267, Terzo di Citt\u00e0 96) risultano avere in questa localit\u00e0 alcuni possedimenti, diverse famiglie nobili senesi tra cui quattro poderi gli eredi di Girolamo Ugurgieri, un podere gli eredi di Salvestro dei Marzi e uno gli eredi di Francesco Capacci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> 1524<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> i <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marzi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> vendono definitivamente tutti i beni che avevano in corte di Grotti agli <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ugurgieri<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> per la somma di 3850 fiorini. Il prezzo fu stabilito da Fabio Petrucci, signore della citt\u00e0 di Siena. La cosa curiosa \u00e8 che i discendenti di Azzo Ugurgieri vengono spesso e indifferentemente nominati come \u201cAzzolini\u201d ed il castello era ancora loro nel 1554, al tempo della \u201cguerra di Siena\u201d, come ci ricorda un episodio della cronaca del Sozzini del 10 settembre 1554: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Il di detto, gl\u2019Imperiali con mille fanti e 100 cavalli, e con un pezzo di artiglieria, andorno al palazzo delle Stine di casa Fantoni, e lo presero a patti, e vi messero la guardia; andorno al <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>palazzo di Grotti degli Azzolini<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>: quelli che erano dentro s\u2019arresero senza patti, e furono fatti prigioni;<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1663<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> gli Ugurgieri erano ancora a Grotti ed anche nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1676<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, ma nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1687 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">il fortilizio e tutte le propriet\u00e0 circostanti passarono alla famiglia Ballati, che poi diventer\u00e0 in seguito Ballati-Nerli. Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1692 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">il signor Ballati Capitano avr\u00e0 sotto di se, oltre al Castello, anche i poderi di Casafranchi, Pozzarello, Parmoraia, Grotti, Pulcianese, Stine Alte, Stine Basse, Giuncheto, Madonna, Noceto. Il capostipite della famiglia Ballati-Nerli fu tale Orazio Ballati che, nella prima met\u00e0 del 1600 eredit\u00f2 dallo zio materno, tale Francesco Nerli, i suoi beni a patto che si fregiasse del doppio cognome Ballati-Nerli. Francesco Nerli era infatti l\u2019ultimo maschio del ramo senese dei Nerli e non ebbe eredi, mentre l\u2019altro ramo, quello fiorentino, continu\u00f2 la stirpe. Per Grotti a noi interessa la progenie di Orazio Ballati-Nerli, perch\u00e9 fu lui che divent\u00f2 il proprietario del castello ed i suoi eredi lo mantennnero per altri tre secoli. Figlio primogenito di Giovanni Ballati, Orazio, che eredit\u00f2 anche il titolo nobiliare di \u201cMarchese\u201d, ebbe altri tre fratelli maschi, di cui uno (Scipione) fu anche Rettore dell\u2019Ospedale Santa Maria della Scala di Siena negli anni 1667-1678. Lo stemma dei Ballati, \u201cd\u2019azzurro alla banda d\u2019oro, accompagnata nel capo da una stella a sei\/otto punte dello stesso\u201d si and\u00f2 cos\u00ec ad unire a quello dei Nerli (\u201c Palato di sei pezzi d\u2019argento e di rosso, alla fascia diminuita attraversante d\u2019oro\u201d). Nel 1787 Grotti e tutti i poderi sopra descritti erano ancora della famiglia Ballati Nerli e solo nel secolo successivo passarono ai Piccolomini.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Il Castello di Grotti si trova a pochi chilometri da Siena, in localit\u00e0 Ville di Corsano. 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