{"id":31,"date":"2013-05-07T18:48:40","date_gmt":"2013-05-07T16:48:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2013\/05\/07\/siena-e-le-compagnie-di-ventura\/"},"modified":"2013-05-07T18:48:40","modified_gmt":"2013-05-07T16:48:40","slug":"siena-e-le-compagnie-di-ventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/siena-e-le-compagnie-di-ventura\/","title":{"rendered":"Siena e le compagnie di ventura&#8230;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\">SIENA. Tra le grandi catastrofi ricordate nella storia della nostra citt&agrave;, si elencano guerre, pestilenze e terremoti, ma poche volte le Compagnie di Ventura. Nei quarant&rsquo; anni che vanno dal 1342 al 1382 invece, un vero e proprio cancro provoc&ograve; nelle nostre terre enormi devastazioni, morti, depredazioni e incendi, con un impoverimento notevole dell&rsquo; erario e carestie tra la popolazione. Non ci fu periodo peggiore, per gli abitanti del senese, di quello nel quale i soldati mercenari scorrazzarono infliggendo morte e distruzione nelle nostre campagne. Sempre in quegli anni, furono danneggiati borghi e castelli, molti dei quali finirono per essere definitivamente rasi al suolo scomparendo per sempre dalla toponomastica.<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Ma chi erano questi &ldquo;Capitani di Ventura&rdquo;? Erano &ldquo;uomini d&rsquo;arme&rdquo; che avevano scelto l&rsquo;arte della guerra come proprio mestiere. Essi avevano degli eserciti personali detti &ldquo;Compagnie&rdquo; con soldati a piedi e a cavallo  al loro stipendio. Ogni Compagnia si reggeva su una solida organizzazione ed era coadiuvata da un contabile, per le paghe dei soldati ed un notaio che stipulava i contratti di assoldamento con  questo o quello stato che ne richiedeva i servigi. Oltre ai denari, faceva gola ai mercenari, il miraggio del bottino di guerra che, in caso di vittoria, si spartivano e, se capitavano periodi di &ldquo;disoccupazione&rdquo;, le soldatesche non esitavano a depredare e ricattare chiunque, anche coloro che avevano servito fino a poco tempo prima.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">Inizialmente le truppe mercenarie furono formate quasi esclusivamente da soldati di provenienza tedesca, poi ungherese, italiana e pi&ugrave; tardi inglese. Gli Inglesi appunto, dopo il 1356 (Poitiers) e quindi dopo la fine della lunga guerra tra Francia e Inghilterra, si riversarono in massa nella nostra penisola e si macchiarono delle peggiori atrocit&agrave;, anche nel nostro territorio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">I fatti di cui vi parleremo si incentrano nel periodo che va dal 1342 al 1382, perch&egrave; fu quello che vide il nostro territorio subire maggiormente la presenza nefaste di queste bande senza scrupoli. Mi preme ricordare per&ograve;, che truppe mercenarie erano gi&agrave; presenti nella penisola italica anche prima di questa data. Basta ricordare ad esempio, che il famoso Guido Riccio da Fogliano, altro non fu che un Condottiero di Ventura che gi&agrave; nel 1327 era al soldo di Siena. Questo personaggio, ricordato e reso famoso dall&rsquo; affresco di Simone Martini nel Palazzo Pubblico, non fu, come molti credono erroneamente, un eroe senese, ma, originario dell&rsquo; Emilia, fu stipendiato dai senesi per espandere il proprio territorio nella Maremma, in particolar modo ai danni dei nemici pisani. Nel Luglio 1328, alla guida di 900 cavalieri senesi e 6000 fanti, conquist&ograve; Montemassi dopo un assedio di sette mesi, poi prese anche Sassoforte. Nel 1331 prese Scansano, Arcidosso e Massa Marittima, nel 1332 Giuncarico. La differenza con i Capitani di Ventura di cui parleremo ora era che Guido Riccio per Siena, come Castruccio Castracani per Pisa, avevano poche truppe personali ed erano chiamati per guidare eserciti cosiddetti &ldquo;pubblici&rdquo;, &ldquo;cittadini&rdquo;, esclusivamente per le loro capacit&agrave; <span style=\"font-size: 8pt\">nell&rsquo;arte della guerra, mentre quelli che verranno dopo vennero assoldati per le migliaia di soldati che avevano al loro seguito. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Tra i primi Capitani di Ventura che si affacciarono nel senese ricordiamo Werner d&rsquo;Urslingen, di origine tedesca, passato alla storia come Duca Guarnieri (1308-1354) e che nel 1342 (dal Volume &ldquo;Mercenary  Companies and the Decline of Siena&rdquo;) rub&ograve; e bruci&ograve; dalle porte della nostra citt&agrave; fino a Buonconvento. Egli era al servizio dei Pisani contro Firenze, ma, una volta  stipulata la pace tra le due parti, (12 Settembre 1342) venne licenziato da Pisa e secondo la Cronaca Sanese di Andrea Dei (pag. 105) si rec&ograve; con i suoi duemila uomini nel Contado Di Siena &ldquo; ..<em> e arsero e guastarono molte Ville, e presero prede e prigioni; e poi capitaro a Buonconvento, e ine stettero pi&ugrave; d&igrave;, e facevano molto danno per la contrada ardendo e predando; e stettero a Buonconvento; e poi il Comun di Siena s&rsquo;accord&ograve; con loro, ed ebbero 2.500 Fiorini d&rsquo;oro, e partirsi dal nostro Contado e andorne a Citt&agrave; di Castello&hellip;&rdquo;. <\/em>Il cronista ci dice che da allora in poi questa fu chiamata la &ldquo;Grande Compagnia&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Tra il 1345 e il 1349 entr&ograve; a far parte di questa Compagnia un Condottiero francese di nome Giovanni Moriale di Albarno (Jean Montreal du Bar), detto &ldquo;<strong>Fr&agrave; Moriale<\/strong>&rdquo; perch&egrave; era stato in passato un frate dell&rsquo;Ordine degli Ospitalieri ed anche con questo personaggio fummo costretti a fare i conti. Nel Giugno del 1354 (Annales Senenses ovvero &ldquo;Cronache di Neri di Donato da Siena 1352-1381) infatti, i  &ldquo;Sanesi soldaro molta gente per paura d&rsquo; una Compagna (Compagnia di Ventura), che s&rsquo;aspettava in quel di Siena. E comproro i Sanesi libbre 135 di risalgallo per attossicare (intossicare, avvelenare) la vettovaglia a <strong>Sciano<\/strong> e a <strong>San Quirico<\/strong>: questo fu di Giugno. La Compagna del Friere di Monreale<strong> <\/strong>(Fra&rsquo; Moriale) sopradetto venne in quel di Siena di Giugno facendo gran danno, scorrendo gran parte del Contado di Siena. Unde poi li Sanesi fero accordo colla detta Compagna, e ebbero dal Comuno di Siena fiorini 13.324 d&rsquo;oro per taglia, ch&rsquo; egli uscissero dal Contado a d&igrave; 19 di Giugno&hellip;&hellip;.&rdquo;. &ldquo;La detta Compagna fatto l&rsquo;accordo colli Sanesi e tocchi (toccati) i denari, come sopra &egrave; detto, esciro di quel di Siena a d&igrave; &hellip;(? Non si legge) di Settembre, e quando furo a Fontebecci, e Sanesi mandoro uno bello presente alla detta Compagna di pane e di vino, e di confetti e altre cose: cost&ograve; fiorini 120. El Comuno di Siena pag&ograve; e mand&ograve; alla detta Compagna molti cavalli, i quali erano stati morti in pi&ugrave; luoghi del Contado di Siena. Sanesi posero una presta al Contado (Tassa) per pagare la detta della sopradetta Compagna colsesi (furono raccolti) di detta presta fiorini 12.000 d&rsquo;oro&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Fra&rsquo; Moriale intanto venne giustiziato a Roma e la Grande Compagnia pass&ograve; sotto il comando del Conte Landau detto Conte Lando. Poco dopo, entr&ograve; a far parte di questa masnada anche un personaggio che nel bene e nel male, Siena, si trover&agrave; spesso tra i piedi: Anecchino di Baungarten detto Anechino di Bongardo. Egli, gi&agrave; nella nostra penisola dal 1351, affiancher&agrave; il Conte Lando solo a partire dal 1357.&nbsp; <br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Dagli Annales Senenses ovvero &ldquo;Cronache di Neri di Donato da Siena dal 1352 al 1381&rdquo; pubblicate in Rerum Italicarum Scriptores a cura di L. A. Muratori, Tomo XV alle pagine 157 e 158, veniamo a sapere che nel <strong>1357<\/strong>, i &ldquo;<em>Sanesi posero una presta<\/em> (tassa)<em> alla Citt&agrave;, e al Contado per cagione della malvagia Compagna <\/em>(Compagnia di Ventura)<em> del <\/em><em><strong>Conte Lando<\/strong><\/em><em> a fiorini 2 per migliajo. Colse <\/em>(raccolse)<em> la citt&agrave; 40 mila fiorini d&rsquo;oro; el Contado sei mila. La Compagna del detto Conte Lando doveva venire in quel di Siena; unde li Sanesi riparoro perch&eacute; non ci venisse, e and&ograve; pi&ugrave; volte Ambasciatori alla detta Compagna e infine fero accordo, e pag&ograve; al Comuno di Siena fiorini 13 mila d&rsquo;oro, i quali li mandoro contanti al detto Conte Lando e suoi seguaci nella citt&agrave; di Faenza; e anco don&ograve; el Comuno di Siena a Misser Ceccolino da Imola suo Cancelliere maggiore fiorini 500 d&rsquo;oro. Cost&ograve; al Comuno di Siena con pi&ugrave; altre spese pi&ugrave; di 20 mila fiorini d&rsquo;oro&rdquo;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Sempre dalle stesse cronache di Neri di Donato si dice che nel <strong>1358<\/strong> la citt&agrave; di Cortona si era ribellata a Perugia ed era passata per voler suo sotto la protezione di Siena. I Perugini allora vi posero assedio ed i Cortonesi chiamarono Siena in loro aiuto:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">&ldquo; <span style=\"font-size: 10pt\"><em>I Sanesi fero grande esercito di gente  a pi&egrave; e a cavallo e soldaro <\/em>(assoldarono)<em> per loro Capitano di Guerra <\/em><em><strong>Anechino di Bongardo <\/strong><\/em><em>con 800 cavalli e 400 fanti, il quale scrisse sua gente a Staggia, e soldaro molti Ongari <\/em>(Ungari)<em>&hellip;.&rdquo;<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">I Senesi riconquistarono Cortona, ma i Perugini si spostarono su Torrita e la assediarono facendo grossi danni. Poi cominciarono a fare scorrerie nel Contado Senese: &ldquo;<span style=\"font-size: 10pt\"><em>Sanesi veduto quello, che i Perugini aveano fatto a Torrita e in altri in quel di Siena d&rsquo;ardare <\/em>(bruciare)<em>, e altri danni grandissimi, fero loro sforzo, e cavalcoro per lo Contado di Perugia infino all&rsquo; Olmo presso a Perugia a tre miglia, ardendo e guastando ci&ograve; che potero, e presero molte fortezze e villate; e presero la Badia al Petrojo presso a Montepulciano nel Contado di Perugia; e presela <\/em><em><strong>Anichino<\/strong><\/em><em> colle sue genti, e ebbe dal Comuno di Siena perci&ograve; fiorini 500 d&rsquo;oro. E poi tutte le genti del Comuno di Siena andaro a campo a <\/em><em><strong>Monte San Savino<\/strong><\/em><em>&hellip;&hellip;.e era Capitano de&rsquo; Sanesi <\/em><em><strong>Anechino di Bongardo<\/strong><\/em><em>, il quale fe&rsquo; molti tradimenti al Comuno di Siena nell&rsquo; oste <\/em>(oste &egrave; inteso per assedio)<em>, e altrui &hellip;..E sappiate, che gli uomini della Terra del Monte <\/em>(i civili di monte San Savino che vengono dal volgo e non sono soldati professionisti, ma gente chiamata ad armarsi<em>) che s&rsquo;arrendevano a&rsquo; Sanesi pi&ugrave; volte <\/em>(pag. 160)<em>, se non fusse il tradimento, che ordinava il detto <\/em><em><strong>Anechino<\/strong><\/em><em>. Et ultimamente un d&igrave; el detto <\/em><em><strong>Anechino <\/strong><\/em><em>lui con la sua gente di mille cavalli e 500 pedoni lev&ograve; uno romore in el oste fra loro; e adironsi colli Sanesi, e uccisero da 20 Sanesi, e robaro la Camara del Comuno di Siena, chi era in el oste. E poi un d&igrave; facendo uno badalucco al detto Monte, fu dato al detto <\/em><em><strong>Anechino<\/strong><\/em><em> d&rsquo;una spingarda <\/em>(grosso archibugio)<em>, e mor&igrave;&hellip;.&rdquo;<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\">Le gesta di questo capitano, come del resto l&rsquo;indole degli uomini di ventura, furono costellate di ricatti e tradimenti. I Governi che li assoldavano, si resero conto ben presto che non erano affidabili e spesso decidevano sconfitte e vittorie a loro convenienza, senza tenere in primo piano il volere dei loro committenti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><span style=\"font-size: 8pt\">Dopo la pace tra Siena e Perugia (fine 1358\/inizio 1359) la Grande Compagnia del Conte Lando, sconfitta dai fiorentini in Val di Lamone, si riorganizz&ograve; in Romagna e mosse verso Siena. Il timore del loro arrivo, con le nefaste conseguenze che ne sarebbero conseguite, spinse i senesi ad inviare ripetutamente ambasciatori e a proporre al Conte Lando somme di denari per scongiurare le loro scorrerie, ma nel frattempo ci si organizz&ograve; (in citt&agrave; e nel Contado) per ogni eventualit&agrave;. Secondo le cronache di Neri di Donato, la faccenda si risolse ancora una volta mettendo mano al portafoglio: <em>&ldquo;E poi la detta Compagna venne in quel di Siena , e li Sanesi li dero fiorini 6.000 d&rsquo;oro con molte altre spese: e questo era di Giugno.&rdquo;&nbsp; <\/em><\/span><em><br \/><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em><\/em><\/span><span style=\"font-size: 8pt\">Nel frattempo (Storia Cronologica della Citt&agrave; di Firenze&hellip; di G. M. Mecatti a pag. 237), i fiorentini, anch&rsquo;essi taglieggiati dalla Grande Compagnia, assieme a contingenti e truppe inviate da altre citt&agrave; toscane, avevano organizzato una caccia all&rsquo;esercito del Conte Lando ed alla guida del Malatesta, lo raggiunsero tra Pontedera e Lucca rifilandogli una sconfitta talmente grande da causare l&rsquo;estinzione definitiva di questa Compagnia di Ventura (Luglio 1359-Battaglia di Campo delle Mosche).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Poteva essere l&rsquo;inizio di un periodo di pace, ma l&rsquo;importazione dalla Francia della &ldquo;Compagnia Bianca&rdquo; da parte di Giovanni Marchese di Monferrato per osteggiare i Visconti di Milano, fu l&rsquo;inizio di una nuova tragedia per Siena. Queste soldatesche, di origine inglese, faranno dei danni incalcolabili nel nostro territorio a partire dal 1361.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">(<strong>fine prima parte. Segue<\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SIENA. Tra le grandi catastrofi ricordate nella storia della nostra citt&agrave;, si elencano guerre, pestilenze e terremoti, ma poche volte le Compagnie di Ventura. 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