{"id":304,"date":"2016-07-25T10:12:37","date_gmt":"2016-07-25T08:12:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=304"},"modified":"2016-07-25T10:12:37","modified_gmt":"2016-07-25T08:12:37","slug":"torrita-siena-nel-1200-1300-le-scintille-montepulciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/torrita-siena-nel-1200-1300-le-scintille-montepulciano\/","title":{"rendered":"Torrita di Siena nel 1200 e 1300 e le scintille con Montepulciano"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>TORRITA DI SIENA. <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">La localit\u00e0 di Torrita era gi\u00e0 nota agli inizi dell\u2019anno Mille. Compare in un antichissimo documento (placito) del novembre 1037 (carte di S. Salvatore Montamiata) dove si parla della Pieve di San Costanzo e di quella di Montefollonico. In particolare viene esplicitato che questo edificio di culto era poco fuori dal borgo in localit\u00e0 \u201cScanello\u201d, oggi identificato con i poderi \u201cScianellone e Scianellino\u201d. Sorse con molta probabilit\u00e0 dallo smembramento del territorio appartenente al Battistero di S. Chiesa Madre dell\u2019Amorosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Fino ai primi anni del 1200 Torrita fece parte della propriet\u00e0 feudale di Gualfredo de Valle e nell\u2019agosto del 1210 venne concessa dall\u2019Imperatore Ottone IV ai fratelli Spadacorta, Gualcarino, Gualfredi e Ubertino Cacciaconti insieme ad altri castelli (Ripa, Fratta e Bettolle). Il Comune di Siena nel frattempo andava espandendosi e la sua potenza economica ingrandendosi. Fu cos\u00ec che cominci\u00f2 un braccio di ferro durato molti secoli per annettersi la val di Chiana ed in particolare Montepulciano, con numerosi episodi bellici e guerre. Montepulciano, lottando sempre per una propria autonomia, non aveva da sola la forza necessaria per combattere la potenza senese e ricorse spesso ad alleanza con altre citt\u00e0 che volevano comprimere l\u2019espansione di Siena, sopra tutte Orvieto, Perugia e Firenze.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Torrita, piegata quasi subito dalla forza di Siena (e giurata ad essa la propria fedelt\u00e0), si ritrov\u00f2 volente o nolente in mezzo a tutti questi scontri, subendo gli attacchi poliziani e sopportando le varie e ripetute fortificazioni (e conseguenti presenze militari) dei senesi che consideravano questo castello come un avamposto fortificato di enorme importanza strategica. Fu cos\u00ec anche nel 1232, quando Firenze e Siena si scontrarono nuovamente per Montepulciano. Una grossa parte delle truppe senesi mosse da Torrita e si ricongiunse con un altro contingente proveniente dalla Val d\u2019Orcia. Dopo tre giorni di dura battaglia i fiorentini ed i montepulcianesi furono sconfitti ed il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>16 ottobre 1232<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> la rocca di Montepulciano fu distrutta e le sue mura furono rase al suolo. Nel luglio 1233, Ubertino Cacciaconti, in qualit\u00e0 di \u201crettore\u201d del castello di Torrita\u201d, giur\u00f2 insieme ai due consoli di Monticchiello di obbedire agli ordini di Guglielmo Amati, potest\u00e0 di Siena. Fu un solenne impegno a non aiutare i cavalieri fuoriusciti da Montepulciano e a non dare asilo, accoglienza e assistenza alle loro donne e ai loro bambini. L\u2019atto del giuramento avvenne proprio nella chiesa di S. Flora a Torrita. A met\u00e0 del XIII secolo la fedelt\u00e0 di Torrita a Siena era gi\u00e0 conclamata, tanto che il governo senese permetteva ai torritesi di tenere un Potest\u00e0 in modo permanente e con pieni poteri. Qualche anno dopo, un contingente armato di Torrita partecip\u00f2 con successo alla famosa \u201cbattaglia di Monteaperti\u201d a fianco dei vincenti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1267 era scoppiata in Siena una rivolta tra i cosiddetti \u201cpopolari\u201d e il \u201cmagistrato dei sessanta\u201d. Dopo un feroce combattimento, i favorevoli al Magistrato, tra cui molti di Casa Tolomei, Salimbeni, Piccolomini, Accarigi, insieme al Capitano del Popolo M. Inghirano furono costretti a fuggire e vennero dichiarati \u201cribelli e nemici della Patria\u201d. Questi fuoriusciti, ormai banditi, si unirono ad altri fuoriusciti guelfi, agli Orvietani ed ai Conti Aldobrandeschi e cominciarono a fare scorrerie per il contado senese conquistando Montepulciano, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Torrita<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e Menzano. Ancora una volta <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Torrita<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> sub\u00ec molti danneggiamenti e vendette, soprattutto dai vicini montepulcianesi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse \u00e8 da questi primi accadimenti che cominci\u00f2 la rivalit\u00e0 tra questi due castelli che spesso si ritrovarono a combattere in fronti opposti e quindi da nemici. E mentre Montepulciano cerc\u00f2 innumerevoli volte di allontanarsi dal dominio senese, chiedendo ora l\u2019aiuto di Perugia, ora di Orvieto, ora di Firenze, ora trasformandosi in Signoria, Torrita rimase sempre dalla parte di Siena. E i senesi avevano sempre avuto a cuore i torritesi perch\u00e9 costituivano un avamposto sicuro in Val di Chiana, un rifugio fortificato, un castello di frontiera su cui poter contare. Da un documento del 1278 (ASS, Archivio delle Riformagioni, agosto 1278), sappiamo ad esempio che, le varie truppe senesi sparse per il controllo della Val di Chiana, al minimo sospetto, timore, sommossa o ribellione, avevano l\u2019ordine perentorio di ridursi in guarnigione dentro al castello di Torrita. Nel frattempo Montepulciano era addivenuta nelle mani dei senesi, ma nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1280<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> si era ribellata alleandosi con il Comune di Perugia. Fu allora che Siena riforn\u00ec immediatamente Torrita di uomini e cavalli e i torritesi furono costretti a subire ripetuti attacchi. Agli inizi del XIV secolo Montepulciano era definitivamente sotto il dominio senese, ma il desiderio di autonomia della Signoria poliziana era ancora fortemente radicato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> 1322 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">a causa di sovvertimenti che sconvolsero Siena, Deo di Messer Guccio Tolomei (guelfo) organizz\u00f2 delle bande armate che sconvolsero questi territori. Stavolta fu aiutato dai fiorentini che gli prestarono trecento cavalieri ed in breve conquist\u00f2 Sinalunga, Rigomagno e <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Torrita: <\/b><\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>E poi cavalc\u00f2 in pi\u00f9 parti del contado, facendo danno e ardendo, e guastando, e cavalc\u00f2 Torranieri, e prese prigioni, e prede, e ard\u00e8 case; e poi cavalc\u00f2 per Valdorcia, e arse il Borgo a Vignone, e molte altre case per Valdorcia; e tenne Asinalonga e Torrita infino al 16. di Settembre, che seguit\u00f2&#8230;<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Quanto Torrita fosse fedele al Tolomei non \u00e8 dato saperlo, ma fatto sta che fu messa sotto assedio dai senesi per non volersi arrendere e, dopo alcuni mesi, lo fece per mancanza di provviste. Siena allora ne fece abbattere le mura e questo fu uno dei pochissimi episodi che vide Siena e Torrita rivali. Le ritorsioni per\u00f2 non durarono che una ventina d\u2019anni, poi la frattura fu risanata e Siena si convinse a ricostruire la cinta muraria intorno al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1352<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. La citt\u00e0 di Perugia, strizzando l\u2019occhio ai montepulcianesi, andava sempre pi\u00f9 esercitando in Val di Chiana una notevole pressione militare e ben presto pass\u00f2 all\u2019azione conquistando Monte San Savino, Lucignano e Foiano. Nel frattempo Montepulciano aveva distrutto alcune rocche senesi ed attaccato anche Torrita. Nonostante Siena e Perugia fossero formalmente entrambe \u201cguelfe\u201d ed ancora ufficialmente alleate, fu subito guerra e nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1358<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> esplose nella sua totalit\u00e0. L\u2019epicentro dei combattimenti pi\u00f9 aspri fu guarda caso a Torrita e a Cortona, localit\u00e0 che subirono l\u2019assedio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La \u201cbattaglia di Torrita\u201d <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dagli <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cAnnales Senenses ovvero \u201cCronache di Neri di Donato da Siena dal 1352 al 1381\u201d pubblicate in Rerum Italicarum Scriptores a cura di L. A. Muratori, Tomo XV da pag. 158)<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Sanesi fero grande esercito di gente a pi\u00e8 e a cavallo e soldaro <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(assoldarono)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> per loro Capitano di Guerra <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Anechino di Bongardo <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>con 800 cavalli e 400 fanti, il quale scrisse sua gente a Staggia, e soldaro molti Ongari <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(Ungari)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u2026\u201d. <\/i>I Senesi riconquistarono Cortona, ma i Perugini si spostarono su Torrita e la assediano facendo grossi danni ed infine conquistandola. Poi cominciano a fare scorrerie nel Contado Senese: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Sanesi veduto quello, che i Perugini aveano fatto a Torrita e in altri in quel di Siena d\u2019ardare <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(bruciare)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>, e altri danni grandissimi, fero loro sforzo, e cavalcoro per lo Contado di Perugia infino all\u2019 Olmo presso a Perugia a tre miglia, ardendo e guastando ci\u00f2 che potero, e presero molte fortezze e villate; e presero la Badia al Petrojo presso a Montepulciano nel Contado di Perugia; e presela <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Anichino<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> colle sue genti, e ebbe dal Comuno di Siena perci\u00f2 fiorini 500 d\u2019oro. E poi tutte le genti del Comuno di Siena andaro a campo a <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Monte San Savino\u201d<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>. <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Era il 18 marzo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1358<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> quando il Capitano di Ventura Anichino di Bongardo, per conto di Siena, con il rinforzo di una brigata di ungheresi e unito alle milizie senesi guidate da Nolfo di Urbino, marci\u00f2 alla volta di Torrita e la espugn\u00f2 riportandola sotto il dominio di Siena. Il comune di Perugia, a seguito della cocente sconfitta, dopo un estenuante tentativo di mediazione intrapreso invano dalla citt\u00e0 di Firenze, prepar\u00f2 la rivincita stipendiando nuovi mercenari e mobilitando tutti i suoi cittadini abili. Le milizie perugine stazionarono nell&#8217;accampamento di Gracciano, mentre quelle senesi si accamparono in Torrita. Il 9 aprile i Perugini inviarono nel campo avverso il guanto di sfida che fu accettato dal Bongardo, ma respinto dai comandanti senesi, favorevoli al rinvio della battaglia. Il 10 aprile i Perugini, in numero superiore, circondarono i mercenari e catturarono Anichino, provocando la ritirata delle milizie di Siena che tornarono nel campo torritese. Successivamente, stimando troppo difficile la presa di Torrita, i Perugini inseguirono Senesi in rotta fino alle porte di Siena, dove accadde il famoso episodio delle \u201ccatene delle forche di Pecorile\u201d. Nella fuga i Senesi persero 400 prigionieri, 49 stendardi e l&#8217;insegna imperiale donata da Carlo V.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il comune di Perugia volle gratificare tutti i capitani perugini con il titolo di &#8220;Cavaliere&#8221; ed in particolare quattro alleati Poliziani che si distinsero particolarmente nella battaglia di Torrita: Giovanni e Gherardo del Pecora e i nipoti Bertoldo e Corradino. Ecco che ancora una volta venne alimentato l\u2019odio tra Montepulciano e Torrita.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La battaglia della val di Chiana <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Spesso la \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>battaglia di Torrita<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d appena descritta, viene confusa con un altrettanto famoso episodio bellico avvenuto sempre nella medesima zona a pochi anni di distanza: la \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>battaglia della Val di Chiana<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Siamo per\u00f2 nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1363<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e a renderlo famoso contribu\u00ec anche un affresco<\/span> <span style=\"font-size: medium;\">che orna la sala del Mappamondo nel Palazzo Pubblico di Siena, commissionato dai Gonfalonieri della Repubblica a\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lippo Vanni<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0per celebrare la\u00a0vittoria\u00a0di Siena su una Compagnia di Ventura che tanti danni aveva fatto nel nostro contado: la \u201cCompagnia del Cappello o del Cappelletto\u201d, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 durante una battaglia, non essendo stati pagati come da accordi presi da parte del committente, rimasero a guardare lo scontro con il cappello in mano in segno di protesta. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dalla cronaca del Malavolti sappiamo che il sei ottobre (1363) la <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Compagnia del Cappello<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, non essendo riuscita ad estorcere denari alla citt\u00e0 di Siena, si era spostata in val di Chiana a far danni in special modo a Torrita. Qui per\u00f2 venne raggiunta dalle truppe Senesi al comando dell\u2019 Orsino e dopo grande battaglia i mercenari ebbero la peggio: \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>fracassati e vinti a restarne buona parte in preda de\u2019 Sanesi che trovandosi vincitori, per vendicarsi di tanti danni ricevuti, ne fecion grande strage, e gran numero ne fecer prigioni, tra i quali fu il signor <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Niccol\u00f2 di Montefeltro Conte d\u2019 Urbino<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> che era generale di quelle genti della Compagnia, con molt\u2019altri Capitani, e con pi\u00f9 di trecento huomini d\u2019armi e di mille pedoni che furono menati a Siena, legati, strascinando le lor bandiere\u2026<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno TORRITA DI SIENA. 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