{"id":301,"date":"2016-07-18T15:03:12","date_gmt":"2016-07-18T13:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=301"},"modified":"2016-07-18T15:03:12","modified_gmt":"2016-07-18T13:03:12","slug":"gli-assassini-nella-siena-medievale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/gli-assassini-nella-siena-medievale\/","title":{"rendered":"Gli &#8220;Assassini&#8221; nella Siena Medievale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>di Augusto Codogno <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">SIENA. E\u2019 bene ricordare a tutti gli adolescenti in preda alle pulsioni per il noto videogioco \u201cAssassin\u2019s Creed\u201d &#8211; fortunata realizzazione ludica di successo planetario che, pur con le dovute distanze dalla storia, tolte le false ambientazioni, gli improbabili contesti e le inesistenti finalit\u00e0 didattiche &#8211; gli \u201cassassini\u201d sono esistiti davvero e furono anche a Siena. Conosciuti dal IX al XIV secolo come \u201cSetta degli Assassini\u201d o semplicemente \u201cAssassini\u201d, vissero in Persia e Siria a partire dal XI secolo e rappresentarono una corrente dell\u2019Islam sciita minoritaria e perseguitata (ismaeliti).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La caratteristica pi\u00f9 nota di questo gruppo etnico-religioso era la completa sottomissione al loro capo carismatico che era nello stesso tempo il loro maestro e il discendente di Dio. Non avevano paura della morte e divennero famosi per alcuni omicidi eccellenti commissionati su ordine del loro capo contro i nemici della setta, senza distinzione fossero essi musulmani o cristiani. Anzi, le loro missioni venivano portate a compimento in modo eclatante, anche davanti a folle di nemici, in quanto non temevano la morte e vi andavano incontro consapevoli del loro martirio. Cos\u00ec uccisero dentro alle moschee e dentro alle chiese i personaggi pi\u00f9 importanti che via via li ostacolarono ed anche in europa, ben presto, il loro nome divenne sinonimo, impropriamente, della parola e del significato moderno di \u201cassassino\u201d, cio\u00e8 omicida. In realt\u00e0 e contrariamente a quello che si era creduto fino ad alcuni decenni fa, il termine \u201cassassini\u201d, non deriverebbe dal sostantivo plurale arabo \u201cal-Hashishyyun\u201d, cio\u00e8 coloro che sono dediti all\u2019hashish (che pur conoscevano), ma al fatto che fossero seguaci di \u201cHasan\u201d oppure in ultima ipotesi da \u201casan\u201d che significa \u201cguardia\u201d. Questi furono in sostanza degli adepti dell\u2019ismailismo sciita in un territorio che ai tempi era a maggioranza sunnita (selgiuchidi). Il loro capo carismatico fu Hasan-i Sabbah, colui che conquist\u00f2 la loro fortezza pi\u00f9 importante (Alamut), estendendo la loro influenza su Iran e Siria e proprio da Hasan presero il loro nome.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><i><b>Hasan-i Sabbah<\/b><\/i> era anche detto \u201cil vecchio della montagna\u201d e cos\u00ec appare in varie cronache, compreso nel <i>Milione di Marco polo<\/i>, ma un pi\u00f9 attento studio del significato arabo ci rivela che la parola \u201cshaykn\u201d significa contemporaneamente \u201cvecchio\u201d e \u201ccapo\u201d, quindi sarebbe pi\u00f9 corretto identificarlo come il \u201ccapo della montagna\u201d. Forte Alamut infatti, inespugnabile roccaforte (vedi figura) nelle montagne tra Teheran e il mar Caspio, fu il suo quartier generale ed anche quello dei suoi successori. Questo castello apparentemente inattaccabile venne chiamato anche il \u201cnido delle aquile\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dopo la prima crociata e la riconquista di Gerusalemme (1099), nacque anche l\u2019Ordine dei Templari che in breve tempo si mun\u00ec di avamposti fortificati (rocche, castelli, torri), per prevenire eventuali attacchi da parte dei nemici, soprattutto dei \u201cselgiuchidi\u201d che non tardarono ad impegnarli in numerose battaglie e scontri. Dunque ci fu un periodo nel quale gli \u201cassassini\u201d ed i \u201ctemplari\u201d combatterono un comune nemico ed ormai \u00e8 appurato che ebbero numerosi contatti, scambi ed alleanze militari. Anzi, se vogliamo dirla tutta, la cosa fu mal digerita in Occidente e molti malumori, anche nella chiesa di Roma, si sollevarono nei confronti della pur cristianissima milizia del Tempio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ne fu un fulgido esempio anche la nostra Siena che vide operare all\u2019interno delle mura, non si sa bene se con compiti commerciali o militari gli \u201c<i><b>assassinorum<\/b><\/i>\u201d. Sicuramente introdotti dai templari, presenti nella nostra citt\u00e0 almeno dal 1148 (inizialmente fuori Porta Camollia, poi intra), gli assassini vengono gi\u00e0 citati fin dal <b>1243<\/b> quando sembra avessero la propriet\u00e0 di alcune torri, nel tratto che va da San Vigilio fino alla vecchia porta di Follonica, sia sulla francigena (via Pantaneto), sia lungo la sua parallela Via della Staffa, quindi nel terzo di San Martino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Portiamo ad esempio il caso di donna Beldie, vedova di Palmiero di Lisandrino, che in quell\u2019anno lascia alcuni beni a Mezzolombardo di Squarcia e, tra le carte compare una \u201c<i><b>turris Assassinorum<\/b><\/i>\u201d. Ma anche nel 1259, nel registro della Biccherna, compare una \u201c<i><b>turris de Assassetta<\/b><\/i>\u201d, mentre nel giugno precedente si parla di un tal \u201c<i>Boccuccio custodi turris Assassinorum<\/i>\u201d ed anche di un altro custode, tale Laurentio, sempre relativamente alla \u201c<i>turris assassinorum<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma il caso pi\u00f9 interessante \u00e8 quello che riporta il Constituto di Siena del <b>1262<\/b>: \u201c<i>De contractu facto occasione <\/i><i><b>Societatis Templariorum et Assaxinorum observando<\/b><\/i>\u201d, dove, per mano del Notaio Orlando del fu Actaviani il comune di Siena si impegna ad osservare un contratto stipulato con questa societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dunque il Costituto parla chiaro: Templari ed Assassini erano ufficialmente in societ\u00e0 e svolgevano un\u2019attivit\u00e0 di interesse per il nostro comune. Forse si trattava solo di commercio? Forse si occupavano della detenzione dei prigionieri? Forse forniture di armi? Forse addestramento militare? Non \u00e8 stato ancora chiarito, ma \u00e8 acclarato che la collaborazione tra la Milizia del Tempio e questa setta sciita era in quegli anni alla luce del sole.<\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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