{"id":298,"date":"2016-07-07T10:40:17","date_gmt":"2016-07-07T08:40:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=298"},"modified":"2016-07-07T10:40:17","modified_gmt":"2016-07-07T08:40:17","slug":"cecco-angiolieri-uno-scapigliato-siena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/cecco-angiolieri-uno-scapigliato-siena\/","title":{"rendered":"Cecco Angiolieri: uno scapigliato a Siena"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">SIENA. Fu un poeta senese contemporaneo dell\u2019Alighieri, di cui per\u00f2 ben poche rime rimangono ed ancor meno si sa della sua vita. Ma chi era quest\u2019uomo erudito, di buona famiglia, ma con una forte inclinazione alla dissolutezza, al gioco e alle donne?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cecco nacque a Siena dalla nobilissima casata degli Angiolieri. Suo padre era <b>Angioliero degli Angiolieri<\/b>, uomo potentissimo, banchiere di Papa Gregorio IX, di fede guelfa. Ricopr\u00ec numerosi incarichi di Governo nella seconda met\u00e0 del \u2018200. Sua madre era tale donna <b>Lisa dei Salimbeni<\/b>, anch\u2019ella di stirpe nobilissima. I genitori furono entrambi \u201cGaudenti\u201d, appartennero cio\u00e8 a quella milizia ufficializzata dalla Bolla pontificia \u201c<i>Sol ille verus<\/i>\u201d, emanata da Urbano IV nel dicembre del 1261. Quest\u2019Ordine infatti prevedeva, oltre alla classica figura del \u201cfrate cavaliere\u201d, anche la presenza del ramo femminile. Per diventare dunque \u201cFrati della Beata Gloriosa Vergine Maria\u201d non occorreva essere per forza \u201cnon sposati\u201d. A Siena i \u201cmilites gaudenti\u201d erano a fine 1200 molto numerosi, tanto che, nella nostra citt\u00e0, si tenne nel <b>1280<\/b> un famoso e documentato <b>\u201cCapitolo Generale\u201d <\/b>dell\u2019Ordine. A tal proposito si \u00e8 ipotizzato anche che, il ramo femminile dell\u2019Ordine, costituito in prevalenza dalle mogli dei Gaudenti, sia stato il tassello fondante dei Collegi del Terzo Ordine Femminile di San Domenico, tanto che queste donne, una volta vedove, confluivano in esso. A Siena tra l\u2019altro, il luogo di adunanza dei Cavalieri Gaudenti, fu nei pressi dei Frati Predicatori di San Domenico e, come cita il Federici, ma anche il Benvoglienti, dentro la stessa Abbazia avevano una loro cappella. Fu lo stesso Cecco Angiolieri a darci la conferma dell\u2019affiliazione del padre in un suo celebre sonetto: \u201c<i>E quegli \u00e8 il Cavalier, ch\u2019\u00e8 senza vajo, \/ Cio\u00e8 il Gaudente, cui febbre non tocca\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cecco Angiolieri studi\u00f2 a Siena e la fede politica ereditata dai suo familiari lo port\u00f2 nel 1281 a far parte del contingente guelfo che assedi\u00f2 e distrusse i castelli di Fornoli e Torri in Maremma. Doveva avere una ventina d\u2019anni ed il suo temperamento era gi\u00e0 irrequieto e poco consone alle regole militari. Infatti, durante i fatti maremmani, poich\u00e9 si era allontanato diverse volte dal \u201ccampo\u201d senza permesso, fu multato ripetute volte.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma anche nel luglio del 1282 fu oggetto di sanzioni da parte del Comune di Siena in quanto non aveva rispettato il \u201ccoprifuoco\u201d. Fu trovato (ripetutamente) in giro di notte dopo il terzo suono della \u201ccampana comunale\u201d:<span lang=\"en-US\">\u00abquia fuit inventus de nocte post tertium sonum campane Comunis\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Un altro analogo provvedimento gli fu comminato nel 1291, ma nello stesso anno sub\u00ec anche un processo per essere stato implicato nel ferimento di tale \u201cDino di Bernardo di Monteluco\u201d, terminato stavolta con il suo proscioglimento. Cecco fu di nuovo alleato dei guelfi fiorentini e partecip\u00f2 alla famosissima \u201cbattaglia di Campaldino\u201d (1289). Forse fu proprio qui che conobbe <b>Dante Alighieri<\/b>, pure presente nella medesima battaglia tra le stesse file. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Da quei pochi dati che abbiamo dunque, il rampollo Angiolieri doveva essere una cosiddetta \u201ctesta calda\u201d ed infatti ebbe con il padre un rapporto molto difficile. A lui Cecco imputava il fatto di non passargli abbastanza denari, nonostante ne avesse tantissimi, cos\u00ec come emerge anche dalla poesia \u00abS\u2019i\u2019 fosse foco\u00bb. Il suo odio per il padre emerge in pi\u00f9 sonetti, ma come dar torto ad Angioliero se effettivamente il figlio conduceva una vita sregolata basta sullo sperperar denari? Cecco stesso si descrive cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abTre cose solamente mi so \u2019n grado,<br \/>\nle quali posso non ben men fornire:<br \/>\nci\u00f2 \u00e8 la donna, la taverna e \u2019l dado;<br \/>\nqueste mi fanno \u2019l cuor lieto sentire\u00bb<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Se queste notizie fossero effettivamente autobiografiche, si capirebbe bene come Cecco, in breve tempo, avesse dilapidato un\u2019intera fortuna. Infatti vediamo, dai pochi dai pochi atti rimasti, che nel 1302 fu costretto a vendere per bisogno economico una sua vigna a tale Neri Perini del Popolo di Sant&#8217;Andrea per settecento lire.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel <b>1296<\/b> fu allontanato da Siena a causa di un bando politico e probabilmente visse qualche anno a Roma sotto la protezione del Cardinale Petroni, come si desume da un suo sonetto del 1203-1203 indirizzato a Dante Alighieri\u00a0(<i>s&#8217;eo so&#8217; fatto romano, e tu lombardo<\/i>). Non sappiamo con certezza se la lontananza da Siena dal 1296 al 1303\u00a0fu ininterrotta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Molte delle sue liriche furono dedicate ad una donna di nome \u201cBecchina\u201d che, essendo gi\u00e0 sposata, lo tiene a distanza. Ma anche Cecco in realt\u00e0 era sposato, tanto che aveva almeno sei figli: Meo, Deo, Angioliero, Arbolina, Sinione e Tessa. Dunque quello che scrive, che racconta, \u00e8 vero?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I suoi sonetti contengono allusioni autobiografiche, sempre considerate vere, come l&#8217;amore per Becchina, gli scontri con la moglie, pettegola e arcigna, una vita gaudente e spensierata trascorsa tra i dadi ed il buon vino. Ultimamente per\u00f2 alcuni studiosi hanno messo in dubbio tutto ci\u00f2 come se le sue fossero esternazioni in parte frutto della sua fantasia. Comunque la si pensi Cecco Angiolieri ebbe un temperamento ardente, \u201cscapigliato\u201d e fuori dalle righe. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Personalmente credo che la sua vita sia stata molto simile a quello che si intravede dai suoi versi. Perch\u00e9, penso, se avesse avuto bisogno di fare allusioni su fatti, amori, famiglia, non avrebbe inserito nel contesto la moglie e il padre, ma figure non riconducibili alla realt\u00e0. E poi Cecco, morto probabilmente nel 1312 a Siena, lasci\u00f2 effettivamente i suoi figli sommersi dai debiti, tanto che furono costretti a rinunciare all\u2019eredit\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Fu un poeta senese contemporaneo dell\u2019Alighieri, di cui per\u00f2 ben poche rime rimangono ed ancor meno si sa della sua vita. Ma chi era quest\u2019uomo erudito, di buona famiglia, ma con una forte inclinazione alla dissolutezza, al gioco e alle donne? Cecco nacque a Siena dalla nobilissima casata degli Angiolieri. 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