{"id":292,"date":"2016-05-20T16:43:56","date_gmt":"2016-05-20T14:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=292"},"modified":"2016-05-20T16:43:56","modified_gmt":"2016-05-20T14:43:56","slug":"asciano-larte-perduta-larte-ritrovata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/asciano-larte-perduta-larte-ritrovata\/","title":{"rendered":"Asciano: l&#8217;arte perduta e l&#8217;arte ritrovata"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno <\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">ASCIANO. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Un paese, un centro storico ancora in parte cinto da mura secolari, due importanti musei, monasteri, chiese e pievi bellissime nel suo territorio. Prendendo spunto da una storia che recentemente ha pubblicato sul suo \u201cprofilo fb\u201d l\u2019amico Giorgio Romi, sempre attento a tutto ci\u00f2 che accade e che tocca l\u2019arte, il paesaggio e la cultura nel suo territorio, desidero parlarvi di un argomento di stretta attualit\u00e0, nonostante che per capire, dobbiamo volgere lo sguardo al passato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La nostra storia si svolge ad Asciano, paese che sta riscoprendo ultimamente una vocazione ad un turismo di qualit\u00e0, grazie ai tesori che ancora conserva e che ora, meglio di prima, sta mettendo in vetrina ed in buona luce. Si tratta di alcuni affreschi trafugati non molti anni addietro. Una coppia \u201cforestiera\u201d, come direbbero quelli del paese, lui antiquario e lei non si sa, era venuta ad abitare ad Asciano in quello che ancora oggi \u00e8 il Palazzo Bargagli-Stoffi, nobile residenza adiacente al palazzo Corboli, nel centro storico. Dopo averci abitato per qualche mese la coppia improvvisamente spar\u00ec nel nulla. Ma insieme ai due individui presero il volo anche due importantissimi affreschi che erano collocati nel cosiddetto \u201cpiano nobile\u201d del palazzo e che la coppia aveva fatto asportare con meticolosa cura. Gli affreschi erano adiacenti a quelli del contiguo palazzo Corboli, ora sede museale (li divideva solo una parete) e, se fossero stati dello stesso periodo e dello stesso pregio, costituirebbero un immenso valore artistico e storico. Dopo la denuncia del trafugamento, alcuni mesi dopo, queste opere d\u2019arte furono rinvenute presso un importante antiquario e ricondotte in deposito presso la Sovrintendenza delle Belle Arti di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">E qui si perdono di nuovo le tracce. Gli affreschi di palazzo Bargagli-Stoffi, si chiede giustamente Romi, che fine hanno fatto? Gli ascianesi si aspettavano naturalmente che, una volta recuperati, fossero ricondotti nella sua sede originaria o almeno a Palazzo Corboli che, nel frattempo, era stato trasformato in Museo. Il sasso lanciato dal Romi nello stagno, purtroppo non ha sortito un grandissimo eco, ma vista l\u2019importanza dell\u2019argomento trattato e i risvolti che potrebbero scaturirne, voglio lanciarne uno anche io, nella speranza che due sassi facciano pi\u00f9 rumore di uno. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa storia mi d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di ritornare sul territorio della \u201cscialenga\u201d dopo alcuni articoli sulla Pieve di Rofeno (quella con il campanile crollato), sulla Pieve di S. Vito in Versuris (la pi\u00f9 antica del territorio, anche nei confronti di quella di S. Ippolito ed ora a rischio strutturale), sulle settanta chiese di Asciano (delle quali in parte si era perduta la memoria) e a posteriori della mia importante ricerca sulla presenza della famiglia Tolomei ad Asciano, pubblicata recentemente grazie alla Proloco. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo dunque nel grande feudo dei Cacciaconti, sempre ambito da Siena fin dal 1200 e poi conquistato con guerre, accordi e pagamenti in denaro. La dominazione senese tuttavia non fu un male per Asciano perch\u00e9 ne favor\u00ec lo sviluppo economico, sociale e culturale. La nostra localit\u00e0 ed il territorio limitrofo continuarono ad essere per alcuni secoli una meta ambita dai mercanti, dai religiosi e dagli artisti. Anche la presenza di importanti famiglie senesi come i Tolomei, i Bandinelli, i Gallerani, i Piccolomini, con i loro palazzi di rappresentanza e di residenza, contribuirono non poco ad arricchire Asciano e le sue chiese di opere molto importanti. Poi, come sempre accade, per questo immenso patrimonio, cominciarono i guai. A partire dall\u2019ottocento e con una accelerazione nel secolo scorso l\u2019area ascianese ha subito un vero e proprio dilapidamento delle sue opere artistiche, finite a Siena nel migliore dei casi, ma anche all\u2019estero nel peggiore. Quello che rimane, ben custodito nel museo Corboli, non \u00e8 che la centesima parte di quello che c\u2019era. Dunque, la quasi recente denuncia degli affreschi \u00e8 solo la punta di un iceberg.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Si pensi ad esempio al grande pittore ascianese Domenico di Bartolo, che visse nella prima met\u00e0 del 1400 e che divenne famoso per aver dipinto il \u201cPellegrinaio\u201d dell\u2019Ospedale Santa Maria della Scala e la \u201cMadonna dell\u2019Umilt\u00e0\u201d che oggi \u00e8 esposta nella Pinacoteca di Siena. E bene, questo artista dipinse anche ad Asciano una famosa opera, ma ad oggi non sappiamo dove sia andata a finire.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Per\u00f2 sappiamo per certo che due sue \u201cmadonne con bambino\u201d sono negli Stati Uniti d\u2019America: una al Princeton University Art Museum nel New Jersey (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>nella foto<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) e l\u2019altra al Philadelphia Museum of Art. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno ASCIANO. Un paese, un centro storico ancora in parte cinto da mura secolari, due importanti musei, monasteri, chiese e pievi bellissime nel suo territorio. 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