{"id":268,"date":"2016-02-16T10:20:15","date_gmt":"2016-02-16T09:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=268"},"modified":"2016-02-16T10:20:15","modified_gmt":"2016-02-16T09:20:15","slug":"cuna-prima-della-grancia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/cuna-prima-della-grancia\/","title":{"rendered":"Cuna prima della Grancia"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">MONTERONI D&#8217;ARBIA. <span style=\"font-size: medium;\">Se \u00e8 vero che dire \u201cCuna\u201d, per un senese, equivale a dire \u201cGrancia\u201d, \u00e8 pur vero che questo villaggio attraversato dalla \u201cVia Francigena\u201d, parimente alla sua Chiesa, era presente ancor prima che questa grandiosa fattoria fortificata venisse alla luce. Su di una dolce collina a pochi chilometri da Siena, lungo l\u2019antica \u201cStrata Francisca\u201d, come si appellava la Francigena in alcune delle pergamene da noi esaminate, sorgeva l\u2019antico villaggio di Cuna. Probabilmente, intorno all\u2019 anno 1.000, era formato da un \u201cCastelletto\u201d fortificato di piccole dimensioni (come emerge anche dal contratto con il quale fu acquisito dall\u2019 Ente senese), dalla chiesa di S. Giacomo, poi divenuta dei SS. Giacomo e Cristoforo e da un piccolo ospedale (xenodochio), sicuramente accanto alla chiesa stessa. Il castelletto fu poi inglobato dalla Grancia e ne costitu\u00ec il centro della fabbrica. La Chiesa fu riedificata sopra la vecchia nel 1314, lo stesso anno in cui si inizi\u00f2 la costruzione della Grancia, mentre l\u2019Ospedale and\u00f2 a costituire l\u2019abitazione del parroco e fu traslato all\u2019interno della nuova fabbrica del S. Maria della Scala. Mentre l\u2019esistenza di un piccolo castelletto sopra il Poggio di Cuna \u00e8 testimoniata da tre contratti del 1295, 1304 e 1305, della chiesa e del suo ospedale abbiamo notizie ancora pi\u00f9 antiche.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima testimonianza di uno \u201cxenodochio\u201d risale ad una Bolla Pontificia di Eugenio III in cui, il 3 Maggio <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1152<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, si confermava il Privilegio di questo piccolo ospedale ai monaci certosini di Santa Mustiola. La Bolla, scritta da Papa Eugenio III \u00e8 indirizzata all\u2019Abate Arnolfo, Priore del Monastero della Santissima Trinit\u00e0 di Torri, al quale successivamente venne affiancato anche il titolo di Santa Mustiola ed \u00e8 ancora oggi un luogo pio posto in Val di Merse vicino a Rosia. Non conosciamo i motivi per cui questo Monastero avesse un raggio d\u2019influenza cos\u00ec ampio e fosse tenuto in tanta considerazione dalla chiesa romana, ma certo \u00e8 che i suoi possedimenti andavano dalla Montagnola a Monteroni (altro antico Ospedale), da San Quirico in Val d\u2019Orcia a Siena citt\u00e0, dove, i Certosini, esercitavano giurisdizione anche sulla parrocchia di S. Paolo, alle Logge della Mercanzia. Il loro declino economico cominci\u00f2 agli inizi del 1400 quando, per motivi finanziari dovuti a debiti contratti, furono costretti a vendere molti dei loro beni immobili. Di questo documento hanno disquisito nei secoli scorsi diversi studiosi come il prete Giuseppe Merlotti, autore di una minuziosa raccolta sulla Storia delle Parrocchie Suburbane della Diocesi di Siena, il Pecci, il Malavolti, il Repetti, l\u2019Ughelli ed anche Girolamo Gigli nel suo famosissimo \u201cDiario Senese\u201d, dove pubblica anche il testo originale della Bolla Papale (Archivio Opera Metropolitana) che vi riporto solo nella parte che ci riguarda: <\/span>\u201c\u2026<span style=\"font-size: medium;\"><i>&amp; sustentatione concessa sunt usibus omnimodis profutura salvo in supradicto <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Xenodochio de Cuna<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> unus cerei censu, quem annis singulis episcopo Senensi debetis per solvere\u2026\u2026\u201d. <\/i>Dalla lettura del Documento si evince che alla data del 1152, esisteva gi\u00e0 questo piccolo Ospedale ed era di pertinenza dei monaci certosini di Santa Mustiola di Torri in Val di Merse, ma leggendo attentamente si dice che questa pertinenza, viene confermata sull\u2019esempio di quanto aveva gi\u00e0 fatto il predecessore Papa Innocentii (Innocenzo II). Quindi si conferma un privilegio ancora pi\u00f9 antico e gi\u00e0 esistente ai tempi di Papa Innocenzo II, che fu Pontefice dal 1130 al 1143.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Se sulla esistenza dell\u2019Ospedale di Cuna, possiamo ragionevolmente spingerci indietro almeno fino agli anni <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1130\/1140<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, sulla chiesa di S. Giacomo e Cristoforo, si comincia a parlare solo agli inizi del 1200. Dall\u2019esperienza acquisita sulle antiche fabbriche ospedaliere tuttavia, sappiamo che le chiese erano quasi sempre strutturalmente contigue agli ospedali, quindi \u00e8 facile immaginare che, al tempo in cui era presente lo xenodochio, fosse presente anche la chiesa; pur tuttavia, le prime documentazioni scritte su questa dimora religiosa, partono dagli inizi del 1200. La Chiesa di San Giacomo di Cuna fu inizialmente una collegiata e quindi governata sotto la direzione di un Rettore e due o pi\u00f9 canonici. Il patronato veniva esercitato su di essa da un Protettore, in genere da un nobile che viveva o aveva possedimenti nella zona della chiesa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Di Cuna per\u00f2, sappiamo che il Giuspatronato, non era totalmente esercitato da soggetti privati, ma, almeno fino ai primi secoli dopo il mille, era in parte popolare. Questo significa che anche la gente di quel luogo partecipava all\u2019 elezione del proprio parroco ogni qualvolta se ne presentava la necessit\u00e0. In seguito, dopo le note vicende che portarono alla nascita della Grancia ed al passaggio di quasi tutto questo villaggio, nei beni e nelle persone, sotto l\u2019 Ospedale S. Maria della Scala di Siena, anche il Giuspatronato della chiesa e il diritto di eleggervi un rettore, divenne prerogativa dell\u2019 Ospedale di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La notizia scritta pi\u00f9 antica della chiesa di S. Giacomo di Cuna, risale ad un documento stipulato in Siena nella Curia Arcivescovile sotto la firma del notaio Ser Giacomo di Bastone (anno <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1267<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">). Da questo atto si evince che di questa chiesa detenesse il giuspatronato Ser Mino del fu Piero, cittadino senese, forse un nobile della famiglia Tolomei, che in quella zona avevano importanti possedimenti. Sempre dallo stesso atto, emerge, come questa chiesa fosse ufficiata contemporaneamente da pi\u00f9 sacerdoti sotto la guida di un unico rettore. Questo sistema di collegialit\u00e0 era in uso anche in altre chiese della zona, come per esempio quella di San Donato di Monteroni d\u2019Arbia nello stesso periodo. Pi\u00f9 tardi, diminuendo il numero dei parroci, le collegiate tenderanno via via a sparire e rimarr\u00e0 un solo parroco per chiesa e nei secoli successivi, i sacerdoti continueranno ad essere di numero sempre inferiore, per cui uno stesso prete dovr\u00e0 occuparsi di una, due, tre chiese contemporaneamente.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019 Undici Aprile dello stesso anno, il rettore di Cuna, Ser Bernardo di Paracco, alla presenza di Don Giacomo, Vicario Generale dell\u2019allora Vescovo di Siena Fr\u00e0 Tommaso Balzetti, elegge un nuovo canonico della chiesa di Cuna. Si trattava del giovane chierico Bernarduccio (detto Duccio) di Compagno e gli fu combinata una dote annua di Quaranta soldi di denaro senese fino a quando non fosse ordinato sacerdote e poi, dopo l\u2019investitura, la dote sarebbe passata a 110 soldi senesi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Morto il predetto Rettore di Cuna Ser Bernardo, il giorno <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>6 Ottobre del 1273<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, il canonico Bernarduccio di Compagno, dichiar\u00f2 suo Procuratore Ser Ugolino della Chiesa di San Salvatore di Siena affinch\u00e8 eleggesse in sua vece il nuovo rettore della chiesa di Cuna. Il 6 Dicembre dello stesso anno, Ser Ugolino, d\u2019accordo con il patrono della chiesa di Cuna, (ASS, SMS ad annum) elegge lo stesso Duccio di Compagno quale rettore della chiesa di S. Giacomo e Cristoforo di Cuna.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Uno dei Signori che detenevano il patronato della chiesa di Cuna, fu tal Messer <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ristoro di Giunta<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di Domenico, figura che ricoprir\u00e0 un ruolo importante nella nascita della Grancia e nell\u2019 accentramento di beni a favore del S. Maria della Scala in quella zona. Ristoro diventer\u00e0 a breve Rettore dell\u2019 Ospedale di Siena. A quel punto fu costretto a vendere al Pio stabilimento e per esso al suo sindaco e rappresentante legale Giacomo di Gualcherino, per la somma di Diecimila lire senesi, alcuni terreni in quel di Cuna e quella parte di Giuspatronato che gli spettava sulla chiesa di San Giacomo. Fu questo il passaggio fondamentale che spiega poi come, negli anni successivi, l\u2019 Ente Ospedaliero Senese, avesse titolo sulla chiesa di San Giacomo di Cuna, anticamente di libera collazione<\/span><span style=\"font-family: Book Antiqua,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1306<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dopo alcune problematiche legate all\u2019elezione del parroco di Cuna ed alcune rimostranze dal parte del rettore Ristoro, in accordo con il Cardinale Orsini il Giuspatronato della chiesa di Cuna pass\u00f2 definitivamente all\u2019 Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena<\/span><span style=\"font-family: Book Antiqua,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1314<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nel villaggio di Cuna si cominci\u00f2 a costruire la Grancia, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno MONTERONI D&#8217;ARBIA. 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