{"id":246,"date":"2015-11-18T17:30:35","date_gmt":"2015-11-18T16:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=246"},"modified":"2015-11-19T17:31:21","modified_gmt":"2015-11-19T16:31:21","slug":"il-mito-della-spada-nella-roccia-nacque-in-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/il-mito-della-spada-nella-roccia-nacque-in-toscana\/","title":{"rendered":"Il mito della spada nella roccia nacque in Toscana?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA, San Galgano, San Guglielmo e Re Art\u00f9: cosa hanno in comune questi tre personaggi? Sarebbe troppo facile dare la risposta pi\u00f9 logica e cio\u00e8 quella per cui i primi due sono realmente esistiti, mentre il terzo \u00e8 frutto della fantasia e della letteratura medievale. Ma a volte l\u2019immaginazione e la realt\u00e0 hanno confini talmente labili che non si distinguono pi\u00f9 l\u2019una dall\u2019altra ed \u00e8 proprio per questo che sono affascinanti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il nostro racconto parte dalla campagna di Grosseto passando per quella di Chiusdino e finendo in Francia, senza dimenticare che stiamo parlando di un periodo storico (1150-1250) nel quale anche la geografia politica era molto diversa da quella attuale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I luoghi toccati da questa storia sono la localit\u00e0 di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Malavalle<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, vicino a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Castiglione della Pescaia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, quella di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Montesiepi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> presso <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Chiusdino<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e la corte francese di Eleonora duchessa di Aquitania (1122-1204) e di sua figlia Maria (Contessa di Champagne, 1145-1198).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Prima di teorizzare il collegamento di questi personaggi e di come probabilmente hanno influito sui primi racconti della celebre \u201depopea arturiana\u201d, bisogna collocarli cronologicamente ed inserirli con la maggiore precisione possibile nel tempo e nello spazio. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Guglielmo di Malavalle (<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">Francia, probabilmente Aquitania\u2026- Castiglione della Pescaia 1157) Era un cavaliere di origine francese che, tornando a casa da Gerusalemme, dove aveva partecipato alle crociate, ebbe occasione di sbarcare a Pisa e decise improvvisamente di cambiare il corso della sua vita. Intraprese la via dell\u2019eremitismo e della preghiera per espiare i propri peccati. Si ferm\u00f2 prima nei monti tra Lucca e Pisa e poi vicino a Volterra, dove cerc\u00f2 di formare e guidare alcuni giovani asceti, ma senza riuscirvi. Il suo rigore (e probabilmente il suo carattere) era tale che ovunque andasse finiva per inimicarsi gli altri eremiti. Alla fine arriv\u00f2 solitario e ammalazzato nei pressi di Castiglione della Pescaia dove fu ospitato e curato da una famiglia del paese che, assieme al chierico Guido, tenutario della chiesa di San Nicola, riusc\u00ec a guarirlo e a incoraggiarlo a continuare il suo disegno. Si stabil\u00ec cos\u00ec in quello che veniva chiamato in quei tempi \u201clo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Stabbio di Rodi<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e cio\u00e8 una valle rocciosa ed impervia distante poche miglia da Castiglione della Pescaia che allora, rientrava nei confini della Diocesi di Volterra e non era ancora territorio della Repubblica Senese. Questo luogo era talmente disagiato che veniva chiamato anche \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Malavalle<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, ma per un eremita era l\u2019ideale ed \u00e8 qui che volle costruirsi un &#8220;mapale modicum et tugurium vile&#8221; con l&#8217;aiuto dei nobili Lambardi da Buriano, vassalli della Curia Romana, e del sacerdote Guido di cui abbiamo gi\u00e0 detto precedentemente. La leggenda pi\u00f9 famosa a suo riguardo, narra che qui sconfisse un drago e come san Giorgio, nella iconografia postuma, egli verr\u00e0 quasi sempre raffigurato mentre uccide la bestia con un bastone. Fino al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>10 febbraio 1157<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, giorno della sua morte, egli visse qui, dapprima solo, poi, dall&#8217;Epifania del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1156<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, con il suo discepolo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Alberto<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, al quale, poco prima della sua morte, si aggiunse un secondo compagno di nome <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Rinaldo<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La formazione dell&#8217; <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ordine dei Guglielmiti<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ebbe inizi\u00f2 solo dopo la morte di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Guglielmo da Malavalle<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, per merito dei suoi due discepoli, in particolar modo Alberto che ne trascrisse la vita e mise su carta i miracoli, l\u2019esempio ed il rigore di Guglielmo. Ben presto l\u2019odore di santit\u00e0 si diffuse ed i discepoli aumentarono fondando altre comunit\u00e0 e gi\u00e0 nel 1211, nelle bolle papali che trattano dei Guglielmiti, si parla di &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ordo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">&#8221; e di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>&#8220;Regula<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">&#8221; di S. Guglielmo. L\u2019Ordine di San Guglielmo poi si espanse in tutta l\u2019Italia Centrale ed anche nel nord Europa, ma la casa-madre rimase sempre a Malavalle. A met\u00e0 del 1200 i Guglielmiti potevano contare su decine e decine di comunit\u00e0, compresa quella della celebre Abbazia di a Sant\u2019Antimo in Valle Starcia (diocesi di Montalcino). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Del passato di Guglielmo, ancora veneratissimo in Maremma (Tirli, Buriano, Castiglione\u2026), si conosce ben poco, se non che fosse di origine francese e che, dagli esami dei suoi resti (ossa e cranio), risulta aver avuto una statura superiore alla media del tempo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Galgano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Galgano Guidotti, Chiusdino 1148 \u2013 Chiusdino, 30 Novembre 1181) Figlio di Guidotto e Dionigia (esponenti della nobilt\u00e0 locale), ebbe una vita simile a quella di Guglielmo di Malavalle. Famiglia agiata, vita dissoluta, cavaliere che aveva anche combattuto in battaglia, al rientro dalla guerra ebbe la sua prima visione di San Michele Arcangelo, il santo patrono dei cavalieri, raffigurato sempre con la spada sguainata. Mentre la storia di Guglielmo di Malavalle era quasi sconosciuta, molto pi\u00f9 famosa \u00e8 quella di San Galgano per cui vi risparmier\u00f2 pagine e pagine relative alla sua biografia. Chi volesse approfondire per\u00f2, pu\u00f2 leggersi la \u201cVita del gloriosissimo San Galgano senese da Chiusdino\u201d, scritta nel 1577 da padre Gregorio Lombardelli da Siena ed oggi anche gratuitamente consultabile online (<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=LyHgYvzoTVIC&amp;pg=PA123&amp;dq=%22vita+del+gloriosissimo+san+galgano%22&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0CB0Q6AEwAGoVChMIibv9zeiXyQIVhpAPCh3Hwgbv#v=onepage&amp;q=%22vita%20del%20gloriosissimo%20san%20galgano%22&amp;f=false\">qui<\/a>).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sono due versioni diverse su come giunse nel luogo di Montesiepi, ma \u00e8 qui che si ferm\u00f2 definitivamente e scelse di rimanere a pregare ed a condurre vita di penitenza per il resto della sua vita. Questa estrema decisione, coincide con il primo e pi\u00f9 grande miracolo di Galgano e cio\u00e8 dalla spada conficcata nella roccia, per confermare la sua rinuncia alla vita dissoluta ed il passaggio ad una vita di preghiera e penitenza. Naturalmente quella spada divent\u00f2 anche la prima croce della comunit\u00e0 eremitica fatta da lui e da altre dodici persone che divennero i suoi discepoli. Sopra il suo primitivo ricovero, venne poi costruita la famosa chiesa detta oggi la \u201cRotonda di Monte Siepi\u201d che conserva ancora oggi la sua spada conficcata nella roccia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Alcuni studiosi hanno sostenuto in passato che Galgano e Guglielmo si siano incontrati, visto la vicinanza tra Malavalle e Montesiepi (30 chilometri o quaranta), ma ci\u00f2 non pu\u00f2 essere mai avvenuto perch\u00e9 quando Guglielmo moriva, Galgano aveva appena nove anni. Molto probabile invece che Galgano avesse incontrato i suoi discepoli e che forse erano guglielmiti anche quegli eremiti che gi\u00e0 si trovavano a Montesiepi quando il santo senese decise di fermarsi in quel luogo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando Galgano mor\u00ec nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1181, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">si cominci\u00f2 a costruire la famosa \u201crotonda\u201d in suo onore (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1189<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">), mentre la celebre Abbazia, nella pianura sottostante venne cominciata dai cistercensi nel 1218. Non sappiamo l\u2019anno esatto in cui la spada fu conficcata nella roccia, ma considerato quello di nascita (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1148<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) possiamo ipotizzare che avvenne dopo il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1166<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Galgano doveva almeno aver avuto 18 anni se era gi\u00e0 stato fatto cavaliere ed aveva partecipato a battaglie!). Qualche anno fa, alcuni studiosi analizzarono il metallo della spada e confermarono che si trattava di un\u2019arma risalente a quel periodo (XII secolo), quindi originale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Adesso poniamoci la domanda: \u00e8 possibile che questi fatti toscani abbiano influenzato gli autori del \u201cciclo arturiano\u201d? La \u201cspada nella roccia\u201d potrebbe essere quella di San Galgano? Ovviamente non ne abbiamo la certezza, ma molti indizi confermerebbero che questo potrebbe essere stato possibile. Intanto Guglielmo e Galgano furono due cavalieri, come tutti gli eroi del ciclo arturiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Qualcuno azzarda addirittura che Galgano fosse stato un \u201cTemplare\u201d, tanto che alcuni simboli di quest\u2019 Ordine compaiono nella chiesa di Montesiepi, ma \u00e8 anche vero che l\u00ec a due passi (zona Frosini) questi cavalieri avevano una loro Magione e che la \u201ccroce patente\u201d, fu disegnata nella parete della suddetta chiesa posteriormente alla morte del santo, proprio perch\u00e9, come detto sopra, la stessa chiesa fu innalzata dopo la di lui dipartita.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il ciclo relativo ai Cavalieri della Tavola Rotonda nacque in Francia nel XII secolo, probabilmente grazie all\u2019apporto dato dai trovatori, dai novellieri e dai cantatori che in quel periodo frequentavano le corti e godevano della protezione dei sovrani. Tra quei sovrani spiccava certamente <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Eleonora Duchessa d\u2019Aquitania<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e Contessa di Poitiers (Bordeaux <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1122<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">-Fontevrault <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1204<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">). E\u2019 universalmente riconosciuto che questa donna fu un\u2019assidua mecenate dei trovatori ai quali offriva protezione per i loro servigi artistici. Furono questi novellieri che inventarono e trasformarono storie vere o verosimili in versi e racconti e non vi \u00e8 dubbio che, il loro girovagare per le corti, fu anche un modo per far circolare la cultura e le notizie. Avranno certamente saputo dei miracoli e dell\u2019uccisione del drago a Castiglioni della Pescaia da parte di Guglielmo, che tra l\u2019altro alcuni vogliono imparentato con la duchessa ed infatti anche lui proveniente dall\u2019Aquitania. Ed avranno anche saputo della spada nella roccia di Galgano, avvenimento accaduto proprio nello splendore degli anni in cui la duchessa Eleonora governava, anche se in Inghilterra. Eleonora infatti, dopo essere stata Regina consorte di Francia dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1137<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1152<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, divenne Regina consorte d\u2019Inghilterra dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1154<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1189<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Il miracolo di San Galgano avvenne quando lei era ormai una regina inglese, ma le corti francesi erano ancora nel loro splendore ed il suo mecenatismo nei confronti dei trovatori aveva proseguito con un\u2019altra figura sostitutiva nella di lei figlia (avuta dal re francese Luigi VII) Maria detta <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Maria di Francia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> o Maria di Champagne (1145-1198).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mito di Re Art\u00f9 ha origini anglosassoni e celtiche ed \u00e8 molto pi\u00f9 antico di questa epoca. Bisogna addirittura ritornare al tempo delle invasioni della penisola inglese da parte delle Legioni di Roma e ai guerrieri Samariti che al loro fianco combatterono e che furono ricompensati con terre in questo nuovo (allora) continente. Ma queste leggende, questi racconti, si limitano a parlare della figura leggendaria di Re Art\u00f9, senza affiancarla al mito della spada nella roccia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il ciclo letterario cosiddetto \u201cbretone\u201d ebbe il suo massimo esponente in <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Chr\u00e9tien de Troyes<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (1135-1188 circa), scrittore francese che cita, nella seconda parte della sua opera \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Perceval<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, una spada miracolosa di un cavaliere di nome <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Galvano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Ora va da se che la \u201cspada di Galvano\u201d e la \u201cspada di Galgano\u201d potrebbero avere origine dalla diffusione del miracolo avvenuto a Montesiepi in un periodo nel quale, anche cronologicamente, Chr\u00e9tien era vivo e vegeto. Sembra per\u00f2 che nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Perceval<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> si parli solo di una spada miracolosa, ma non che essa fosse conficcata nella roccia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima menzione di una \u201cspada nella roccia\u201d per\u00f2 \u00e8 di solo pochi anni pi\u00f9 tardi ed \u00e8 di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Robert de Boron (<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">fine<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> 1100-<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">inizio <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1200), <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">poeta e chierico francese originario del villaggio di Boron, nell\u2019odierno Arrondissement di Montb\u00e9liard e precisamente nella sua opera in ottosillabi intitolata \u201cMerlin\u201d (Merlino) che sembra essere stata partorita intorno al 1190, nove anni dopo la morte di San Galgano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">In realt\u00e0, le spade famose del ciclo arturiano sono due e ben distinte, quella che Art\u00f9 sfila dalla roccia e quella che gli viene donata dalla Dama del lago. La prima corrisponderebbe alla nostra di Montesiepi, mentre la seconda, chiamata Excalibur \u00e8 un\u2019altra storia. Le analogie con la saga di Art\u00f9 sono dunque molteplici: la spada nella roccia, dodici cavalieri come i discepoli di San Galgano, la Tavola Rotonda e la Rotonda di Montesiepi, un cavaliere di nome Galvano e soprattutto il periodo della sua prima apparizione nella letteratura francese corrisponde cronologicamente ed \u00e8 posteriore ai fatti di Chiusdino.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Naturalmente gli scrittori d\u2019oltralpe ne fecero un racconto, una leggenda, ne modificarono i contenuti, ma l\u2019idea originale, probabilmente la copiarono da fatti e cose realmente accaduti qui in Toscana e giunti qualche anno dopo in Francia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA, San Galgano, San Guglielmo e Re Art\u00f9: cosa hanno in comune questi tre personaggi? 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