{"id":242,"date":"2015-10-24T14:32:57","date_gmt":"2015-10-24T12:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=242"},"modified":"2015-10-24T14:32:57","modified_gmt":"2015-10-24T12:32:57","slug":"la-triplice-cinta-dei-templari-a-frosini-gioco-o-simbolo-esoterico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-triplice-cinta-dei-templari-a-frosini-gioco-o-simbolo-esoterico\/","title":{"rendered":"La Triplice Cinta dei Templari a Frosini, gioco o simbolo esoterico?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">CHIUSDINO. S<span style=\"font-size: medium;\">tavolta divertiamoci e stupiamoci con un simbolo assai caro ai Templari e presente in molti luoghi dove questi Cavalieri vissero. Nei miei numerosi articoli di storia locale, che ormai da un paio di anni sono pubblicati sul Cittadino Online, non ho potuto fare a meno di notare che quello pi\u00f9 letto, pi\u00f9 gettonato, \u00e8 stato sicuramente quello sul \u201cSator\u201d incastonato nel Duomo di Siena. Il fatto che oltre 1200 persone abbiano letto questo piccolo trattato, peraltro incompleto di riferimenti bibliografici e di archivio, mi ha convinto del grande interesse che suscitano i simboli esoterici nel pubblico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo comporta, da parte del singolo curioso, una ricerca sulla rete e una voglia di approfondire questo genere di argomenti. Ovviamente, il fatto di non inserire note e numeri da parte mia, \u00e8 una scelta derivata dal fatto che si tratta di articoli che devono essere obbligatoriamente poco lunghi e di facile comprensione per tutti e non solo per gli addetti ai lavori. In realt\u00e0 ogni articolo \u00e8 frutto di accurata ricerca e documentazione comprovata che mi riprometto di far avere a chiunque ne richieda gli estremi per motivi di studio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma veniamo ai Templari di Frosini e alla cosiddetta \u201ctriplice cinta\u201d(vedi figura), conosciuta anche pi\u00f9 volgarmente come \u201cfiletto\u201d, ma anche come \u201cMulino, Mulinello, Smerello, Tris, Trex, Tria\u201d ed all\u2019estero come \u201cMorels\u201d in Spagna, \u201cMerelles\u201d in Francia ecc. ecc. fino alle estreme terre d\u2019oriente. Questo simbolo \u00e8 composto in sostanza di tre quadrati, l\u2019uno dentro l\u2019altro, ma non si disdegnano anche varianti come quelle di tre cerchi concentrici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il fatto che mi incuriosisce di pi\u00f9 per\u00f2, \u00e8 che la triplice cinta si trova molto spesso in alcuni edifici, chiese, ospedali, appartenuti all\u2019Ordine Monastico Militare dei Poveri Cavalieri di Cristo, altrimenti detti Templari. Nella nostra zona, ad esempio, compare a Frosini, San Galgano e Arcidosso, tutti luoghi frequentati o abitati dai Templari. Il simbolo in figura ad esempio, proviene dalla localit\u00e0 di Frosini che agli inizi del XIII secolo era sede di una Magione del Tempio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Alcune precisazioni sul Castello e sulla Magione di Frosini<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa localit\u00e0, posta oggi sulla strada Statale 73 che da Siena va a Grosseto, era dopo al mille un importante castello ed un borgo per la via che andava verso le colline metallifere. Qui si ergeva uno dei castelli dei Conti Gherardeschi che fu donato (in parte) nel lontano <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1004<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al Monastero di Santa Maria della Serena. In realt\u00e0 l\u2019atto di donazione precisava che solo una parte di esso veniva regalata: \u201ccastello de Frosini sexta parte cum ecclesia sancti Michaelis archangeli cum curte\u201d e con esso anche la locale chiesa di S. Michele Arcangelo. Questa zona, che apparteneva in quel tempo alla Diocesi di Volterra, entr\u00f2 ben presto nelle mire dei senesi che riuscirono pian piano ad impossessarsene, ma non senza conseguenze armate. Infatti il castello sopracitato sub\u00ec diverse distruzioni, anche da parte della vicina Siena che, una volta conquistato definitivamente, ne smantell\u00f2 le mura. L\u2019intera area poi, una volta divenuta potente la vicina Abbazia Cistercense di San Galgano, venne amministrata interamente dai frati (compreso il castello). Inutile ricordare che i cistercensi senesi in quei tempi erano validi alleati del Comune di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Non mi dilungher\u00f2 ancora sulla storia di Frosini e del suo castello perch\u00e9 la testimonianza della magione templare che a noi interessa non riguarda questo sito. Lo so che per molti sar\u00e0 una delusione, ma recenti ricerche (non solo le mie) vanno in un\u2019altra direzione. La cosiddetta \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mansio Templi de Fruosina<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d non fu mai nel castello di Frosini ma ad un paio di chilometri da esso, in un podere che ancora oggi \u00e8 chiamato \u201cMagione\u201d. Tra il castello ed il podere sopra citato vi \u00e8 un altro podere chiamato \u201cValloria\u201d. La strada antica infatti passando davanti al castello si dirigeva ad ovest passando prima da Valloria e poi dalla Magione, traversando poi subito dopo il torrente Feccia. Tutta questa zona, dopo al mille, era tutta compresa nella Diocesi di Volterra ed era sottoposta a quel Vescovo. Con gli inizi della costruzione del Monastero di San Galgano e la sua imponente ascesa politico-amministrativa (XIII\u00b0 secolo), tutti i beni di quest\u2019area finirono nella mani dei monaci cistercensi di origine francese ed anche la nostra Magione, ma solo dopo la soppressione dell\u2019Ordine dei Templari (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1307\/1312<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La presenza dei Templari a Frosini \u00e8 testimoniata da una carta del Fondo di S. Agostino di Siena, nel nostro Archivio di Stato e risale al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1243<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (3 Gennaio). Questo documento non \u00e8 altro che una confessione di debito di 12 staia di grano fatta da fra\u2019 Ulivieri, Rettore della Casa del Tempio di Fruosini. La pergamena per\u00f2 ci dice ancora molto altro. Per esempio che la Magione dei templari \u00e8 posta nella Corte di Frosini e ci\u00f2 ci conferma che non era nel castello, ma anche che i Templari erano in lite con Ranieri di Ildebrando di Ranieri e Gherardo conte di Frosini, probabile padrone della fortificazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Templari e Cistercensi <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra i Templari e i Cistercensi c\u2019era sicuramente una simbiosi particolare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Bernardo di Chiaravalle<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ad esempio, (San Bernardo fu una figura primaria di questo ordine religioso derivante da una riforma di quello benedettino) fu colui che sponsorizz\u00f2 per primo la nascita e la divulgazione in Occidente dell\u2019Ordine Templare, si prodig\u00f2 nel far si che i \u201cPoveri Cavalieri di Cristo\u201d fossero ben accetti al papato ed a tutte le corti europee, compose nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1135<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> un trattato di lode a favore del nuovo Ordine Monastico Militare (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>De laude novae militiae ad Milites Templi\u201d) <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">ed anche la<\/span><i> <\/i> <span style=\"font-size: medium;\"><b>Regola dei Templari<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> che poi fu approvata dal Papa, sembra sia stata dettata da lui in persona.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque un rapporto molto stretto, tanto che anche le mansioni templari furono create ad immagine delle \u201cgrance\u201d (cistercensi per quanto riguarda il sistema di amministrazione e autoproduzione agricola). Tutto questo per dire che la \u201ccorte di Frosini\u201d all\u2019interno della quale era la \u201cmansione\u201d dei Templari aveva un suo castello, un paio di chiese e la magione stessa. Apparteneva tutto ai conti Gherardeschi e ci\u00f2 fu confermato anche nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1235<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, quando Pagano Vescovo di Volterra lo ribad\u00ec in un atto stipulato nella chiesa di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Nicola<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> al quale erano presenti anche il prete Nicola di detto castello.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa chiesa detta \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>ecclesia Sancti Niccolay de Fruosini<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, compare anche in un atto precedente (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1221),<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> retta da tale prete Pietro, ma il tutto ci fa dubitare sul fatto che nelle carte del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1004<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> a Frosini era invece indicata la chiesa di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>S. Michele Arcangelo, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">tuttora esistente appena fuori del castello. Fatto sta che la magione templare, ubicata a due chilometri dal castello, vicino al torrente Feccia, doveva avere anch\u2019essa una chiesetta e un piccolo ospedale. Intanto il signore di Frosini, (Conte Pepo di Ugolino), aveva cominciato a vendere terreni e beni di questa corte ai monaci cistercensi di San Galgano a partire dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1229<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1230<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Frosini aveva ancora il Castello ed i suoi uomini facevano il turno di guardia alla torre (un bell\u2019elenco delle \u201cguayte\u201d o \u201cguardie\u201d del 1221 \u00e8 ancora in toto consultabile). In poche decine di anni i cistercensi diventarono padroni assoluti del territorio ed anche del podere Valloria, vicinissimo al castello, che divenne una delle loro \u201cgrance\u201d. I Templari, ancora presenti ed autonomi nella loro magione, li troviamo durante tutto il XIII\u00b0 secolo mensionati nelle carte della Abbazia di San Galgano (dette Caleffi) in quanto vicini, confinanti ed adiacenti di tutte le loro propriet\u00e0 in Frosini. La Magione era ancora presente nel 1302\/1304 quando per il suo ruolo di difesa dei pellegrini e caposaldo dell\u2019ordine, veniva dal Vescovo di Volterra esonerata dalle decime. Dopo il 1312, quando ormai l\u2019Ordine dei Templari era stato abolito, della Magione poco si sa, se non che anch\u2019essa fin\u00ec tra i possedimenti dei monaci cistercensi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">In genere tutti i beni templari, per decisione e bolla papale, dovevano passare all\u2019altro Ordine Equestre detto Cavalieri Ospedalieri di Gerusalemme (poi di Rodi ed infine di Malta), ma questi di Frosini probabilmente furono un eccezione. Tutta l\u2019area continu\u00f2 ad essere gestita dall\u2019Abbazia di San Galgano e poi fin\u00ec in amministrazione di \u201cCommenda\u201d a vari prelati e porporati tra cui ricordiamo il Cardinale Giuseppe Maria Feroni sotto il Governo di Pietro Leopoldo. Dell\u2019antica \u201cMansio Templi\u201d sita nel podere \u201cMagione\u201d di Frosini nulla rimane se non la certezza che un tempo remoto fosse esistita davvero e alcuni segni templari nei dintorni. Oltre ad una croce rossa dipinta nell\u2019eremo di Montesiepi, ci sono anche testimonianze dei Cavalieri del Tempio a Frosini e a San Galgano con la presenza di ben due \u201ctriplici cinte\u201d. Qualcuno ha sostenuto a pi\u00f9 riprese che si trattasse di un semplice gioco, il \u201cfiletto\u201d, conosciuto gi\u00e0 nel medioevo e ci\u00f2 potrebbe essere avvalorato dal fatto che i nostri cavalieri erano anche abili giocatori di scacchi. In realt\u00e0 questo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cSegnio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d veniva dipinto o scolpito perch\u00e9 rappresentava un simbolo. Ecco perch\u00e9 lo troviamo spesso nei luoghi di culto, nelle colonne delle chiese, nei capitelli, negli scalini di luoghi sacri ed importanti. Ed ecco perch\u00e9 spesso \u00e8 nelle pareti e in verticale. Che senso avrebbe metterlo in una posizione cos\u00ec scomoda se fosse stato apposto con un intento meramente ludico? Dovrebbe essere in orizzontale, se fosse solo un gioco da fare per ammazzare il tempo nei momenti di calma.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Su quello che poi rappresenti da un punto di vista filosofico, alchemico, numerologico, esoterico \u00e8 come al solito argomento paludoso, ma proviamo ad accennare qualche studio in proposito. La triplice cinta e le sue varianti pi\u00f9 prossime sono presenti in tutti i popoli del mondo (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Luk Tsut Ki<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> in Cina), nelle rovine della citt\u00e0 di Troia, in alcuni siti sepolcrali dell\u2019et\u00e0 del Bronzo, nelle navi Vichinghe ecc\u2026. E\u2019 anche vero che essa deve aver assunto una particolare considerazione nel Medioevo. Osserviamo in proposito alcune caratteristiche di questo simbolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dal punto di vista numerologico, va notato che la combinazione delle tre cinte quadrate d\u00e0 origine al sistema <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>duodenario<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Ma c\u2019\u00e8 anche un collegamento con l\u2019Astrologia in quanto le otto linee inscritte nel quadrato formano lo schema nel quale gli antichi astrologi rappresentavano lo Zodiaco. Per molti studiosi questo simbolo deve essere accostato alla mitica &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gerusalemme Celeste<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">&#8221; (Apocalisse 21), con le sue dodici porte, sempre descritte nell\u2019ordine di tre per ciascun lato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo altri la \u201ctriplice cinta\u201d veniva rappresentata dai Templari per indicare luoghi con particolari sacralit\u00e0 telluriche o magnetiche. Scrive in proposito lo studioso italiano <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Aldo Tavolaro<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> che questo simbolo voleva indicare l\u2019 \u201comphalos\u201d della zona, cio\u00e8 il centro di energie fisiche (correnti telluriche, magnetiche e cosmiche) che possono venire esaltate da un gruppo di persone legate da alta spiritualit\u00e0 e che pu\u00f2 servire ad amplificare ed esaltare il risultato di una profonda preghiera comune.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">Secondo Ren\u00e8 Guenon \u00e8 invece la rappresentazione dei tre gradi di iniziazione presenti in ogni scuola esoterica, compresa quella Druidica. Rappresenterebbe la gerarchia, ed i tre cerchi indicherebbero la vita e l\u2019esistenza, analoga ai &#8220;tre mondi&#8221; della tradizione Hindu. Non \u00e8 certo quale di queste teorie fosse la pi\u00f9 cara ai templari, o forse nessuna di queste, ma comunque la pensiate di una cosa si pu\u00f2 essere certi: la triplice cinta ed i templari hanno un unico filo che li lega e quasi sempre dove \u00e8 l\u2019uno, troviamo l\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nessuno di noi ha la verit\u00e0 in tasca ed ognuno \u00e8 libero di pensarla come vuole, ma prima di lasciarvi ancora una piccola notizia che vi potrebbe interessare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando il Re francese Filippo il Bello (nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1307<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) decise di imprigionare i gran maestri Templari e di accusarli di eresia, dovette ritardare la loro esecuzione capitale per problemi politici dovuti ai rapporti con la chiesa di Roma. In realt\u00e0 tutto era gi\u00e0 stato deciso e si sarebbe concluso con un rogo pubblico, ma solo alcuni anni dopo. In questo periodo il Gran Maestro J. De Molay ed i templari pi\u00f9 importanti furono secretati nella prigione del castello di Chinon in Francia. Nella grotta dove furono torturati e dove vissero i loro ultimi mesi troviamo scolpiti nella roccia diversi simboli tra cui spicca quello della \u201cTriplice Cinta\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHIUSDINO. Stavolta divertiamoci e stupiamoci con un simbolo assai caro ai Templari e presente in molti luoghi dove questi Cavalieri vissero. 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