{"id":238,"date":"2015-10-12T12:44:16","date_gmt":"2015-10-12T10:44:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=238"},"modified":"2015-10-12T12:44:16","modified_gmt":"2015-10-12T10:44:16","slug":"il-muro-del-mulino-di-monteroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/il-muro-del-mulino-di-monteroni\/","title":{"rendered":"Il muro del mulino di Monteroni"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">MONTERONI D&#8217;ARBIA. Stavolta siamo a raccontarvi di una storia cominciata male ma finita bene. Il recente alluvione di Agosto, che tanti danni ha provocato in Val d\u2019Arbia, ha anche, tra le altre cose, fatto crollare una parte del muro laterale (a sinistra della foto) del Mulino di Monteroni. La bella notizia \u00e8 che il tutto \u00e8 stato ripristinato in un tempo velocissimo (un mese e mezzo), che, con i tempi che corrono e la burocrazia endemica delle pubbliche amministrazioni, costituisce in Italia quasi un record. Di per s\u00e9 la notizia non ha destato tanto clamore, in quanto trattasi di quattro o cinque metri di manufatto in laterizio con mattoni a filaretto e qualcuno sar\u00e0 stupito che il mio articolo sia inserito nella rubrica \u201cCronache dal Medioevo\u201d anzich\u00e9 in una qualsiasi altra parte del giornale, ma una coincidenza storica ci impone un simpatico approfondimento.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mulino di Monteroni, che &#8211; ricordiamo &#8211; fu costruito tra il 1323 e il 1325 con un accordo commerciale tra il Santa Maria della Scala e la casata dei Mignanelli, era stato deciso in realt\u00e0, con tanto di delibera, un anno prima e cio\u00e8 nel 1322. In due documenti conservati nel nostro Archivio di Stato di Siena (1 Aprile e 18 Aprile 1323), si sancisce l\u2019accordo definitivo tra l\u2019Ospedale di Siena ed i figli di Bando Mignanelli e viene stabilito che tutte le spese di ulteriore acquisto di terreno, di materiale e di riparazione saranno ripartiti a met\u00e0 tra i due contraenti cos\u00ec come i proventi della molitura. Le due parti si impegnano ad anticipare la medesima somma di denaro (65 Lire ciascuno) e a provvedere per met\u00e0 ai materiali da costruzione: 100 moggia di calcina, 50 mila mattoni, cos\u00ec come a met\u00e0 del legname, ferramenta e manodopera. I Mignanelli inoltre si impegnano anche a non costruire (per un periodo di venti anni), altri mulini tra l\u2019Isola d\u2019Arbia e Cuna e ad abbattere, si precisa, sia il mulino in luogo \u201cPadule\u201d che la sua steccata per non essere d\u2019intralcio alla nuova struttura, non appena questa comincer\u00e0 a funzionare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Alla fine del 1324, a lavori ultimati e poche settimane prima che il Mulino entri in funzione, l\u2019Ospedale acquista tutti i diritti vantati dai Mignanelli per 1300 Fiorini d\u2019oro. Nello stesso momento I Mignanelli sottoscrivono l\u2019impegno ad abbattere entro dieci giorni, il loro Mulino che distava un centinaio di metri dal nuovo ed era anch\u2019esso in localit\u00e0 \u201cPadule\u201d. Tra questi 50.000 mattoni c\u2019erano anche quelli dei muretti che dal Mulino andavano linearmente fino al ponte sulla francigena e che avevano lo scopo di contenere ed incanalare l\u2019acqua del fiuto nel fosso che proseguiva fino alla vicina Arbia. I grandiosi lavori furono affidati al Grande Maestro (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>maxime magistri<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d) Tura Ridolfi, coadiuvato da alcuni capo-cantiere (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>magistri<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d) del calibro di Cola Ugolini, Cione Lamberti e Guidone Paci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra il 1345 e il 1347, tra le \u201cuscite\u201d dei libri contabili, troviamo che vi furono ingentissime spese per il rifacimento della gora del Mulino di Monteroni e che nel 1375 il nostro mulino, come quello di Buonconvento, era stato danneggiato dalle Compagnie di Ventura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1379<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> il Mulino di Monteroni, sebbene sotto il controllo di Cuna, risulta essere gestito con una certa autonomia, tanto che \u00e8 amministrato da un Granciere appositamente nominato, tale <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>frate<\/b><\/i><\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Salvestro Cionini<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>. <\/i>Sempre del 1379, il capitolo del Santa Maria della Scala di Siena, con a capo il Rettore del tempo Bartolomeo Tucci, deliber\u00f2 di fortificare il Mulino e le strutture adiacenti ad esso (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>ASS 1379, giugno 8, c. 34r). <\/b>Nella delibera, titolata \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>El mulino da Monterone\u201d <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">si stabiliva che \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>si muri ad archo la casa da Monterone, mettendo lo spedale e\u2019 maestri e lo pane e lo vino che bisogna per fare pe\u2019 lavor\u00eco. E che si facci el palcho e lo tetto e merli come \u00e8 di bisogno e che si facci con quelli di Monterone che nel detto lavorio faccino quello pi\u00f9 aiuto che avere si pu\u00f2\u201d. <\/i>Sempre nello stesso giorno dello stesso anno per\u00f2, una seconda delibera (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>ASS 1379, giugno 8, c. 34r<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) si occupa ancora del Mulino di Monteroni. Intitolata \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>El ponte da Monterone<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, stabilisce che \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>acci\u00f2 che lo ponte della strada da Monterone non venga meno [e] che vi si ripari con e\u2019 stecchoni e co\u2019llo muro come \u00e8 bisogno, cio\u00e8 el muro vechio che \u00e8 dal palac\u00e7o al ponte della strada e di sopra dove cade l\u2019aqqua nel carceraio si come \u00e8 di bisogno alo riparo del detto ponte e del muro vechio che \u00e8 dal pala\u00e7o del molino al ponte, si che si mantenga<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Proprio da questa antica carta, si evince che si tratta proprio del muro a mattoni crollato con il recente alluvione. In pratica, sono passati 636 anni, ma si parla dello stesso manufatto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ovviamente in questi secoli sar\u00e0 stato rifatto numerose volte, ma \u00e8 curioso che quanto descritto corrisponda esattamente alla situazione di oggi. Infatti il muro vecchio che va \u201cdal palazzo del mulino al ponte della strada\u201d ed \u00e8 \u201csopra a dove cade l\u2019acqua nel carceraio\u201d non lascia adito ad equivoci. Anche oggi come allora il ponte \u00e8 sempre nello stesso posto ed il muro, in parte, lo sostiene poggiandovi da una parte.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine anche il cosiddetto \u201ccarceraio\u201d ci aiuta a collocare precisamente il nostro muro. Si chiamava infatti \u201ccarceraio\u201d, l\u2019ambiente seminterrato dei mulini ad acqua, quello in corrispondenza delle ruote idrauliche dette anche \u201critrecini\u201d e delle bocche di uscita dell\u2019acqua dal Mulino. Infatti \u00e8 proprio da l\u00ec che parte il nostro manufatto. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Passano i secoli ma il muro rimane lo stesso. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno MONTERONI D&#8217;ARBIA. Stavolta siamo a raccontarvi di una storia cominciata male ma finita bene. Il recente alluvione di Agosto, che tanti danni ha provocato in Val d\u2019Arbia, ha anche, tra le altre cose, fatto crollare una parte del muro laterale (a sinistra della foto) del Mulino di Monteroni. 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