{"id":234,"date":"2015-09-18T12:08:22","date_gmt":"2015-09-18T10:08:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=234"},"modified":"2015-09-18T12:08:22","modified_gmt":"2015-09-18T10:08:22","slug":"anno-1290-i-dieci-mulini-di-poggibonsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/anno-1290-i-dieci-mulini-di-poggibonsi\/","title":{"rendered":"Anno 1290: i dieci mulini di Poggibonsi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">POGGIBONSI. Tra le tante carte degli archivi toscani, mi \u00e8 capitato di imbattermi spesso in alcuni contratti riguardanti i mulini che, nella nostra Provincia, erano veramente numerosissimi. Cos\u00ec, tanto di quelli della Val d\u2019Arbia che di quelli della Val di Merse, molti storici ed appassionati hanno scritto, compreso me, ma poco si sa di queste strutture molitorie per quanto riguarda la Val d\u2019Elsa. In particolare, l\u2019Elsa e la Staggia nei pressi di Poggibonsi pullulavano, a met\u00e0 del tredicesimo secolo, di Mulini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Inutile soffermarsi sull\u2019importanza in quel tempo di queste strutture che garantivano la produzione di farina per la popolazione locale e quindi il pane, anche se in realt\u00e0 si macinavano anche altri prodotti in quantit\u00e0 minore. Va da s\u00e9 che ogni comune ne aveva a cuore le sorti e ne teneva di conto poich\u00e9 da essi dipendeva una bella fetta di economia locale ed era importante avere scorte di farina per eventuali guerre e carestie. Cos\u00ec gli approvvigionamenti di frumento e dei suoi derivati costituivano una normalit\u00e0 per ogni amministrazione che si rispettasse, la quale cercava di indirizzare anche la domanda e l\u2019offerta calmierando il prezzo di quello che era allora il bene alimentare per eccellenza. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">A volte infatti si arrivava a ritoccare o immettere tasse sul pane e sulla farina ed altre invece, si toglievano per evitare sommosse popolari. Non era raro che, in occasione di assedi o grandi carestie, si desse fondo alle scorte dei magazzini ed alla distribuzione gratuita, per evitare gli assalti del popolo affamato. E poi c\u2019erano gli enti assistenziali come i monasteri e gli ospedali che in alcune occasioni distribuivano gratuitamente il pane ai poveri. Insomma il mulino era una vera e propria istituzione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E cos\u00ec anche il Comune di Poggibonsi, che allora (XIII sec\u00b0) era chiamato di Poggiobonizzi, o pi\u00f9 esattamente \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Podioboni\u00e7i<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, in materia di mulini deliberava spesso. In modo particolare, a partire dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1270<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, sembra aver dato il via ad una operazione di acquisizione di tutta una serie di mulini sul fiume Elsa e sulla Staggia in modo da garantirsene in tutto o in parte la propriet\u00e0. L\u2019area sulla quale si concentrava il maggior numero dei mulini era denominata \u201cPoggiosecco\u201d ed i mulini in quel periodo avevano in genere pi\u00f9 di un proprietario. Tutto ci\u00f2 lo si evince da una pergamena del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marzo 1269<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, quando il Comune di Poggibonsi, riunito in assise nella vecchia chiesa di S. Maria \u00e8 chiamato a deliberare sulla taglia di molti suoi concittadini fatti prigionieri dai fiorentini e in attesa di liberazione. A tale scopo i figli di alcuni di loro (tra cui spiccano alcuni cognomi importanti), sono chiamati a vendere delle quote di un certo numero di mulini posti proprio in questa zona. Tra i vari proprietari emerge il gi\u00e0 conosciuto Ospedale di San Giovanni Gerosolomitano di Poggibonsi, ma anche la famiglia Riccomanni, Benincasa, Bigetti e Vitelli. Il tutto scritto e validato dal notaio Ranieri di Bonaccorso di Tellino. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1271<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, troviamo che uno di essi, Catalano Riccomanni \u00e8 anche il \u201cSindico\u201d di questa Comunit\u00e0. Ma \u00e8 a partire dagli anni 90 di questo secolo che cominciamo a trovare molti contratti sui mulini di Poggibonsi. Nel Gennaio del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1292<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, per 27 lire e 17 soldi, il Comune di Poggibonsi compra da Nuto di Corbione la met\u00e0 di un mulino posto sul fiume Elsa in localit\u00e0 \u201cPoggiosecco\u201d. Il 24 febbraio dello stesso anno il sindaco di Poggibonsi si scatena promettendo di pagare 13 lire e 18 soldi a Guarduccio di Seta per la quarta parte di un mulino posto a Poggiosecco. Sempre nel medesimo giorno, promette ai fratelli Ventura e Cino, figli di Guidalotto, 26 lire e 15 soldi per la met\u00e0 di un altro mulino nello stesso luogo e a Cecco di Mannuccio 60 lire per un intero mulino sempre nello stesso posto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019Aprile del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1293<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nella casa nuova del Comune, nel cosiddetto Borgo Vecchio (Poggibonsi bassa), tramite un atto del Notaio Guido del fu Tebaldo, ci si accorda con i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che avevano la loro sede nella Magione, per un paio di questi mulini sull\u2019Elsa. In particolare, il nostro Comune, permuta con il Precettore della Casa del Ponte dello Spedale di S. Giovanni di Gerusalemme, tale <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Frate Pace di Asciano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, due mulini rovinati posti sul fiume Elsa in luogo detto Poggiosecco ed un altro mulino atto a macinare sempre nello stesso luogo. In cambio, ai frati gerosolomitani, viene data in baratto una vigna con casa posta nel distretto di Poggibonsi, nella contrada di Megognano (\u201cMigugnano\u201d), descritta nei suoi confini. Poco dopo, sempre nel 1293, il comune acquista per 35 lire e 15 soldi la met\u00e0 di un altro mulino sull\u2019Elsa, sempre a Poggiosecco, da tale Guido di Corbione ed un\u2019altra met\u00e0 da Lambertesca, moglie del Notaio Bartalo per 17 lire e 17 soldi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1299<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> abbiamo una pergamena dove sono riportate tutte le ricevute di Pagamenti fatti dal Comune di Poggibonsi al Comune di Firenze a riguardo delle macine dei mulini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma per essere pi\u00f9 precisi andiamo a vedere le carte del 1305. <span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019Ottobre del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1305<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> il Comune di Poggibonsi possedeva ben 23 Palmenti di Mulini sull\u2019Elsa e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dalla richiesta degli \u201cUfficiali di tutte le Gabelle\u201d del Comune di Firenze che, visto l\u2019ammontare del possesso, chiedevano una tassa corrispondente per 8 di questi. La tariffa era di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>20 moggia di grano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> per ogni palmento, ma in quell\u2019anno venne tenuto conto che 15 dei 23 palmenti erano stati danneggiati dalla guerra ed in particolar modo erano stati \u201cabbruciati\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ora va accennata brevemente la differenza tra \u201cMulino\u201d e \u201cPalmento\u201d. Sembra che in questa pergamena si usi indifferentemente la parola \u201cpalmento\u201d al posto di \u201cMulino\u201d e che quindi i mulini del Comune di Poggibonsi fossero addirittura 23 in totale. Non ne sono sicuro, ma studiando i mulini della Val d\u2019Arbia, ed in particolar modo quelli di propriet\u00e0 della Grancia di Cuna, emerge che non sempre ad un palmento, corrisponde un Mulino. Per Mulino si intende in genere e pi\u00f9 correttamente tutta la macchina molitoria compreso il fabbricato che la racchiude, qualunque sia il numero delle ruote o dei palmenti che la compongono.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Per <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>palmento<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> invece, si intende la coppia di macine con le sue pertinenze, senza gli organi motore. Cos\u00ec, per capirci, il mulino di Monteroni, costruito a 4 palmenti, macin\u00f2 quasi sempre a 2. Se andiamo a vedere in Val d\u2019Arbia, la media dei palmenti per ogni mulino era \u201cdue\u201d. Esportando le nostre deduzioni su Poggibonsi, i 23 palmenti potrebbero indicare la presenza di una decina di mulini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ammesso e non concesso che mi sia avvicinato molto alla verit\u00e0, bisogna considerare che stiamo parlando solo delle strutture di propriet\u00e0 della Comunit\u00e0 valdelsana, ma bisogna considerare che ce n\u2019erano anche altre private, di famiglie importanti, di monasteri, di enti, quindi la stima sul numero dei mulini pu\u00f2 senz\u2019altro considerarsi in difetto. La particolarit\u00e0 dei mulini di Poggibonsi che mi ha colpito molto per\u00f2, era quella di insistere e concentrarsi in una zona ben determinata: Poggiosecco sull\u2019Elsa. Non sono riuscito ad individuare di preciso il luogo, anche se credo, confortato da documenti successivi, che si tratti del tratto ancora oggi denominato \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Elsa Morta<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d ed in particolare, del punto dove comincia Via Piave e dove un paio di mulini hanno resistito fino allo scorso secolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ai Poggibonsesi auguro di approfondire questa mia ricerca.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno POGGIBONSI. Tra le tante carte degli archivi toscani, mi \u00e8 capitato di imbattermi spesso in alcuni contratti riguardanti i mulini che, nella nostra Provincia, erano veramente numerosissimi. 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