{"id":230,"date":"2015-09-08T19:02:56","date_gmt":"2015-09-08T17:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=230"},"modified":"2015-09-08T19:02:56","modified_gmt":"2015-09-08T17:02:56","slug":"montemassi-nello-panocchieschi-ed-il-guidoriccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/montemassi-nello-panocchieschi-ed-il-guidoriccio\/","title":{"rendered":"Montemassi, Nello Panocchieschi ed il Guidoriccio"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">SIENA. <span style=\"font-size: medium;\">La localit\u00e0 di Montemassi, nel Comune di Roccastrada (GR) ha una storia importantissima legata fin dal primo secolo dopo il Mille a di Siena che, a pi\u00f9 riprese, fu costretta a sottometterla con la forza. I primi documenti ci parlano del castello di Montemassi, esistente fin dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1076<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, quando era un feudo dei potenti conti Aldobrandeschi ed in particolare, una carta di quell\u2019anno, testimonia l\u2019avvenuta donazione da parte del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Conte Ildebrando<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e di sua moglie <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Jiulitta<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> del patronato delle chiese di Sassoforte (S. Margherita e S. Lucia) a quella dei Santissimi Andrea e Genziano di Montemassi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Le guerre tra Siena e gli Aldobrandeschi furono numerose anche perch\u00e9 questa famiglia deteneva gran parte della maremma e qui aveva tantissime fortezze. Ne ricorder\u00f2 solo alcune: Arcidosso, Buriano, Campagnatico, Castell\u2019Azzara, Capalbio, Manciano, Montepescali, Piancastagnaio, Pitigliano, Roccalbegna, Santa Fiora, Scarlino, Sorano Sovana, Torniella, Radicofani, Castiglion d\u2019Orcia, Tuscania ecc\u2026.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1259 accadde che il Conte palatino Ildebrandino di Guglielmo Aldobrandeschi ed i suoi fratelli, tra cui Oberto (ramo di Sovana e Pitigliano) si schierarono ufficialmente con i Fiorentini intenzionati ad assalire Siena. I senesi, domata da poco la ribellione di Grosseto, ritennero strategico impossessarsi di Montemassi e Monteano per utilizzare la loro posizione nella imminente guerra con Firenze ed organizzarono una spedizione guidata dal conte Giordano (di Anglano), che guidava una masnada di tedeschi ed era contemporaneamente Vicario del Re Manfredi e Messer Bulgaro della Pusterla di Milano. Il primo si occup\u00f2 di tenere buona Grosseto ed evitare che da l\u00ec partissero rinforzi e viveri per Montemassi, mentre il secondo si mise in marcia nel marzo del 1259 per assediare il castello medesimo. Ma il movimento delle truppe fiorentine in direzione di Poggibonsi inquietava assai i rettori della repubblica che tenevano costantemente informato il Conte Giordano stabilitosi a Grosseto, mentre il Della Pusterla cominciava gli scontri con Montemassi. Erano stati spediti in proposito mille fanti, cinquanta balestrieri, venti maestri di pietra ed ingenti somme di denaro per acquistare grano nelle campagne, ma gli esiti erano negativi. Montemassi resisteva molto bene e Siena prov\u00f2 ad aumentare la pressione inviando altri mille uomini, altri balestrieri ed altri maestri di pietra e dodici di mannaia. Ma intanto i fiorentini erano giunti a Colle Val d\u2019Elsa ed avevano conquistato Casole e Menzano, cos\u00ec il Podest\u00e0 di Siena fu costretto a far rientrare urgentemente gli eserciti di maremma e togliere l\u2019assedio al castello di Montemassi. Ed aveva fatto bene perch\u00e9 nella famosa \u201cbattaglia di Camollia\u201d finalmente i fiorentini furono respinti sonoramente. Fu allora che Siena ritorn\u00f2 di nuovo ad assediare Montemassi e questa volta lo espugn\u00f2, con la conseguente decisione di far smantellare le mura castellane per evitare altri pericoli nell\u2019immediato futuro. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Pochi anni dopo, il 5 Giugno <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1266<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, Siena entr\u00f2 in possesso definitivamente dei boschi, pascoli, giurisdizioni, pertinenze, castello e corte di Montemassi, grazie ad un atto da parte degli spettanti signori e possidenti della zona: Neri Ragnoni, Rinaldo Cenghiari, Giacomo di Ranuccio, mentre di contro, la famiglia Pannocchieschi di Castel di Pietra, sembrava ancora vantare dei diritti feudali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Agli inizi del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1300<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> invece, il castello era passato definitivamente sotto il controllo dei Pannocchieschi ed in particolare di Nello di Inghiramo, lo stesso legato alla vicenda della Pia narrata da Dante nella Divina Commedia. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Suoi alcuni atti disposti per iscritto proprio da Montemassi, come quello datato 11 maggio <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1306<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, riguardante la dote di Donna Verducca del fu Meo, o quello del 4 novembre <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1309<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> dove si attesta l\u2019effettiva consegna di alcuni beni allo sposo della sopracitata Verducca che fu, per la cronaca, tale Talino di Benvenuto da Castel di Pietra (Archivio Di St. di Firenze, Diplomatico, Citt\u00e0 di Massa). Ma nel suo testamento del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1322<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, redatto in Gavorrano, Nello Pannocchieschi si lamenta del fatto che i figli di Bandino da Sticciano avessero occupato Montemassi. I <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cappucciani<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di Sticciano secondo alcune fonti, erano una nobile famiglia locale anticamente legata al feudo degli Aldobrandeschi ed ora in contrasto con i Pannocchieschi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1328<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> Montemassi si ribell\u00f2 di nuovo a Siena ad opera dei figli di Bandino Cappucciani in accordo con il potente alleato Castruccio Castracani degli Antelminelli e Lodovico il Bavaro. I Senesi mandarono il loro esercito guidato da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Guido Riccio da Fogliano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> che strinse nuovamente in assedio Montemassi e lo costrinse a capitolare \u201cper fame\u201d. Al trionfo senese segu\u00ec l\u2019ordine di disfare definitivamente il castello e le mura difensive e ci\u00f2 fu portato a termine, come testimonia la spesa di lire 2.834, sostenuta per l\u2019abbattimento. Ma non solo. Per celebrare degnamente questa vittoria il Comune di Siena ordin\u00f2 anche di dipingere tale impresa nella sala del Consiglio del Concistoro (Palazzo Pubblico) ed il tutto fu commissionato al pittore <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Simone Martini<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. L\u2019affresco denominato \u201cL\u2019assedio di Montemassi\u201d, meglio conosciuto come il \u201cGuido Riccio da Fogliano\u201d, rimane ancora oggi uno dei pi\u00f9 famosi e visitati dal pubblico e dai turisti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Se osserviamo bene la foto, notiamo anche una grande somiglianza tra ci\u00f2 che rimane oggi della rocca ed il famoso dipinto. In particolare la torre a sud (a destra nell\u2019affresco), con la sua architettura quadrangolare e le feritoie. Sul posto si possono ancora vedere avanzi di volte in muratura con dei peducci lavorati, probabilmente residuati di quel periodo. Ma a sinistra della torre quadrangolare, oggi pi\u00f9 bassa di come era all\u2019epoca dell\u2019assedio, si vede anche la torre di guardia a base ottagonale. Questa appare in tutta la sua altezza nel dipinto di Simone Martini, dimezzata nella foto di oggi. Accanto alla torre ottagonale c\u2019era la porta fortificata per entrare al castello oggi scomparsa. Impressionante comunque la somiglianza tra l\u2019affresco e la foto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma torniamo alla storia. Non sappiamo l\u2019anno preciso ma, intorno al 1370, il castello di Montemassi era stato dato dalla Signoria senese alla nobile famiglia dei Salimbeni<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1374 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">per\u00f2, il Governo di Siena imprigion\u00f2 per ribellione alcuni membri di quella casata ed addirittura, ad uno di loro, fece tagliare la testa. Questo caus\u00f2 la rivolta dei Salimbeni che, raccolto un esercito di fedelissimi e di \u201cventurieri\u201d, tolsero ai senesi i castelli di Montemassi e Boccheggiano. La Signoria di Siena elesse d\u2019urgenza il magistrato dei Dieci di Bal\u00eca di Guerra e comand\u00f2 di vendicare l\u2019offesa ricevuta. Ottenne anche truppe in suo supporto da Firenze e da Lucca, ma i Salimbeni riuscirono a respingerli sotto a Boccheggiano. Secondo il Malavolti (Historia Sanese) nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1375, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">le due parti<\/span><b> <\/b><span style=\"font-size: medium;\">si riunirono a Firenze e stipularono un compromesso di pace per il quale la rocca di Montemassi torn\u00f2 di nuovo sotto Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Pochi anni dopo per\u00f2, a causa delle spese della guerre contr i fiorentini, al tempo che Siena si era sottoposta a Giovan Galeazzo duca di Milano, Montemassi, il suo distretto e la chiesa parrocchiale, furono venduti a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cristofano di Mino Verdelli<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> che, secondo il contratto stipulato, lo doveva tenere dal 1392 al 1399 senza venderlo a nessuno ed il Comune di Siena si impegnava a mantenervi all\u2019interno un castellano e otto soldati a guardia della rocca. Il prezzo pattuito fu di 8.000 fiorini d\u2019oro (Arch. Di Stato di Siena Kaleffo Rosso n.21 e 23 vecchia segnatura).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa successe negli anni successivi non \u00e8 ben chiaro, ma \u00e8 certo che il castello di Montemassi torn\u00f2 in possesso di Siena solo nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1404<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Probabilmente ci furono delle controversie tra i senesi ed il Verdelli perch\u00e9, nell\u2019atto nel quale il possesso del castello torna al comune di Siena, si assolve contemporaneamente Messer Cristofano da svariate condanne che il podest\u00e0 della cittadina gli aveva combinato. Ma la storia di questa rocca non ha ancora finito di stupirci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sempre nel 1404 (ASS Libro delle Riformagioni dal 1403 al 1409) Siena decise nuovamente di smantellare le mura del castello, nonostante le avesse di nuovo ricomprate ed avesse deciso di far risiedere in questo borgo, in via definitiva, un giudice di \u201cseconda classe\u201d per derimere in materia di giustizia. Era considerato assai importante e strategico amministrare bene questa materia ed anche il Comune di Montemassi ebbe i suoi \u201cStatuti\u201d, uno dei quali, quello del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1533<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, \u00e8 ancora conservato nell\u2019Archivio di Stato di Siena. Da allora fino alla caduta della Repubblica senese (1555) non ci furono altre ribellioni e successivamente a questa data Montemassi entr\u00f2 a far parte del Ducato di Toscana fino a quando, Ferdinando II, con Diploma del 19 Settembre del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1632,<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> assegn\u00f2 Montemassi (come feudo) a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giovanni Cristofani Malaspina di Mulazzo<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il giorno 7 Aprile <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1770<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> i Malaspina lo venderono al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marchese Domenico Cambiaso<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di Genova ed il castello fu lentamente lasciato in rovina cominciando cos\u00ec quel lento degrado che lo porter\u00e0 alle condizioni attuali. Alcuni recenti scavi all\u2019interno delle mura hanno portato alla luce le fondamenta di una chiesa antecedente a quella del trecento. Forse era la primaria ubicazione di quella chiesa titolata ai Santi Andrea e Genziano di cui parlano le scritture gi\u00e0 a partire dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1076<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. La localit\u00e0 di Montemassi, nel Comune di Roccastrada (GR) ha una storia importantissima legata fin dal primo secolo dopo il Mille a di Siena che, a pi\u00f9 riprese, fu costretta a sottometterla con la forza. 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