{"id":226,"date":"2015-08-24T09:30:20","date_gmt":"2015-08-24T07:30:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=226"},"modified":"2015-08-24T09:30:20","modified_gmt":"2015-08-24T07:30:20","slug":"lunicorno-il-leocorno-e-santa-edildrude","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/lunicorno-il-leocorno-e-santa-edildrude\/","title":{"rendered":"L&#8217;unicorno, il Leocorno e santa Edildrude"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Questa \u00e8 una storia tutta da scoprire a met\u00e0 tra il fantastico e il leggendario, ma con radici nel profondo medioevo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Siamo nel territorio della Contrada del Leocorno e precisamente nella chiesa di San Giovannino detto anche \u201cdella Staffa\u201d. Nel corso di una visita che alcuni amici mi fecero fare in questo bellissimo luogo di culto, compreso il tour del museo, potei constatare, oltre alla bellezza delle opere d\u2019arte in esso contenute, alcune iscrizioni molto curiose, in primis quella in latino sul pavimento.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec, prima per scherzo e poi per sopravvenuto zelo di passione mista a curiosit\u00e0, presi ad indagare su questa chiesa fitta di misteri. Ne venne fuori una piacevole serata in contrada dove, tra una diapositiva e l\u2019altra, spiegai alcuni fatti storici di quel territorio inerenti alle notizie sulle antiche mura di Via Bandini, sulla porta di Follonica vecchia e nuova, sulle fonti di Follonica, sulla chiesa di S. Giovanni della Staffa, focalizzando il punto su alcuni risultati delle mie ricerche come la traduzione dell\u2019iscrizione sul pavimento posta a met\u00e0 del 1700 dai fratelli Bindi o le verit\u00e0 sulle reliquie di San Felicissimo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Negli approfondimenti che avevo fatto per reperire notizie della chiesa per\u00f2, mi appassionai particolarmente alla storia di una Santa anglosassone che proprio in questo luogo veniva ricordata un paio di secoli fa. Si trattava di Santa Edildrude da Ely, Regina e Vergine. Ad onor del vero veniva chiamata indifferentemente anche Ediltrude, Edeltrede, Eteldreda ecc.. forse per via che per noi italiani, \u00e8 un nome abbastanza difficile da pronunciare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima notizia di questa santa usc\u00ec alla lettura del celebre \u201cDiario Sanese\u201d, opera sempre da consultare, di Girolamo Gigli. Ecco il passo originale contenuto a pagina 54 del libro: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>S. EDILDRUDE Reina e Vergine. Si danno le vacanze nella pubblica Universit\u00e0. Si traggono nella Curia de\u2019 Regolatori a sorte, l\u2019Avvocato, ed il Procurator de\u2019 Poveri per il secondo semestre. La sera si va all\u2019Offizio alla Compagnia di S. Giovanni in Pantaneto, dove intervengono quelle di S. bernardino, S. Gherardo e S. Stefano e dalla medesima Confraternita in Pantaneto si libera uno, o pi\u00f9 prigioni dalle Stinche per la somma di scudi venti\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Leggendo la storia della vita di questa santa, scopriamo che forse pi\u00f9 di tutte rappresenta in assoluto l\u2019emblema della verginit\u00e0. Confrontando quattro diversi autori, vi riassumo le vicende pi\u00f9 importanti di questa figura femminile assai testarda nel perseguire la fede. Eteldreda era la figlia di Annah, re degli Angli orientali e la sorella delle sante Sesburga, Etelburga e Withburga. Nacque a Exning nel Suffolk. Secondo il desiderio dei genitori, ella and\u00f2 sposa al principe di Gyrvii, Thonbert, col quale tuttavia visse in perpetua continenza. Tre anni dopo il matrimonio, rimasta vedova, si ritir\u00f2 nell\u2019isola di Ely, che aveva ricevuto dal marito come dono di nozze, dove per cinque anni condusse vita solitaria, trascorrendo in preghiera la maggior parte del suo tempo. Richiesta in matrimonio da Egfrido, il pi\u00f9 giovane dei figli del re di Northumbria, cedette a condizione che il giovane marito si impegnasse a rispettare la sua verginit\u00e0. Questi accett\u00f2, ma in seguito, pentitosi, chiese al Vescovo di scioglierlo da quella promessa. Poco dopo Eteldreda si ritir\u00f2 nel monastero di Coldingham, dove si fece definitivamente suora e, terminato il noviziato, si ritir\u00f2 nuovamente a Ely, fondandovi un doppio monastero, che govern\u00f2 \ufb01no alla morte, avvenuta nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>679<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. La sua tomba, nella cattedrale di Ely, fu particolarmente venerata e meta di pellegrinaggi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La sua storia \u00e8 anche narrata in una iscrizione nella facciata della chiesa romana di Santa Maria Maggiore assieme a quella di Santa Pulcheria Imperatrice e Santa Cunegonda regina di Polonia. La cosa interessante della Santa dell\u2019isola di Ely per\u00f2, almeno per noi senesi, \u00e8 che viene spesso raffigurata o scolpita accanto a degli \u201cunicorni\u201d. Questo animale mitologico e in particolare il suo corno, \u00e8 da sempre l\u2019emblema della \u201cverginit\u00e0\u201d ed \u00e8 rappresentatissimo, fin dalle prime immagini disegnate nei \u201cbestiari\u201d medievali, accostato sempre ad una giovane fanciulla. La leggenda, le cui origini si perdono davvero nella notte dei tempi, narra che questo animale miracoloso (l\u2019unicorno) apparisse nei boschi solo in presenza di una vergine e che solo dalle vergini si facesse avvicinare ed accarezzare. I Regnanti che ne volevano catturare un esemplare, usavano come esca le giovani adolescenti ed i cacciatori aspettavano nascosti nel bosco che un unicorno si avvicinasse e si addormentasse ai piedi della ragazza. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Centinaia di dipinti, arazzi, libri, raffigurazioni raccontano in tutta Europa questa medesima comune leggenda tanto che alcuni dei pittori pi\u00f9 celebrati del cinquecento come Raffaello Sanzio Luca Longhi hanno almeno un quadro con il soggetto \u201cDama con Unicorno\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SIENA. Questa \u00e8 una storia tutta da scoprire a met\u00e0 tra il fantastico e il leggendario, ma con radici nel profondo medioevo. Siamo nel territorio della Contrada del Leocorno e precisamente nella chiesa di San Giovannino detto anche \u201cdella Staffa\u201d. 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