{"id":222,"date":"2015-08-04T16:54:59","date_gmt":"2015-08-04T14:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=222"},"modified":"2015-08-04T16:54:59","modified_gmt":"2015-08-04T14:54:59","slug":"a-d-1431-tre-preti-senesi-in-pellegrinaggio-a-gerusalemme-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/a-d-1431-tre-preti-senesi-in-pellegrinaggio-a-gerusalemme-2\/","title":{"rendered":"A.D. 1431-Tre preti Senesi in pellegrinaggio a Gerusalemme (2)"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>SIENA. Seconda Parte: da Corf\u00f9 a Gerusalemme<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci eravamo lasciati con i nostri tre eroici preti senesi in quel di Corf\u00f9, isola greca. Il loro viaggio in Terrasanta li aveva spinti fin l\u00e0 lungo uno strano itinerario che non era certamente quello pi\u00f9 breve, ma probabilmente quello pi\u00f9 sicuro. Bisogna tener conto che Gerusalemme era ormai da tantissimo tempo nelle mani dei musulmani o, come li chiamava Ser Mariano \u201cSarraini\u201d e cio\u00e8 saraceni. La visita alla citt\u00e0 di Gerusalemme ed ai luoghi santi era permessa dal Sultano dietro lauto pagamento e, probabilmente, viaggiare su navi di Venezia, dava una certa sicurezza di non venire attaccati. La repubblica veneta infatti continuava, per ovvi motivi di opportunit\u00e0 commerciali, a mantenere un buon rapporto diplomatico con l\u2019Oriente, tanto da avere ambasciatori presso il Sultano. D\u2019altronde le Repubbliche Marinare avevano sempre avuto un ruolo prioritario con il nemico musulmano ed il commercio (e il denaro) spesso erano serviti a trovare innumerevoli compromessi tra vinti e vincitori. Il primo \u201chospitale\u201d cristiano in quel di Gerusalemme, quando ancora non era neanche stata progettata la Prima Crociata del 1099 e la citt\u00e0 era ancora sotto la dominazione degli \u201cinfedeli\u201d, fu ottenuto con una trattativa proprio ad opera della Repubblica Marinara di Amalfi e di alcuni facoltosi mercanti a cui si aggiunsero anche emissari Pisani. Non era certamente scontato, ma come dicevamo, il denaro facilitava il superamento di ostacoli a volte ritenuti insormontabili.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma torniamo a Corf\u00f9 dove avevamo lasciato, a bordo di una Galea Veneziana, Ser Mariano Rettore della Chiesa di San Pietro a \u201cUvile\u201d (e contemporaneamente della Cappella del Crocifisso all\u2019interno del Duomo cittadino), Guasparre di Bartolomeo, prete al Duomo e il reverendo Pietro di Niccol\u00f2 pievano di San Giovanni. Erano partiti da Siena il 9 Aprile (1431) ed erano arrivati a Corf\u00f9 il 6 di Maggio. Qui sostarono un giorno e mezzo per ripartire l\u20198 Maggio verso la citt\u00e0 di Modone che raggiunsero il giorno dieci senza fermarsi <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201ce per la grandissima mor\u00eca, che v\u2019era, andammo largi dalla citt\u00e0. E\u2019 una bella citt\u00e0, et \u00e8 de\u2019 veneziani. Sono da Corf\u00f9 trecento miglia. A d\u00ec XIII fumo nell\u2019Isola di Candia, la quale gira 700 miglia\u2026Tutta la Malvag\u00eca (<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">uva dolce e zuccherina<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>) si cava di qui. Stemmovi due d\u00ec con grande paura per la grande moria, che v\u2019era. Aitavanci (<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">ci aiutavamo<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>) con la perfetta Malvag\u00eca. Pigliammo rinfrescamento <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(rifornimento)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> d\u2019ogni cosa. Sono da Modone a qui trecento miglia <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il 17 Maggio arrivarono nel porto di Rodi dove tutta l\u2019Isola era nelle mani dei Cavalieri Gerosolomitani di San Giovanni detti appunto a quei tempi \u201cCavalieri di Rodi\u201d o pi\u00f9 semplicemente \u201cFrieri\u201d. Qui, a sole 14 miglia di mare, era il confine con i Turchi ed anche a Rodi l\u2019epidemia aveva falcidiato ottomila cristiani in sei mesi, tanto che nessuno scese dalla nave se non quattordici Cavalieri di San Giovanni che avevano viaggiato con loro e che qui erano destinati. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>A d\u00ec XX fumo nell\u2019isola di Cipri (Cipro) a uno luogo che si chiama Baff, e fu una grande citt\u00e0. Sonvi ora due rocche, e cotali casali. Avemo rinfrescamento <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(rifornimento)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> d\u2019acqua e di carne. Davanti cinque castroni grassi e grandi per uno ducato; avevano la coda grossa quattro buone dita, larga una grossa spanna <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(una spanna corrisponde alla larghezza da pollice a mignolo di una mano aperta)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> , longa pi\u00f9 d\u2019altre tanto. Sono da Rodi a qui trecentocinquanta miglia\u201d. <\/i>Finalmente il giorno 24 Maggio i nostri tre preti arrivarono al porto di Giaff (Giaffa) e quindi in Terrasanta. Era passato un mese e mezzo circa dalla partenza, ma ce l\u2019avevano fatta.<\/span><i> <\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Inutile immaginare l\u2019entusiasmo dei viaggiatori che si misero a cantare il \u201cTe Deum Laudamus\u201d ed altre litanie di ringraziamento. In questo punto del diario ser Mariano si lascia andare a delle esternazioni molto discutibili in cui mescola l\u2019entusiasmo per essere finalmente giunto nei luoghi santi, le preghiere, i ringraziamenti, la fede ad alcune frasi non cordiali nei confronti dei \u201csaraceni\u201d definiti come <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201ciniqui, porci e cani rinnegati\u201d <\/i><\/span>. <span style=\"font-size: medium;\">In pratica il sunto del suo pensiero, che \u00e8 in realt\u00e0 un monito nei confronti dei vari potenti europei, pu\u00f2 essere riassunto in questo modo: ma perch\u00e9 vi fate la guerra tra di voi e lasciate questa terra cos\u00ec ricca, cos\u00ec piena di bellezza e di fede a questi odiosissimi infedeli? Ma nel porto di Giaffa l\u2019avventura non era ancora terminata. Fu fatto scendere dalla Galea solo lo scribano che si rec\u00f2 a Rama (cittadina a 12 miglia da Giaffa) per prendere il salvacondotto. Questi ritorn\u00f2 con molti \u201cTurcimanni\u201d (Turcomanni) con molti asini, asinai, cavalli e muli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I Turcomanni erano addetti ad accompagnare i pellegrini che si recavano in terrasanta, a proteggerli ed a fare in modo che non gli succedesse niente perch\u00e9, come dice lo stesso Ser Mariano, era assai facile da quelle parti essere \u201c <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>straziati, beffati e robbati<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Naturalmente l\u2019incolumit\u00e0 aveva un costo e le tariffe ce le descrive molto bene il nostro prete senese: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201c furono con asino et asinario, per testa, tredici ducati d\u2019oro, e tanto pagava el povaro quanto el ricco. Non vi vada chi non ha modo di pagare, che guai alla pelle sua. E l\u2019asino che si piglia qui, ti sar\u00e0 apparecchiato mentre che si sta in terra Santa, e non gli hai da dare n\u00e9 mangiare, n\u00e9 bere, n\u00e9 fare nessuno governo\u2026\u201d. <\/i>In sostanza, una volta pagato quanto stabilito, il \u201cpacchetto turistico\u201d era completo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Finalmente i nostri preti senesi scesero e baciarono la Terrasanta che era allora considerata un vero e proprio stato. Come ci precisa ser Mariano infatti, questa regione \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>la quale fu da Dio promissa ad Abraam, e gli altri Santi Padri nel Testamento Vecchio\u2026s\u2019intende essere per longhezza cento sessanta miglia e per larghezza 46 miglia\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I nostri parroci arrivarono poi nella citt\u00e0 di Rama ed infine, dopo aver attraversato valli ed aver visto decine di castelli, indicati col loro nome cristiano, giunsero all\u2019agognata meta di Gerusalemme il giorno 28 di quel mese.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Erano partiti il 9 Aprile da Siena ed erano arrivati il 28 Maggio a Gerusalemme<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, praticamente si erano fatti 49 giorni di viaggio. Ma quale era il premio cos\u00ec ambito dai pellegrini, tanto da far rischiare loro la propria vita? Anche questo ce lo spiega in poche righe Ser Mariano: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cCome s\u2019entra in Terra Santa, chi vi va in atto di peregrinazione si ha perdono di colpa e di pena essendo confesso, e pentuto<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (pentito) <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>di tutti e\u2019 suoi peccati, e cos\u00ec tutte l\u2019altre Indulgenzie\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">FINE <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Seconda Parte: da Corf\u00f9 a Gerusalemme Ci eravamo lasciati con i nostri tre eroici preti senesi in quel di Corf\u00f9, isola greca. Il loro viaggio in Terrasanta li aveva spinti fin l\u00e0 lungo uno strano itinerario che non era certamente quello pi\u00f9 breve, ma probabilmente quello pi\u00f9 sicuro. 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