{"id":219,"date":"2015-07-23T17:33:10","date_gmt":"2015-07-23T15:33:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=219"},"modified":"2015-07-23T17:33:10","modified_gmt":"2015-07-23T15:33:10","slug":"a-d-1431-tre-preti-senesi-in-pellegrinaggio-a-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/a-d-1431-tre-preti-senesi-in-pellegrinaggio-a-gerusalemme\/","title":{"rendered":"A.D. 1431: tre preti senesi in pellegrinaggio a Gerusalemme"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>di Augusto Codogno <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>PRIMA PARTE: DA SIENA A CORFU\u2019<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>SIENA. <\/b>La nostra storia narra del Viaggio in Terrasanta fatto e descritto da Ser Mariano da Siena e che poi fu pubblicato nel 1822 dal Canonico Domenico Moreni in quel di Firenze. Era l\u2019anno del Signore 1431 quando il prete di San Pietro ad Ovile di Siena, chiesa ancora esistente nel territorio della Contrada della Giraffa, volle recarsi per la terza volta in pellegrinaggio in Terra Santa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il diario che Ser Mariano scrisse durante quel viaggio si trovava agli inizi del 1800, sia tra i Manoscritti fiorentini della Magliabechiana, sia (in copia) nella Biblioteca di Siena tra le Miscellanee (segnato a vecchio dalla lettera B. III. 4) e fu ritenuto dal Moreni degno di pubblicazione. Gli appunti del parroco di San Pietro ad Ovile assumono ancora oggi una importanza storica notevole, in quanto testimoniano gli usi ed i costumi di quegli anni ed anche il fatto di quanto fosse arduo e difficile viaggiare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019impresa era piena di insidie, pericoli e per percorrere quelle enormi distanze occorrevano mesi, senza trascurare la possibilit\u00e0 di intoppi e ritardi oggi impensabili, dovuti alle condizioni meteorologiche, alle malattie, ai fiumi in piena ed ad ogni altro ostacolo. Ma Mariano, il cui vero nome era Mariano di Nanni, forte di fede e di speranza, il giorno 9 Aprile del 1431 volle partire ancora una volta (la terza) in pellegrinaggio per Gerusalemme. Era a quel tempo Rettore della Chiesa di San Pietro a \u201cUvile\u201d e contemporaneamente della Cappella del Crocifisso all\u2019interno del Duomo cittadino. Lo accompagnarono altri due preti di Siena. Uno era Guasparre di Bartolomeo, prete al Duomo e l\u2019altro compagno di viaggio era il suo padre Spirituale, il reverendo Pietro di Niccol\u00f2 pievano di San Giovanni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo ostacolo gli si present\u00f2 davanti appena qualche ora dalla partenza allorch\u00e9, nei pressi di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201c<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Buon Convento<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, a causa del fiume in piena, non riuscirono ad attraversarlo. Siccome Mariano ebbe anche un disturbo di stomaco, pens\u00f2 quasi di tornare indietro, ma le cose migliorarono e il giorno successivo, dopo aver assoldato (sempre a Buonconvento) un giovane servo con il compito di accompagnarli fino a Perugia, ripartirono ed arrivarono a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sarteano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>A d\u00ec 10 fummo a Sarteano con molta acqua e con molto vento. Eravamo molli per infino alla camicia. Io stetti malissimo. Da Siena sono Diciotto Miglia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il giorno 11 arrivarono a Chiusi e la sera a buon ora raggiunsero <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Perugia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Si fermarono per un giorno e poi con tre nuovi cavalli partirono per <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gubbio<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Agobio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d). Il 14 Aprile giunsero ad <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Urbino<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Orbino<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d) dove trovarono il concittadino Giovanni Saracini che li accompagn\u00f2 a cena dal conte di Urbino con grandi onori. Il giorno 15, verso l\u2019ora di cena i tre preti erano gi\u00e0 arrivati a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Rimini<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Dormirono ed il giorno successivo presero \u201cuna buona barca \u201c con la quale raggiunsero <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ravenna<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Qui Mariano ebbe ancora un disturbo di stomaco. Frequenti, tra le annotazioni riportate in questo diario, i malesseri di stomaco occorsi ora a l\u2019uno, ora a l\u2019altro parroco della compagnia. Probabilmente le condizioni igieniche del cibo, l\u2019acqua bevuta in posti diversi lungo il cammino, dovevano nuocere in qualche modo ai nostri pellegrini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante tutto per\u00f2 Mariano ci racconta che il giorno 17 Aprile <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cin su levare del Sole part\u00ecmo del Porto di Ravenna, et alle vintitr\u00e8 ore fumo a Venegia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Venezia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">). <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Io in questo d\u00ec stetti pessimamente, e se\u2019l padrone della barca ci avesse voluto porre a Chiogia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Chioggia), <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>sarei tornato a drieto<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. A Venezia la nostra compagnia, dopo essersi riposata in un Albergo chiamato \u201cLo Storione\u201d, inncontr\u00f2 i figli di Giacomo di Tommaso di Cecco da Siena che gli dissero che c\u2019erano due grosse Galee (imbarcazioni) pronte per fare il viaggio a Gerusalemme, una delle quali nuova di zecca ed il proprietario era in nobil uomo veneziano Aluigi Vallaresi. L\u2019accordo fu ben presto stipulato: \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>di subbito ci accordammo collui, demogli trenta ducati d\u2019oro per uno, e doverci levare, e porre da Venegia a Ierusalem, e da Ierusalem a Venegia\u2026<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli venne fatto vedere il loro posto a bordo e, nei sei giorni che dovettero aspettare la partenza, si adoperarono per i rifornimenti ed il necessario per il viaggio. Portarono nella nave tre \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>matarazini largi uno braccio l\u2019uno e longi tre braccia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, uno \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>pane di sucaro\u201d, \u201cGengiovo condito et altre speziarie e di buona malvagia la megliore che fusse in Venegia\u201c. <\/i>In quei giorni ebbero anche il tempo di ricevere delle cortesie da alcuni senesi che erano a Venezia, come i Tomasini e Niccol\u00f2 di Ser Gregorio. Finalmente il giorno 25 Aprile (tra l\u2019altro era la festa di San Marco), la Galea spieg\u00f2 le vele e fece partenza con grandi festeggiamenti ed un clima euforico da parte dei passeggeri. Come ci narra ser Mariano infatti, tutti cantavano e giubilavano il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Te Deum Laudamus<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ed il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Veni Creator Spiritus.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Erano imbarcati nella Galea 125 pellegrini, tra i quali un Vescovo d\u2019Albania, sette Cavalieri, quaranta tra preti e frati, ma solo sei di loro (tra cui il nostro Mariano) avevano gi\u00e0 fatto il cammino di Terra Santa. La Nave contava, tra pellegrini e marinai, circa 300 persone, o meglio, come ribadisce Mariano <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201chomini\u201d. \u201cNon vi fu nessuna femina. Eravi grandi Gentiluomini, Ungari, Buemi, Tedeschi, Franciosi, Taliani assai; non vi fu nessuno Fiorentino<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Il 26 la nostra Compagnia giunse nella citt\u00e0 di Pola, in Istria ed il 30 Aprile in \u201cIschiavonia\u201d, a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giara<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco come ce la racconta Ser Mariano: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>A d\u00ec XXX, in su la terza fumo in Ischiavoni a Giara, et \u00e8 una bella citt\u00e0 e grande, et \u00e8 cittadinesca, ed \u00e8 de\u2019 Veneziani. Qui ci furon mostrati di nobili, e belli Reliquiarj, fra quali fu el corpo di Santo Simeone e Iusto, el quale ricev\u00e8 nelle sue braccia el piccolino, e dolce Iesu delle mani della dolce madre Vergine Maria\u2026<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I preti senesi raggiunsero il 3 Maggio l\u2019isola di \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Corzola<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, lungo la costa Serba. Oggi l\u2019isola viene chiamata abbastanza similmente \u201cKorcula\u201d ed \u00e8 dalla parte della ex Jugoslavia all\u2019altezza circa di San Benedetto del Tronto, ma ai tempi era ancora veneziana. Qui fecero rifornimento di pesce e subito ripartirono. Continuando a scendere per mare verso la Terrasanta e sempre sotto costa, la galea giunse il giorno 4 Maggio a \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Raugia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Raugia, altrimenti detta Ragusa di Dalmazia \u00e8 oggi in realt\u00e0 nel territorio Croato e corrisponde alla citt\u00e0 (Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0-Unesco) di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Dubrovnik, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">cos\u00ec bella da essere definita la \u201cperla dell\u2019Adriatico\u201d. Qui giunti per\u00f2, ci dice ser Mariano <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cnessuno de\u2019 nostri smont\u00f2 in terra per la grande mor\u00eca che v\u2019era. Stemmo nel porto circa un\u2019ora<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Dunque ecco un primo contatto con una citt\u00e0 alle prese con la peste, o comunque con una malattia contagiosa che mieteva molte vittime e nessuno osa scendere a terra per evitare di ammalarsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La galea ripart\u00ec immediatamente ed il giorno 6 maggio arriv\u00f2 nell\u2019 Isola di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Corf\u00f9<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> in Grecia, anch\u2019essa come Ragusa, sottomessa a Venezia. In questa isola ci sono <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cmolte castella, e solo una citt\u00e0, che si chiama Corf\u00f9. Sonci<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (ci sono) <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Greci, e Latini, e stanovi molti Giuderi<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (ebrei). <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Sono in questa citt\u00e0 due belle, e fortissime rocche. Qui finisce il Golfo di Venezia. Sono da Venegia a qui per diritta via 750 miglia\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 di Augusto Codogno PRIMA PARTE: DA SIENA A CORFU\u2019 SIENA. La nostra storia narra del Viaggio in Terrasanta fatto e descritto da Ser Mariano da Siena e che poi fu pubblicato nel 1822 dal Canonico Domenico Moreni in quel di Firenze. 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