{"id":202,"date":"2015-05-28T14:49:26","date_gmt":"2015-05-28T12:49:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=202"},"modified":"2015-05-28T14:49:26","modified_gmt":"2015-05-28T12:49:26","slug":"la-canonica-di-quinciano-i-tolomei-e-i-frati-degli-angeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-canonica-di-quinciano-i-tolomei-e-i-frati-degli-angeli\/","title":{"rendered":"La Canonica di Quinciano, i Tolomei e i Frati degli Angeli"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/quinciano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-203\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/quinciano-300x219.jpg\" alt=\"quinciano\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/quinciano-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/quinciano.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Augusto Codogno<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Per descrivere Quinciano alla maniera del \u201cRepetti\u201d, cominceremo con il dire che \u00e8 una localit\u00e0 \u201cdue miglia a ostro di Monteroni\u201d e che \u201crisiede sopra un umile collina fra il torrente Sorra che gli passa a ponente e la strada postale romana tracciata al suo levante\u201d. Con molta probabilit\u00e0 fu attraversata dalla via Francigena, poich\u00e9 vi \u00e8 testimoniato un ospedale gi\u00e0 a partire dal 1050, ma nello stesso periodo cominciava anche l\u2019ascesa della vicina Lucignano d\u2019Arbia che, nel secolo successivo, diverr\u00e0 molto pi\u00f9 importante. Lucignano infatti, con la sua Pieve di Santa Cristina, gi\u00e0 esistente nel 913, finir\u00e0 per spostare la viabilit\u00e0 da quell\u2019antico percorso che da Curiano e Montedonachi andava verso Greppo, Villa Randagia, Monteroni e Cuna. Quinciano fu sede di un\u2019antica Canonica con la sua chiesa titolata a S. Albano ed anche parrocchia fino allo scorso secolo. Ma fu anche patrimonio della famiglia Tolomei che qui ebbero, fino a met\u00e0 del trecento, enormi possedimenti, poi passati in larga parte al Santa Maria della Scala.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra le prime testimonianze storiche troviamo una importante pergamena che ci racconta come un tale Letulo, nel lontano Febbraio del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1131<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dona alcuni terreni in corte di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Quinciano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e in corte di Monteroni (\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>de monterone et in curte de quinciano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d). Si tratta di un atto rinvenuto nelle carte della Badia vallombrosana di S. Michele di Passignano, ora nell\u2019Archivio di Stato di Firenze e che sar\u00e0 visibile nel prossimo mio libro, ormai in uscita, sulla francigena in val d\u2019Arbia. In questo atto, redatto da Rollando Giudice e Cancelliere, Letulo di Benzone e sua moglie Teberga di Giovanni, regalano ai monaci di S. Michele di Passignano terra e vigna che avevano sia a Monteroni che a Quinciano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">A partire dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1202<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, quando un \u201cPepo da Quinciano\u201d fu testimone di un trattato d\u2019amicizia tra Siena e Perugia (Capitolo I del Caleffo Vecchio), i documenti su Quinciano si moltiplicano ed il toponimo compare in decine di contratti e donazioni (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1209, 1210, 1222, 1229, 1230<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ecc\u2026). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel maggio <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1234, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">compare in un testamento,<\/span><b> <\/b><span style=\"font-size: medium;\">tale Gerardino del fu Ugolino da Quinciano, che sembra essere ricchissimo e che lascia degli appezzamenti in questo luogo, all\u2019Ospedale di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Del Gennaio <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1249<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 invece una delle prime menzioni di un Priore di Quinciano, che sembra avere stretti rapporti con gli agostiniani di Siena e di S. Salvatore al Lago.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1263<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> la localit\u00e0 risulta gi\u00e0 essere un \u201cComunello\u201d di quelli detti \u201coltre le masse\u201d e quindi gode di una certa autonomia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 per\u00f2 del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1285 <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">la prima e cospicua donazione fatta in favore del Santa Maria della Scala che, grazie al Ristoro di Giunta Menghi, entra in possesso di un grande terreno e una casa. Ristoro di Giunta, che doner\u00e0 successivamente altri terreni ad Isola, Monteroni, Cuna ed ancora a Quinciano, diventer\u00e0 poi Rettore dell\u2019ospedale senese. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1287<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> sono ancora gli agostiniani che, grazie al lascito di Giovanni del fu Buonamico, ottengono tre pezzi di terra a Quinciano. Stavolta i beni vengono posti nelle mani di frate Placido, priore del convento di S. Agostino di Siena.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1295<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> comincia una diatriba tra il Concistoro di Siena ed alcuni ordini ecclesisatici con, in prima linea, proprio il Priore di Quinciano. E\u2019 lui che il 2 giugno 1295 presenta un ricorso ai Signori Nove di Siena, affinch\u00e9 fossero tolte dallo statuto sanese alcune rubriche contrarie alla libert\u00e0 ecclesiastica. Dallo Statuto dei \u201cDomini Viari\u201d invece, apprendiamo che, sempre nello stesso periodo (1285\/1295), la Canonica di Quinciano possedeva un mulino sulla Sorra ed era un importante incrocio stradario tra la francigena e Montedonachi (ind. ccclxxx), la strada per Pino-Sovignano e Murlo e quella per Querciola-Monteroni (ind. lxxxviiii)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1302\/1303 (decime Pontificie), la chiesa di Quinciano \u00e8 dipendenza della Pieve di Lucignano, ma ha anch\u2019essa una sua succursale. Si tratta della chiesa di S. Pietro in Campo vicino alla localit\u00e0 di Caggiolo, da non confondersi con l\u2019omonima della diocesi di Pienza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019 Estimo del 1317\/1319, gran parte del territorio circostante al nostro borgo, appartiene ancora ai Tolomei eccetto 16,71 staia (circa 2,2 ettari) che sono del Santa Maria della Scala e alcuni piccoli appezzamenti di pertinenza dei canonici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo grande e significativo stravolgimento di Quinciano avviene nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1322<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ed in contemporanea con un grande avvenimento di quegli anni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">IL tutto fu dovuto a Bernardo Tolomei che, ritiratosi nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1319<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> a<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> vita solitaria presso la localit\u00e0 di Accona, insieme a Patrizio Patrizi, Ambrogio Piccolomini e altri seguaci, per volere del vescovo di Arezzo Guido Tarlati diede inizio alla Congregazione Benedettina di Monte Oliveto. A questo punto, altri membri della famiglia, diretti familiari, cominciarono a spostare i loro possedimenti per accentrarli nella zona del nuovo monastero (vicino a Chiusure- Asciano). Ecco che, con tale strategia fondiaria nella testa, Antonio di Meo di Incontrato Tolomei, comincia uno scambio di terreni con il Santa Maria della Scala per un valore di traslazione di 3.262 lire senesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">In quest\u2019ottica di acquisizione si inserisce anche l\u2019acquisto realizzato a Chiusure nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marzo 1322<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">, realizzato con la vendita di 350 staiori di terra \u201claborativa e vineata\u201d che i Tolomei avevano a Quinciano. La vendita fatta da Meo di Incontrato dei \u201cbeni quincianesi\u201d al Santa Maria della Scala, frutt\u00f2 ben 5.366 lire (rappresentava il 26,6% dei suoi beni personali) e fu un grande cambiamento per la nostra localit\u00e0 che si ritrov\u00f2 in gran parte sotto l\u2019ala dell\u2019Ospedale senese.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Altri lasciti, come quello del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1328<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">, dove \u201cCenno da Quinciano\u201d donava i suoi beni in loco all\u2019ente sopracitato, non fecero altro che rafforzare la presenza del Santa Maria nel nostro borgo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Intanto la Comunit\u00e0 di Quinciano continuava a rimanere un \u201cComunello\u201d del contado senese e pagava le proprie tasse comunitarie. Ad esempio, nel 1134, concorreva ai tributi con <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>\u201c1 cero da 3 libre, 3 once di cera per i fiori e 1 cero da 1 libra\u201d. <\/b><\/i>Tutti questi passaggi, vendite, donazioni, permute, sortirono negli anni successivi alcune rimostranze tra i Tolomei e l\u2019ospedale senese, tanto che ne venne fuori una sorta di processo con tanto di testimoni. Sono del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1339<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Settembre-Ottobre), alcuni interrogatori proposti dal procuratore dell\u2019Ospedale di Siena (tale Pietro Aiuti), in causa con i figli di Mino di Stricca Tolomei, allo scopo di dimostrare il possesso di alcuni beni a Cuna, Campriano, Querciola, Villa Randagia, Radi e Quinciano. Una delle date pi\u00f9 importante per il nostro borgo per\u00f2, rimane quella del Gennaio 1443, quando con un atto stipulato<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">in Firenze nel banco dei Mercanti, il rettore rinunzi\u00f2 la sua chiesa di Quinciano ai Frati Agostiniani degli Angeli di Siena, i quali assegnarono per ott&#8217;anni a quel parroco un&#8217;annua pensione di 50 fiorini d&#8217;oro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma i dissidi con il Comune di Siena non erano ancora terminati e, nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1451<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">, quest\u2019ultimo pretendeva alcuni tributi dalla chiesa di S. Albano.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Saltiamo adesso un po\u2019 di storia (del resto questo \u00e8 un articolo e non un libro) ed andiamo al <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1676<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> quando l\u2019illustrissimo signor Bartolomeo Gherardini, Auditore Generale in Siena visit\u00f2 il Comunello di Quinciano (<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Estratto della Visita fatta dall\u2019 nel 1676 ASS, ms. D. 83, cc.15ss).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco cosa si annot\u00f2: <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Il Comune di Quinciano \u00e8<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> composto da anime 84, di cui 48 adulti e 36 che non si comunicano.\u201d <\/i><\/span>Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1692<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> abbiamo una situazione pi\u00f9 chiara di Quinciano e dei suoi proprietari:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>PODERE<\/b><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>PROPRIETARIO<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Colombaio Padri di S. Maria degli Angeli <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Casana Padri di S. Maria degli Angeli <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Greppo Padri di S. Maria degli Angeli <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Casino Monache di Vita Eterna<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Montefiori Signor Spennazzi<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Casello Padri di S. Maria degli Angeli <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Loggie Signori Piccolomini<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sorra Signori Mignanelli<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Palazzetto Signori Piccolomini<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Canonica Padri di S. Maria degli Angeli<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">I padri di Santa Maria degli Angioli di Siena manterranno la propriet\u00e0 dei poderi di Quinciano fino alla fine del 1700, mentre il comunello verr\u00e0 definitivamente soppresso nel 1809, quando nacque quello di Monteroni.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Per descrivere Quinciano alla maniera del \u201cRepetti\u201d, cominceremo con il dire che \u00e8 una localit\u00e0 \u201cdue miglia a ostro di Monteroni\u201d e che \u201crisiede sopra un umile collina fra il torrente Sorra che gli passa a ponente e la strada postale romana tracciata al suo levante\u201d. Con molta probabilit\u00e0 fu attraversata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-202","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-cronache-dal-medioevo"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=202"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":204,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202\/revisions\/204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}