{"id":197,"date":"2015-05-08T17:59:12","date_gmt":"2015-05-08T15:59:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=197"},"modified":"2015-05-08T17:59:45","modified_gmt":"2015-05-08T15:59:45","slug":"197","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/197\/","title":{"rendered":"La Francigena monteronese"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_198\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/Mulino-delle-More-sulla-Francigena.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-198\" class=\"size-medium wp-image-198\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/Mulino-delle-More-sulla-Francigena-300x214.png\" alt=\"Il Mulino delle More sulla Francigena\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/Mulino-delle-More-sulla-Francigena-300x214.png 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/05\/Mulino-delle-More-sulla-Francigena.png 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-198\" class=\"wp-caption-text\">Il Mulino delle More sulla Francigena<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Dell\u2019antico tracciato della Via Francigena in Val d\u2019Arbia, ed in particolare nel Comune di Monteroni d\u2019Arbia, conoscevamo ben poco, se non che una delle tappe di Sigeric dell\u2019anno 994 (la quattordicesima per la precisione) fu appunto la localit\u00e0 di Arbia, individuata nell\u2019attuale <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ponte d\u2019Arbia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Proveniente da Torrenieri, il vescovo sopracitato, dopo la sosta a Borgo d\u2019Arbia, arriv\u00f2 a Siena dove si ferm\u00f2 nuovamente. Il tratto nel quale attravers\u00f2 obbligatoriamente la Val d\u2019Arbia e quindi teoricamente il Capoluogo di Monteroni, non \u00e8 conosciuto, ma doveva avvicinarsi molto alla attuale Cassia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Alcune ricerche storiche che io ho effettuato negli ultimi dieci anni negli archivi senesi, mettono maggiormente a fuoco alcuni punti di sicuro passaggio di questa strada. Se le carte non ci aiutano molto nel periodo subito dopo al mille, nel XIII e XIV secolo sono invece abbastanza generose, tanto da far luce su alcuni siti toccati da questa autentica autostrada dei pellegrini. Ma per saperne di pi\u00f9 non bisogna limitarci ai documenti scritti dove pu\u00f2 esserci o meno la parola \u201cfrancigena\u201d. Occorre seguire anche altre tracce che possono rivelare in via indiretta il percorso stradale sopracitato. Rimanendo sempre fermi sul fatto che la \u201cstrata francigena\u201d o \u201cfrancisca\u201d, come si soleva dire, non fu mai un percorso fisso e rigido, ma si spostava nei decenni cambiando e deviando leggermente il suo tracciato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec il pellegrino, il mercante, il soldato, il prete che viaggiava in questi secoli, conosceva solo le localit\u00e0 del suo percorso, ma sapeva che tra una tappa e l\u2019altra, tra un ponte e l\u2019altro, c\u2019erano un fascio di tracciati da percorrere, che cambiavano di volta in volta a seconda della stagione (fango, pioggia, frane, straripamenti, dazi), ed anche la francigena non faceva eccezione. Ed allora diventa difficile individuare un unico percorso, un\u2019unica via, un tracciato ufficiale. Quindi, certi di non raggiungere la matematica certezza di una completa e indiscutibile mappa topografica della nostra strada, cercheremo comunque di andarci pi\u00f9 vicino possibile.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci faremo aiutare in questo anche dall\u2019ubicazione degli ospedali, che erano a quei tempi come i moderni \u201cMotel\u201d per coloro che viaggiavano, ma anche dalle osterie. Negli \u201chospitali\u201d si trovava riparo, da mangiare e da dormire e, siccome svolgevano anche un opera di assistenza ai pellegrini, erano spesso gestiti da enti di carit\u00e0 o addirittura da Ordini Monastico Militari come i Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, i Poveri Cavalieri di Cristo (Templari), i Cavalieri di S. Jacopo d\u2019Altopascio ecc\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel tratto di francigena preso a studio nel nostro volume, e cio\u00e8 da Isola d\u2019Arbia a Ponte d\u2019Arbia, gli ospedali (dal XIII secolo in poi) erano gestiti da enti come la Casa della Misericordia di Siena, il Santa Maria della Scala, monaci e frati di diversi ordini religiosi, ma anche dai cavalieri di San Giovanni e forse, per Ponte d\u2019Arbia e Lucignano, anche dai Templari, ma di questo ne parler\u00f2 approfonditamente nel mio prossimo libro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Per quanto riguarda la nostra francigena, bisogna ricordare con quale attenzione il Comune di Siena si era nel tempo adoperato per mantenerla in buono stato. Oltre allo strategico ponte sull\u2019Arbia, che diede il via a decine di delibere tra la seconda met\u00e0 del 1200 e la prima met\u00e0 del secolo successivo, ci si preoccup\u00f2 anche di raddrizzarne il percorso. Cos\u00ec, a partire dal 1220, Siena combin\u00f2 una serie di espropri, permute e progetti, proprio nel tratto tra Isola d\u2019Arbia e Lucignano, spostando la via pi\u00f9 antica che passava per le colline a destra dell\u2019Arbia (scendendo da Siena verso Monteroni) e portandola definitivamente in pianura. Ma partiamo dalla pi\u00f9 antica testimonianza di questa strada e cio\u00e8 dal diario di Sigerico e quindi ripercorriamo il nostro tracciato da sud a nord, come fece lui nel 994 ritornando da Roma a Canterbury. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel percorso che andava da Ponte d\u2019Arbia a Siena, c\u2019erano sicuramente due alternative: una che transitava sulle colline a sinistra del fiume Arbia (direzione sud-nord), preferita d\u2019inverno in quanto maggiormente transitabile, ed una di pianura che corrispondeva in grande misura al tracciato dell\u2019attuale cassia, prima detta \u201cromea\u201d, poi \u201cregia romana\u201d, escluso il tratto da Ponte d\u2019Arbia a Curiano che continu\u00f2 sempre ad esistere <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><b>solo ed unicamente in collina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il secondo percorso, divenne nel XIII\/XIV secolo quello principale, grazie ai lavori fatti da Siena per migliorare le strade e i ponti (vedi Statuto dei Domini Viarii e Constituto Senese) ed anche perch\u00e9 molte zone paludose sulle rive dell\u2019Arbia (denominate \u201cPaduli\u201d o \u201cLame\u201d), erano state bonificate e definitivamente sanate.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Verosimilmente, provenendo da Buonconvento ed appena attraversato il ponte sull\u2019 Arbia (del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1244<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> le prime notizie di un Ospedale gerosolomitano), si saliva verso <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sorbitella al Poggio<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (anticamente <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Selvitella<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">), anch\u2019essa sede di un Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni (prime notizie nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1244<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1245<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Da qui, sempre su percorso collinare, si arrivava a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Curiano<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dove una fonte per i pellegrini della francigena compare gi\u00e0 in alcune delibere di fine <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1200, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">mentre nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1327<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> vi fu eretto un ospedale intitolato ai SS. Niccol\u00f2, Domenico e Ambrogio. Curiano o <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Churliano<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> come si chiamava ai tempi, fu senz\u2019altro un crocevia dove la vecchia francigena lasciava l\u2019alternativa di proseguire per la collina o scendere in pianura. Se si proseguiva il tratto collinare (tratto pi\u00f9 antico), si arrivava a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Quinciano<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> passando per <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Montedonachi<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e poi di seguito: <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Greppo<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Villa Randagia e Monteroni sud<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cpopolo di S. Giusto\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">). Se si percorreva il tratto in pianura, da Curiano, o anche da Montedonachi, si scendeva a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Lucignano d\u2019Arbia <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>(tratto pi\u00f9 moderno)<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dove erano altri due ospedali, di cui uno della Casa di Misericordia di Siena<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>. <\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1226<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, proprio per migliorare la via Francigena ed allargarla, il Comune di Siena invi\u00f2 a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lucignano<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, tramite i suoi <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>viarii,<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> un <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cBalitor\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (forse per occuparsi di alcuni espropri inerenti al progetto). La cosa irrit\u00f2 talmente i lucignanesi che l\u2019ufficiale venne addirittura ucciso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Da Lucignano (sempre tratto meno antico) la strada di pianura giungeva al borgo di Monteroni (anch\u2019esso con due ospedali di cui uno presente almeno dal <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1251<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">). Da Monteroni la francigena antica andava a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Cuna<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dove era un altro ospedale, passando da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Collandino<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e poi proseguiva per il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>poggio di Tressa<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, per \u201cpoggio la croce\/podere \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>La <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Piaggia<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (dei cistercensi di San Galgano) ed arrivava alla <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Troiola<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, oggi chiamato <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>podere S. Giorgio<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La francigena pi\u00f9 moderna invece (dal 1224 circa), da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Monteroni<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> non andava pi\u00f9 verso Cuna, ma rimaneva in pianura ricopiando il tracciato della cassia moderna. Infatti, partendo dal nostro mulino, andava in linea retta verso il podere di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Strada<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (il nome non \u00e8 un caso), poi a <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>More di Cuna<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Tressa<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (ex <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>S. Angelo a Tressa<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> con ospedale dal 1219) e <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Isola d\u2019Arbia <\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">dove, nei primi del 1300 c\u2019erano almeno due ospedali. Dal 1300 il tracciato divenne definitivo: Ponte d\u2019Arbia-Sorbitella in Poggio-Curiano-Lucignano-Monteroni-More di Cuna-Tressa-Isola d\u2019Arbia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Per tutte queste localit\u00e0 ci sono documenti scritti inconfutabili.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Dell\u2019antico tracciato della Via Francigena in Val d\u2019Arbia, ed in particolare nel Comune di Monteroni d\u2019Arbia, conoscevamo ben poco, se non che una delle tappe di Sigeric dell\u2019anno 994 (la quattordicesima per la precisione) fu appunto la localit\u00e0 di Arbia, individuata nell\u2019attuale Ponte d\u2019Arbia. 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