{"id":189,"date":"2015-03-31T16:26:01","date_gmt":"2015-03-31T14:26:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=189"},"modified":"2015-03-31T16:26:01","modified_gmt":"2015-03-31T14:26:01","slug":"ma-i-templari-senesi-furono-processati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/ma-i-templari-senesi-furono-processati\/","title":{"rendered":"Ma i Templari senesi furono processati?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-190\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-300x202.jpg\" alt=\"Magione Camollia\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-274x183.jpg 274w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-364x245.jpg 364w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-80x54.jpg 80w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-130x87.jpg 130w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-359x240.jpg 359w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-85x57.jpg 85w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-546x365.jpg 546w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-266x179.jpg 266w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-347x233.jpg 347w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-112x75.jpg 112w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-179x120.jpg 179w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-170x113.jpg 170w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia-81x55.jpg 81w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/Magione-Camollia.jpg 937w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>di Augusto Codogno<\/strong> <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. La forte presenza dei Templari in terra di Siena \u00e8 oramai conclamata e, pi\u00f9 passano gli anni e pi\u00f9 ne prendiamo consapevolezza. Come anche altri ordini monastico-militari, questi \u201cfrati guerrieri\u201d, avevano messo le radici nel nostro territorio con le loro \u201cmagioni\u201d, le loro chiese e i loro ospedali. Il fatto poi, che la nostra provincia fosse attraversata interamente dalla francigena, ha reso strategica la loro presenza. Da nord a sud, troviamo nei grandi centri urbani medievali, segni e toponimi del loro passaggio e dei loro insediamenti. Cos\u00ec a San Gimignano, a Poggibonsi, a Siena, a Radicofani, ma anche a Frosini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La storia di quest\u2019Ordine, nato in Terrasanta all\u2019alba della riconquista cristiana e cio\u00e8 dopo la Prima Crociata del 1099, finisce definitivamente con la cattura del Gran Maestro e degli alti gradi nel 1307 in Francia. L\u2019autore di tale operazione fu Filippo il Bello, re francese che, con l\u2019avallo (pi\u00f9 o meno volontario) del Papa voleva distruggere i Templari definitivamente. Tra i motivi principali che lo spinsero contro quest\u2019 Ordine, non \u00e8 di poco conto il fatto che i frati del tempio vantavano nei suoi confronti un credito immenso per via dei continui prestiti di denaro e la restituzione sarebbe stata impossibile. Inoltre questa milizia, aveva raggiunto un\u2019organizzazione, sia economica che militare, di notevolissimo spessore, aveva moltissime propriet\u00e0 (soprattutto in Francia), castelli e quant\u2019altro. Per fare questa operazione li accus\u00f2 di eresia e, nonostante i vari tentativi del pontefice di pervenire ad un \u201cperdono\u201d, furono fatti processi farsa dove, nonostante il freno imposto da Roma, grazie alla tortura, si estorsero false confessioni. E cos\u00ec Filippo il Bello riusc\u00ec alla fine a far bruciare vivi i capi dei Templari ed ottenne con il ricatto, una bolla papale (1312) dove l\u2019ordine veniva definitivamente scomunicato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I beni dei Templari naturalmente, specie quelli pi\u00f9 cospicui e soprattutto in Francia, furono incamerati dal Re (a Parigi risiedeva il Gran Tesoriere), mentre molte delle loro magioni, grazie al Papa, furono ereditate dall\u2019altro grande Ordine monastico-militare del tempo: l\u2019Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche Gerosolomitani ed in seguito cavalieri di Rodi e di Malta. L\u2019operazione di eliminazione dell\u2019Ordine del Tempio fu in sostanza un grande conflitto di poteri (politici, religiosi ed economici) che interess\u00f2 l\u2019intera cristianit\u00e0 dal 1307 al 1314. In Italia per\u00f2 i processi per eresia andarono un po\u2019 diversamente e possiamo cogliere un flebile tentativo della chiesa di stemperare l\u2019odio del re francese contro questa milizia che fino ad allora aveva servito senza ombra la chiesa di Roma.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La documentazione sui processi \u00e8 molto scarsa, ma due testimonianze costituiscono delle tappe importanti per comprendere la situazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Una riguarda il procedimento di Cesena, edito da Francesco Tommasi nel 1996, mentre l\u2019altra, costituita da un inventario di beni trovato da Renzo Caravita nell\u2019archivio arcivescovile di Ravenna, appartiene al contesto dell\u2019inchiesta presieduta da Rinaldo da Concorezzo. Ultimamente alcuni studiosi hanno raccontato, appoggiandosi alle poche carte conosciute, anche il processo ai templari toscani che si svolse a Firenze e dove emergono nomi, luoghi, commende e precettori riconducibili alla parte nord della Toscana, ma nessuno parla di Siena. Contrariamente a quanto si era pensato per anni infatti, bisogna tener conto, alla luce di alcune recenti ricerche, che la geografia politico amministrativa dell\u2019Ordine era all\u2019epoca ben diversa da come la possiamo immaginare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Esistevano tre grandi aree in Italia o, come le chiamavano i Templari \u201cProvincie\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La Provincia di Lombardia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cLangobardia maior\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> da non confondersi con l\u2019attuale regione), che andava dalle provincie della Toscana del nord (Pisa, Lucca, Volterra, Firenze comprese) estendendosi in tutta l\u2019italia del nord, quindi Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Lombardia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La Provincia di Tuscia<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, al centro, corrispondente alla regione storica omonima (comprendente l\u2019attuale alto Lazio, l\u2019Umbria meridionale e il settore nord dell\u2019odierna provincia di Roma), forse la meno densamente popolata di siti templari ma in ogni caso importante grazie alla vicinanza geografica con la sede della Curia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>La Provincia del Regnum Siciliae, <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">che comprendeva tutto il meridione d\u2019Italia, ivi compresa la Sicilia, e dove i precettori, specie sotto la dominazione angioina, avevano rivestito ruoli di primo piano nel quadro politico internazionale. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ma la Provincia di Siena?? <\/b>Per la nostra area resta da capire se facesse parte o meno della Provincia di Tuscia, in quanto in alcuni carteggi compare come <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>\u201cPatrimonium beati Petri in Tuscia\u201d<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, ma come fosse una specie di entit\u00e0 autonoma. Alcune testimonianze di Templari ascoltati nel 1310 infatti parlano di un <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cmagnus preceptor\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> in Tuscia e un altro nel Patrimonio beati Petri in Tuscia, quindi due realt\u00e0 separate. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ma perch\u00e9 nei processi ai Templari di Toscana, Siena sembra non esistere? <\/b>Eppure la loro presenza in citt\u00e0 era notevolissima. Una loro magione antica fuori della Porta di Camollia, poi sostituita con la pi\u00f9 nuova (si fa per dire, siamo nel XIII\u00b0 Sec.) e grande magione di S. Pietro dentro le mura (vedi foto), terreni in molte localit\u00e0 a nord di Siena e a Marciano, tre torri in citt\u00e0, di cui una era adibita a carcere ed il Comune di Siena corrispondeva ai Templari un compenso, una delle pi\u00f9 antiche \u201cSocietas\u201d con regolamenti pi\u00f9 volte trattati con gli organi comunali. Secondo alcuni calcoli, ai tempi dei procedimenti intentati contro l\u2019Ordine, nel territorio italiano non potevano esserci non meno di un migliaio di Templari, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cma tra le testimonianze pervenute e quelle di cui abbiamo soltanto la notizia, i Templari italiani interrogati ammontano complessivamente a 31\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (Barbara Frale). Consapevoli d\u2019aver perduto i testi di alcune deposizioni, \u00e8 evidente che ci\u00f2 non basta a giustificare l\u2019abnorme rarit\u00e0 di Templari imputati. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sicuramente, alcuni segnali sembrerebbero indicare che in area italiana, per motivi diversi e certo anche grazie alle coraggiose scelte del Concorrezzo, la tendenza fu quella di avviare i procedimenti con molta lentezza e pochissimo zelo, sicuramente in accordo con il Papa e in modo da consentire la fuga a buona parte di quanti rischiavano la cattura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra i processi italiani, ci sono pervenute notizie solo di 6 di essi: <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Brindisi (2 persone), Abruzzo e Patrimonio di San Pietro (7), Cesena (2), Firenze e Lucca (6), Ravenna (7); abbiamo poi notizia indiretta di altri 3 procedimenti: quello di Messina (dove non si trov\u00f2 nessun Templare ma furono interrogati 32 testimoni esterni) e quello di Lucera o Santa Maria (sempre in Sicilia secondo il Raynouard (6 frati), oltre al caso della Marca di Ancona nel quale comparve un solo imputato. Nell\u2019occasione il Papa aveva creato una commissione apposita per indagare sui templari di ogni territorio italiano ed questa fu composta dagli arcivescovi di Pisa e Ravenna e dai due vescovi di Firenze e Cremona. Per le commende che si trovavano \u201cad partes Tuscie extra Pisanam diocesim\u201d, cio\u00e8 nella Toscana meridionale fino alle soglie del Lazio , la commissione fu guidata dall\u2019arcivescovo di Pisa e dal vescovo di Pistoia. I templari senesi dunque, non dovettero patire grandi pene. Nessuno fu bruciato, torturato e nemmeno comparve in giudizio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1307 a Siena non c\u2019era ancora il \u201cgroviglio armonioso\u201d, ma probabilmente qualche protezione altolocata senz\u2019altro. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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