{"id":182,"date":"2015-03-09T16:36:02","date_gmt":"2015-03-09T15:36:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=182"},"modified":"2015-03-10T16:57:49","modified_gmt":"2015-03-10T15:57:49","slug":"templari-san-gimignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/templari-san-gimignano\/","title":{"rendered":"I Templari a San Gimignano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_183\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/S.-Jacopo-a-S.-Gimignano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-183\" class=\"size-medium wp-image-183\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/S.-Jacopo-a-S.-Gimignano-232x300.jpg\" alt=\"San Jacopo a San Gimignano\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/S.-Jacopo-a-S.-Gimignano-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/03\/S.-Jacopo-a-S.-Gimignano.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-183\" class=\"wp-caption-text\">San Jacopo a San Gimignano<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SAN GIMIGNANO. Come Siena, anche San Gimignano fu una citt\u00e0 dove i Poveri Cavalieri di Cristo, detti Templari, ebbero una loro magione. Questo Ordine Monastico-Militare, nato in Terrasanta dopo la prima Crociata, si era espanso in modo capillare in tutta la nostra penisola ed anche in Toscana si contavano numerosissime dimore (domus templi), soprattutto lungo le arterie stradali principali. Cos\u00ec anche la francigena pullulava di mansioni templari (domus templi) e spesso erano presenti, in contemporanea, anche chiese e ospedali di altri ordini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel caso di San Gimignano ad esempio, sono testimoniati gi\u00e0 nei primi anni del XIII\u00b0 secolo i Cavalieri di San Giovanni Gerosolomitano, detti poi Cavalieri di Rodi e successivamente di Malta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dove erano i Templari?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I segni inconfondibili dei Templari, ma anche le documentazioni storiche, ci dicono che anticamente possedevano due chiese, un ospedale, orti, case e terreni fuori e dentro le mura. Come scriveva anche lo storico V. Coppi nel 1695 (Annali-Memorie ed huomini illustri di Sangimignano): \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>La Chiesa del Tempio era la Chiesa oggi di <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>San Iacopo<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>, fabbricata da Ruggiero Baccinelli, come dice Messer Lodovico, degli avanzi delle spoglie rapite nell\u2019acquisto di Gerosolima <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(Gerusalemme)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> fatta da Goffredo di Lorena, e la Porta del Bigazzino si diceva ancora del Tempi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">In effetti la Porta del Bigazzino, ora sostituita da un passaggio sopraelevato fatto in tarda epoca dalle suore, continu\u00f2 per molto tempo a chiamarsi la \u201cPorta del Tempio\u201d, anche dopo che l\u2019Ordine dei Templari fu definitivamente soppresso con bolla papale del 1314. Sempre secondo il Coppi: \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Similmente era de\u2019 Templari anche la <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Chiesa di San Giovanni<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>, oggi de\u2019Padri di San Francesco, quali la Comprarono dal Commendatore Buondelmonti, ed ancora si vedono molte armi dietro al Coro, ed alcuni con residui della Croce che era rossa in campo bianco\u201d. <\/i>In realt\u00e0 l\u2019antica chiesa di San Giovanni, ora chiamata San Francesco, dovette essere, ritenendo veritiera la supposizione del Coppi, passata da subito nelle mani dell\u2019altro Ordine (di Malta) con l\u2019annesso ospedale. E\u2019 pur vero che in questa seconda chiesa, ci sono entrambe le simbologie, come la croce templare e l\u2019agnello crucifero, cosa che pu\u00f2 farci confondere le idee, ma la titolazione ci \u00e8 di grande aiuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Per far chiarezza, mentre San Jacopo era il Santo prediletto dai Templari, San Giovanni lo era per i Cavalieri di Malta detti appunto \u201cGiovanniti\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La tragica fine dei Poveri cavalieri di Cristo, cominciata con la retata di Filippo il Bello del 1307 ed i successivi processi per eresia dei loro Gran Maestri, culmin\u00f2 con l\u2019esecuzione capitale (sul rogo) e la definitiva chiusura dell\u2019Ordine con bolla papale. A quel punto tutti i beni mobili ed immobili dei Templari (almeno in Italia) passarono per ordine del Pontefice agli Ospedalieri. Ed anche a San Gimignano, cos\u00ec come a Siena e Poggibonsi, le chiese e gli ospedali cambiarono ordine e divennero di propriet\u00e0 dei Giovanniti che a questo punto erano doppiamente presenti nel territorio e dovevano gestire entrambe le magioni. Questo ha dato luogo a molti errori storici e molta confusione poich\u00e9 alcune antiche \u201cmansio\u201d che a met\u00e0 del 300 erano gestite dai Cavalieri di San Giovanni erano in realt\u00e0 anticamente Templari. Anche l\u2019accanimento contro questo ricchissimo ordine da parte della Chiesa, che oltre alla suddetta Bolla promosse anche la <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>\u201c<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #252525;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>damnatio memoriae<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>\u201d<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, contribu\u00ec a cancellare antichi simboli, scritte e testimonianze scomode dei frati rossocrociati con tanto di scalpellazione da facciate ed interni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche a San Gimignano, sulla spinta emotiva dell\u2019arresto e la contemporanea divulgazione delle false accuse ereticali, ci fu un probabile assalto a San Jacopo, tanto che nel 1308, la Magione del Tempio, fu ridotta in rovina <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cdalla furia del popolo o da altro che accadesse<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Sempre dal Coppi: \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>questo si deduce chiaramente, perch\u00e9 in detto libro di stanziamenti, il d\u00ec 22 d\u2019Agosto di detto <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>anno 1308<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i> trattarono di stanziare buona somma di denari per la restaurazione della magione del loro Tempio, e Messer Folchino Moronti, Messer Primerano Soldato Ardighelli, Messer Conte di Vanni Pellari, Ser Merazio Guidi, e Ser Ranuccio di Rinaldo Torsi, vi consentirono, che erano i cinque del Consiglio di spese\u201d. \u201cOltre allo finanziamento fatto per resarcire questa Magione del Tempio, provvedde parimente il Comune d\u2019ogni necessario sostentamento i Padri Eremiti di S. Agostino, che nel mese di Settembre vennero a fare il loro Capitolo Provinciale a S. Gimignano\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma a San Gimignano c\u2019erano anche tanti altri beni posseduti dai Templari: <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Era attenente alla Chiesa del Tempio di S. Iacopo, ancora l\u2019Orto grande, che si possiede oggi dalle R.R Monache Vallombrosane del Monastero di S. Girolamo, e similmente la Croce de\u2019 Templari si vede nell\u2019architrave della porta della <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Chiesa di S. Matteo<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Avevano molte Case ed effetti che si posseggono oggi in parte a livello da diverse famiglie, come da quella de\u2019 Moronti, Laccini e Ridolfi, e anticamente ne avevano un livello di Beni in casa Gamucci.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Questi effetti de\u2019 Templari per essere immobili furono consegnati alla Religione degli Ospitalarj oggi di Malta, per accrescere la Commenda di Poggibonsi, quale si chiama la Commenda della Magione di Valdelsa\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Dunque secondo il Coppi (1695), anche la Chiesa di San Matteo fu originariamente Templare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La chiesa suddetta oggi porta il nome di San Bartolo, ma tale titolazione gli fu data solo nel 1300 per via di un Santo locale (nato nel vicino castello di Mucchio da Giovanni Bompedoni), che mor\u00ec assistendo i lebbrosi nel lazzaretto di Cellole di cui ne era rettore. Pi\u00f9 anticamente era dedicata a San Matteo, nell\u2019omonimo borgo e sembra esistesse gi\u00e0 nell\u2019anno 1173, ma il toponimo \u00e8 rimasto oggi solo alla Via ed alla Porta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">A quei tempi la Chiesa era fuori dalla cinta muraria di San Gimignano, (molte magioni si trovavano appena fuori delle porte cittadine, per dare ricovero ai pellegrini che arrivavano a tarda ora, quando le porte erano gi\u00e0 chiuse). Successivamente con l\u2019allargamento della cinta muraria si ritrov\u00f2 inglobata all\u2019interno.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019architrave della porta di ingresso \u00e8 ancora visibile una croce templare, erroneamente attribuita ai cavalieri di Malta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Se questa fu probabilmente una chiesa templare, lo fu matematicamente quella di San Jacopo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre la fondazione della Chiesa \u00e8 ancora avvolta dalla leggenda, un \u201chospitale de Templo\u201d \u00e8 testimoniato in un documento del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>30 Luglio 1221<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (cit. R. Stopani \u201c Chiese medievali della Valdelsa\u201d, pag. 168) ed in un altro del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>12 Settembre 1257<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (idem). Ed ancora il 10 Luglio del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1261<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> quando ricevette un prestito di 10 lire d\u2019argento da Richardino del fu Scotto impegnandosi a restituirle \u201cse et suos successores et bona omnia dicte domus predicte\u201d. Il rettore della Chiesa e dell\u2019Ospedale adiacente era in quel tempo \u201cfrater Rugerius rector et administrator ecclesie seu domus Sancti Jacobi de Templo in Sancto Geminiano sitae\u201d (dal Volume Gli Spedali dell\u2019antica Diocesi di Volterra \u2013 M. Battistini, pag. 98)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo essere passata agli Ospedalieri (Priorato di Pisa), dal 1599 entr\u00f2 a far parte della Commenda di Poggibonsi (sempre dello stesso ordine), ma veniva officiata dalle vicine monache del Convento di San Girolamo le quali, nel 1657, ottennero la facolt\u00e0 di costruire quel cavalcavia gi\u00e0 citato precedentemente per il loro comodo di poter passare dal monastero alla chiesa senza attraversare la strada.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il paramento murario della Chiesa di San jacopo \u00e8 formato da conci di travertino nella parte inferiore mentre la parte superiore \u00e8 composta da mattoni zigrinati disposti in maniera irregolare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La facciata \u00e8 a capanna ed il portale a tutto sesto ha, nell&#8217;architrave, una croce dell&#8217;Ordine Templare in rilievo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Appena sotto la cuspide della facciata sono inserite tredici formelle smaltate di provenienza magrebina o siriana databili tra la fine del XII secolo e i primi del XIII, probabilmente residuo delle crociate.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019ultimo templare sangimignanese di cui esiste memoria fu tale Fra\u2019 Egidio che nel 1312 veniva indicato come precettore di San Jacopo e che, come tanti altri, fu costretto a subire il processo per eresia a Firenze.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SAN GIMIGNANO. 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