{"id":174,"date":"2015-02-11T20:07:53","date_gmt":"2015-02-11T19:07:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=174"},"modified":"2015-02-11T20:07:53","modified_gmt":"2015-02-11T19:07:53","slug":"san-donnino-sorra-e-jacopo-della-quercia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/san-donnino-sorra-e-jacopo-della-quercia\/","title":{"rendered":"San Donnino a Sorra e Jacopo della Quercia"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-175\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-300x199.png\" alt=\"sando\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-300x199.png 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-274x183.png 274w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-80x54.png 80w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-130x87.png 130w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-85x57.png 85w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-165x109.png 165w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-112x75.png 112w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-179x120.png 179w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-170x113.png 170w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando-81x55.png 81w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/02\/sando.png 355w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Augusto Codogno<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Come suggerisce inequivocabilmente il toponimo, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Donnino <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">fu una antichissima chiesa posta su di un poggio ai piedi della quale scorre da una parte il Torrente Sorra e dall\u2019 altra il Torrente Fusola suo tributario. Alla sua storia fu legato inevitabilmente anche il destino del podere ad essa annesso che, con lo stesso nome, ha vinto la sua battaglia contro il tempo giungendo fino ai nostri giorni e diventando, dopo un attento e sorprendente restauro, un noto agriturismo. Il podere, che ancora oggi mostra i segni architettonici medievali, come le cosiddette \u201cscarpe\u201d in entrambi i lati ed antichi archi caratteristici, nasconde al suo interno qualche sorpresa. La chiesa di San Donnino era ritenuta dagli anziani del luogo, ubicata ad un centinaio di metri dal podere, su di un poggettino su cui sappiamo essere stato certamente un piccolo cimitero e dove sono visibili ancora le tracce murarie di una piccola cappella. Questa chiesetta, o piccolo oratorio, fu creduta in tempi pi\u00f9 moderni, essere quella antica e pi\u00f9 importante di cui i documenti medievali accennano numerose volte. Questa pure era l\u2019 opinione di Don Merlotti, autorevole conoscitore della storia delle parrocchie suburbane, che lo scrisse nel 1881. Potrebbe invece, la chiesa suddetta, con qualche probabilit\u00e0, essere nel tempo stata inglobata dal Podere stesso, visto che nei lavori di restauro del predetto sono emersi elementi architettonici come preselle e giganteschi archi che potrebbero avvalorare questa nuova ipotesi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LA STORIA<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1071 (Legato Bichi Borghesi, Agosto. Ind. 9. D. 0,61 0,26) ne diventa proprietario il Monastero di Montecelso per una donazione di tale Bernardo del fu Gherardo alla sua \u201cAbbadessa\u201d. Le monache diventano cos\u00ec proprietarie sia della chiesa che delle sue pertinenze presso il fiume \u201cSurra\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1079 anche Guazio del fu Baroncello dona al monastero di S. Maria a Casciano, alcuni beni tra i quali delle pertinenze che possedeva a San Donnino.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1193, l\u2019Ospedale di Siena, tramite Incontrato di Giovanni Incontrato, riceve in donazione alcuni terreni in questa localit\u00e0. Nello stesso atto, egli dona anche il giuspatronato che aveva relativo alla chiesa di S. Donnino alla chiesa medesima. Nel giro di breve questo personaggio diventer\u00e0 il Rettore dello stesso ente ospedaliero oggetto della donazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1210 si parla di San Donnino come \u201cDistretto\u201d e sempre nello stesso anno tale Vivolo e suo figlio Geranio vendono alcuni pezzi di terra al nuovo Rettore del Santa Maria della Scala (Vinceguerra).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Altre pergamene (1212, 1213, 1219,1253) parlano di San Donnino come luogo abitato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella Tavola delle Possessioni del 1318 (TP 77, c.22r), la Chiesa di S. Donnino risulta essere di propriet\u00e0 della vicina Pieve di Corsano e quindi dei Canonici del Duomo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma S. Donnino \u00e8\u2019 addirittura sede di comunit\u00e0 poich\u00e9 nel 1334 \u00e8 tenuta a pagare a Siena la sua parte del \u201cpallio\u201d per Santa Maria d\u2019Agosto ed a corrispondere per quell\u2019anno <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201c1 cero di peso libre 2 et once 2 di cera per i fiori\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1350 il Pievano di Corsano, Don Deo di Francesco Malavolti, canonico senese, d\u00e0 in affitto per tre anni la Pieve stessa ed i suoi beni a Don Giovanni de\u2019 Sinigaldi di Arezzo, medico e cappellano del Papa ed in quell\u2019 anno Pievano della Pieve di Toiano nella diocesi di Volterra. Il prezzo stabilito che il nuovo Pievano pagher\u00e0, in censo o pensione, sar\u00e0 di ottanta fiorini d\u2019oro annui da corrispondere ogni festa di Tutti i Santi. Quindi, assegna ad esso tutte le terre, possessioni, poderi, case, vigne, e decime con ogni altro provento, compresa la chiesa di <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>San Donnino <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">con i terreni da essa posseduti appartenente direttamente alla Pieve di Corsano ed alla sua mensa. Don Giovanni per\u00f2, si assume l\u2019 onere di mantenere Cappellani e \u201cCherici\u201d in ambedue le chiese (Corsano e San Donnino), per assolvere \u201cbene\u201d il servizio spirituale dei due popoli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1437 la chiesa appartiene ancora ai canonici della Cattedrale di Siena. Gli stessi canonici, in quell\u2019anno, avevano commissionato a Jacopo della Quercia un bassorilievo raffigurante \u201cLa Madonna col Bambino\u201d, S.Antonio Abate e il Cardinale Casini. A causa dei lavori di modifica fatti alla cattedrale di Siena tra il 1475 e il 1513, quando cio\u00e8 il Pinturicchio fece demolire l\u2019 altare del Duomo per collegare la cattedrale alla libreria Piccolomini, l\u2019opera fu rimossa, trasferita e collocata nella chiesa di San Donnino, che era, come abbiamo detto, degli stessi canonici. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1584 era gi\u00e0 in cattive condizioni economiche in quanto la messa vi veniva celebrata solo nei giorni festivi dal pievano di Corsano (prima Clemente e poi Emilio Ugurgieri) e quindi non aveva pi\u00f9 un parroco fisso, cos\u00ec come risulta anche da un visita del Cardinale Tarugi nel 1598. Ulteriori visite apostoliche del 1602 (sempre Tarugi) e 1604 (Rev. Marzocchi), confermano le precarie condiziobne dell\u2019edificio religioso. Nel 1692 il Podere accanto alla chiesa risulta appartenere al Cavalier Buonsignori, ma la chiesetta appartiene ancora alla Mensa di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1815 Niccol\u00f2 Buonsignori chiede l\u2019 acquisto della chiesetta in quanto confinante e proprietario del podere accanto alla suddetta. La richiesta viene inoltrata al Vescovo tramite il Pievano di Corsano, ma la propriet\u00e0 interessa nello stesso tempo anche la famiglia Sansedoni, come si vede dalla missiva inviata da Corsano il 14\/Aprile 1815 alla Cancelleria del Vescovo di Siena scritta dall\u2019 allora pievano G. Cortecci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1972 (da \u201cCorriere della Sera\u201d 27\/09\/1972, articolo di C.Brandi\u201d), San Donnino ritorna alla ribalta della cronaca nazionale in quanto il bassorilievo di Jacopo della Quercia, finito in una collezione privata, viene definitivamente collocato al Museo dell\u2019 Opera del Duomo di Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sembra infatti che la lunetta di Jacopo della Quercia fosse, agli inizi del secolo, ancora nella cappelletta vicino al podere, ma successivamente rubata e poi ritrovata molti decenni dopo in una collezione privata. Finalmente nel 1972 l\u2019opera ritorn\u00f2 a Siena.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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