{"id":154,"date":"2014-12-11T17:29:06","date_gmt":"2014-12-11T16:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=154"},"modified":"2014-12-13T20:02:52","modified_gmt":"2014-12-13T19:02:52","slug":"lantica-pieve-di-sprenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/lantica-pieve-di-sprenna\/","title":{"rendered":"L&#8217;antica Pieve di Sprenna"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_158\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/12\/Immagine-006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-158\" class=\"size-medium wp-image-158\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/12\/Immagine-006-300x225.jpg\" alt=\"Pieve di Sprenna\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/12\/Immagine-006-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/12\/Immagine-006.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-158\" class=\"wp-caption-text\">Pieve di Sprenna<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">di Augusto Codogno<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">SIENA. Questa \u00e8 la storia di una importantissima ed antichissima Pieve che ha ormai perso da oltre duecento anni la sua funzione religiosa ed oggi \u00e8 diventata un bellissimo agriturismo. Geograficamente \u00e8 collocabile tra Ponte d\u2019Arbia e Buonconvento, vicino a Serravalle e alla Cassia, dalla parte sinistra del fiume andando in direzione sud, su un vecchio tracciato che portava a Casale Sergardi, ma anche a Montacuto (una volta Montauto Joseppi) e ad Asciano. La sua posizione era davvero strategica, in quanto sulla sommit\u00e0 di una collina dalla quale si dominava contemporaneamente il corso del fiume Arbia e quello del fiume Ombrone. La pieve sorgeva in una localit\u00e0 sicuramente abitata fin dal periodo etrusco.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto ci\u00f2 lo deduciamo da alcuni ritrovamenti fatti nell\u2019ottocento, quando vennero alla luce dei resti di tombe proprio nella zona dell\u2019 attuale complesso poderale che ha poi inglobato l\u2019 antica Pieve. Uno dei reperti in particolare, suscit\u00f2 l\u2019attenzione dello storico Pietro Piccolomini che, nel suo saggio del 1905 (nel Bullettino Senese di Storia Patria), ne descrisse con particolare precisione le fattezze e al quale fu dato l\u2019 appellativo di \u201cFibula di Sprenna\u201d. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Fibula\u201d \u00e8 il nome latino della \u201cfibbia\u201d o \u201cspilla\u201d utilizzata per assicurare le vesti alle spalle o alla vita. Anche nell\u2019 \u201cAtlante dei siti archeologici della Toscana\u201d, curato dal Torelli, viene riportata questa scoperta (pag. 333). Si precisa inoltre che la fibula etrusca rinvenuta a Sprenna, va datata VI-V secolo a.C. e raffigura un leone. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sprenna dunque, fin dall\u2019antichit\u00e0 sorgeva su di un tratto viario importante e ci\u00f2 ci viene confermato dal volume \u201cPrime Comunit\u00e0 Cristiane e Strade Romane nei territori di Siena, Arezzo, Chiusi\u201d di Alfredo Maroni nel quale si dice:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c\u2026<span style=\"font-size: medium;\">la vecchia strada romana passava dalla Pieve di San Lorenzo a Percenna a Buonconvento. Da qui proseguiva per le Pievi di S. Maria a Sperena e S. Cristina a Lucignano (val d\u2019Arbia) e perveniva a Siena\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><b>La Pieve<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Come ci suggerisce il Repetti nel suo celebre Dizionario Geografico e Storico dei luoghi della Toscana di met\u00e0 1800, la nostra localit\u00e0 era un \u201cCasale che deve il suo nome all\u2019 antica Pieve di San Lorenzo a Sprenna\u201d.. Per prima cosa occorre sgombrare il campo da alcune definizioni che ci potrebbero trarre in errore. Per esempio il nome di \u201cPieve di San Lorenzo a Sprenna in Serravalle\u201d. L\u2019attuale chiesa che porta questo titolo, e si trova effettivamente in Serravalle, gode ingiustamente di tale magnificenza, poich\u00e9 la vecchia ed originale Pieve di S. Lorenzo, fu translata con decreto del Vescovo da Sprenna a Serravalle poco pi\u00f9 di due secoli fa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Un\u2019altra importantissima precisazione riguarda il titolo o \u201cintitolazione\u201d che fu antecedentemente a quello di S. Lorenzo e cio\u00e8 quello pi\u00f9 antico dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, poi quello di Santa Maria e solo negli ultimi tre secoli di San Lorenzo Martire. Il trascorrere del tempo cambia le cose, i nomi, i luoghi, ma fortunatamente siamo riusciti a ricostruire la storia della Pieve di Sprenna, almeno nelle tappe fondamentali. Per nostra fortuna, e per chi fa ricerche storiche non \u00e8 sempre scontato, la localit\u00e0 di \u201cSprenna\u201d dall\u2019 XI\u00b0 secolo ad oggi non ha cambiato nome, anche se in qualche pergamena ci sono delle sensibili varianti tipo \u201cSperena\u201d o \u201cAsprena\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dell\u2019antica Pieve per\u00f2 oggi rimane solo un grandissimo podere (ora agriturismo), ma dentro al quale, se mai ci fossero dei dubbi, sono ancora visibili le colonne dell\u2019 antica chiesa a strisce rosse e grigie (cotto e pietra) con i relativi capitelli. All\u2019esterno, muri a scarpa di stile medievale e una lapide con stemma del 1601 che Girolamo Fanti, in quel tempo Pievano della stessa, pose a memoria del suo restauro terminato o iniziato in quell\u2019 anno.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il celebre Don Giuseppe Merlotti (1814-1899), le cui memorie inedite sulle Parrocchie Suburbane della Diocesi di Siena sono state recentemente pubblicate, ci d\u00e0 di Pieve a Sprenna questa descrizione:<\/span> \u201c<span style=\"font-size: medium;\">Resedeva essa su di una crestosa collina posta tra il fiume Arbia e l\u2019 Ombrone, circa mezzo miglio a greco distante dal ponte sul quale passa la via Regia Romana (Cassia), e dove tuttora vedesi se non l\u2019antica chiesa, almeno un oratorio di pi\u00f9 moderna struttura con una casa annessa per uso di una povera famiglia di coloni\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo il Merlotti dunque, a met\u00e0 1800, esisteva ancora una porzione di chiesa atta ad \u201cOratorio\u201d, con (sempre dai suoi appunti) \u201cun solo altare, sulla destra del quale vi era una lapide\u201d posta dal medesimo e gi\u00e0 citato Girolamo Fanti sempre nel 1601, anno del restauro. Pur non avendo rinvenuto all\u2019 interno dell\u2019 attuale fabbricato alcuna traccia della stessa, riteniamo la citazione molto pi\u00f9 che attendibile, avendo ritrovato in Biblioteca Comunale di Siena, alcuni appunti scritti intorno al 1815 dal canonico Morelli (Biblioteca Comunale di Siena A VIII 1 \u2013 Citazioni e appunti del Canonico Giovan Battista Morelli). Questo prelato, (vedremo anche in seguito), nell\u2019 anno 1797, ci descrive la lapide scomparsa, nello stesso identico modo in cui lo far\u00e0 il Merlotti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo ambedue le testimonianze, nella lapide scomparsa vi erano scritte le seguenti parole:<\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\">D.O.M. D. HIER. DE FANTIS. CANO. ECC. S. LAU. A RODULFO EPO SEN. IN. HO. S. IO. B. CONS. S. IO. EV. REF. CUR.\u201d. Per esteso: \u201cDominus Hyeronimus de Fantis Canonicum Ecclesia S. Laurenti a Rodulfo Ephiscopo Senensi in honorem S. Johannis Baptistae, S. Johannis Evangelistae consecratam reficientam curavit anno domini 1601\u201d, che tradotto: \u201cIo Gerolamo Fanti Canonico della Chiesa di San Lorenzo consacrata da Rodolfo Episcopo Senese in onore di S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista e restaurata nell\u2019anno 1601\u201d. Se fosse stato effettivamente il Vescovo Rodolfo a fondare questa Pieve e di conseguenza a donarla ai Canonici di Siena, siamo senz\u2019altro negli anni precedenti al 1100. Il Vescovo Rodolfo o Rodulpho, infatti, fu figlio del Conte Ildebrando che fu eletto intorno al 1072 come difensore della Chiesa Senese. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sebbene non abbiamo traccia dell\u2019anno esatto della fondazione, sappiamo che essa fu donata ai Canonici di Siena intorno al 1081 insiemi a numerosi altri beni. Queste notizie molto attendibili, provengono da citazioni di storici e studiosi (Pecci, Merlotti ecc\u2026), ma il primo documento scritto, con il quale si nomina e si riporta su carta la sopracitata Pieve, \u00e8 quello del 1189 (Bolla di Papa Clemente III del 20\/04\/1189), con la quale il pontefice conferm\u00f2 detta Pieve a \u201cBono o Buono\u201d, Vescovo di Siena. Tale documento \u00e8 citato pure nella \u201cStoria del Vescovado\u201d del Pecci a pag. 185.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Come tutte le Pievi, anche questa era \u201cdotata\u201d di beni mobili ed immobili che ne costituivano le rendite e tutti i poderi della sua giurisdizione (Pievania) dovevano corrisponderle le cosiddette \u201cDecime\u201d, vere e proprie tasse che consistevano in genere in derrate alimentari come grano, olio, vino, orzo. Tra i beni immobili di Pieve a Sprenna ci fu anche il famoso \u201cMolino di Borgo d\u2019 Arbia\u201d, antichissima fabbrica molitoria che fu anche<\/span> <span style=\"font-size: medium;\">detto \u201cMolino di Serravalle\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Diverse pergamene ci parlano della \u201cPieve di Sparena\u201d (ASS DAG \u2013Marzo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1240<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">) o anche \u201cPieve di Sperena\u201d (ASS DAG \u2013 Dicembre 1240) oppure \u201cPieve di Aspreno\u201d (ASS DAG &#8211; Novembre 1243). Molto importante anche quella contenuta tra le carte dell\u2019ospedale del <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1272<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> che ci fa conoscere che in quell\u2019anno ne era pievano tal Ser Ranuccio e che la nostra chiesa era una \u201ccanonica\u201d, governata da pi\u00f9 sacerdoti e sotto la direzione di un \u201cpievano o priore\u201d. Lo stesso Ser Ranuccio \u00e8 ancora Pievano nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1277<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (\u201cTuscia, le Decime degli anni 1274-1280\u201d cit. pag. 111), quando S. Maria a Sprenna funge da collettorio delle decime pro-terra santa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1285<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> (AAS Lib. XII Boll.) il pievano di Sprenna \u00e8 Don Pietro del fu Guiduccio Malavolti con tale Ser Martino suo parroco e la chiesa \u00e8 ancora intitolata a Santa Maria. Altri documenti ci parlano dell\u2019elezione di un tale Vanni di Francesco nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1300<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> e Messer Bonaventura che ne rimase pievano almeno dal 1307 al <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1317<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Nel 1317 \u00e8 ancora appellata \u201cPlebs de Sprenna\u201d ed ha sotto di se diverse chiese come quella di Serravalle, quelle di Montauto Giuseppi, quella di Borgo Furello vicino a Buonconvento. Il suo pievano dunque pu\u00f2 e deve ratificare l\u2019elezione dei preti del suo comprensorio, come accade nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1348<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> da parte dell\u2019allora pievano di Sprenna, Don Berlinghieri degli Arzocchi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1353<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> una controversia nata per l\u2019elezione del nuovo pievano di Sprenna scomoda anche Papa Innocenzo VI che, con una Bolla del 28 Aprile del 1353 da Avignone, nomina l\u2019 Abate di S. Eugenio a Monistero (Monastero vicino a Costafabbri) suo Legato Apostolico per trovare una soluzione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1392<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> troviamo Ser Goro di Toro e nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1409<\/b><\/span> <span style=\"font-size: medium;\">(AAS Libro dei Titoli delle Chiese della Citt\u00e0 e Diocesi di Siena) abbiamo un quadro definitivo di quella che fu la Pievania di Sprenna ed il territorio di sua competenza:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">\u201c<span style=\"font-family: Courier New,serif;\"><span style=\"font-family: Calibri,serif;\">Plebes de Sprenna cum Capella de Serravalle\u201d: <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia Sancti Andree de Monteagutulo (Montauto-Asciano) <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia S. Fabiani de Monteagutulo (Montauto-Asciano)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia de Burgo Furello (Buonconvento)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia Petri de Buonconvento (Buonconvento)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia Germani de Monteagutolo Joseph (Montauto-Asciano)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 10pt;\">Ecclesia S. Bartholomei de Casali (Casale Sergardi-Asciano)<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1575<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, dalla Visita Pastorale di Monsignor Bossio, compiuta per\u00f2 dal suo delegato, il prelato G. Curzio, scopriamo che la chiesa era ora titolata a San Giovanni ed era retta da tale B. Benzi canonico della chiesa senese. Dallo stesso Benzi sappiamo che la guerra di Siena aveva pochi anni prima provocato molti danni in questa zona. Con le parole \u201c\u00e8 stato tutto diruto dalla guerra\u201d, cerc\u00f2 di giustificare lo stato di degrado nel quale si trovava la pieve. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> 1601 <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">la nostra pieve<\/span><b> <\/b><span style=\"font-size: medium;\">ha cambiato di nuovo titolazione ed \u00e8 detta gi\u00e0 di San Lorenzo .<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1614<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> la Pieve di San Lorenzo a Sprenna viene dichiarata \u201cVicaria Perpetua\u201d e da allora in poi, i preti di Sprenna furono resi dipendenti dal Vescovo di Siena. Sempre in questo giorno fu nominato il primo Vicario nella persona del Molto Reverendo Antonio Bartali, mentre nel <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1674<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> ne curava le funzioni prete Giuseppe Maria Baccinetti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo la soppressione delle \u201cCompagnie laicali e delle Congregazioni Religiose\u201d per volere del Governo della Toscana (Decreto Reale del 6 Aprile 1785) si era liberata nel vicino castello di Serravalle la chiesetta della compagnia dei SS. Fabiano e Sebastiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Approfittando di questo, Monsignor Tiberio Borghesi Arcivescovo di Siena, con decreto del 28 Aprile <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>1786<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, deliber\u00f2 che, fermo restante il Titolo di San Lorenzo, questa Pieve fosse trasferita nella chiesa del castello di Serravalle.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec fu definitivamente translata la chiesa di Sprenna in Serravalle, dove tutt\u2019oggi \u00e8, mentre l\u2019antico edificio rimase come oratorio e cappella fino agli inizi del 1800, mentre alla fine di quel secolo nulla era rimasto a ricordare la sacralit\u00e0 della Pieve.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. 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