{"id":149,"date":"2014-11-26T11:11:39","date_gmt":"2014-11-26T10:11:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/?p=149"},"modified":"2014-11-26T11:11:39","modified_gmt":"2014-11-26T10:11:39","slug":"storia-di-santagostinello-chiesa-depredata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/storia-di-santagostinello-chiesa-depredata\/","title":{"rendered":"Storia di Sant&#8217;Agostinello, chiesa depredata"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_150\" style=\"width: 395px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-150\" class=\" wp-image-150\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello-300x193.png\" alt=\"Sant'Agostinello depredata (dopo e prima)\" width=\"385\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello-300x193.png 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello-179x116.png 179w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello-367x237.png 367w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/immagine-s.-agostinello.png 525w\" sizes=\"auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-150\" class=\"wp-caption-text\">Sant&#8217;Agostinello depredata<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>di Augusto Codogno<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">MONTERONI D&#8217;ARBIA. Stavolta siamo nell\u2019odierno Comune di Monteroni d\u2019Arbia, ma molto lontano dal capoluogo e ben pi\u00f9 vicino a Siena. La chiesa che tratteremo oggi, pur piccole di dimensioni, ha una storia straordinaria ma, essendo in aperta campagna ed in completo stato di abbandono, ha subito ogni genere di furto. In particolare, come si rileva dalla foto, \u00e8 stato asportato l\u2019intero portale in pietra e lo stemma sovrastante. Dall\u2019unica immagine che rimane possiamo certificare l\u2019esistenza di due facce scolpite poste nell\u2019architrave. I due visi umani, molto spigolosi, ci ricordano alcuni capitelli del periodo longobardo rinvenuti in altre chiese senesi e aretine, ma potrebbero risalire anche ad epoca posteriore, sicuramente non oltre il primo secolo del Mille.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo stemma, da quest\u2019unica fotografia, non riesco a metterlo a fuoco e quindi credo che ormai sia persa ogni speranza di identificarlo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poco altro rimane di quella che fu senz\u2019altro una bella costruzione (successivamente rifatta in cotto), con un abside semicircolare in stile romanico e l\u2019ingresso rivolto a occidente. Il tetto \u00e8 ormai franato da tempo assieme al campanile a vela.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>UBICAZIONE DI S. AGOSTINELLO<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">La chiesa si trova lungo la strada bianca che da Colle Malamerenda va a Radi, appena superato il torrente Tressa, nel primo poggio sulla destra della carreggiata, dove una via laterale sale verso quella che fu un tempo (ed ancora oggi porta questo nome), la localit\u00e0 di S. Agostino. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa via di comunicazione era ben nota gi\u00e0 nell\u2019alto medioevo con il nomignolo di \u201cstradella\u201d ed era uno dei collegamenti tra Siena e Vescovado di Murlo passando per Radi di Creta (oggi solo Radi, antico castello dei Placidi).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se vogliamo collocare S. Agostinello all\u2019interno di un\u2019area, potremmo dire che \u00e8 compreso in un triangolo che ha i suoi vertici in Colle Malamerenda, la Chiesa di Monsindoli e S. Giorgio (oggi Agriturismo, ma anticamente detto \u201cTroiola\u201d). Ed \u00e8 proprio della comunit\u00e0 di quello che fu l\u2019antico Comunello della Troiola che gi\u00e0 a met\u00e0 del 1200, S. Agostinello faceva parte.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LA STORIA DI S. AGOSTINELLO <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">La chiesa di S. Agostino, detta fin dall\u2019antichit\u00e0 S. Agostinello, o S. Agostino a Tressa era gi\u00e0 esistente nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1081<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e cio\u00e8 nel 27\u00b0 anno del regno di Arrigo IV. E\u2019 proprio in un \u201cPrivilegio\u201d di quest\u2019anno, datato 3 Giugno e concesso al Monastero di S. Eugenio di Siena dal Re sopracitato, che emerge il nome della nostra chiesa per la prima volta. Arrigo IV infatti conferma, con questo atto ufficiale, le concessioni fatte anche dai suoi predecessori in favore di questo Convento (nato nel 730 in epoca longobarda ad opera di Warnefrit gastaldo regio di Siena) vicino a Costafabbri (oggi detto semplicemente Monistero). Sembrerebbe addirittura che la chiesa di S. Agostino fosse dentro ad un castello perch\u00e9 come scrivono le carte \u201cEt locum S. Augustini in quo castrum edificatum est\u201d. La sottomissione di questa chiesa al grande monastero senese ci fa conoscere che anche alcune delle chiese circostanti erano sottoposte al medesimo, come la chiesa di S. Pietro a Monsindoli, quella di S. Pietro in Barontoli, quella di Arbiola ecc\u2026 Ed il Monastero di Sant\u2019Eugenio esercit\u00f2 in questa zona ed in particolare sulla piccola chiesa di Sant\u2019Agostino (che era ai tempi una vera e propria parrocchia), un giuspatronato ecclesiastico per tanti secoli ancora.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo dimostrano infatti alcuni atti successivi come quello del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1176<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Book Antiqua,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Bolla di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Papa Alessandro III data in Anagni), quello del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1185<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Diploma dell\u2019imperatore Federigo I), quello del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1207 <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">(Breve del Papa Innocenzo III dato in Tusculano) e da bolle successive.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">La stessa localit\u00e0 di S. Agostino doveva essere assai popolosa se nel 1081 era all\u2019interno di una cerchia fortificata (Castello), aveva una chiesa parrocchiale ed a met\u00e0 del 1200 era sede di uno dei cosiddetti \u201cComunelli\u201d della Masse senesi (Ricerca Odile Redon anni <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1263\/1270<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1343<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (13 Dicembre, Diplomatico Domenicane S. Agnese di Montepulciano presso Archivio di Stato di Firenze) in un atto di vendita di terreno della vicina localit\u00e0 di Troiola (oggi S. Giorgio), emerge che tra i confinanti c\u2019\u00e8 proprio la nostra chiesa di S. Agostino.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel Maggio del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1422<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">, la chiesa doveva essere ormai in cattivo stato e non curata, tanto che il suo \u201csemplice beneficio\u201d viene conteso tra due parti ed \u00e8 oggetto di arbitrato. S. Agostinello di Tressa viene contemporaneamente rivendicato sia dall\u2019abate Angelo Grazini del \u201cmonasterii sancti Eugenii prope Senas\u201d, sia da tale \u201cNannes Gabrielis ritaglierius de Senis\u201d. I loro rappresentanti (oggi si chiamerebbero legali) eletti per districare in giudizio furono tali \u201cCarolum Angelini\u201d per il monastero e tale \u201cNicholaum Sozini\u201d per il Gabrielli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cinquanta anni dopo sappiamo chi vinse la causa e fu ancora il Monastero di S. Eugenio, poich\u00e9 un\u2019altra Bolla Papale del 26 Giugno <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1472<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Arch. di Stato di Firenze- Pergamene di S. Eugenio a Monistero), ci comunica che in quell\u2019anno la chiesa di \u201cS. Augustinello\u201d venne riunita a S. Eugenio a Monistero. Anche dallo spoglio della stessa carta abbiamo la conferma che il nostro piccolo edificio di culto non se la passava tanto bene in quanto veniva definito come \u201cchiesa rurale non curata di S. Augustinello di Tressa\u201d, quindi senza parroco fisso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019anno successivo (18 Maggio <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1473 <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013 A.S. Firenze stesso fondo) anche il Vescovado ufficializza la riunione di S. Augustinello con un atto rogato nella chiesa senese di \u201cSan Girolamo de\u2019 poveri Gesuati\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tre anni dopo, nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1476<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">, la chiesa di S. Agostinello, cos\u00ec come la vicina Santa Lucia e Tommaso della Troiola furono riunite sotto la parrocchiale di S. Pietro a Monsindoli. La chiesa, da allora, rimarr\u00e0 sempre incustodita e semplice beneficio di quella di Monsindoli, entrando, insieme ai poderi circostanti, a far parte del Comunello di Troiola. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1692<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (ASS Fondo Quattro Conservatori \u2013 Rete Poderale ad annum) infatti, il sopracitato comunello di Troiola nelle masse, risulta composto da sei poderi ed esattamente dal podere Colombaio del Signor Sani Adriano, dai poderi Case Nuove e Diserto (oggi Deserto) del Santa Maria della Scala, dal podere Pereta dei Padri Servi di Siena, dal podere Troiola del Signor Sani Adriano e da Sant\u2019Agostino di propriet\u00e0 del Curato della Parrocchia di Monsindoli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec continuer\u00e0 fino ai nostri giorni la decadenza di questa antichissima chiesetta, ma il danno che non hanno fatto le intemperie, i terremoti, lo smottamento della terra nei successivi 250 anni lo ha fatto qualche imbecille negli ultimi dieci anni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per racimolare pochi euro \u00e8 stato asportato (rubato) il portale in pietra che aveva le due interessantissime sculture con volto umano e lo stemma sovrastante, privando un edificio di culto di un segno importantissimo e di una testimonianza storica di immenso valore. Forse ora questo marmo si trova in qualche giardino di una villa signorile a far da base a un vaso di gerani, momumento alla vergogna e alla stupidit\u00e0 umana di chi non capisce n\u00e9 di storia, n\u00e9 di cultura e non sa neanche cosa sia il rispetto per i luoghi di culto.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno MONTERONI D&#8217;ARBIA. Stavolta siamo nell\u2019odierno Comune di Monteroni d\u2019Arbia, ma molto lontano dal capoluogo e ben pi\u00f9 vicino a Siena. La chiesa che tratteremo oggi, pur piccole di dimensioni, ha una storia straordinaria ma, essendo in aperta campagna ed in completo stato di abbandono, ha subito ogni genere di furto. 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