{"id":137,"date":"2014-09-24T09:41:23","date_gmt":"2014-09-24T07:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2014\/09\/24\/san-giovanni-dasso-i-misteri-di-s-pietro-a-villore\/"},"modified":"2014-09-24T09:41:23","modified_gmt":"2014-09-24T07:41:23","slug":"san-giovanni-dasso-i-misteri-di-s-pietro-a-villore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/san-giovanni-dasso-i-misteri-di-s-pietro-a-villore\/","title":{"rendered":"San Giovanni d"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><strong>di Augusto Codogno <\/strong><br \/>SIENA. <span style=\"font-size: 8pt\">Vicino  al borgo di San Giovanni d&rsquo;Asso sorge la chiesa di San Pietro in  Villore, autentico esempio di stile romanico senese con influenze  sicuramente lombarde e francesi. Sebbene la parte superiore sia in cotto  (perch&eacute; frutto di un rifacimento posteriore), la parte sottostante ci  d&agrave; l&rsquo;idea della sua antichit&agrave; e della sua collocazione che dovrebbe  aggirarsi attorno ai primi decenni dell&rsquo;anno mille. Non abbiamo molte  notizie sugli antichi fasti di questa chiesa, ma alcune documenti ci  fanno supporre che avesse una certa importanza. Per comprendere meglio  la storia di questo edificio di culto occorre fare chiarezza sulle  quattro chiese (compresa la nostra), che gravitano qui intorno: la  Chiesa di S. Maria di Pava (poi Pieve), la Pieve di S. Pietro a Pava, la  Chiesa di S. Pietro in Villore (Canonica) e la Chiesa di S. Giovanni  nel borgo di S. Giovan d&rsquo;Asso. Partiamo dalle prime due.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><strong> <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Una prima domanda: Pieve di Santa Maria a Pava o di S. Pietro a Pava?<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">La  pi&ugrave; antica di memoria della antica &ldquo;Pieve di Pava&rdquo; e ci giunge  addirittura dal periodo dei Longobardi, quando, assieme ad altre chiese  dei dintorni (quella ad esempio di Montefollonico, di Monterongriffoli  ecc&hellip;) fu oggetto di contesa tra i Vescovi di Siena e di Arezzo. Il  territorio in oggetto, rivendicato dai due vescovadi, comprendeva per  l&rsquo;esattezza 21 pievi, 7 chiese, 3 basiliche, 4 monasteri. Una  contesa famosa nella storia perch&eacute; dur&ograve; centinaia di anni e coinvolse  Gastaldi Regi, Papi ed Imperatori (Liutprando in persona), ma non solo:  ebbe anche episodi di sangue. Quasi  sempre per&ograve;, esclusa una sola volta, i giudicati pesarono dalla parte  del Vescovo di Arezzo scontentando Siena ed i senesi. Questa nostra chiesa di Pava dunque &egrave; citata fin dal periodo longobardo (anni 714-715) sotto il nome di <strong>S. Pietro a Pava<\/strong>, ed anche nel periodo dei Franchi a met&agrave; tra l&rsquo;800 e il 900 (Archivio di Arezzo). Sembra  che la sua ubicazione in quegli anni fosse nella pianura di Pava dove,  recenti ed importantissimi scavi hanno dato alla luce una chiesa  pre-romanica che pare risalga niente di meno che alla fine del 400 (fine  V &ndash; inizio VI sec.).<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Questa  Chiesa di Pava &egrave; un rarissimo esempio di edificio ad absidi  contrapposte con pochissimi esempi in Italia (molti in Spagna e nord  Africa) e che sembra sia rimasta attiva almeno fino al 1100, anche se di  forma strutturale diversa (prima senza un abside, poi senza tutti e due  rimase di forma rettangolare), perdendo nei secoli di importanza.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Questa  chiesa di Pava dunque, compare in diversi documenti scritti a partire  dall&rsquo;anno 714, ma &egrave; detta alcune volte di Santa Maria di Pava ed altre  di S. Pietro di Pava. In realt&agrave;, andando a consultare le carte vediamo  qualcosa di diverso.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">La  Pieve di Pava viene definita &ldquo; baptisterium S. Matris Ecclesiae in  Pava&rdquo; soltanto una volta e precisamente nel Giudicato dell&rsquo;Agosto 714,  mentre per ben tre volte, in altrettanti documenti, viene definita come  &ldquo;Baptisterio Sancti Petri in Pava&rdquo; soltanto un anno dopo (Marzo, Giugno e  Luglio 715). Va tenuto conto che la traduzione esatta della prima  dicitura non &egrave; Santa Maria di Pava, ma &ldquo;Santa Madre Chiesa in Pava&rdquo;  quindi, contrariamente a quello che si &egrave; sempre scritto fino ad ora,  nelle carte del periodo Longobardo la chiesa in questione era quella di  S. Pietro a Pava e non di Santa Maria e si trovava quasi sicuramente nel  luogo degli scavi archeologici.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><strong> <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>La pieve nuova di Santa Maria di Pava e quella di San Pietro a Villore<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">A  partire dal 1200 cominciamo a trovare le attestazioni di queste due  chiese, tutte e due vicinissime a quella antica rinvenuta dagli  archeologi e tutte e due ancora in piedi e visitabili.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> La  prima, chiamata di &ldquo;Santa Maria&rdquo; &egrave; ubicata sulla collina sopra l&rsquo;antica  Pieve, mentre la seconda chiamata &ldquo;S. Pietro in Villore&rdquo; &egrave; pi&ugrave; vicino  al castello di S. Giovanni d&rsquo;Asso.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Tutte  e due, di inconfondibile stile romanico e tutte e due con vistosi  rifacimenti successivi, sembrano essere nate poco dopo il Mille, ma  mentre della prima rimangono pochi particolari architettonici, della  seconda sono ancora visibili splendide decorazioni ed importanti  elementi di interesse artistico.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><strong> <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ma quale di queste due sostitu&igrave; la vecchia Pieve di S. Pietro a Pava?<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Della vecchia Pieve in pianura si parler&agrave; ancora per l&rsquo;ultima volta in una carta aretina del <strong>1029<\/strong>, dopo di che nulla.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Pochi anni dopo invece, ed esattamente nel <strong>1045<\/strong>, compare la &ldquo;nuova&rdquo; <strong>Pieve Santa Maria in Pava<\/strong> ed ecco che sappiamo quale delle due eredit&ograve; il Fonte Battesimale ed i privilegi ecclesiastici.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> E&rsquo;  sicuramente in questo periodo di transizione che loriginaria chiesa di  pianura verr&agrave; abbandonata e finir&agrave; per decadere, anche strutturalmente.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Nel <strong>1320<\/strong> infatti doveva essere rimasto ben poco della antica Pieve di Pava,  perch&eacute; nell&rsquo;Estimo di S. Giovanni d&rsquo;Asso si parla di un semplice  beneficio ecclesiastico goduto da un prete di nome Ser Fino e denominato  <strong>&ldquo;Pieve Vecchia&rdquo;<\/strong>.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> A partire dal <strong>1200<\/strong> coesisteranno contemporaneamente sia la Chiesa di Santa Maria di Pava  che quella di San Pietro a Villore, come dimostrano questi due atti che  riporter&ograve; sotto:<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><strong> <\/strong><\/span> <\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>(Spedale S. Maria della \tScala &ndash; 18 Febbraio 1249 ind. 8) <\/strong>Maestro  Masturcio del fu Leonardo lascia nel suo testamento un pezzo di terra  in Valle d&rsquo;Asso, in un luogo detto Magnattario alla <em><strong>Pieve di Santa Maria di Pava<\/strong><\/em>.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>(Spedale S. Maria della \tScala &ndash; 29 Dicembre 1246 ind. 8)<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Lambertino di Domenico fa testamento e lascia 12 denari alla chiesa di <em><strong>&ldquo;S. Pietro in Villole&rdquo;.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\">La chiesa di &ldquo;S. Pietro a Villole&rdquo; comparir&agrave; anche nelle decime del <strong>1278\/1279<\/strong> con la descrizione della sua ubicazione che viene detta essere &ldquo;presso il Castello di San Giovanni&rdquo;. Ma del toponimo di &ldquo;Villore&rdquo; o &ldquo;Villole&rdquo; si parla anche nel <strong>1230<\/strong> e <strong>1231<\/strong> in due contratti redatti in San Giovanni d&rsquo;Asso:<\/span><br \/>&ldquo;<strong>(1230 Marzo 4. Ind. 4. D. 0,25 0,18 &ndash; Spedale Santa Maria della Scala).<\/strong><span style=\"font-size: 8pt\"> Marabottino  di Guelfo, anche per conto di Guelfo suo fratello e di Ildobrandino di  Ranaldo, vende a Ranuccio di Bartolomeo e a Donnello di Ribottino, 2  pezzi di terra in luogo detto <strong>Villore<\/strong>, per il prezzo di L. 4.&mdash;Notaio Pepo&rdquo;.<\/span><br \/>&ldquo;<span style=\"font-size: 8pt\"><strong>(1231 Agosto 3. Ind. 4. D. 0,24 0,17 &ndash; Archivio Generale)<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Franceschino del fu Guelfo, vende a Ranuccio di Bartolomeo, che acquista per Donnello di Ribottino, un pezzo di terra in <strong>Villore<\/strong> in luogo detto al Piano, per il prezzo di Lire 4 e Soldi 5. L&rsquo;atto fu rogato dal Notaio  Pepo&rdquo;.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><strong> <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Le bellezze artistiche di San Pietro a Villore<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Veniamo  ora alle cose straordinarie che ci sono state e che ci sono ancora  nella chiesa o, come veniva chiamata, &ldquo;Canonica&rdquo; di S. Pietro a Villore.  Partiamo da quello che non c&rsquo; &egrave; pi&ugrave;! Un crocifisso di stile bizantino,  del quale la chiesa conserva soltanto una copia, &egrave; attualmente a Siena  nella Pinacoteca Nazionale, mentre dei due trittici scomparsi, quello  pi&ugrave; importante &egrave; attualmente al Museo degli Uffizi di Firenze.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Proveniente dalla collezione Contini Bonacossi &egrave; opera di <strong>Ugolino di Nerio<\/strong> (<strong>1320-1325 circa<\/strong>) e raffigura una Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo. <\/span><span style=\"font-size: 8pt\">Ma la vera  attrazione di San Pietro in Villore sono i suoi resti architettonici, il  portale, i capitelli, le sue sculture di rifinitura, la sua facciata e  la sua cripta, tutto riconducibile ad un antico stile &ldquo;romanico&rdquo;  particolarissimo perch&eacute; risente sia di influssi lombardi che francesi.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> In particolare, le decorazioni sulla facciata sono tipiche del 1100 ed i motivi ricordano quelli di altre chiese toscane.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Vi possiamo riconoscere in particolare le famose &ldquo;palmette&rdquo;, che oltre  ad essere un decoro diffuso ricordano volutamente la &ldquo;terrasanta&rdquo;, le  faccie o visi, che recenti ricerche sembrano indicare come simbolo della  presenza di una confraternita o di fratelli che vivevano sotto una  stessa regola o &ldquo;canone&rdquo;, (infatti questa era una &ldquo;canonica&rdquo;), la  &ldquo;sirena bicaudata&rdquo;, simbolo del astinenza dal sesso,  il leone,  l&rsquo;ariete, il grappolo d&rsquo;uva, il nodo di salomone, il fiore della vita,  l&rsquo;uomo forte ecc&hellip; ecc&hellip;<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> In particolare, al centro del timpano, una forma rettangolare con  decori di viti e rosette, sembra essere il resto di un pluteo di epoca  pi&ugrave; antica, collocato posteriormente sulla facciata, cos&igrave; come uno dei  capitelli della cripta sotterranea, diverso dagli altri e pi&ugrave; antico di  qualche secolo. Che siano i resti di una chiesa ancora pi&ugrave; antica  ubicata nel medesimo sito? Sono stati trasportati qui dall&rsquo;antica Pieve  di pianura che stava crollando? Non mi &egrave; dato saperlo.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> Questi simboli, cos&igrave; come le absidi ad archetti ciechi, le colonne,  sono simili ad altre chiese del senese tra cui vogliamo ricordare:<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> la Chiesa della SS.ma Trinit&agrave; di Santa Mustiola di Torri (gi&agrave; esistente  nel 1189), la chiesa di San Bartolomeo a Montefollonico, la Pieve di  Corsignano, la Pieve di S. Stefano a Cennano (Castelmuzio-Trequanda),  San Pietro in Campo, ma soprattutto l&rsquo;Abbazia di S. Antimo.<\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><br \/><span style=\"font-size: 8pt\">Mi  corre obbligo ricordare a tutti i lettori che il prossimo 11 Ottobre,  la fondazione Musei Senesi ed il Comune di S. Giovanni d&rsquo;Asso,  organizzano un ritrovo alle ore 15,00 nel piazzale davanti al Castello e  al Museo, per tutti coloro che volessero visitare la Chiesa di San  Pietro a Villore. Ci sar&ograve; anch&rsquo;io ad affiancare una giovane e bravissima  storica dell&rsquo;arte che si sta occupando da tempo di questa antica  canonica.<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Vicino al borgo di San Giovanni d&rsquo;Asso sorge la chiesa di San Pietro in Villore, autentico esempio di stile romanico senese con influenze sicuramente lombarde e francesi. 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