{"id":133,"date":"2014-08-25T18:48:45","date_gmt":"2014-08-25T16:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2014\/08\/25\/la-via-francigena-tra-vero-e-falso\/"},"modified":"2014-08-25T18:48:45","modified_gmt":"2014-08-25T16:48:45","slug":"la-via-francigena-tra-vero-e-falso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/la-via-francigena-tra-vero-e-falso\/","title":{"rendered":"La via Francigena: tra vero e falso"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><strong>di Augusto Codogno <\/strong><br \/>SIENA. La Via Francigena, antica strada oggi famosissima, &egrave; ormai sulla bocca di tutti ed &egrave; considerata un contenitore ricco di fascino e, per attenti operatori turistici, una grande opportunit&agrave; economica. Partiamo con le cose concrete, con i dati di fatto, considerando questo percorso come bene storico, culturale, senza sminuirne l&rsquo;influenza fondamentale che ebbe nello sviluppo della nostra citt&agrave;. <br \/><strong>Strada Romea e Strada Francigena a Siena<\/strong>. <br \/>Non furono la stessa cosa. Quando nel VII secolo, l&rsquo;Italia era divisa in due perpendicolarmente tra Longobardi e Bizantini, Siena era sotto il dominio Longobardo che controllava gran parte della Toscana almeno fin sotto Chiusi. Solo per ricordarlo, nella nostra citt&agrave; aveva residenza stabile un &ldquo;Gastaldo&rdquo; regio, direttamente espressione di Pavia, probabilmente per l&rsquo;importanza strategica e militare che fin dalla antica &ldquo;Sena Julia&rdquo; era riconosciuta a questa terra. Nel 730 ad esempio c&rsquo;era un certo Warnefrit, fondatore del Monastero di S. Eugenio in Pilosiano a Costafabbri. <br \/>L&rsquo;esigenza di collegare Pavia (capitale longobarda) con i ducati del meridione (anch&rsquo;essi longobardi) rese necessario individuare la strada pi&ugrave; sicura e difendibile e per questo si opt&ograve; per un tracciato fino ad allora di minore importanza: quello che valicava l&rsquo;Appennino in corrispondenza dell&rsquo;attuale Passo della Cisa. <br \/>La Cisa era ai tempi chiamata &ldquo;Mons Longobardorum&rdquo; (monte dei longobardi) ed &egrave; per questo che il tracciato venne detto ben presto la &ldquo;via di Monte Bardone&rdquo;.  La Via proseguiva poi verso Lucca, la Val d&rsquo;Elsa, Siena, la Val d&rsquo;Arbia, la Val d&rsquo;Orcia ecc&hellip; Successivamente, con i Franchi, questo tracciato rimase di vitale importanza e fu preferito ad altre vie di origine romana come la Salaria che, costeggiando il Mediterraneo, esponeva i viandanti al rischio dei pirati saraceni. E gli attacchi alle citt&agrave; costiere della toscana da parte dei musulmani furono assai feroci, come quello per esempio, che nel 935 distrusse completamente la citt&agrave; di Roselle (vicino a Grosseto). La strada naturalmente contribu&igrave; all&rsquo;arricchimento di Siena grazie allo scambio di merci, di cultura, di conoscenza e sicuramente fu il principale motore di sviluppo. Alla fine del millennio (anni 990\/994), grazie al diario di viaggio del Vescovo Sigeric, scopriamo tutte le tappe che da Roma portavano in Inghilterra e quali erano i luoghi di sosta e ospitalit&agrave; (&ldquo;submansioni&rdquo;) anche nella nostra provincia. Era di fatto reso ufficiale il tracciato della Francigena anche senza il dettaglio esatto del percorso, ma solo dei luoghi di sosta.  In realt&agrave; agli inizi del nuovo Millennio, a Siena non si usa ancora il toponimo di &ldquo;Via Francigena&rdquo;, ma, come ci insegnano alcune pergamene (anni 1034, 1052), il termine utilizzato era &ldquo;Strata Romea&rdquo;. Il nome &ldquo;Francigena&rdquo; comincer&agrave; ad essere usato solo dopo il 1200 ed esattamente come &ldquo;Strata Francisca&rdquo;. Il nome &ldquo;Francigena&rdquo;, pur significando &ldquo;strada che va in Francia&rdquo;, o &ldquo;dei francesi&rdquo;, non rende esatto il concetto che ne abbiamo oggi noi. Per &ldquo;francesi&rdquo; infatti, si consideravano a quei tempi tutti quei popoli che si trovavano oltralpe, quindi anche gli abitanti dell&rsquo;attuale Svizzera, Paesi Bassi e, secondo Ludovico Antonio Muratori, anche della Germania. <br \/>Ma la strada romea e la strada francigena furono la stessa cosa?<strong> <\/strong>Probabilmente no, anche se in alcuni tratti sicuramente le due strade si sovrapposero e molti pezzi dell&rsquo;antica strada furono gli stessi. Il problema &egrave; che, mentre la Romea era un vero e proprio selciato romano, la Francigena era un fascio di sentieri, tracce, piste battute dal passaggio dei viandanti, che &ldquo;in genere si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza delle mansioni, dei centri abitati od ospitali dove si trovava alloggio per la notte, o presso alcuni passaggi obbligati come valichi o guadi. <br \/>Pi&ugrave; che vere e proprie strade si trattava, quindi, di &ldquo;aree di strada&rdquo;, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle. (Alberto Conte &ndash; Sito Ufficiale della Via Francigena&rdquo;.&nbsp; Giustamente oggi viene infatti definito come &ldquo;itinerario&rdquo; pi&ugrave; che come strada. <br \/>Non meravigliamoci perci&ograve; se i sentieri tracciati dalla cartellonistica storica non corrispondono al vero. La cosa certa &egrave; che Siena fu attraversata dalla Francigena e che questa &ldquo;pista&rdquo; divent&ograve;, oltre alla pi&ugrave; grande autostrada de commercio, il principale percorso di pellegrinaggio a livello europeo. Da qui si transitava per raggiungere Santiago di Compostela, Roma e, per i pi&ugrave; arditi, i porti pugliesi in direzione di Gerusalemme e della Terrasanta. Pi&ugrave; tardi, crescendo di importanza Firenze ed il Valdarno, la viabilit&agrave; si spost&ograve; sull&rsquo;asse Bologna-Firenze ed il passo della Cisa, cos&igrave; come l&rsquo;antico percorso francigeno perse importanza. <br \/>Cos&igrave; anche Siena, crocevia del pellegrinaggio internazionale, torn&ograve; ad essere meno importante di un tempo, diminuirono gli ospedali, ma la sua posizione commerciale e bancaria, ormai affermata nel mondo le permisero di splendere ancora per molto tempo. <br \/><em>Per i pi&ugrave; interessati, Gioved&igrave; 28 Agosto, presso le Fonti di Pescaia, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;Estate Senese 2014, terr&ograve; uno spettacolo dal titolo &ldquo;Siena: la citt&agrave; dei pellegrini tra Roma e Santiago di Compostela&rdquo; dove si parler&agrave; anche della Francigena. L&rsquo;appuntamento &egrave; alle 21,30 &ndash; Ingresso gratuito. <\/em><\/div>\n<p style=\"margin-right: 0.93cm;margin-bottom: 0cm;text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. La Via Francigena, antica strada oggi famosissima, &egrave; ormai sulla bocca di tutti ed &egrave; considerata un contenitore ricco di fascino e, per attenti operatori turistici, una grande opportunit&agrave; economica. 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